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New Age Italy - Terzo Millennio

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Il mondo pieno
Culmine dell'umanità
Fine del petrolio
Popolazione che cambia

UN PIANETA MALATO

L'industria e i suoi prodotti se da un lato hanno aumentato il "benessere" generale dall'altro ha creato prodotti e scorie pericolosi e inquinanti e finalmente, negli ultimi anni, la ragion di stato ha permesso a queste giuste argomentazioni di venire alla ribalta, conferendo loro, in alcuni casi, addirittura forza politica. Si parla di rifiuti solidi urbani e industria dell'imballaggio, di trasporti su gomma, di monossido di carbonio, di clorofluorocarbonati, di problemi agricoli, di controllo demografico, di energia solare, eolica, atomica. L'energia atomica è al centro di accalorate discussioni. Un referendum, in Italia, ha chiesto di votare pro o contro l'energia atomica. Questa possibilità di scelta è stata possibile perchè è ancora disponibile petrolio come fonte di energia economica, politica caldeggiata dalle compagnie petrolifere per mantenere l'egemonia sui mercati. Per contro, molti generatori atomici producono plutonio e altri materiali di scarto, usabili nella fabbricazione di bombe atomiche e quasi certamente parte di questo plutonio andrebbe a finire nelle mani di gruppi terroristici, con tutte le conseguenze derivate.

Petrolio ed energia

Il primo impero petrolifero si chiamava Standard Oil e il suo imperatore Rockefeller. A breve distanza di tempo se ne formò un altro, la Royal Dutch-Shell. Il Messico fu per anni teatro di lotte tra i due colossi petroliferi e dietro le molte rivoluzioni si celavano gli interessi petroliferi dei due imperi industriali. Non si può però criminalizzare solo Rockefeller o Hitler dei disastri provocati, dimenticando che costoro non rappresentano altro che la volontà di sfruttamento e di potenza di interi gruppi industriali disposti su vaste regioni del globo e formate, nell'ultimo gradino utile, dai milioni di operai e dalle loro famiglie.

Il petrolio è più lento ma parimenti inquinante all'uranio solo che è ormai una forma di inquinamento acquisito ed accettato nel nostro costume - il bisogno dell'automobile ci fa chiudere un occhio e minimizzare sull'inquinamento de essa prodotto - e lo sfruttamento dell'energia solare sulla superficie terrestre è agli albori: per alimentare di energia Milano si dovrebbe ricoprire metà della pianura Padana con specchi o celle fotovoltaiche; si ricordi il disastro ecologico del suolo che non riceverebbe più la luce del sole; inoltre le perturbazioni atmosferiche, le stagioni e il buio della notte rendono il problema infinitamente più complicato.

Nello spazio a gravità zero, invece, in un'orbita compresa tra la Terra e la Luna, l'energia solare è praticamente costante ed inesauribile. Alcuni ricercatori della Nasa hanno studiato un sistema di sviluppo che porterebbe, in tre fasi successive e in circa cinquant'anni, alla creazione di vere e proprie città satelliti e di centrali ad energia solare poste in orbita alta, costruite usando materiali lunari. La tecnologia degli anni 2000 pone questo immenso disegno tra le realtà fattibili, però lo sforzo economico necessario per la realizzazione di città satelliti e di centrali solari in orbita richiederebbe una concentrazione del governo e dei capitali a un livello mondiale.

Agli albori dell'automobile nacque un movimento conservatore che tentò di dimostrare che l'uomo, se sottoposto a velocità superiori a venti chilometri orari era soggetto ad emorragie interne e ad altri gravi malanni; oggi l'uomo comune va in aereo a mille chilometri orari senza che gli accada nulla; certo, un incidente aereo ha conseguenze drammatiche su centinaia di persone. Così, se all'esaurimento dei pozzi petroliferi, o all'aumento dei costi di estrazione, o per motivi politici diventasse più economica l'alimentazione nucleare, i movimenti che oggi si schierano contro l'energia atomica saranno considerati conservatori. E si prenderà in considerazione l'idea di installare le centrali nel terzo mondo, vista la loro pericolosità intrinseca e la relativa facilità di trasporto dell'energia, centrali che oltretutto favorirebbero lo sviluppo delle regioni interessate, e si riterrà marginale il rischio che gli scarti possano finire in mani di gruppi terroristici, anzi potrebbe sorgere una nuova industria bellica per il loro utilizzo...

Consumismo

Tutte le ricerche di fonti energetiche e di materie prime sono quindi, in definitiva, tendenti a MANTENERE o AUMENTARE i "consumi", in certi ambienti definiti come "ricchezza" o "benessere". Logica del consumismo: aumenta la popolazione? Aumenterà il giro dei capitali e la massificazione della produzione abbatterà i prezzi! Grazie a questa logica quasi tutti possiedono l'automobile, anzi c'è una grande varietà di scelta e può essere disprezzata un'automobile in favore di un'altra. Tutti sanno che dietro un'automobile c'è il lavoro di milioni di uomini, che hanno trasformato i minerali estratti dalla terra in oggetti che due secoli fa avrebbero avuto sapore di miracolo, mentre altri milioni di uomini costruiscono le strade, altri estraggono il petrolio, ecc. Aumentano le malattie? Aumenteranno gli ospedali, e i ricercatori le sconfiggeranno! <Crescete e moltiplicatevi>, disse Dio ad Adamo ed Eva.

La logica capitalista e il consumismo hanno portato a cicli <aperti> nello sfruttare le risorse naturali, considerandole come quasi inesauribili e reimmetttendo i rifiuti nella terra, nell'aria e nelle acque. Ogni occidentale consumista produce, in media, 1 Kg di rifiuti al giorno: 50000 tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno in Italia! I rifiuti pro-capite negli USA sono circa tripli...

La publicità, serva del consumismo, mostra bellissime donne che indossano costose pellicce su lussuose automobili e bersaglia le fasce di età compresa tra i 6 e i 60 anni, cioè tutte quelle che hanno potere decisionale nel bilancio familiare; la terza età è ancora marginale per ovvii motivi.


Il sistema capitalistico, così bravo nel vendere prodotti più o meno inutili o dannosi ha trascurato i costi (fondamentali) del recupero degli stessi prodotti, una volta esaurita la loro vita utile: LE STRABILIANTI CIFRE DELLE NOSTRE PRODUZIONI INDUSTRIALI SARANNO TUTTE CATASTROFICHE CIFRE DI RIFIUTI DA SMALTIRE...

Dinamica delle popolazioni

L'incremento demografico sta riducendo quasi a zero lo spazio disponibile a nuovi insediamenti umani. Viene sistematicamente bruciata ed abbattutta la foresta amazzonica, in Brasile, per far posto alle città che nasceranno lungo la strada trans-amazzonica, tra l'indifferenza generale del mondo. Dinanzi al <fatto compiuto>, tra cinquant'anni qualche nostalgico ricaverà materiale documentaristico sulla bellezza dei tempi che furono, o degli indios amazzonici, come accadde agli indiani pellerossa, a suo tempo quasi sterminati dai coloni americani tra l'indifferenza totale del mondo.

Le statistiche parlano chiaro: la popolazione mondiale, che con una crescita lentissima nel corso dei millenni contava, agli albori dell'era industriale, poco più di mezzo miliardo di uomini è cresciuta esponenzialmente in tre secoli e nel 1973 contava 3 miliardi e mezzo di anime; nel 2000 la popolazione ha superato i 6 miliardi. Nonostante le risorse di cibo del pianeta sembra potranno alimentare, con lo sfruttamento intensivo, anche 10-12 miliardi di individui, coi ritmi di consumo attuali, invece, le riserve di petrolio sembrano destinate ad esaurirsi entro un cinquantennio e forse meno (estraendolo man mano da rocce a più basso tenore e quindi a costi sempre maggiori) mentre il carbon fossile ha una vita prevista più lunga: un paio di secoli, ma per contro è più difficile da maneggiare e trasportare, inquina di più e impone una dislocazione obbligata all'industria consumatrice. Inoltre, all'aumento degli spazi di insediamento umano corrisponde a una riduzione dei terreni coltivabili e questo rende critico il punto di stabilità.

Il tasso di incremento demografico attuale gioca più prepotentemente nei paesi del "terzo mondo" che di conseguenza diventano più poveri ed affamati. La progressione demografica incontrollata storna il reddito verso gli alimenti, gli alloggi, l'istruzione, la sanità; le famiglie non sono in grado di risparmiare e allo stato rimane ben poco per gli investimenti produttivi.

Le ricche nazioni occidentali (Europa, USA, Giappone), che con atteggiamenti paternalistici caldeggiano le politiche di controllo delle nascite presso i governi del terzo mondo hanno già vissuto il fenomeno dell'esplosione demografica, e oggi cercano di combattere il problema opposto, cioè la denatalità e l'invecchiamento della popolazione. Infatti, la caduta del tono demografico si traduce, nell'immediato, in un numero minore di figli, e nel medio termine, in un numero inferiore di giovani e di coppie, esercitando quindi un rapido effetto depressivo sulla domanda di beni di consumo, poichè gli anni successivi al matrimonio e alla nascita dei figli sono quelli in cui è massima la domanda di acquisto di beni durevoli e semi-durevoli.
Inoltre il rapporto pensionati/contribuenti attivi ha cominciato a deteriorarsi nel 1985, ma la rottura grave dell'equilibrio è prevista nel 2006, quando ESIGERANNO la pensione le classi <piene> del periodo 1946-1964; se nel frattempo la fecondità occidentale non sarà risalita tutte queste pensioni saranno finanziate dai contributi relativamente rari degli attivi. In altre parole le generazioni posteriori al 1940 faranno pagare ai loro pochi figli il prezzo della loro infecondità attuale, figli che dovranno finanziare le pensioni dei genitori e delle altre coppie senza figli...

Queste considerazioni non possono non irritare i paesi del terzo mondo poichè il consumo è ancora fattore di stimolazione del mercato, ed è largamente funzione del numero.
Ma valutare l'umanità unicamente in termini di numeri, di alimentazione e di bisogni materiali come se si trattasse di allevamento di bestiame è fastidioso: non basta assicurarne la sopravvivenza per fare di un individuo un uomo.

Agricoltura

Vi è poi il discorso sulla agricoltura e sui clorofluorocarbonati. Nonostante negli ultimi anni questi argomenti stanno acquistando importanza, la ragion di stato non permette loro di avere una forza politica. Non si vuole, nè si potrebbe guardare in faccia la realtà; essa è talmente frazionata che è difficilissimo averne una visione globale: per gli abitanti delle metropoli buoi e vitelli sono quelle costate cellofanate che si vendono nei supermercati, e la siccità non è altro che un lieve aumento dei prezzi. Molti pensano che qualunque catastrofe naturale possa essere risanata con un pò di denaro...

Sappiamo che nella terra vivono numerosi organismi fondamentali alla formazione dell'<humus> quali batteri, alghe, microfunghi, lombrichi. I batteri si occupano dei cicli dello zolfo, del carbonio, dell'azoto, del calcio, del fosforo, del potassio, del magnesio. I lombrichi, invece, che si trovano nella proporzione di 300-1000 Kg per ettaro, mangiano terra e detriti in quantità di 50-250 tonnellate annue per ettaro e restituiscono, trasformandole, sostanze nutritizie alle piante. Le piante compiono il ciclo vitale elaborando energia solare con la fotosintesi, e assorbono acqua e sali minerali dalla terra, che in genere diminuiscono poichè la pianta li ha assorbiti.
L'agricoltura moderna ricorre a concimi chimici per reintegrare le sostanze consumate dalle coltivazioni; i fertilizzanti sintetici hanno dato spettacolari risultati in termini di produttività vegetale, e gli insetticidi hanno salvato i raccolti dai loro millenari parassiti: batteri, funghi, insetti.
Ma l'eccessivo e continuo uso di fertilizzante uccide vermi e batteri utili e in India alcune zone sono diventate completamente sterili e desertiche; inoltre, col ruscellamento si fertilizzano anche altre zone che si riempiono di dannose forme vegetali; canneti, alghe, sterpaglie che marcendo inquinano l'acqua e le sottraggono ossigeno, che è il principale fattore di purificazione dell'acqua.
I sette decimi della superficie del pianeta è costituito da acqua, ma essa è salata, e quella ai poli è ghiacciata; l'unica acqua utilizzabile è quella dei fiumi, dei laghi, dei pozzi. Inoltre le terre emerse sono abitabili solo per il 20%, lungo le coste; il resto è deserto, roccia, terreno non coltivabile.
I pesticidi, cioè gli insetticidi, gli erbicidi e i funghicidi come il DDT, il Clordano, il Dieldrin, il Parathion e molti altri presentano, invece, quando l'intossicazione non è violenta, effetti cumulativi. In Italia (statistiche FAO) si sono impiegati 5000 tonnellate di Parathion, capaci di uccidere 1 miliardo di uomini! Gli USA ne hanno gettato tanto, anche a mezzo di aerei, da avvelenare tutta la popolazione del globo. Chiunque, con un semplice patentino puo acquistarne dosi tali da avvelenare una città o una intera regione!
Il DDT è stato usato in dosi massicce su tutto il pianeta e non esiste al mondo un luogo o un animale che non ne sia contaminato. Il DDT sembra capace di introdurre mutamenti genetici e nonostante sia stato bandito, continua ad essere prodotto e usato nei paesi del terzo mondo.
Quindi, l'uomo sparge sulla terra milioni di tonnellate di pesticidi: questi passano negli insetti, poi negli uccelli, poi nei loro predatori e infine nell'uomo, l'ultimo anello della catena alimentare; inoltre, con la pioggia, si infiltrano nel terreno e vanno ad inquinare le falde acquifere; per ruscellamento finiscono nel mare e fanno il giro del mondo. Un mare di intossicanti, di cancerogeni, di mutageni che hanno provocato ecatombi di uccelli, di pesci, di mammiferi più di qualunque attività di caccia o pesca e le cui diatribe attuali (caccia si - caccia no), in questo contesto, assumono toni ipocriti e valori insignificanti.

La verità è che alla chimica intensiva per l'agricoltura si è arrivati seguendo la logica del profitto e dello sfruttamento, incalzati dalla crescente domanda determinata dalla esplosione demografica e dal consumismo.

Pressati dalla saturazione di veleni della biosfera, e dai rifiuti che furbescamente per anni hanno scaricato nei mari e nel terzo mondo e che oggi non riesce più a smaltire, le società moderne stanno cominciando ad accorgersi del pericolo, e studiano nuovi sistemi agricoli, come l'uso di insetti che combattono altri insetti "nocivi", sempre però all'insegna del diritto concesso da Dio ai suoi figli prediletti di sfruttare le risorse naturali del giardino dell'Eden. Ma in Australia l'importazione di cani e conigli, lo scorso secolo, costituiscono oggi un grosso problema ambientale; in India, invece, visti i suoi enormi bisogni alimentari queste argomentazioni sono in second'ordine e si continua l'uso intensivo di anticrittogamici e DDT e lo sfruttamento intensivo della terra, col risultato della creazione di aree desertiche sempre più grandi...

I clorofluorocarbonati, infine, sono la causa principale del famoso buco nell'ozono, al polo Sud e altrove. L'ozono filtra i raggi ultravioletti del Sole, e la mancanza di questo filtro provocherà, nei prossimi dieci anni, centotrenta milioni di morti per cancro alla pelle, ma sembra impossibile fermare la produzione di clorofluorocarbonati e il rapporto utilità/vittime umane sembra ancora accettabile...

 

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Ultimo aggiornamento: 25-11-05