Tenendo conto del fatto che al giorno d'oggi è sempre più difficile trovare tartufo e che vi sono centri molto validi per d'addestramento dei cani, capaci di offrire soggetti istruiti a prezzi onesti, le notizie che offro dovrebbero essere considerate  a puro scopo  informativo.
Gli animali che aiutano il tartufaio nella ricerca di questo fungo, sono il maiale e il cane.
Il primo non ha bisogno di essere istruito perché è già ghiotto di tartufo, ma presenta notevoli problemi d'uso; il secondo, molto intelligente, fedele, e agile, si presta ad un facile addestramento.
Per questo lavoro, mon esiste una razza canina migliore delle altre, mi sento comunque di consigliare cani di taglia medio-piccola, resistenti al freddo, alla fatica, con pelo forte, cerca meticolosa e ottimo olfatto.
Attualmente, nelle mie zone, viene usato sempre di più il Lagotto, in quanto possiede i requisiti sopra elencati, ma sono molto adatti anche i grifoni a pelo duro e gli spinoni (meglio le femmine perché di taglia più piccola).
Personalmente ho avuto anche cani a pelo corto (bracchi tedeschi , incroci pointer- bracco) molto bravi, ma con problemi nei periodi più freddi.
Sono del parere che le femmine siano più docili e ubbidienti dei maschi, ma, purtroppo, non possono essere usate nel periodo del calore.
Esistono diversi metodi per addestrare il cane da tartufo, io ne prediligo uno che permette  di arrivare ad istruirlo senza farlo digiunare.

 
   
 
     
     
 

"Il tutto deve risultare un piacevole gioco..."

 
   
 
     
     

Due cuccioli, entrambi ghiotti di tartufo.

   
 

 

     
     


 
   
 
     
     
     
 

L'addestramento deve iniziare verso i 4 o 5 mesi di vita e non appena il cucciolo ha imparto ad ubbidire al richiamo. L'ordine viene impartito pronunciando il nome che gli è stato assegnato e, quando il cane giunge a Voi, premiandolo con una carezza.
Il tutto deve risultare, per il nostro giovane amico, un piacevole gioco e può essere effettuato anche in giardino. Noi sappiamo che il cucciolo ama riportare qualsiasi cosa gli venga lanciata.  Prepareremo per questo una palla di straccio, contenente dei pezzetti di tartufo ( se lo abbiamo) oppure delle croste di formaggio strofinate appena con aglio.
Una volta preparata, lanceremo la palla invitando il cane al riporto; operazione che eseguirà abbastanza rapidamente. Ricordiamoci di premiarlo sempre con una ghiottoneria e dimostrandogli affetto. Il cane non va mai sgridato o picchiato, ma se occorre, richiamato fermamente. Questa operazione, che va ripetuta più  volte e per alcuni giorni, ha lo scopo di far conoscere molto bene al cucciolo un odore simile a quello del tartufo, e di collegarlo al premio. La fase successiva dell'addestramento consiste nel nascondere la palla di stracci sotto le foglie o in mezzo alla ghiaia, e  incitare il cane alla cerca, guidandolo, se necessario, verso il punto in cui l'abbiamo nascosta. Il nostro amico, sarà costretto ad usare l'odorato  e  riuscirà a trovare l'oggetto, in quanto ha già impresso nel naso l'odore di questo "strano tartufo".
Una volta individuata la palla, non è detto che inizi subito a raspare il terreno, ma non preoccupiamoci, lo farà abbastanza presto.
Premiamolo sempre e ripetiamo più volte e per parecchi giorni questo esercizio, nascondendo sempre meglio e anche in terreno più compatto l'oggetto della ricerca.
A questo punto dobbiamo condurre il futuro collaboratore nelle tartufaie
. Questo è il momento più difficile dell'addestramento, perché il nostro cucciolone non conosce ancora il vero odore del tartufo "vergine" e potrebbe non trovarlo. E' opportuno quindi portarlo per alcune volte in compagnia di un cane già addestrato, che lo stimoli a cercare e gli incominci appena le forate.
Successivamente usciremo più spesso possibile con il  solo allievo, per renderlo indipendente e sempre più appassionato alla ricerca del tartufo.
Solo quando avrà raggiunto una praticità tale da non compromettere il suo futuro, il nostro compagno d'avventure dovrà essere abituato a sospendere la raspata al comando "fermo", per non danneggiare il prezioso tubero trovato.
Ricordiamoci infine, che occorre molto tempo e tanta pazienza per farsi un  soggetto esperto e che "il cane bravo lo ha di sicuro il bravo tartufaio".

 
   
 
     
     
     
   
   
   
   
     
 

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