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IL FUOCO E L'ACQUA (part two)
SCRATCHING THE SURFACE (Liberty LBL/LBS 83199E, novembre 1968)
BLUES OBITUARY (Liberty LBS 83253, luglio 1969) B.D.D. / Daze Of The Weak / Times / Mistreated / Express Man / Natchez Burning / Light Was The Day Tony (T.S.) McPhee: v.ch. / Pete Cruickshank: bs. / Ken Pustelnik: bt. - Stu. Marquee studios, Londra - Tds. Colin Caldwell, Gery Colins - Co. Hogart, Zoran Matic - Prod. Tony (T.S.) McPhee Con alla base un suono scarno ed essenziale, dalle profonde convinzioni blues, si fa largo l'impetuoso e originale stile alla chitarra di McPhee che sicuramente deve molto a Hendrix, non tanto per questioni stilistiche quanto per la predisposizione a saltare a piè pari i vincoli precostituiti e le strutture ormai riduttive del blues revival. Tra i tanti campioni della chitarra elettrica, McPhee è penalizzato dalla mancanza di un adeguato riscontro commerciale che gli consenta di elevarsi alla notorietà dei grandi dello strumento, come meriterebbe; per contro, lo status di musicista "underground" è ciò che gli consente di rimanere per lungo tempo rigoroso nelle proposte, estraneo alle tentazioni di facili accomodamenti e compromessi. Come lo stile del chitarrista, anche la musica dei Groundhogs reperisce l'originalità della propria essenza non tanto in ambiti innovativi o sperimentali, quanto nel singolare contrasto tra una scrupolosa, e quasi testarda, ricerca timbrico-melodica e la propensione a liberare il suono in modo spregiudicato. Da parte loro, Cruickshank e Pustelnik forniscono un adeguato sostegno ritmico, all'apparenza disordinato ma pure solido ed efficace.
Così, a soli due anni dalla "crociata" per la salvezza del blues indetta da John Mayall, nel giugno 1969 McPhee e compagni celebrano il "funerale del blues" registrando il materiale (composto e arrangiato dal chitarrista) che viene incluso su Blues Obituary; nel lavoro si concretizzano i notevoli progressi conseguiti dal trio, impegnato in un eccellente blues progressivo dai caratteri molto informali, realizzato senza bisogno di complicati accorgimenti tecnici e privo di qualsiasi concessione alla canzone di facile consumo. Accanto a brani che mantengono il contatto con una fisionomia tradizionale, come le ottime Express Man e Natchez Burning, trovano posto composizioni personali quali B.D.D., in grado di passare da un clima pacato ed essenziale a sfuriate al limite dell'hard rock, Times e Mistreated, blues ad alta velocità che adottano interessanti e atipiche soluzioni timbriche. La creatività cruda e disorientante di Tony McPhee si esplica nella stupenda Daze Of The Weak, introdotta da movenze hendrixiane e costruita su una convinta struttura blues che si sviluppa attorno ad un'altalenante sequenza di suoni deraglianti, sostenuti dall'informale sezione ritmica. Altro vertice del disco è la conclusiva Light Was The Day, una cupa e frenetica cavalcata strumentale condotta da una chitarra da incubo, che sull'incessante sostegno percussivo modifica continuamente la cadenza in una sorta di rituale ossessivo di gran presa. valutazione: 8
THANK CHRIST FOR THE BOMB (Liberty LBS 83295, maggio 1970)
SPLIT (Liberty LBS 83401, marzo 1971)
LIVE AT LEEDS (Liberty, 1971)
U.S. TOUR '72 (Akarma AK 073, 1999)
WHO WILL SAVE THE WORLD? THE MIGHTY GROUNDHOGS! (U.A. UAG 29237, marzo '72)
HOGWASH (U.A. UAG 29419, ottobre 1972)
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