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L'addestramento deve iniziare
verso i 4 o 5 mesi di vita e non appena il
cucciolo ha imparto ad ubbidire al richiamo.
L'ordine viene impartito pronunciando il nome che
gli è stato assegnato e, quando il cane giunge a
Voi, premiandolo con una carezza.
Il tutto deve risultare, per il nostro giovane
amico, un piacevole gioco e può essere
effettuato anche in giardino. Noi sappiamo che il
cucciolo ama riportare qualsiasi cosa gli venga
lanciata. Prepareremo per questo una palla
di straccio, contenente dei pezzetti di tartufo (
se lo abbiamo) oppure delle croste di formaggio
strofinate appena con aglio.
Una volta preparata, lanceremo la palla invitando
il cane al riporto; operazione che eseguirà
abbastanza rapidamente. Ricordiamoci di premiarlo
sempre con una ghiottoneria e dimostrandogli
affetto. Il cane non va mai sgridato o picchiato,
ma se occorre, richiamato fermamente. Questa
operazione, che va ripetuta più volte e
per alcuni giorni, ha lo scopo di far conoscere
molto bene al cucciolo un odore simile a quello
del tartufo, e di collegarlo al premio. La fase
successiva dell'addestramento consiste nel
nascondere la palla di stracci sotto le foglie o
in mezzo alla ghiaia, e incitare il cane
alla cerca, guidandolo, se necessario, verso il
punto in cui l'abbiamo nascosta. Il nostro amico,
sarà costretto ad usare l'odorato e
riuscirà a trovare l'oggetto, in quanto ha già
impresso nel naso l'odore di questo "strano
tartufo".
Una volta individuata la palla, non è detto che
inizi subito a raspare il terreno, ma non
preoccupiamoci, lo farà abbastanza presto.
Premiamolo sempre e ripetiamo più volte e per
parecchi giorni questo esercizio, nascondendo
sempre meglio e anche in terreno più compatto
l'oggetto della ricerca.
A questo punto dobbiamo condurre il futuro
collaboratore nelle tartufaie. Questo
è il momento più difficile dell'addestramento,
perché il nostro cucciolone non conosce ancora
il vero odore del tartufo "vergine" e
potrebbe non trovarlo. E' opportuno quindi
portarlo per alcune volte in compagnia di un cane
già addestrato, che lo stimoli a cercare e gli
incominci appena le forate.
Successivamente usciremo più spesso possibile
con il solo allievo, per renderlo
indipendente e sempre più appassionato alla
ricerca del tartufo.
Solo quando avrà raggiunto una praticità tale
da non compromettere il suo futuro, il nostro
compagno d'avventure dovrà essere abituato a
sospendere la raspata al comando "fermo",
per non danneggiare il prezioso tubero trovato.
Ricordiamoci infine, che occorre molto tempo e
tanta pazienza per farsi un soggetto
esperto e che "il cane bravo lo ha di sicuro
il bravo tartufaio".
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