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Nella mia regione, l'Emilia
Romagna, per esercitare la raccolta del tartufo,
occorre sostenere un esame che consente, una
volta superato, di ottenere il rilascio di un
tesserino del costo annuale di 180.000 lire.
L'occorrente per poter praticare questo "sport",
è molto limitato; servono infatti, oltre al
solito abbigliamento necessario per andare nel
bosco, una piccola vanga per scavare il tartufo (vangarola
non più larga di 6 cm), qualche ghiottoneria per
premiare il proprio ausiliare quando fora, tanto
entusiasmo e costanza. Questo perché se non si
è veramente appassionati, si va incontro a
notevoli frustrazioni quando, dopo aver macinato
chilometri e chilometri, si torna a casa col
"carniere" mezzo vuoto.
Ma tutto ciò non preoccupa il tartuifaio;
il giorno successivo è di nuovo pronto per
un'altra avventura, perchè egli è un amante
della natura, un romantico, e non c'è cosa
più gradevole di una giornata trascorsa nel
bosco, col proprio insostituibile e umile amico
cane, dove i colori dell'autunno e il profumo di
muschio e funghi si uniscono per il piacere di
chi sa apprezzare questo luogo incantevole che la
natura ci offre.
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