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Salvatore Todaro
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Salvatore Todaro (Messina, 16 settembre 1908 - La
Galite, Tunisia, 13 dicembre 1942), è stato comandante di sommergibile e appartenente
alla Decima Flottiglia
MAS durante la seconda guerra
mondiale.
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Salvatore Todaro entrò all'Accademia Navale
di Livorno il 18 ottobre 1923 venendo promosso guardiamarina nel 1927, dopo aver
completato il corso. L'anno successivo, promosso sottotenente di
vascello, venne destinato a Taranto per frequentare il corso
di osservazione aerea per essere successivamente assegnato a diversi incarichi
imbarcati sia su unità subacquee che di superficie.
Nel 1936 Todaro
venne assegnato alla 146ª Squadriglia Idrovolanti e l'anno successivo si imbarcò
su di un sommergibile operante al largo delle coste spagnole durante guerra civile.
Nel 1940, raggiunto
il grado di capitano di
corvetta, ottenne il comando del sommergibile Luciano Manara (classe
Bandiera) e successivamente quello del sommergibile atlantico Cappellini
(classe Marcello).
Allo scoppio della seconda guerra
mondiale Todaro e il Cappellini vennero destinati alla base oceanica
Betasom
di Bordeaux
dalla quale i sommergibilisti italiani, partecipando allo sforzo germanico
durante la Battaglia
dell'Atlantico, si sforzavano di bloccare le rotte marittime tra gli Stati
Uniti e la Gran Bretagna.
Nella notte del 16 ottobre 1940, nel corso di una missione al
largo dell'isola di Madera, Todaro avvistò il
piroscafo belga Karbalo (5.186 tonnellate) e, dopo aver lanciato
inutilmente tre siluri, lo affondò utilizzando il cannone di
bordo. Dopo aver effettuato l'affondamento Todaro accostò e raccolse i ventisei
naufraghi della nave belga e li rimorchiò, su di una zattera, per quattro
giorni. Quando la zattera spezzò il cavo di rimorchio Todaro non esitò ad
ospitare i naufraghi sul sommergibile fino a sbarcarli, incolumi, sulla costa
delle isole Azzorre.
Tale generoso comportamento non venne apprezzato dal comandante in capo dei
sommergibilisti tedeschi, l'ammiraglio Karl
Dönitz che criticò severamente il «Don Chisciotte del mare».
Inoltre l'affondamento della nave portò alla dichiarazione dello stato di guerra
tra l'Italia e il Belgio;
successivamente, però, emerse che il Karbalo era una nave dispersa del
convoglio inglese OB.223 e trasportava pezzi di ricambio aereonautici:
l'affondamento risultava quindi pienamente giustificato.
Il 22
dicembre 1940
Todaro lasciò nuovamente la base di Bordeaux con il Cappellini per una
nuova missione. Il 5 gennaio 1941, nel tratto di mare compreso
tra le isole Canarie e la costa africana il
Cappellini affondò, sempre utilizzando il cannone, il piroscafo armato
inglese Shakespeare da 5.029 tonnellate: durante l'azione un marinaio del
Cappellini morì a causa del violento fuoco avversario. Anche in questo
caso Todaro raccolse i 22 superstiti (alcuni gravemente feriti) e li pose in
salvo sulle coste dell'isola di Capo Verde.
Proseguendo la crociera il sommergibile giunse nella zona di Freetown (Sierra
Leone), dove riuscì ad affondare con due siluri e utilizzando il cannone il
trasporto truppe britannico Emmaus da 7.472 tonnellate.
Anche in questo caso il sommergibile subì alcune perdite dovute al violento
fuoco di risposta. Nel corso della battaglia un aereo inglese, forse richiamato
dall'SOS
dell'Emmaus, arrivò sulla zona e riuscì a colpire con due bombe il
Cappellini prima che si riuscisse ad immergere, causando gravi danni e
diversi feriti. Nonostante i gravi danni Todaro riuscì a portare il sommergibile
fino al porto neutrale spagnolo di Luz
sulla Gran Canaria dove giunse il 20
gennaio 1941.
Grazie all'aiuto delle autorità spagnole (vicine al fascismo italiano) Todaro
riuscì a sbarcare i feriti e a riparare il battello per poi riprendere il mare,
il 23
gennaio 1941, e a
raggiungere felicemente il porto di Bordeaux.
Todaro partecipò successivamente ad altre due sfortunate crociere atlantiche
e nel novembre 1941, a causa del rimorso provato
per la perdita dei suoi uomini, chiese ed ottenne di essere trasferito alla
Decima Flottiglia MAS. Con questo nuovo reparto partecipò al blocco navale della
città di Sebastopoli, sul Mar Nero,
durante le operazioni sul fronte orientale. In queste ordite operazioni si
distinse nuovamente, tanto da meritare una nuova decorazione.
Nei 1942 Todaro
venne destinato alla base di La Galite in Tunisia e, al comando del
motopeschereccio armato Cefalo, iniziò a pianificare ed effettuare una
serie di attacchi al porto di Bona, importante base avversaria.
Dopo essere rientrato da una missione notturna, il 13 dicembre 1942, il Cefalo venne
attaccato da un aereo inglese Spitfire. Durante
il mitragliamento il Comandante Todaro fu colpito da una scheggia alla tempia
e morì sul colpo. Aveva 34 anni e la sua memoria venne onorata con la Medaglia d'Oro al Valor
Militare.
Al Comandante Todaro è intitolato uno dei due nuovi sommergibili tipo U212, in servizio con la Marina Militare
Italiana.
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