Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che cresce sotto terra, e che vive in simbiosi micorrizica con le radici di alcune piante (pioppi, querce tigli, noccioli, salici, pini, carpini, faggi). Come tutti i funghi si compone di un micelio  che in determinate condizioni produce il carpoforo o frutto fungino. Il micelio è formato da ife, finissimi filamenti, che a volte sono visibili  nel terreno come un reticolo.
I miceti, appartengono al mondo vegetale, ma rispetto alle piante superiori, non sono in grado di produrre autonomamente le sostanze organiche che servono a loro, pertanto si nutrono di quelle prodotte dalle piante autotrofe.
In relazione al modo con cui si alimentano, si classificano oltre che in simbionti, anche in parassiti, e saprofiti . È al gruppo dei simbionti che appartengono i nostri tartufi.
Fanno inoltre parte della classe degli
ascomiceti e della famiglia delle tuberacee per la forma di  tubero, più o meno tondeggiante. 
 
   
 
       
     
       
     
   
   
     
  Osservando la sezione di un tartufo, si possono distinguere alcune parti:
  • la scorza esterna chiamata peridio, può essere liscia o verrucosa; di colore ocra, bruno- ruggine o nero.
  • la parte interna o gleba, di colore diverso a seconda della specie e con venature generalmente più chiare che conferiscono a questo tubero un aspetto marmoreo.

A maturazione avvenuta i tartufi incominciano a profumare e le spore assumono quei caratteri che permettono di determinarne l'appartenenza.
L'odore, più o meno gradevole è proprio di ogni specie  ed  è avvertito dal cane appositamente addestrato e dagli altri animali che se ne nutrono.

 
   
 
   
   
 
     
 

 Home page | Conosciamo il  tartufo 
Tipi di tartufo Il tartufaio Il cane 
| La Raccolta