FONOLOGIA
PARTE VI
[***] dittonghi ipotetici o impossibili (inesistenti).
[•] In effetti, duelle è forma italianizzata;
più corretto è duuelle [duwèl-le]o meglio deuelle [dewel-le]
- Allo stesso modo:
Lui'e Luigge
sono italianizzazioni di Le(g)ui'
e Le(g)uigge
[j] La j (generalmente iniziale) era, arcaicamente, un suono intermedio tra j e ghj, e quindi non formava dittongo.VEDI esempio.
[w] In effetti, spesso la u semiconsonantica (attualmente acquisita) era una via di mezzo tra w e il digramma gu. La pronuncia attuale è un po' falsata rispetto a quella arcaica e, dunque, per dovere di cronaca, dobbiamo anche considerare questa trasformazione diacronica. VEDI esempio.
[1] La (e)i o (e)j di sc(e)jéne non è puro segno grafico ma costituisce la semivocale del dittongo.
[2] La doppia jj o jji, essendo l'esito della gl palatale italiana, può considerarsi sia come semivocale che come semiconsonante. In effetti la doppia j questo caso funge da consonante.
[°] La j di àjene può svolgere la funzione di consonante.[h] In realtà la u dei gruppi aue, eue, oue erano una via di mezzo tra gu e u semiconsonante, e quindi non formava trittongo. VEDI esempio.
[j] Come abbiamo detto, la j è, arcaicamente, un suono intermedio tra j e ghj, e quindi non formava trittongo. VEDI esempio.
[00] Si può dire sia n(e)jènde (con la è aperta) che n(e)jénde (con la é chiusa).
[***] trittonghi ipotetici o impossibili (o inesistenti).
[1] La i(e) o j(e) di chj(e)uòve è puro segno grafico che costituisce la semivocale del trittongo.
Lo iato nel dialetto sanmartinese è poco usato: ma-(j)é-stre, are-(j)o-plane, pa-(h)û-re.
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