Il fuoco e l'acqua (part two)

 

 

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Un ricordo di British Blues (part two) > (part one) (part three)

JEFF BECK (GROUP) / ACE KEFFORD STAND / ROD STEWART / STEAMPACKET / PYTHON LEE JACKSON / FREE / PEACE / LED ZEPPELIN / BAND OF JOY (LISTEN) / TEN YEARS AFTER / JAYBIRDS / GROUNDHOGS / HERBAL MIXTURE / PATTO / BO STREET RUNNERS / CHICAGO LINE BLUES BAND / TIMEBOX / TASTE / STUD / SAVOY BROWN / JOE COCKER

§ JEFF BECK entra negli Yardbirds al posto del dimissionario Eric Clapton nel marzo 1965, dopo una breve gavetta con i Tridents, e vi resta sino al novembre 1966, quando comincia a pensare a una propria formazione che s'inserisca con autorità nella nascente scena del rock blues, inaugurata dai bollenti eccessi sonori di Jimi Hendrix e dal power blues dei Cream. Dopo un estemporaneo trio con Jet Harris (ex Shadows, bs.) e Viv Prince (ex Pretty Things, bt.), la prima versione del complesso si concretizza nel 1967 e si avvale dell'apporto del cantante Rod Stewart, del chitarrista Ron Wood (ex Birds, Santa Barbera Machine Head e Creation - ingaggiato però come bassista, per mettere in condizione il leader d'usufruire del massimo spazio possibile per le sue evoluzioni) e del batterista Aynsley Dunbar; quest'ultimo preferisce continuare per la propria strada formando nel 1968 la Retaliation e il posto ai tamburi viene rilevato da Mick Waller, ex membro degli Steampacket. E' questa la formazione che, con l'aiuto del pianista Nicky Hopkins e la partecipazione straordinaria di alcuni ospiti, registra l'album Truth (luglio 1968). Nel 1969 il Jeff Beck Group si ripropone con l'ingresso a pieno titolo di Nicky Hopkins, mentre Waller viene sostituito dall'ottimo Tony Newman proveniente dai Sounds Incorporated, una formazione attiva nella prima metà dei Sessanta. Così sistemato il gruppo partecipa alla registrazione del singolo di Donovan Goo Goo Barabajagal (Love Is Hot), pubblicato nel giugno 1969, e subito dopo manda alle stampe il secondo album Beck-Ola che conferma le qualità della musica senza aggiungere grandi novità, risultando un disco compatto e privo di sbavature. L'improvviso scioglimento della formazione, nel luglio 1969, porta Stewart e Wood (tornato alla sei corde) all'unione con gli ex Small Faces Ronnie Lane, Ian McLagan e Kenny Jones per la nascita dei Faces; Hopkins si sposta in California dove lascia testimonianze significative delle sue capacità strumentali in dischi di Jefferson Airplane, Quicksilver Messenger Service e Steve Miller Band; Newman si lancia nell'eccellente ma poco fortunata avventura con i May Blitz.

beckbogapp.BMP (6187062 byte) Beck, Bogert & Appice

Da parte sua, Beck progetta una formazione triangolare con la sezione ritmica degli americani Vanilla Fudge (Tim Bogert, bs. e Carmine Appice, bt.) quando un serio incidente d'auto lo costringe lontano dalla scena musicale per diversi mesi; il trio ha modo di unirsi qualche anno più avanti, nel 1973,  per l'incisione di due album di non eccelsa qualità. Una nuova edizione del Jeff Beck Group nasce nel 1971, con Bob Tench (v.), Clive Chapman (bs.), Max Middleton (ts.) e Cozy Powell (bt.), e nell'arco di un paio d'anni pubblica Rough And Ready (ottobre 1971) e Jeff Beck Group (luglio 1972), due dischi di simile livello qualitativo caratterizzati da un hard melodico con venature soul e qualche vaga sfumatura jazz.

Una breve annotazione per il citato Cozy Powell, batterista di indiscutibili doti tecniche, che prima di entrare nel Jeff Beck Group suona in oscure formazioni della zona di Birmingham quali The Sorcerers e Youngblood a fianco del bassista Dennis Ball. Con l'ingresso negli Youngblood del chitarrista Dave Ball (fratello di Dennis) e soprattutto di Ace Kefford, bassista dei primi Move qui in veste di cantante, il gruppo si trasforma in ACE KEFFORD STAND §. Il gruppo pubblica solo un 45 giri nel 1969 per la Atlantic, con sul lato principale una versione della classica For Your Love degli Yardbirds; interessante il retro Gravy Booby Jamm, un torrenziale hard rock originale già in odore di heavy metal. Quando Kefford lascia, il gruppo arruola il cantante Pete French (già con Bob Brunning, quindi in Leaf Hound e Atomic Rooster) e si trasforma in Big Bertha per la pubblicazione di un nuovo singolo verso la fine del 1969, This World's An Apple (Atlantic). Quindi l'esperienza con il Jeff Beck Group e, nel 1973, Powell ritrova i fratelli Ball nel progetto Bedlam, con Frank Aiello alla voce. Sotto la produzione di Felix Pappalardi i Bedlam pubblicano un album omonimo e un 45 giri per l'etichetta Chrysalis (Bedlam, Chrysalis CHR 1048, 1973). Ancora un passaggio con gli Strange Brew e finalmente la grande notorietà internazionale quando, (nel 1976) ormai tra i più apprezzati batteristi hard, viene chiamato da Ritchie Blackmore nei suoi Rainbow. Suonerà anche con Michael Schenker, Whitesnake, Emerson Lake & Powell e Black Sabbath.

§ Tra i componenti del primo Jeff Beck Group ROD STEWART riveste un ruolo di notevole importanza e, in prospettiva, è il musicista destinato al maggior successo commerciale. Stewart nei primi anni Sessanta canta e suona l'armonica in oscure formazioni, arrivando all'incisione discografica nel 1964 con il singolo Good Morning Little Schoolgirl; nello stesso anno è membro degli Hoochie Coochie Men di Long John Baldry. Tra la fine del 1965 e l'autunno del 1966 è nel supergruppo degli STEAMPACKET § (forse il primo della storia del rock), una formazione ideata dal produttore Giorgio Gomelsky comprendente Baldry, l'organista Brian Auger, la cantante Julie Driscoll, il bassista Richard Brown e il batterista Mick Waller; attorno al gruppo ruotano anche altri musicisti quali i chitarristi Peter Green, Vic Briggs e il batterista Mick Fleetwood. Nonostante l'altisonanza del cast il complesso non riesce a pubblicare alcunché; nel 1977 l'etichetta Charly realizza un album retrospettivo ricavato da nastri di prova registrati all'epoca (The First Supergroup, CR 30020). Esaurita l'esperienza con gli Steampacket, subito prima di entrare nel Jeff Beck Group, Stewart suona brevemente con i Shotgun Express. Al periodo conclusivo (?) dell'esperienza con il Jeff Beck Group risalgono alcune registrazioni del cantante con il complesso australiano dei PYTHON LEE JACKSON § che vengono incluse sull'album In A Broken Dream. Il long playing è discreto ma non di particolare rilievo, e i brani di maggior interesse sono proprio quelli registrati con Stewart; in particolare, molto bella è In A Broken Dream, un lento, sofferto e melodico rock blues sostenuto dalla voce del cantante scozzese, impreziosito da un eccellente lavoro di chitarra elettrica e dall'organo hammond di David Bentley, leader del complesso e autore di quasi tutto il materiale del disco; Doing Fine (Cloud Nine) presenta un incedere più movimentato e una lunga parte di chitarra solista; The Blues è un classico blues che non presenta particolari sussulti. Nel settembre 1972 In A Broken Dream / The Blues vengono pubblicate dall'etichetta Youngblood su un 45 giri di buon successo (n. 3 in GB, n. 56 in USA su etichetta GNP Crescendo). In seguito allo scioglimento del Jeff Beck Group (luglio 1969), Rod Stewart declina l'invito degli americani Cactus e prosegue assieme a Ron Wood (tornato alla sei corde) unendosi con gli ex Small Faces Ian McLagan (ts.), Ronnie Lane (bs.) e Kenny Jones (bt.); dopo un breve stage come Quiet Melon, la congrega verso la fine del 1969 si trasforma in Faces realizzando una serie di album di buon successo improntati a un onesto rock blues. Ben presto i Faces sono però oscurati dalla maggior consistenza di vendite dei dischi solisti di Stewart (una lunga serie di numeri 1 a partire dal 1971) che esordisce nel febbraio 1970 con l'album An Old Raincoat Won't Ever Let You Down. Tra i suoi primi lavori come solista si evidenzia il secondo Gasoline Alley, nel quale il cantante è accompagnato dai Faces quasi al completo; il disco si propone come una sorta di manuale pratico della ballata rock blues, presentando materiale equilibrato e uniforme, senza particolari picchi o scadimenti creativi. Sciolta la banda dei Faces nel 1975, in seguito all'abbandono di Stewart, Ron Wood pesca il jolly di un'intera carriera rilevando il posto di Mick Taylor nei Rolling Stones.

§ I Black Cat Bones sono un'oscura formazione del primo rock blues inglese, nella quale militano il chitarrista Paul Kossoff e il batterista Simon Kirke. I due non riescono a incidere con il gruppo e nella primavera del 1968 provano a cercare maggior fortuna nei FREE, assieme al cantante Paul Rodgers (ex membro dei Roadrunners e dei Brown Sugar) e al bassista non ancora sedicenne Andy Fraser (al suo attivo un breve stage di un paio di mesi con John Mayall). Verso la fine dello stesso anno il gruppo esordisce brillantemente con l'album Tons Of Sobs, che mette subito in chiaro gli elementi basilari del loro rock blues tirato e sudato, caratterizzato da una potenza ancora superiore a quella dei Cream e dalla presenza di alcune canzoni di notevole spessore. Rodgers s'impone come uno dei migliori interpreti del genere, dotato di un timbro vocale caratteristico e di un approccio personale capace di determinare la linea melodica delle canzoni, senza rinunciare a una apparentemente trasandata aggressività. Kossoff è un chitarrista piuttosto originale, in grado di fornire un buon impatto ritmico e un apporto solistico asciutto ed essenziale, sostenuto dal basso irrefrenabile e incontenibile di Fraser e dalla metronomica batteria di Kirke. Il secondo long playing Free, pubblicato nell'autunno del 1969 e prodotto da Chris Blackwell (fondatore della Island Records), raggiunge l'apice delle possibilità espressive dei Free e la serie di concerti negli Stati Uniti come gruppo di spalla ai Blind Faith contribuisce ad accrescere ulteriormente la popolarità del complesso, che nel maggio del 1970 ottiene grande successo con il singolo All Right Now (n. 2 GB, n. 4 USA), un hard'n'roll di fattura classica e di notevole impatto sonoro. Anche il terzo album Fire And Water, pubblicato nella primavera del 1970, conferma il gruppo ad alto livello, sia dal punto di vista qualitativo che sotto il profilo commerciale (n. 2 GB, n. 17 USA). Sull'onda del successo i Free si esibiscono nell'agosto 1970 davanti al mezzo milione di persone del festival dell'isola di Wight e alla fine dell'anno pubblicano un nuovo microsolco, che in parte segna l'inizio della decadenza creativa del complesso. Highway non possiede la forza propulsiva dei primi tempi, né le raffinate intuizioni e l'equilibrio stilistico del secondo album, e nella musica dei Free si fa strada un manierismo che provoca alcune cadute di tono, intaccando le qualità di canzoni ancora discrete quali The Highway Song, The Stealer, Be My Friend, che in ogni caso si ascoltano più volentieri di decine di modesti epigoni. Ancora esce il discreto Free Live! (giugno 1971), quasi interamente registrato dal vivo, e il gruppo si scioglie nel maggio del 1971.

Kossoff e Kirke registrano un disco con il bassista giapponese Tetsu Yamauchi e con il tastierista texano John 'rabbit' Bundrick, al quale partecipa anche B.J. Cole dei Cochise alla steel guitar (Kossoff, Kirke, Tetsu & Rabbit, Island ILPS 9188, novembre 1971); Fraser suona con i Toby senza ottenere alcun riscontro, mentre Rodgers costituisce i PEACE §, un trio teoricamente interessante che annovera il bassista Stuart McDonald (ex Killing Floor) e il batterista Mick Underwood (reduce dai Quatermass). I Peace falliscono miseramente dopo aver effettuato una manciata di registrazioni in studio rimaste inedite e alcuni concerti di spalla in occasione di un tour inglese dei Mott The Hoople. Visto l'insuccesso dei vari progetti, i Free originali tornano insieme nel febbraio 1972 per dare alle stampe il discreto Free At Last (giugno 1972), che alterna buone canzoni ad altre non troppo convincenti. Alla fine dell'anno Fraser abbandona definitivamente i compagni per entrare negli Sharks, la nuova band creata dal chitarrista Chris Spedding (già con Nucleus e Battered Ornaments), e successivamente forma la propria Andy Fraser Band. Per l'ultimo Heartbreaker (Island ILPS 9217, gennaio 1973) i Free si avvalgono della collaborazione di Yamauchi e Bundrick; durante le registrazioni Kossoff entra in crisi a causa di gravi problemi di droga (alcune parti di chitarra sono portare a compimento da Rodgers) e il suo abbandono è il definitivo colpo di grazia alle residue velleità del complesso, che si disgrega per sempre alla fine del 1973. Poi viene la Bad Company, gran successo commerciale per Rodgers e Kirke, con Mike Ralphs (ch. Mott The Hoople) e Boz Burrell (bs. King Crimson) sotto il patrocinio del manager dei Led Zeppelin, Peter Grant, e ancora si ascolta l'onesto rock dei Back Street Crawler, la nuova formazione di Kossoff che quando sembra aver superato i momenti critici della tossicodipendenza muore improvvisamente, stroncato nel sonno da un attacco cardiaco il 19 marzo 1976.

§ Sin dal 1963 Jimmy Page è un apprezzato sessionman della scena rock (la sua chitarra appare in storiche registrazioni di Them, Kinks, Donovan, Chris Farlowe, Jeff Beck, Joe Cocker e mille altri) e nel giugno 1966 trova un posto fisso (come bassista) negli Yardbirds, in sostituzione del dimissionario Paul Samwell Smith. Pochi mesi più tardi, quando il gruppo viene abbandonato anche dal chitarrista Jeff Beck, Page torna ad esibirsi alla chitarra solista e gestisce in prima persona la parte conclusiva della carriera dello storico complesso. Nel settembre del '68 si ritrova però senza gruppo, con il problema di dover ottemperare a impegni presi per un tour in Scandinavia e, per fare fronte alla situazione, decide di allestire una formazione provvisoria chiamata New Yardbirds.

zeplive.BMP (2885714 byte) Led Zeppelin live - metà 1969

Il chitarrista si ricorda di John Paul Jones, bassista con il quale ha avuto ripetutamente modo di lavorare per altri artisti, mentre per i ruoli di cantante e batterista contatta il già famoso Terry Reid e B.J. Wilson dei Procol Harum. I due perdono una clamorosa occasione non rendendosi disponibili e Page si vede costretto a ripiegare su due sconosciuti musicisti, il cantante Robert Plant (attivo anche con Alexis Korner, con il quale giunge all'incisione) e il batterista John Bonham, che tra il '66 e il '68 suonano nell'oscura BAND OF JOY §. Con loro sono il chitarrista John Crutchley e il bassista Roger Beamer, poi rispettivamente sostituiti da Kevin Gammond e da Chris Brown (ts.). Il gruppo gravita nell'area musicale di Alexis Korner e registra alcuni brani per un acetato, recentemente recuperati su alcune antologie di materiale Sixties. Il gruppo partecipa anche alla registrazione di due singoli pubblicati nel 1966 da Plant sotto proprio nome: Our Song / Laughin', Cryin', Laughin' e Long Time Coming / I've Got A Secret, entrambi per la CBS. In precedenza, nel 1965, Plant era stato cantante dei LISTEN, una formazione di Birmingham comprendente i già nominati Beamer e Crutchley, oltre al batterista Geoff Thompson; al loro attivo un singolo: You'd Better Run / Everybody's Gonna Say (CBS).

Stanco di suonare in dischi di altri, Page insiste nell'ipotesi di un proprio gruppo e alla fine di settembre del 1968 i New Yardbirds cambiano sigla in LED ZEPPELIN, prendendo spunto da un precedente suggerimento allo stesso Page ('Lead Zeppelin', Zeppelin di piombo) da parte di Keith Moon, batterista degli Who. Nell'ottobre seguente il gruppo si reca agli studi Olympic di Londra dove in una trentina di ore (!) registra i pezzi da includere in un eventuale album (Led Zeppelin) e inizia a esibirsi in piccoli club e nel circuito dei college e delle università. (Led Zeppelin > "Più duro di tuo marito")

§ L'espressione più calda e creativa del rock blues inglese si afferma nel biennio 1969-1970, nel quale si assiste a un'ampia proliferazione di gruppi e musicisti dediti, con diversi approcci e caratteristiche, allo sviluppo di questo stile musicale. In tale momento storico molti iniziano (e a volte terminano pure) la loro carriera, altri raggiungono la piena maturità; alcuni conquistano un consistente successo commerciale, i più si devono accontentare della gloria e talvolta nemmeno di quella.

Tra le formazioni longeve va segnalata quella dei TEN YEARS AFTER del chitarrista Alvin Lee, attivo sin dal 1961 come leader dei JAYBIRDS §. Questa formazione triangolare comprendente il bassista Leo Lyons e il batterista Dave Quickmire è attiva a Nottingham sin dal 1961 e, dal gennaio 1964, riesce a pubblicare una decina di 45 giri per l'etichetta Embassy. Tra i brani numerose sono le cover (tra le altre, versioni di Not Fade Away, Good Golly Miss Molly, Juliet - n. 1 per i Four Pennies - All Day And All Of The Night - n. 2 per i Kinks) ma per il gruppo non c'è un particolare interesse da parte del pubblico, se non per alcune esibizioni tenute in Germania. Così, nell'agosto 1965 Alvin Lee decide di modificare sigla e nascono i Ten Years After, con Lyons e il nuovo batterista Ric Lee, proveniente dai Mansfields. Con l'ingresso del tastierista Chick Churchill si completa la line up del gruppo, che si mette in mostra tenendo una serie di esibizioni al Marquee e riscuote grande successo nell'edizione 1967 del festival di Windsor, che li lancia. Sotto la produzione di Mike Vernon, molto conosciuto nell'ambiente del blues revival, nell'ottobre 1967 esce il primo LP Ten Years After che evidenzia un gruppo alle prese con una musica piuttosto rigorosa e illustra lo stile virtuoso di Alvin Lee.

La dimensione live è quella maggiormente congeniale al complesso, che nel 1968 effettua la prima di una lunga serie di tournée in USA suonando in jam addirittura con Janis Joplin e Jimi Hendrix. Nell'agosto del 1968 esce il secondo album Undead, registrato dal vivo al Klook's Kleek di Londra, che presenta un effervescente jazz blues elettrico e roccato di buona fattura e contiene uno dei classici del repertorio del gruppo, I'm Going Home. Nel febbraio 1969 i Ten Years After si ripropongono in studio con Stonedhenge, un album che può essere considerato di transizione nell'ambito della loro discografia. Il gruppo ottiene un crescente successo commerciale (Stonedhenge arriva al n. 6 in GB e muove le acque in USA, n. 61) e Alvin Lee è uno degli strumentisti più apprezzati quando il complesso partecipa al festival di Woodstock, nell'agosto 1969. In quell'occasione il gruppo fornisce una brillante prestazione che culmina nell'esecuzione al fulmicotone di I'm Going Home. Sono lontani i tempi delle raffinatezze di Undead e la musica, nella sua coinvolgente enfasi, appare decisamente orientata verso sonorità hard che trovano puntuale riscontro su Ssssh., il nuovo album pubblicato proprio nell'agosto del '69. Lo stile del complesso è sostanzialmente lo stesso ma l'approccio appare convenzionale, legato alle esigenze del successo di classifica che puntualmente arride a Lee e compagni. Il successivo Cricklewood Green (aprile 1970) conferma la tendenza a un progressivo alleggerimento del suono e, nonostante il consueto riscontro di vendite (n. 4 GB, n. 14 USA) e di pubblico (nell'agosto 1970 suonano al festival dell'isola di Wight), l'avventura dei Ten Years After si fa sempre meno convincente sul piano artistico, mantenendo comunque una certa dignità anche negli ultimi lavori (Watt, Rock & Roll Music To The World, Recorded Live), prima dello scioglimento che avviene nella primavera del 1974.

§ Ancora più duratura, rispetto ai Ten Years After, ma sicuramente meno produttiva ai fini del successo conseguito è la storia dei GROUNDHOGS, un gruppo le cui origini risalgono al 1963 (ma già nel 1962 McPhee e il bassista Pete Cruickshank sono insieme nei Dollarbills). In pieno fenomeno blues revival il chitarrista Tony McPhee allestisce una formazione che spesso funge da sostegno per i bluesmen americani in tour nel vecchio continente; tra questi il grande John Lee Hooker, con il quale i Groundhogs suonano anche in USA incidendo un ellepì (Live At The Au-Go Go Club, New York, 1966) e un singolo a nome John Lee's Groundhogs (I'll Never Fall In Love Again / Over You Baby, 1966). Di ritorno in Inghilterra nel 1965, all'inizio del nuovo anno McPhee scioglie il gruppo e si dedica a svariate collaborazioni. Dapprima si unisce ai Truth, con i quali rimane alcuni mesi, quindi suona sul singolo Get Your Head Happy di Champion Jack Dupree; nell'agosto 1966 pubblica un singolo sotto proprio nome per l'etichetta Purdah (Someone To Love Me / Ain't Gonna Cry No Mo'), disco nel quale compaiono Pete Cruickshank, il pianista Bob Hall, il batterista Vaughn Rees e il chitarrista Neil Slaven. Questa formazione accompagna in concerto anche la cantante blues Jo-An Kelly. Sempre nell'estate 1966 McPhee fonda gli HERBAL MIXTURE §, gruppo che vede la presenza del solito Cruickshank oltre al giovane batterista Mike Meekham. La formazione riesce a pubblicare un paio di singoli, per la Columbia nel 1966, caratterizzati da influenze psichedeliche: A Love That's Died / Tailor Made e Machines / Please Leave My Mind. I brani dei 45 giri, assieme a demos e inediti, sono stati raccolti sull'antologia retrospettiva Please Leave My Mind (Distortions 1012, 1993). Altre collaborazioni di rilievo vedono il chitarrista attivo anche con gli Hapshash And The Coloured Coat e con la John Dummer Blues Band, ma l'esigenza di esprimere autonomamente la propria creatività porta McPhee a rispolverare il vecchio marchio. I Groundhogs del 1968 sono organizzati in formazione triangolare con McPhee, Cruickshank e il batterista Ken Pustelnik, ai quali si aggiunge per breve tempo il cantante e armonicista Steve Rye. Così sistemato il gruppo in ottobre incide in due soli giorni (live in studio, senza sovraincisioni) il primo album Scratching The Surface , un disco dai toni fortemente legati al blues revival.

groundlive2.BMP (5572854 byte) Groundhogs

Perso per strada Rye (per problemi fisici), il gruppo s'assesta in un'asciutta configurazione triangolare che nel successivo album Blues Obituary evolve la propria musica verso un'espressione moderna, tenendo in debito conto la lezione della Jimi Hendrix Experience e mostrando l'eccellente stile alla chitarra, impetuoso e originale, di Tony McPhee. Il disco di fatto conclude il lungo periodo marcatamente blues dei Groundhogs, risultando tra le migliori espressioni del genere in ambito progressivo. Il successivo Thank Christ For The Bomb, registrato nel febbraio 1970, stabilisce in modo irreversibile le basi aggiornate dello stile del complesso per i dischi degli anni Settanta. Il suono è ora orientato verso un rock che, pur mantenendo connotati blues, privilegia aspetti più vicini a un hard rock mitigato da improvvise aperture melodiche, spesso costruito su strutture molto originali. Se Thank Christ For The Bomb può essere considerato come il punto più elevato dell'evoluzione stilistica dei Groundhogs, l'omonima suite suddivisa in quattro parti del seguente album Split (realizzato nel novembre 1970) rappresenta la migliore sintesi del loro originale hard rock. Per il gruppo, che nell'agosto 1970 si esibisce in occasione del festival dell'isola di Wight, questi sono anche i due soli lavori beneficiati da un buon interesse di pubblico (Thank... si ferma al n. 9, Split raggiunge il n. 5). Nel 1971 viene dato alle stampe un disco dal vivo a tiratura limitata, Live At Leeds, e nel gennaio del 1972 il trio si ritrova in studio per le registrazioni del nuovo album Who Will Save The World? The Mighty Groundhogs!, nel quale McPhee utilizza alcuni strumenti a tastiera (in particolare il mellotron) con interessanti risultati. Ken Pustelnik lascia il gruppo per tentare una carriera solistica che mai si concretizzerà, sostituito dall'ex batterista degli Egg, Clive Brooks. Il nuovo triangolo è responsabile di due discreti album, Hogwash (1972) e Solid (WWA 004, giugno 1974), intervallati da un album solistico di McPhee, The Two Sides Of Tony (T.S.) McPhee (WWA 1, ottobre 1973).

§ Non meno intrigante, e di ancor più scarso successo commerciale rispetto ai Groundhogs, è la musica proposta dai PATTO. Michael Patrick McGarth, scozzese di Glasgow in arte Mike Patto, è cantante di già notevole esperienza quando nel 1966 fonda i Timebox. Al suo attivo partecipazioni a piccole formazioni blues e rhythm & blues quali Breakaways, Continentals, Blues Bottles, Patto's People, Bo Street Runners e Chicago Line Blues Band. I BO STREET RUNNERS § sono una formazione attiva tra l'inizio del 1964 e il giugno del 1966 che riesce a pubblicare un EP (Bo Street Runners, Oak RGJ 131, 1964) e un gruzzolo di 45 giri; nel corso della loro storia entrano nel complesso, oltre a Patto, anche il tastierista Tim Hinkley (poi in Jody Grind) e il batterista Mick Fleetwood (fondatore dei Fleetwood Mac). La musica, in particolare nella parte conclusiva della carriera del gruppo, è basata su un rhythm and blues dai toni piuttosto raffinati (Love). Subito dopo l'esperienza con i Bo Street Runners, Patto si ritrova con Hinkley nella CHICAGO LINE BLUES BAND § che raggruppa altri nomi noti quali il bassista Louis Cennamo (poi in Jody Grind, Renaissance, Steamhammer, Armageddon...) e il batterista Viv Prince (Pretty Things). Nella sua breve esistenza il gruppo pubblica un solo 45 giri, Shimmy Shimmy Ko Ko Bop / Jump Back (Philips, 1966). Patto giunge così all'esperienza di TIMEBOX §, gruppo costituito sempre nel 1966 a Southport; con il cantante sono il chitarrista Peter "Ollie" Halsall (al suo attivo numerose formazioni quali Peter & The Pawnees, Gunslingers, Rhythm And Blues Incorporated - un 45 nel 1965 - Music Students e Take Five), il pianista Chris Holmes, il bassista Clive Griffiths (in precedenza con i Take Five di "Ollie" Halsall) e il batterista John Halsey (già con i Felder's Orioles, quattro singoli tra il '65 e il '66). La formazione è responsabile della registrazione di una nutrita serie di singoli pubblicati tra la fine del 1966 e il 1969, tra i quali l'unica canzone ad ottenere un certo riscontro di vendite (n. 38) è Beggin', versione di un brano dei Four Seasons. Nel 1976 in USA viene dato alle stampe anche un ellepì antologico (The Original Moose On The Loose, Peters International 9016) che raccoglie le tracce contenute sui cinque singoli pubblicati dal gruppo con la Deram inglese.

Con l'uscita dai Timebox di Holmes (che finirà nei Babe Ruth - ?) i quattro rimasti cambiano nome in Patto e iniziano a farsi conoscere per merito di alcuni riusciti spettacoli dal vivo, nei quali i musicisti dimostrano di possedere notevoli capacità tecniche. Con il sostegno di Muff Winwood (produttore alla Island), verso la metà del 1970 i Patto firmano un contratto per l'etichetta "progressiva" Vertigo e realizzano il primo album Patto che ottiene giudizi lusinghieri da parte degli addetti ai lavori, ma vende decisamente poco. Dal vivo i Patto ottengono buoni consensi, ma le vendite discografiche sono modeste anche in occasione del secondo LP Hold Your Fire (1971), che propone un suono levigato ed equilibrato, smussando gli estremismi presenti nel precedente lavoro. Nel giugno 1971 Mike Patto partecipa alle registrazioni di Septober Energy, doppio album pubblicato dai Centipede, un'ambiziosa creatura del jazzista Keith Tippett; all'inizio del 1972 è Halsall a mettere in cantiere un progetto solista, che prevede l'interessamento di Robert Fripp, senza mai riuscire a renderlo definitivo. La Vertigo non rinnova il contratto al gruppo e un'ulteriore possibilità è offerta dalla Island per la quale esce un terzo album, l'ancora valido Roll'em Smoke'em Put Another Line Out (1972), per la prima volta preceduto dalla pubblicazione di un singolo (Singing The Blues On Reds / Mummy, l'unico 45 giri della storia dei Patto!), ma tutti i tentativi per emergere sono vani. Il gruppo suona in USA, di supporto a Joe Cocker, quindi in Australia e Nuova Zelanda; all'inizio del 1973 iniziano le sessioni di incisione per il quarto album Monkey's Bum (rimasto inedito per lunghi anni) ma la coesione interna tra i musicisti è ormai deteriorata. Il 30 aprile 1973 i Patto tengono un concerto di addio a Sheffield e quindi si sciolgono. Griffiths esce completamente dalla scena musicale, Halsey suona con i Decameron (?); Halsall collabora con Scaffold (?) e Grimms, prima di unirsi ai Tempest di Jon Hiseman con i quali registra l'album Living In Fear (1974). In seguito il chitarrista suona con Kevin Ayers ed è parte del cast del celebrato concerto evento al Rainbow del primo giugno 1974. Nel 1975 ritrova Mike Patto (che nel frattempo ha consumato un breve periodo con gli ultimi Spooky Tooth per l'album The Mirror - 1974) nel complesso dei Boxer, una formazione completata da altri due musicisti di notevole esperienza quali il bassista Keith Ellis (Van Der Graaf Generator e Juicy Lucy) e il batterista Tony Newman (Jeff Beck, May Blitz, Three Man Army...). Patto muore nel marzo 1979 a causa di un tumore alla gola e, in tempi più recenti, ci lascia anche Halsall: musicisti ai quali il triste epilogo non regala gloria eterna (neanche retrospettiva) ma che rimangono ben saldi nei cuori di chi ha apprezzato la musica dei Patto.

§ I TASTE vivono un'importante quanto breve stagione tra il 1969 e il 1970, durante la quale il complesso guidato da Rory Gallagher sfiora il grande successo e viene additato da molti critici del tempo come la possibile reincarnazione del mito dei Cream. Il chitarrista irlandese forma il primo nucleo del gruppo nell'agosto del 1966 con due musicisti provenienti dall'oscura band degli Axels, Eric Kitteringham (bs.) e Norman Damery (bt.). La svolta che porta alla nascita della formazione più nota avviene nel maggio del 1968, quando entrano nel gruppo due ottimi strumentisti quali il bassista Charlie McCracken e il batterista John Wilson, anche loro irlandesi. Le prime uscite discografiche, il singolo Born On The Wrong Side Of Time (marzo 1969, ma pubblicato in precedenza nel '68 anche dalla Major Minor) e l'album Taste (aprile 1969, entrambi i dischi su Polydor), propongono un triangolo compatto e aggressivo che recupera la tradizione del blues elettrico con piglio duro e sfrontato, senza curarsi troppo della forma estetica dei brani. Il paragone con i Cream è giustificabile oltre che storicamente (i Cream si sciolgono nel novembre 1968, seminando angoscia tra i giornalisti musicali e i discografici che si mettono alla ricerca di un complesso in grado di sostituire Clapton e soci nei cuori degli appassionati) anche musicalmente, considerate le comuni matrici musicali dei due gruppi. Si tratta però di un paragone forzato e ingrato per i Taste che, nonostante le indubbie capacità, non possiedono l'eccelsa levatura tecnica dei Cream, né la facilità di scrittura innovativa della coppia Bruce / Brown. Dal vivo, poi, Gallagher e compagni appaiono eccitanti ma anche un pò velleitari, impostando il repertorio su lunghe impetuose improvvisazioni che non possiedono l'interscambio solistico che caratterizza le migliori rappresentazioni dei Cream. Ovviamente questo non impedisce ai Taste di guadagnare la posizione di gruppo onesto e preparato, che convince per la grinta e l'esuberanza dello stile in pezzi quali Sugar Mama (una delle esercitazioni preferite di Gallagher), Dual Carriageway Pain, Blister On The Moon, Leaving Blues.

Il gruppo partecipa (così come i Free) di supporto al tour americano dei Blind Faith; nell'agosto del 1970 suona al festival dell'isola di Wight, mentre Gallagher viene votato miglior chitarrista dai lettori del Melody Maker. Il secondo LP On The Boards (1970) riscuote un crescente successo, piazzandosi al n. 18, e lascia trasparire sprazzi di sonorità insolitamente eleganti, anche se il rock duro e spigoloso è subito dietro l'angolo come dimostra What's Going On. Nel momento in cui i Taste sono sul punto di acquisire un ruolo di primo piano nell'ambito della scena rock inglese Gallagher, spinto da ambizioni solistiche, decide d'abbandonare i compagni, decretando la fine del gruppo all'inizio del 1971. Subito dopo lo scioglimento viene dato alle stampe il postumo Live Taste (febbraio 1971) che contiene inserti del concerto tenuto al Casino di Montreux. McCracken e Wilson proseguono insieme formando gli STUD §, una buona formazione triangolare alla quale partecipa l'ex chitarrista di Julian Covey And The Machine e di Blossom Toes, Jim Cregan (poi presente nell'ultima edizione dei Family, 1973). Nel 1971 il primo album omonimo su Deram riscuote l'interesse della critica, anche se il gruppo riesce a guadagnare un discreto seguito di pubblico solamente in Germania. Al trio si unisce anche il chitarrista-violinista John Weider (già con Eric Burdon And The Animals e Family) e con questo assetto gli Stud registrano un secondo album di studio, September - 1972, e un album dal vivo di commiato, Goodbye, Live At Command - 1973, entrambi pubblicati solo in Germania dall'etichetta Basf. In seguito allo scioglimento degli Stud, McCracken diventa un richiesto sessionman mentre Wilson tenta brevemente di proseguire con i nuovi Andy Sneddon (bassista nel 1970 con East Of Eden) e Snowie White (ch.) e quindi si ritira dalla scena musicale. Gallagher si getta a capofitto in una lunga serie d'incisioni sotto proprio nome, confermando il ruvido rock blues degli esordi ma, alla lunga, perdendo un pò dello smalto dei tempi migliori. Del resto, la testarda perseveranza del chitarrista nel proporre la stessa formula (incurante delle mode e dei cambiamenti) è la virtù che lo rende immacolato agli occhi dei fedeli fans di sempre, fino alla morte nel giugno del 1995.

§ La Savoy Brown Blues Band nasce a Londra nel 1966 da un'idea del chitarrista Kim Simmonds, che s'avvale della collaborazione del bravo pianista Bob Hall, del cantante Brice Portius, della sezione ritmica composta da Ray Chappell (bs.) e Leo Mannings (bt.), oltre che dell'armonicista John O'Leary. Con l'ingresso di un secondo chitarrista, Martin Stone (al posto di O'Leary), il gruppo incide un primo singolo per l'etichetta Purdah (I Tried / Can't Quit You Baby), quindi accorcia la sigla in SAVOY BROWN ed entra nell'orbita del produttore Mike Vernon. Così la band viene messa sotto contratto dalla Decca e, dopo un nuovo singolo, nel dicembre 1967 pubblica il primo album Shake Down (LK/SKL 4883), disco legato a stretti canoni blues. Subito dopo i Savoy Brown subiscono una profonda trasformazione: rimangono i soli Simmonds e Hall, Mannings va con la Brunning Sunflower Blues Band, Stone entra negli Action che poi si trasformano in Mighty Baby, lasciano anche Portius e Chappell. Al loro posto arrivano il cantante Chris Youlden e tre nuovi strumentisti dallo stile robusto, il chitarrista "Lonesome" Dave Peverett, il bassista Rivers Jobe e il batterista Roger Earl (si narra che alla batteria sia apparso per un brevissimo periodo Bill Bruford). Dopo un singolo che, al solito, nemmeno sfiora le classifiche di vendita (Walking By Myself / Vicksburg Blues, giugno 1968) il primo significativo frutto della nuova compagine è l'album Getting To The Point (settembre 1968), lavoro che conferma la musica dei Savoy Brown molto vicina al blues revival di scuola Bluesbreakers. Il repertorio, rigoroso e di ottimo livello, è diviso tra un buon numero di brani originali e alcune belle versioni di classici quali Honey Bee (Muddy Waters) e You Need Love (Willie Dixon).

Nell'aprile del 1969 il terzo LP Blue Matter raggiunge l'apice delle possibilità del complesso, introducendo nel sempre rigoroso approccio tematico elementi più tipicamente rock e interessanti variazioni su tema blues. La produzione discografica si conferma di valore più che discreto con A Step Further (Decca LK/SKL 5013, settembre 1969), ultimo album nel quale compare il brillante pianista Bob Hall che va a formare la Sunflower Blues Band assieme a Bob Brunning. La musica dei Savoy Brown tende a farsi più tesa e rock: dopo l'incisione di Raw Sienna (Decca LK/SKL 5043, aprile 1970) abbandona anche Youlden, che tenta una poco proficua carriera solista realizzando un paio di ellepì per la Deram (Nowhere Road, SML 1099 e City Child, SML 1112). In seguito alla pubblicazione di Looking In (Decca SKL 5066, ottobre 1970), che si affaccia nelle classifiche americane al n. 39, il gruppo si sfalda per via dell'abbandono di Peverett, Stevens e Earl. I tre si uniscono a Rod Price (ex chitarrista e cantante dei Black Cat Bones) per dar vita ai Foghat, formazione che conseguirà notevole successo soprattutto in USA proponendo un hard rock almeno inizialmente dai connotati blues. All'inizio del 1971 Simmonds riorganizza i Savoy Brown con l'aiuto degli ex Chicken Shack Paul Raymond (ts.), Andy Sylvester (bs.), Dave Bidwell (bt.), oltre al cantante Dave Walker. Con quest'assetto il gruppo pubblica gli album Street Corner Talking (Decca TXS 104, settembre 1971) e Hellbound Train (Decca TXS 107, marzo 1972), che fanno capolino sempre nelle classifiche americane. Successivamente ancora parecchi avvicendamenti, con l'ingresso di altri musicisti di esperienza quali Andy Pyle (bs. ex Juicy Lucy e Blodwyn Pig), Ron Berg (bt. già compagno di Pyle nei gruppi citati), Stan Webb (ch. ex Chicken Shack), Miller Anderson (ch.v. ex Keef Hartley Band) e molti altri, ma nulla permette ai Savoy Brown di rinverdire la qualità e l'autorevolezza delle prime opere.

§ Personaggio di notevole fama, nonostante la buona qualità dei suoi primi album JOE COCKER non può essere considerato figura fondamentale del British Blues, in virtù dell'assenza da buona parte della sua produzione di connotati particolarmente originali e di un'attitudine realmente progressiva. Dopo alcune esperienze marginali in campo musicale (un singolo per la Decca nell'ottobre 1964: I'll Cry Instead / Precious Words) Cocker decide di lasciare il lavoro fisso come benzinaio per costituire un proprio gruppo, la Grease Band. Il nucleo, primariamente una formazione di supporto del cantante, si dimostra estremamente instabile, soggetto a numerose variazioni di organico; all'epoca delle registrazioni del primo album la line up comprende il bassista Chris Stainton, il tastierista Tommy Eyre, il chitarrista Henry McCullough e il batterista Kenny Slade, mentre lo stile del gruppo fissa il raggio d'azione attorno a rhythm and blues e soul. L'anno decisivo per il cantante di Sheffield è il 1968, quando in settembre pubblica a 45 giri la discreta marcetta di Marjorine che muove timidamente la classifica inglese (n. 48), effettua un'applaudita esibizione al festival di Windsor e giunge al successo prima della fine dell'anno con il nuovo singolo, una notevole versione di With A Little Help From My Friends dei Beatles che conquista il primo posto in Inghilterra e vende discretamente anche in USA (n. 68). Per l'incisione del brano Cocker si avvale di una formazione prestigiosa che annovera il chitarrista Jimmy Page (poco dopo fondatore dei Led Zeppelin), Tommy Eyre all'organo (poi con Aynsley Dunbar, Mark-Almond e mille altri), il fido bassista Chris Stainton e il batterista B.J. Wilson (membro dei Procol Harum e in predicato per entrare nei Led Zeppelin). La canzone è completamente ridisegnata sulle basi di un bellissimo arrangiamento rhythm and blues contrappuntato da toni gospel gestiti in modo eccellente da tra coriste, con la calda e grintosa voce di Cocker, la fulminante chitarra metallica di Page e il fluido, drammatico timbro dell'organo di Eyre. Nel maggio 1969 il primo album With A Little Help From My Friends sfrutta sin dal titolo l'enorme popolarità raggiunta con il pezzo guida e risulta un lavoro valido, anche se non privo di qualche incertezza.

L'album d'esordio ottiene un buon riscontro di vendite negli USA dove Cocker compie un primo giro di concerti, e proprio negli States il cantante ha modo di conoscere il pianista, chitarrista e compositore Leon Russell, che scrive per lui il successo di Delta Lady (settembre 1969) e organizza le basi per l'ampia formazione del Mad Dogs & Englishmen con la quale l'anno seguente Joe sostiene un secondo importante tour americano. La gloria definitiva arriva nell'agosto 1969, quando Cocker consegna alla storia del rock una esaltante e indimenticabile performance di fronte all'immenso pubblico del festival di Woodstock. Il cantante (accompagnato da una rinnovata Grease Band che annovera Stainton all'organo, McCullough alla chitarra, oltre al bassista Alan Spenner e al batterista Bruce Rowlands) si supera nell'interpretazione di With A Little Help From My Friends, resa con eccezionale trasporto emotivo in un'elettrizzante condizione di trance epilettica. Il documento sonoro è reperibile sull'album triplo Woodstock (Cotillion, 1970) e caldamente consigliata è la visione del film di Michael Wadleigh sul famoso avvenimento, comprendente anche le belle riprese filmate dell'esecuzione in questione. Woodstock resta per Cocker il momento più fulgido di una lunga parabola artistica che tende però a un rapido deterioramento, anche se il secondo LP Joe Cocker! (novembre 1969) è una buona conferma dei pregi (e pure dei difetti) del suo stile. Gli ultimi fuochi veramente interessanti bruciano nella passione live del doppio Mad Dogs & Englishmen (settembre 1970, n. 2 in USA), registrato nel marzo 1970 in occasione dei concerti al Fillmore East di New York, album denso di classici del rock'n'roll, del soul e del rhythm & blues proposti con un'attitudine ancora coinvolgente. Nel periodo di maggior successo Cocker è costretto a un forzato ritiro dalle scene a causa di gravi problemi di droga; il ritorno avviene nel 1972 ma il cantante appare stanco e privo d'ispirazione e i dischi degli anni Settanta non brillano certamente per l'elevata qualità. Che poi il vecchio leone colga ancora qualche corroborante risultato commerciale negli Ottanta fa sicuramente piacere, ma al tempo stesso intristisce l'animo al pensiero dell'antica grinta.

> IL FUOCO E L'ACQUA (part one) (part three)