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-Tuber Magnatum Pico o
tartufo bianco pregiato (da 05 a 15 cm. circa). Forma
più o meno rotondeggiante, lobata, ma anche
irregolare. Peridio a superficie
liscia, giallo-ocra o giallo-verdastro, spesso
con aree brune. Gleba di aspetto
marmoreo con venature chiare. Ha colore variabile
dal bianco, al grigio, al nocciola, raramente con
macchie rossastre. Dove cercarlo: ipogeo
in simbiosi con pioppi, querce, tigli, noccioli,
salici. Da 0 a 700-800 metri di altitudine. Mai
nelle vicinanze del mare. Tessitura del terreno
generalmente di tipo equilibrato, oppure a natura
argilloso-calcarea o limoso-calcarea. Preferisce
terreni freschi, ma con buon drenaggio. Gli
arbusti di sambuco e sanguinello, sembra
che favoriscano la crescita del tubero. Quando
cercarlo: da settembre a dicembre, si
trovano a volte anche in estate ma sono spesso
poco profumati e ospitano vermi; ne è vietata la
ricerca per non danneggiare il successivo
raccolto. Valore gastronomico: Ricercatissimo,
molto profumato (odore di aglio e di formaggio,
molto gradevole). Si usa preferibilmente crudo o
appena scaldato, mai cotto.
Altri tartufi bianchi che si
prestano a frodi alimentari perché somiglianti
al più pregiato tuber Magnatum sono :
-Il tuber albidum Pico o tuber borchii
Vitt. (o bianchetto) (da 0,5 a 5 cm circa,
raramente più grande). Forma
generalmente rotondeggiante irregolare. Peridio:
di color marrone chiaro, liscio. Gleba:
Bruno- scuro o color cioccolato con venature
chiare, più grosse di quelle del T. bianco
pregiato. Dove cercarlo: da 0 a
1000 metri di altitudine, anche nelle pinete
vicino al mare, alla base di querce, noccioli,
pioppi e pini. Quando cercarlo: da
metà novembre alla fine di aprile. Valore
gastronomico: odore di aglio, è
poco apprezzato.
-Choiromyces meandriformis Vitt. molto
simile al T. bianco pregiato ma con odore leggero
di fungo che diventa ripugnante quando è maturo.
Può provocare effetti tossici di natura
gastrointestinale se consumato in quantità.
Non è ammessa la vendita di questo tubero.
-Tuber melanosporum Vitt noto in
Francia come Truffe du Pèrigord
(da 1 a 10 cm circa). Forma
maggiormente rotondeggiante rispetto al Magnatum,
ma anche lobato nella pezzatura maggiore. Peridio
nerastro con aree color ruggine, rugoso con
piccole verruche piramidali. Gleba: nero-viola-rossiccia
negli esemplari maturi con fini venature bianche
viranti all'aria. Dove cercarlo: da
0 a 1100 metri di altitudine, in simbiosi con
pini, querce, tigli e noccioli. Sembra che il
micelio di questo tubero impedisca il proliferare
dell'erba nelle vicinanze della pianta che lo
ospita, per cui si forma una zona priva di
vegetazione chiamata "pianello".
Quando cercarlo: da novembre a
marzo.
Valore gastronomico: ottimo,
con profumo molto gradevole. Leggermente meno
costoso del Magnatum. E' coltivato
prevalentemente nelle Marche, in Umbria e in
Francia nella zona di Périgord.
Altri tartufi neri con caratteristiche del
peridio e della gleba leggermente diverse dal
precedente sono:
Il tuber brumale Vitt. il tuber
aestivum Vitt. il tuber mesentericum
Vitt. T. macrosporumVitt. che emanano
un profumo debole ma gradevole e il tuber
melanosporum var moscatum De Ferry.
con odore spiccato.
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