Il fuoco e l'acqua (part three)

 

 

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Un ricordo di British Blues (part three) > (part one) (part two)

BLODWYN PIG /MICK ABRAHAMS BAND / STEAMHAMMER / BAKERLOO / BLACK CAT BONES / KILLING FLOOR / N.S.U. / MAY BLITZ

Un importante contributo creativo alla scena del British Blues è offerto da complessi che agiscono essenzialmente in ambito underground, privi di grande notorietà (a volte letteralmente sconosciuti), che proprio per la mancanza di un rapporto diretto con le classifiche discografiche riescono, sia pur per breve tempo, a mantenere un'identità immune da compromessi sulle scelte stilistiche. Tra i nomi relativamente più noti emerge quello dei BLODWYN PIG §, valvola di sfogo per le evoluzioni del chitarrista Mick Abrahams costretto, nel novembre 1968, ad abbandonare i Jethro Tull a causa dei notevoli contrasti con Ian Anderson riguardo alla direzione musicale da seguire. Sulla carta Blodwyn Pig è una buona occasione per l'ex Jethro Tull, potendo liberamente attingere a matrici blues e jazz che confluiscono in una sorta di hard progressivo, buon punto di mediazione tra la pregevole chitarra di Abrahams (tecnicamente ineccepibile, limpida e pure impetuosa) e le interessanti soluzioni ai fiati di marca jazz adottate da Jack Lancaster, che rendono il suono prezioso ed elegante, il tutto sostenuto dalla solida e sufficientemente variegata sezione ritmica costituita da Andy Pyle (bs.) e Ron Berg (bt.). Il primo album del 1969, il valido Ahead Rings Out, ottiene un discreto riscontro di vendite (n. 9) soprattutto grazie alla relativa notorietà del leader e il gruppo, che nel 1970 ha occasione di effettuare anche alcuni concerti negli USA, insiste incidendo un secondo album, Getting To This (1970), che si conferma a livello di vendite senza presentare grosse novità sul piano musicale, ma risulta inferiore al precedente in quanto a equilibrio e freschezza creativa. Già alla fine del 1970 il gruppo entra in crisi e a nulla giova l'inserimento per breve tempo dell'ex chitarrista degli Yes, Peter Banks. Pyle e Berg raggiungono i Juicy Lucy (per l'ultimo LP Pieces, 1972) e nel 1973 incidono con i Savoy Brown, mentre Lancaster prova a lanciare gli Aviator (con l'ex batterista dei Jethro Tull, Clive Bunker, e il bassista John Perry - Caravan) senza risultati apprezzabili e in seguito pubblica un paio di lavori come solista, Marscape (RSO, 1976) e Wild Connection (Acrobat, 1979). Nel frattempo Mick Abrahams fonda i Womat, che in seguito diventano più semplicemente la MICK ABRAHAMS BAND §: con lui sono Bob Sargeant (ts., già con Junco Partners e Everyone), Walt Monaghan (bs.) e Ritchie Dharma (bt., proveniente dalla band di Michael Chapman) e il primo album A Musical Evening With, pubblicato nel 1971 su etichetta Chrysalis, appare quantomeno discreto facendo perno su un rock di maniera, distante dalle originarie matrici blues ma lo stesso ben organizzato e piacevole. Ancora un disco nel 1972, At Last (con il ritorno di Jack Lancaster), e il gruppo già non esiste più. Monaghan nel 1974 entra nella seconda line up degli If, Sargeant pubblica nel 1975 l'album solista First Starring Role (RCA LPLI 5076, con la produzione di Mick Ronson). Abrahams nel febbraio 1974 effettua un velleitario tentativo di ricostituire i Blodwyn Pig (con Lancaster, Pyle e Clive Bunker), incide un album didattico per chitarristi (Have Fun Learning The Guitar, SRT SRTM 73313, 1975) e nell'estate 1978 prova a resuscitare la Mick Abrahams Band (Tom Downing al violino e Dave Bristow al piano) ma la fortuna non l'assiste. La scelta finale è il definitivo abbandono della scena musicale da parte di un chitarrista di buone potenzialità, incapace però di dare continuità ai propri progetti musicali.

steamfirst.BMP (4517154 byte)Steamhammer

§ In assoluto tra le migliori formazioni del blues progressivo inglese, gli STEAMHAMMER nascono alla fine del 1968 a Worthing, Sussex appoggiandosi inizialmente sulle consuete basi musicali tradizionali, senza nascondere però sin dai primi momenti una moderna impostazione destinata a sviluppare un discorso originale e ambizioso. Dal circuito folk provengono Martin Quittenton (ch.) e Kieran White (v.ch.ar.), ai quali si uniscono Martin Pugh (ch.), Steve Davy (bs.) e Michael Rushton (bt.), tutti musicisti con alle spalle esperienze in gruppi rhythm & blues. Il complesso gira in Inghilterra, spesso come formazione d'accompagnamento del bluesman americano Freddie King, e nella primavera del 1969 strappa un contratto discografico alla CBS. Il risultato è la pubblicazione di un 45 giri contenente la convincente Junior's Wailing (ripresa nel 1970 dagli Status Quo sull'album Ma Kelly's Greasy Spoon) e, sul retro, l'interessante ballata dai toni vagamente psichedelici Windmill; segue l'edizione dell'ottimo album Reflection (1969) al quale partecipa, in qualità di ospite, il noto flautista Harold McNair. Dal vivo gli Steamhammer si mettono in luce partecipando ai maggiori festival europei, con esibizioni che spesso superano le due ore di durata e grazie a una musica che trae ispirazione da ampie parti improvvisate. Nell'estate del 1969 il gruppo subisce un'importante ristrutturazione interna causata dall'abbandono di Michael Rushton e soprattutto di Martin Quittenton, al tempo uno dei maggiori responsabili dell'orientamento musicale del complesso. Il chitarrista partecipa alle registrazioni di An Old Raincoat Won't Ever Let You Down, primo album solista di Rod Stewart; Quittenton diventa collaboratore del cantante scozzese assieme al quale, un paio d'anni dopo, scrive l'hit Maggie May (n. 1 GB e USA nel luglio 1971) e nel 1972 partecipa alla registrazione dell'unico album dell'effimera formazione dei Pilot, con Leigh e Bruce Stephens, Mick Waller e Neville Whitehead. In sostituzione della chitarra di Quittenton giungono i fiati del polistrumentista Steve Jollife, mentre il posto dietro i tamburi è rilevato dal bravo Mick Bradley. Così sistemati gli Steamhammer realizzano l'eccellente MK II (1969), lavoro che pone il gruppo ai vertici della ricerca progressiva inglese, non solo in ambito blues. Dello stesso periodo è il secondo singolo Autumn Song / Blues For Passing People; il lato A Autumn Song è un'ottima composizione a firma White / Jollife che dimostra l'acquisita maturità del suono e dell'arrangiamento nell'ambito di una raffinata ballata che contamina certo folk rock d'ispirazione Jethro Tull con inflessioni esotiche non distanti dai migliori East Of Eden; il retro è una buona ma più ortodossa improvvisazione su tema jazz blues che lascia comunque intravvedere i futuri interessanti sviluppi della musica del complesso.

Come sovente accade, a tanto impegno e amore non corrisponde necessariamente un ritorno concreto in termini d'interesse e gli Steamhammer si devono accontentare della buona popolarità ottenuta in alcuni paesi europei (Scandinavia, Olanda, Germania) che certo non è sufficiente alla CBS per rinnovare il contratto. Jollife preferisce lasciare (più avanti, 1978, collaborerà brevemente con i tedeschi Tangerine Dream e pubblicherà un album solista: Journey Out Of The Body, Nadar Pulse, 1983) e il gruppo prosegue come quartetto, ripiegando in Germania per riuscire a trovare una nuova controparte discografica. Nell'estate del 1970 gli Steamhammer registrano il terzo album Mountains che segna il raggiungimento della completa maturità artistica. Nulla però riesce a scalfire l'indifferenza del grande pubblico e White, nell'autunno 1970, decide di abbandonare il progetto (pubblica nel 1975 l'album solista Open Road), subito seguito da Davy; Pugh e Bradley mantengono in vita il complesso ingaggiando il bassista Louis Cennamo (già con Jody Grind e i primi Renaissance) e verso la fine del 1971 registrano l'ultimo LP Speech (1972) che, pubblicato solo in Germania, vede la luce quando gli Steamhammer non esistono più. Pugh e Cennamo restano insieme prima negli Axis e quindi negli Armageddon, con la partecipazione del cantante Keith Relf (Yardbirds, Renaissance). Per Mick Bradley il destino è amaro: l'eccellente e oggi completamente dimenticato batterista muore di leucemia nel 1972 (l'album Speech è dedicato alla sua memoria).

bakgroup.BMP (4212054 byte) Bakerloo (Blues Line)

§ I BAKERLOO, formazione underground originaria di Tamworth inizialmente denominata Bakerloo Blues Line, cominciano a farsi conoscere verso la fine del 1968 quando, il 10 di dicembre, hanno occasione di esibirsi al Marquee come spalla dei Led Zeppelin in uno dei primi concerti del gruppo di Jimmy Page. Classico triangolo blues rock costituito dal chitarrista Dave "Clem" Clempson, dal bassista Terry Poole e dal batterista Keith Baker, il complesso si fa notare dalla Harvest che offre un contratto e, nel luglio 1969, pubblica a sorpresa un atipico singolo (Drivin' Bachwards, con sul retro Once Upon A Time) che propone soluzioni neoclassiche lontane dalla naturale propensione stilistica della band. Curiosa, per analoga ispirazione, la sovrapposizione temporale con la ben più celebre Bourée dei Jethro Tull, pubblicata sull'album Stand Up proprio in quei giorni. Ben diversa è l'impressione generata dall'ascolto del loro unico album Bakerloo, dato alle stampe verso la fine del 1969, con la formazione vicina all'approccio hard blues dei primi Led Zeppelin. Il disco esce praticamente postumo perchè già in ottobre Clempson accetta l'offerta di entrare nei Colosseum, in sostituzione di James Litherland, e così i Bakerloo chiudono la loro breve avventura. Il chitarrista rimane nei Colosseum fino allo scioglimento del gruppo (autunno 1971) per poi entrare l'anno successivo negli Humble Pie, al posto del dimissionario Peter Frampton. Tra le altre sue esperienze sono da ricordare una breve collaborazione con i Greenslade e i complessi dei Strange Brew e Rough Diamond (con l'ex cantante degli Uriah Heep, David Byron). Baker e Poole s'impegnano nell'ideazione dei May Blitz (gruppo con il quale non riescono a incidere); in seguito Baker occupa il ruolo di batterista a termine per le registrazioni del secondo LP degli Uriah Heep (Salisbury), mentre Poole va a suonare con Graham Bond.

§ Gruppo conosciuto esclusivamente per aver annoverato nei primi tempi musicisti destinati alla notorietà, quali Paul Kossoff, Simon Kirke (entrambi nei Free) e Rod Price (con i Foghat), i BLACK CAT BONES meritano qualcosa di più di una fredda citazione grazie alle qualità espresse sul loro unico album, Barbed Wire Sandwich. Sin dalle prime sessioni di studio, dove accompagnano Champion Jack Dupree (sull'album When You Feel The Feeling You Was Feeling - Blue Horizon), il gruppo è sotto le cure dell'esperto produttore Mike Vernon; i Black Cat Bones effettuano concerti in Europa (Germania, Scandinavia) ma ben presto Kossoff e Kirke cambiano aria, entrando in società con il cantante dei Brown Sugar, Paul Rodgers, per la costituzione dei Free. Ai superstiti (i fratelli Derek e Stuart Brooks - chr. e bs. - e il cantante Brian Short) si uniscono l'ottimo chitarrista Rod Price e il batterista Phil Lenoir, e con questo assetto il complesso registra il materiale che nel novembre 1969 viene inserito su Barbed Wire Sandwich, disco prodotto da David Hitchcock. Nonostante presenti una musica diretta e aggressiva, basata su un blues duro e sfrontato non distante dallo stile che caratterizza l'album d'esordio dei Free, il disco passa quasi inosservato e la formazione si avvia ben presto al fallimento con l'abbandono di Price, destinato ai Foghat assieme a tre ex Savoy Brown. Da parte sua, Brian Short nel 1971 pubblica un album come solista, Anything For A Laugh (Transatlantic, TRA 245). Rimangono impegnati solamente i fratelli Brooks che tentano di sostenere la causa invitando nel gruppo due musicisti provenienti dalla Brunning Sunflower Blues Band, il cantante Pete French e il chitarrista Mike Halls: con il nuovo batterista Keith Young i Black Cat Bones si trasformano in Leaf Hound dedicandosi a un vigoroso hard rock, di pregevole fattura ma purtroppo di nessun successo.

§ Di esito poco diverso è la carriera dei KILLING FLOOR, formazione di base nel South London verso la fine del 1968, composta da Michael Clarke (ch.), Lou Martin (pn.), Bill Thorndycraft (v.ar.), Stewart McDonald (bs.) e Bas Smith (bt.). I Killing Floor s'inseriscono nell'ormai affermato panorama del rock blues inglese di fine decennio e, grazie a un contratto discografico con la piccola etichetta Spark, nell'estate 1970 pubblicano il primo LP omonimo, registrato di getto in soli quindici giorni con l'ausilio della produzione di John Edward, un ex DJ di Radio Caroline. Nonostante le buone doti espresse nell'album e l'ottima reputazione conseguita nei concerti dal vivo (con date di supporto a Ten Years After e Jethro Tull, tra gli altri), i Killing Floor non riescono a sfondare sul piano commerciale e, probabilmente alla ricerca di un maggior riscontro, il gruppo decide di orientare il suono verso sonorità più hard, facendo scivolare in secondo piano il prezioso lavoro di Martin al piano. La formazione firma un nuovo contratto con la Penny Farthing, etichetta di proprietà del manager dei Troggs, Larry Page; l'atto è il preludio alla pubblicazione del loro unico 45 giri, Call For The Politicians / Acid Bean (1971), e del secondo LP Out Of Uranus, ancora prodotto da Edward. La breve parabola artistica dei Killing Floor giunge così al termine, nonostante i numerosi concerti europei e l'ingresso, negli ultimi tempi, del cantante Ray Owen (dai Juicy Lucy), del bassista Mick Hawksworth (già con Five Day Week Straw People, Andromeda, Fuzzy Duck) e del batterista Rod De' Ath; il gruppo cessa d'esistere verso la fine del 1971. Lou Martin e Rod De' Ath si trasferiscono alla corte dell'ex leader dei Taste, Rory Gallagher; Stewart McDonald viene coinvolto da Paul Rodgers nei Peace, un'effimera formazione triangolare priva di fortuna (alla batteria Mick Underwood dei Quatermass). Il solo Michael Clarke trova la forza per continuare con una propria band, pubblicando alcuni dischi negli anni Ottanta con il redivivo Lou Martin e il batterista Ron Berg.

§ Fra le tante formazioni delle quali con il passare del tempo s'è persa ogni memoria, gli N.S.U. meritano di essere ricordati se non altro per l'onestà di fondo che permea la loro proposta musicale. Scozzesi, impostati a quartetto con il chitarrista Ernest Rea (di origini italiane), il cantante John Pettigrew, il batterista William Brown e il bassista canadese Peter Nagle, gli N.S.U. giungono all'unica prova discografica grazie alla Stable, piccola e mitica etichetta underground che annovera tra le sue fila anche Deviants e Sam Gopal, tra gli altri. Alfieri di un blues rock dai caratteri decisamente hard, i quattro registrano in una brevissima sessione di studio ai De Lane Lea il materiale utile al loro album Turn On, Or Turn Me Down e sono segnalati in concerto alla Albert Hall di Londra, subito prima di essere travolti dal fallimento della stessa casa discografica.

§ Una delle cose più difficili (e al tempo stesso appaganti) nel trattare dei MAY BLITZ è riuscire a inquadrare il gruppo di Tony Newman in un genere ben definito e circoscritto. Questa, probabilmente, è la forza relativa del complesso; relativa, perché se la promiscuità tra blues, hard rock e attitudine progressiva rende la musica del gruppo appassionante e moderna, la sua stessa natura poco incline a facili accomodamenti commerciali relega Newman e compagni ai margini del mercato, costringendoli a una rapida ritirata. Purtroppo, proprio l'ingarbugliata relazione fra creatività e music business è uno degli elementi deboli dell'espressione rock, sia che ciò si rifletta in grandi tragedie umane o più semplicemente nell'impossibilità di realizzare i propri sogni e progetti artistici. Ancor più insolita è la vicenda che porta alla costituzione della band. L'idea originale risale alla fine del 1969 quando (dopo la dipartita di Clem Clempson, destinazione Colosseum) Keith Baker e Terry Poole dei Bakerloo decidono di proseguire insieme, progettando una nuova formazione triangolare chiamata May Blitz. In realtà il gruppo non decolla perché Baker collabora con gli Uriah Heep per le registrazioni del loro secondo album Salisbury (e solo per quell'occasione) mentre Poole, di conseguenza, va a suonare con Graham Bond. Tony Newman verso la metà dei Sessanta è un veterano della scena beat con i Sounds Incorporated, quindi suona (agli albori del blues progressivo) con il Jeff Beck Group che incide l'album Beck-Ola. Il batterista rifonda completamente il complesso, chiamando due ottimi strumentisti quali James Black e Reid Hudson, e il nuovo gruppo ottiene un contratto discografico con la Vertigo, realizzando nel 1970 il primo ottimo LP May Blitz. Il gruppo non riesce a emergere dai bassifondi dell'undergound inglese, la Vertigo concede una seconda possibilità per il nuovo album The 2nd Of May (edito il due di maggio del 1971) ma le vendite restano scarse e la promozione inesistente. I May Blitz, ormai privi di contratto discografico, non hanno più motivi per continuare; l'unico a rimanere a lungo sulla scena musicale è Newman, che partecipa ai Three Man Army dei fratelli Adrian e Paul Gurvitz e vanta collaborazioni con Marc Bolan, David Bowie, Chris Spedding e David Coverdale (nei Whitesnake).