La ricerca del tartufo ha inizio nell'antichità, quando Sumeri e Assiri-Babilonesi prima, Greci e Romani poi, seppero riconoscere il pregio e valorizzare a tavola questo eccellente tubero. Dopo un lungo periodo di scarso utilizzo, viene nuovamente raccolto nell'epoca rinascimentale, quando ricompare nelle mense dei potenti e dei signori.

Trovare una pastura (tartufaia naturale) non è sempre facile; quando è poco frequentata ed è tenuta ben segreta, non si riusciranno a vedere le forate, in quanto il bravo tartufaio chiude sempre accuratamente la buche fatte.
Ci si indirizza comunque sapendo che il tartufo nasce in determinati terreni ed in simbiosi con alcune piante; quindi una vallata di salici o pioppi, un gruppetto di querce o di noccioli devono essere esplorati, perché potrebbero essere produttivi.

 
   
 
     
 

Troppo spesso i tartufai non chiudono le buche fatte.

 
   
 
     
       
     
   
   
     
 

Giunti nella tartufaia si libera il cane e lo si incita alla cerca, invitandolo a passare anche più volte sullo stesso punto; capita spesso infatti, che si trovi un tartufo alla seconda o terza passata.
Non appena il nostro ausiliare inizia a forare, occorre fermarlo e sostituirsi o alternarsi ad esso nel continuare lo scavo. Il tartufaio, per rendersi conto della posizione e della vicinanza del tartufo, spesso annusa una manciata di terra prelavata dalla buca. L'odore più o meno intenso che emana, indica se si è prossimi al tubero.
Quando l'esemplare è di notevoli dimensioni, si abbandona anche il vanghetto e, per non danneggiarlo, si prosegue lo scavo con le mani.
Tolto il tartufo,
si deve chiudere la buca accuratamente con la terra estratta , per ristabilire le condizioni precedenti e permettere al micelio di fruttificare nuovamente.
Troppo spesso purtroppo, i tartufai, "specialmente quelli che noi chiamiamo della domenica", non eseguono questa indispensabile operazione, danneggiando così irreparabilmente il raccolto futuro.
In Emilia Romagna, le altre regole da rispettare durante la raccolta sono:

  • La ricerca non deve essere praticata di notte.
  • E' vietato vangare a caso in una tartufaia alla ricerca del tubero, ma si deve scavare solo nel punto segnalato dal cane.
  • E' vietata la raccolta di tartufi non maturi.
  • Cercare di non tagliare col vanghetto le radici micorrizzate della pianta simbionte.
  • Rispettare il calendario di raccolta.


Sarebbe comunque opportuno conoscere la legislazione nazionale e regionale in materia di tartufi, se non altro per evitare le pesanti sanzioni previste.

 
   
 
       
     
       
     
   
 
     
 

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