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TESLA.
ENERGIA GRATIS. PER TUTTI. PER SEMPRE
| C’è acqua
sulla luna, lo dicono tre missioni 26/09/2009
Tre diverse missioni hanno
trovato prove della presenza
di acqua sulla luna, che
sembrerebbe concentrarsi
ai poli del satellite e si
sarebbe formata per
l’azionedelventosolare. I
report,chesarannopubblicati
su Science, mostrano che l’acqua
si muoverebbe
da una parte all’altra,
formandosi e riformandosi
mentrele molecole entrano in
contattoconla polvere
della superficie lunare. Carle
Pieters della Brown
University, nelRhodeIsland,hastudiato
i dati raccolti
dalla missione Chandrayaan-1 -
la prima indiana
sulla luna - e ha scoperto
prove spettrografiche della
presenza dell’acqua.
«Quando diciamo ’acqua’, non ci riferiamo a laghi, oceani, mari o
a pozzanghere.
Sono molecole di acqua e
idrossili (idrogeno e ossigeno) che entrano in contatto con
molecoledi rocciaedi polvere,piùprecisamenteneiprimimillimetridella
superficielunare»,ha
spiegato Pieters. Il
meseprossimo, la missione dellaNasaper lo studio dei crateri della
luna cercheràacqua,
facendoschiantareunagrandenavicella
sulla superficie lunare.
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Il
grido del Papa per il lavoro
«Sia
espressione di dignità». Il precariato endemico «rischia di gettare
l’uomo nel degrado»
L’enciclica
sociale Richiamo
ai governanti per la gestione della crisi e parole
dure per i sindacati
08/07/2009
CITTA'
DEL VATICANO – No al precariato che,
ormai
endemico, ostacola i normali percorsi di vita,
no
alla delocalizzazione che porta allo sfruttamento, no
all’abbassamento delle tutele di fronte ad un sindacato indebolito. È
un
richiamo
ai diritti di ogni lavoratore, senza eccezione per quelli
immigrati,
quello che Benedetto XVI lancia nell’Enciclica “Caritas
in
Veritate”, un’enciclica sociale che
invoca
per ogni uomo ed ogni donna un lavoro «decente
»,
in grado di garantire la dignità e
il
rispetto della persona umana. Decenza, spiega il Papa,
«significa
un lavoro che, in ogni società, sia l’espres -
sione
della dignità: un lavoro scelto liberamente, che associ
efficacemente
i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità;
un
lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori
di
essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione;
un
lavoro che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di
scolarizzare
i figli, senza che questi siano costretti essi
stessi
a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di
organizzarsi
liberamente e di far sentire la loro voce;
un
lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare
le
proprie radici a livello personale, familiare e spirituale;
un
lavoro che assicuri ai lavoratori
giunti
alla pensione una condizione dignitosa». E
che
consenta a ciascuno di trovare quel minimo di stabilità necessaria
allo
sviluppo naturale della vita nelle sue varie fasi, dalla giovinezza alla
maturità.
Se
la mobilità, «è stata un fenomeno importante, non privo di
aspetti
positivi», riconosce il Papa, la sua trasformazione in precariato
«endemico»
rischia di gettare la persona in un deleterio
«degrado
umano». «Quando l’incertezza circa le condizioni di lavoro,
in
conseguenza dei processi di mobilità e di deregolamentazione,
diviene
endemica, si creano forme di instabilità psicologica,
di
difficoltà a costruire propri percorsi coerenti nell’esistenza,
compreso
anche quello verso il matrimonio. Conseguenza di ciò
–
avverte – è il formarsi di situazioni di degrado umano, oltre che
di
spreco sociale». Il Papa richiama quindi i governi a porre le persone
al
centro della loro attenzione, soprattutto con la crisi economica.
«Rispetto
a quanto accadeva nella società industriale del
passato,
oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza
economica
e l’attuale crisi può solo peggiorare tale situazione.
L’estromissione
dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza
prolungata
dall’assistenza pubblica o privata, minano la libertà
e
la creatività della persona e i suoi rapporti familiari e sociali
con
forti sofferenze sul piano psicologico
e
spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai
governanti
– esorta il pontefice - che il primo capitale da salvaguardare
e
valorizzare è l'uomo». Ma non è solo a capi di Stato e di
governo
che il Papa si rivolge. Nel suo lungo excursus, Benedetto
XVI
non trascura il ruolo dei
sindacati, di cui riscontra un «indebolimento
»,
e
a cui viene invece richiesto un nuovo sforzo di riconoscimento
e
tutela dei più deboli. «Il contesto globale in cui si
svolge
il
lavoro – afferma il Pontefice – richiede anche che le organizzazioni
sindacali
nazionali, prevalentemente chiuse nella difesa degli
interessi
dei propri iscritti, volgano lo sguardo anche verso i
non
iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di
sviluppo,
dove
i diritti sociali vengono spesso violati». Papa
Ratzinger
ribadisce
quindi la necessità di separare il ruolo del sindacato
dalla
politica per far sì che le organizzazioni sindacali possano
concentrarsi
sui
«lavoratori sfruttati e non rappresentati, la cui amara
condizione
risulta spesso ignorata dall’occhio distratto della società".
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Sperimentata nuova tecnica per tumore fegato
giugno 2009
Tre pazienti con tumore primitivo del fegato sono stati
sottoposti per la prima volta in Umbria ad una nuova tecnica di termoablazione
percutanea ecoguidata, che utilizza un sistema fisico a microonde.
I tre interventi, eseguiti al nosocomio di Marsciano dai dottori Attilio
Solinas e Paolo Brunori del servizio di Gastroenterologia ed Epatologia
della ASL 2, hanno avuto un buon successo e sono stati effettuati senza
l'impiego di anestesia generale. La procedura consiste, secondo
quanto spiegato dall'equipe, nell'introduzione mirata di una sonda
d'acciaio di calibro sottile (1,6mm) all'interno della lesione cancerosa
del fegato, sotto la guida dell'ecografia; l'estremità del dispositivo
emette microonde all'interno del tumore, che producono calore e
'bruciano' le cellule cancerose per un diametro predefinito di circa 3,5
per 5 cm.
La tecnica consente di trattare tumori di piccole dimensioni, sia
primitivi che metastatici al fegato, con una durata più breve (10
minuti circa) rispetto alle terapia per cutanee tradizionali
(radiofrequenza) e si pone come alternativa alla chirurgia nei casi in
cui l'intervento non sia praticabile per motivi tecnici o per l'età e
le condizioni cliniche del paziente. L'equipe diretta da Solinas esegue
procedure interventistiche per via ecoguidata, quali biopsie addominali
e trattamenti dei tumori del fegato, già dal 1985, con una casistica di
oltre 6000 casi provenienti dall'Umbria e da fuori regione.
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Gli attacchi di panico cosa sono e
come sconfiggerli
Giugno 2009
Colpisce sempre più italiani e, soprattutto, le donne:
è l’attacco di panico, un disturbo psicologico
responsabile anche del benessere fisico di chi ne soffre.
La percentuale di chi fa i conti con gli attacchi di panico
è in costante aumento - si passa dal 1,5% del 2007 a oltre il
3% di quest’anno - e gli specialisti individuano tra le cause
principali la crisi economica, le incertezze e le ansie
che colpiscono sempre più nel quotidiano.
Quali sono i sintomi che caratterizzano l’attacco
di panico?
Difficoltà respiratorie, aumento della frequenza
cardiaca, sudorazione, dolori al petto, rossori e vertigini e
una serie di sensazioni negative che accompagnano i
disturbi fisici: paura di morire e/o impazzire, terrore,
angoscia e percezione di non essere nel proprio corpo. Insomma
uno stato d’ansia generalizzato che limita e blocca le
attività quotidiane.
Gli esperti individuano tra le cause più diffuse lo
stress lavorativo e le incertezze che quotidianamente
caratterizzano la vita.
A queste si sono aggiunte negli ultimi tempi la crisi
economica e il verificarsi di eventi ingestibili e incontrollabili,
come può essere stato il recente terremoto in Abruzzo.
Come è possibile combattere gli attacchi panico?
Qualcuno riesce a superare le difficoltà grazie all’autocontrollo
e al supporto dei familiari ma, in generale, è
necessario l’aiuto di specialisti e – in alcuni casi
– di farmaci.
Chiudersi in se stessi e vergognarsi di ciò che si
prova sono errori che spesso compiono le persone che soffrono di
attacchi di panico ma per guarire il primo passo è
riconoscere di avere un problema e affrontarlo con il
supporto di uno psicologo e con il sostegno dei propri
cari.
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Trovato un nuovo mondo 17/06/2009
SI trova nella galassia di
Andromeda, è sei o sette
volte più grande di Giove e
ruota attorno a una piccola
stella che è appena la
metà del Sole: è il primo
pianeta mai osservato in
una galassia diversa dalla
nostra Via Lattea e lo ha
individuato il gruppo italiano
dell'Istituto Nazionale
di Fisica Nucleare
(Infn) presso l'Università
del Salento, a Lecce. Il
nuovo mondo si trova a
mille anni luce dalla Terra.
Gli scienziati ipotizzano
che possa essere abitato
da forme di vita primitive
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| Messaggio della Madre
Celeste ai veggenti di Medjugorje 24/07/1982
Al momento della morte si lascia la
terra in piena coscienza:quella che abbiamo ora. Al momento
della morte si è coscienti della separazione dell'anima dal
corpo. E sbagliato insegnare alla gente che si nasce più volte
e che l'anima passa in diversi corpi.Si nasce una volta sola e
dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrà più.Ogni
uomo poi riceverà un corpo trasfigurato.Anche chi ha fatto
molto male durante la vita terrena può andare diritto in Cielo
se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati,
si confessa e si comunica. |
Sovrappeso e obesità fanno più male
ai quarantenni che agli anziani
Mettere su peso e ingrassare intorno ai 40 anni è più
rischioso per la propria salute. Secondo un recente studio
condotto su un migliaio di uomini, ingrassare a quaranta anni
è più dannoso che a sessanta.
I ricercatori dell’Università di Helnsinki hanno
analizzato uomini di tutte le età al fine di stabilire
quanto sovrappeso e obesità aumentassero il rischio di problemi
cardiovascolari e, in generale, di fragilità dello stato di
salute. La conclusione è stata che ingrassare a sessant’anni
rende meno precarie le condizioni di salute rispetto a quanto
non accada se l’obesità si sviluppa a 40 anni.
Secondo quanto spiegato dall’autore della ricerca, Timo
Strandberg, sulle pagine dell’European Heart Journal,
è probabile che aumentare di peso in maniera significativa
intorno ai quaranta anni non fa scatenare nel breve
termine inequivocabili ed evidenti malattie cardiovascolari, ma
logora lentamente l’organismo fino a renderlo fragile ed
esposto a numerosi problemi negli anni successivi, oltre che ad
aumentare il rischio di morire a seguito di qualche patologia.
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Apparizione della Madonna in Calabria
Valentina Scriva
di
V.Scriva
Due
i fenomeni soprannaturali nel piccolo paese
Da
circa due mesi si stanno verificando alcuni strani fenomeni
in un piccolo paese della provincia di Vibo Valentia, Francica.
I fenomeni riguarderebbero l’apparizione frequente della
Madonna dello Scoglio.
Il
14 marzo scorso, il signor Mario Servello, camionista
residente a Francica, si accorge che su una statuetta della
Madonna dello scoglio, acquistata proprio in quel luogo, sono
comparse delle macchioline di sangue sulle mani della Vergine.
La
notizia si sparge presto nel paese di 1700 anime. Tutti
accorrono a pregare e a vedere la statuetta riposta in una
teca di vetro. I proprietari hanno provato anche a cancellare
le macchie con solventi e prodotti vari,ma le macchie sono
rimaste e si allargano giorno dopo giorno.
Il
secondo straordinario evento si è verificato nello stesso
paese dopo un mese, il 17 aprile.
Giuseppe
Sessa, un trentaseienne racconta la sua visione:“Quella
notte mi sono svegliato verso le tre e guardando in direzione
della porta della camera da letto, ho visto disegnata sulla
mezza colonna l’immagine della Madonna, proprio come quella
dello scoglio. Non sono più riuscito a prendere sonno, ero
troppo sconvolto e agitato”. Quella visione fu l’inizio di
una lunga serie. Ogni sera dalle nove fino a mezzanotte, la
Vergine sembra che compaia nella casa dell’uomo.
L’abitazione è divenuta un continuo pellegrinare da parte
della gente del paese, che si riunisce nella camera da letto
per pregare.
Molti
dicono di riuscirla a vedere, altri vedono bagliori di luce.
L’apparizione dura solo pochi secondi. Ma saranno vere
apparizioni o si tratta di psicosi collettiva? Certo i preti
del paese vogliono essere cauti ed indagare sulla cosa. Prima
di definire questi fenomeni soprannaturali bisognerà
effettuare i dovuti accertamenti. Intanto nel paesello nessuno
parla d’altro e c’è perfino chi si definisce scettico.
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L’alimentazione giusta per ogni sport: come ottenere il
massimo dai propri sforzi
L’antico detto mens sana in corpore sano non
passa mai di moda. Fare costante attività fisica fa
bene, mantiene allenati e permette di migliorare il proprio
aspetto fisico.
Secondo i medici, un’ora al giorno di sport riduce
sensibilmente i rischi di soffrire di patologie in età
avanzata, aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, diabete,
cancro e problemi circolatori ed è un toccasana anche per
gli sbalzi di umore. E se con un’ora di sport da
giovani si riducono del 50% i rischi di soffrire di osteoporosi
da adulti, bastano, invece, mezz’ora di bici o una
passeggiata al giorno per diminuire le possibilità di soffrire
di ipertensione. Insomma fare sport è come bere un
elisir di lunga vita.
Ma quanto è importante associare all’attività
fisica un’alimentazione adeguata? Mangiare bene, senza saltare
i pasti o senza nemmeno eccedere nelle quantità e con i
condimenti, è una regola importante per tutti, ma chi pratica
attività fisica regolarmente deve fare ancora più attenzione a
tavola. Bisogna sgombrare il campo all’idea sbagliata che
mangiare poco faccia bene all’organismo e al peso: la dieta
perfetta è quella che fornisce l’apporto calorico e di
proteine necessari per l’attività fisica e per praticare
correttamente, e senza deficit di nessun genere, l’attività
sportiva. Esistono, però, sostanziali differenze a seconda
dello sport praticato e del tipo di sforzo che chiediamo al
nostro organismo.
La dieta ideale prevede una buona dose di carboidrati,
vitamine, sali minerali, proteine e grassi, ma la
combinazione di questi elementi varia a seconda del tipo di
sport praticato.Per chi è appassionato di ciclismo, maratona e
attività di resistenza l’elemento-chiave è rappresentato dai
carboidrati: per questo tipo di attività è necessario,
infatti, che i cibi forniscano l’energia necessaria a compiere
lo sforzo. Via libera, quindi, a pasta, riso, patate e pane,
oltre a frutta (fresca e secca) e verdura. Se lo sport praticato
è, invece, il sollevamento pesi, lancio del martello, o
qualsiasi altro sport di forza, sarà necessaria una dieta ricca
di proteine, necessarie per sviluppare massa muscolare, anche se
i carboidrati sono la benzina dell’organismo e non devono mai
mancare. E per chi pratica attività di velocità e scatto come
nuoto e gare di corsa?
In questo caso, nel carrello della spesa devono trovare
spazio alimenti che garantiscano il giusto apporto di
carboidrati, unico elemento necessario per soddisfare il bisogno
di energia immediato che il corpo richiede mentre si pratica
l’attività. Ovviamente non sono da dimenticare le vitamine
ed i sali minerali, contenuti in quantità soddisfacenti
in frutta e verdura.
Insomma, diete diverse per tipi di sport differenti, ma con
un imperativo comune: i carboidrati forniscono l’energia
necessaria per compiere lo sforzo, le proteine sono i mattoni
che di cui è costruito il muscolo ed entrambi sono molto
importanti per non impoverire l’organismo dopo lo sport. Da
limitare il consumo di grassi e, se si può, è meglio evitare
il consumo di integratori: i nutrienti che sono presenti in
queste sostanze si possono ritrovare anche nei cibi freschi e
sani.
Dieta bilanciata e attività fisica regolare per essere in
forma. Ma come si può verificare che sport e alimentazione
corretta diano i loro frutti? Semplicissimo: se l’effetto allo
specchio non basta, è possibile calcolare il proprio indice
di massa corporea con due semplici informazioni, il peso e
l’altezza. Dividendo il proprio peso per il quadrato della
propria altezza è possibile verificare se si è in sovrappeso o
in forma. È un dato relativo che dipende anche da età e sesso,
ma è uno strumento utile per verificare che le fatiche in
palestra e a tavola abbiano portato i risultati sperati.
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TERRA: RISCHIO RITORNO AL MEDIOEVO. SI TEME TEMPESTA SOLARE DI
INAUDITA INTENSITA’ ENTRO IL 2012. NASA IN ALLERTA
Scritto da Bruna Italia Massara in data maggio 1st, 2009
Nell’ultimo numero di aprile della nostra rivista “KRONOS
informa”, in un articolo di approfondimento, avevamo evidenziato
lo strano comportamento del Sole che oltre ogni previsione
scientifica, legata a 300 anni di attente osservazioni circa il
ciclo delle macchie solari, non accennava e non accenna a riprendere
la sua consueta attività.
In quell’articolo paventavamo il rischio di andare verso un
raffreddamento terrestre in controtendenza al riscaldamento
tutt’ora in atto attivato dall’effetto serra.
La vera preoccupazione, in quell’articolo, era che questa
quiete prolungata della nostra stella non fosse altro che il
preludio ad una serie di violente tempeste solari che avrebbero
potuto creare seri problemi a tutti i viventi della Terra.
A condividere le nostre preoccupazioni giorni fa sono apparse sui
quotidiani di tutto il mondo articoli che evidenziavano il pericolo
di una forte perturbazione geomagnetica indotta dal Sole che
potrebbe abbattersi entro qualche anno sul nostro pianeta.
Ed ecco uno dei servizi sui nostri quotidiani che abbiamo
scelto:
Londra, 21 aprile 2009
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una
tempesta solare di inaudita violenza, in grado di distruggere le
reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina
d’anni, all’età del Medio Evo.
Questo è quanto riportato su un rapporto finanziato dalla NASA e
pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana.
Questo rapporto frutto di rigorosi studi e accertamenti
scientifici e, dopo aver realizzato un programma previsionale con
l’ausilio di decine e decine di tecnici e scienziati americani ed
europei, conclude dicendo che una tempesta solare potrebbe
verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana,
totalmente dipendente dell’elettricità e dalla tecnologia.
Secondo gli scienziati questa prolungata quiete solare potrebbe
generare un periodo di intensa attività.
Potrebbero avvenire violente esplosioni sulla corona solare e la
Terra verrebbe investita da un’ondata particolarmente violenta di
particelle solari.
A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare
potrebbe causare una fortissima perturbazione geomagnetica tale,
secondo il prof. Daniel Baker, presidente della Commissione Nas, da
far saltare gran parte delle centrali e linee elettriche del
pianeta. La data presunta di tale evento potrebbe essere il 2012.
Se non ricordiamo male ci sono delle storie e previsioni
ancestrali sul 2012, allora dovremmo preoccuparci davvero?
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influenza suina: domande e risposte 26/04/2009
Cos'è l'Influemza suina?
L'influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei
maiali causata virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente
epidemie di influenza tra i suini. I Virus dell'influenza suina
causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. I
virus dell'influenza suina possono circolare tra i maiali in tutti i
mesi dell'anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel
tardo autunno ed in inverno, così come accade per le epidemie nella
popolazione umana. Il virus dell'influenza suina classica (virus
influenzale A/H1N1 è stato isolato per la prima volta begli anni 30
del secolo scorso.
Quanti sono i virus dell'influenza suina?
Come tutti i virus influenzali anche quelli dell'influenza
suina mutano continuamente: I maiali possono essere infettati dai
virus del'influenza aviaria così come da quelli dell'influenza suina.
Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i
suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di "riassortimento"
e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono
emergere. Nel corso degli anni, sono emersi diverse varianti di virus
influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4
sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2,
H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati
recentemente nei maiali sono stati H1N1
L'influenza suina può infettare l'uomo?
I virus dell'influenza suina non infettano normalmente
l'uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con
virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da
virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione
diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e
industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche) .
Quali sono i sintomi dell'influenza suina nell'uomo?
I sintomi dell'influenza suina sono simili a quelli della
"classica" influenza stagionale e comprendono: febbre,
sonnolenza, perdita d'appetito, tosse: alcune persone con influenza
suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito
e diarrea. Come l'influenza stagionale, anche l'influenza suina può
causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in
passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed
insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus
dell'influenza suina .
Quanto à grave l'influenza suina nell'uomo?
Come l'influenza stagionale, l'infezione da virus influenzale
suino nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave.
Le persone possono prendere l'influenza suina mangiando carne
di maiale?
No, i virus dell'influenza suina non sono trasmessi dal cibo;
non si può contrarre l'influenza suina mangiando maiali o prodotti a
base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera
appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina. Cuocere la
carne a temperatura interna di 70-80 ° gradi uccide il virus
dell'influenza suina, così come gli altri batteri e virus.
Come si trasmette l'influenza suina?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai
maiali all'uomo e dall'uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus
influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità
in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini , come negli
allevamenti o nelle fiere zootecniche. E' possibile anche la
trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le
stesse modalità di trasmissione dell'influenza stagionale, cioè
attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con
la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando
superfici contaminate con secrezioni infette e e poi portando alla
bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una
misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.
Il virus di quest'epidemia in Messico e USA è contagioso?
Ci sono evidenze, stabilite dai CDC degli Stati Uniti
d'America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta
diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è
possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.
Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzali
suini nell'uomo ?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario
raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o
faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall'inizio dei sintomi (quando
è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque,
alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il
virus influenzale per 10 giorni e più. L'identificazione del virus
dell'influnza suina richiede l'invio del campione ad un
Laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento
dell'Istituto supeiore di sanità..
Quali farmaci possono essere usati per trattare le
infezioni da virus influenzali suini nell'uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il
trattamento dell'influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e
zanamivir . Mentre la maggior parte dei virus dell'influenza suina si
sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus
influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti
alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e
zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione
dell'Influenza umana da virus influenzale suino
Quante epidemie di influenza suina si conoscono?
Probabilmente l'epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i
soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi
tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni
radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1
decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il
virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute
di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo
contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese , per
scomparire spontaneamente. La fonte del virus , il momento esatto
della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere
influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L'epidemia
potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in
contesto di particolare affollamento nel periodo invernale .Il virus
influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New
Jersey/76 (Hsw1N1). L'episodio fu alla base di una estesa campagna di
vaccinazione antinfluenzale nel 1977.
Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali -
Direzione generale Prevenzione sanitaria
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Tornare allo stile di vita di 40 anni fa, farebbe bene alla salute
pubblica e al pianeta
21/04/2009
In passato la popolazione mondiale era molto più magra e in salute.
E anche il pianeta godeva di condizioni migliori. Una curiosa e
interessante ricerca, pubblicata sulle pagine dell’International
Journal of Epidemiology e condotta da Phil Edwards della London
School of Hygiene and Tropical Medicine, ha analizzato lo stile di
vita e alimentare degli anni Settanta e ha scoperto che allora i
britannici mangiavano il 19% di cibo in meno rispetto ad oggi il che
equivale a 60 milioni di tonnellate in meno di emissioni di gas serra
all’anno. Un toccasana per l’uomo e per il pianeta.
I ricercatori hanno analizzato quale sarebbe il consumo energetico
del Regno Unito se il peso medio della popolazione fosse lo stesso di 40
anni fa, quando appunto si mangiava di meno. In pratica, meno cibo
equivale a meno chili di troppo e maggiore salute per la
popolazione, che userebbe meno l’automobile e si sposterebbe a piedi o
con mezzi condivisi, ma anche a meno benzina e gasolio utilizzati per
trasportare gli alimenti.
Il ricercatore londinese ha spiegato che nel giro di tre decenni la
popolazione è ingrassata a livello globale: pur senza considerare solo
i casi estremi di obesità, siamo tutti un po’ più grassi di un
nostro coetaneo di allora.
Tradotto in numeri l’indice di massa corporea maschile è
salito da 26 a 27.3, mentre quello femminile è passato da 25.8 a 26.9
il che equivale a tre chili in più in media. “Il nostro studio
dimostra che stare in forma aiuta non solo la nostra salute ma fa bene
anche al pianeta e aiuta a combattere i cambiamenti climatici”, ha
commentato Edwards.
| De
Magistris : "Magistratura calabrese non estranea a
logiche occulte. E i giudici devono........ |
| martedì, 21
aprile 2009 09:54 |
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Riparte da una candidatura al Parlamento
Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di
Luigi De Magistris: “Voglio evitare che l’Italia
scivoli fuori dall’Europa, voglio vigilare affinché i
finanziamenti pubblici europei creino sviluppo in Calabria
e in tutto il Meridione, anziché riempire le tasche dei
comitati d’affari”.
Sì perché, Luigi De Magistris, le torbide manovre di chi
tenta, spesso con successo, di accaparrarsi i fiumi di soldi
pubblici, le conosce bene; tali manovre, infatti, erano il
fulcro delle inchieste “Why not”, “Poseidone”, “Toghe
lucane”, quelle coordinate quando, a Catanzaro, svolgeva le
funzioni di pubblico ministero: “Ho messo nel conto le
strumentalizzazioni dopo la scelta di entrare in politica –
dice -, ma tutto ciò era inevitabile: l’antistato è entrato
all’interno dello Stato, la mia è stata una scelta obbligata
ed è comunque una sconfitta per tutte le persone oneste”. Lo
aveva dichiarato in esclusiva a strill.it nell’agosto del
2007: “Dovranno cacciarmi se vogliono liberarsi di me”.
Luigi De Magistris è stato un facile profeta: “Ho lavorato a
livelli alti dal 1996 – afferma l’ex pm di Catanzaro -, ma
la mia esposizione mediatica è cominciata solo undici anni
dopo. Non sono stato io a cercarla, comunque: stavano accadendo
delle cose gravi e volevo che il Paese sapesse. Sapevo che mi
avrebbero cacciato, avevo messo in conto un po’ tutto”. Da
magistrato ha tentato di ripulire ciò che di sporco c’è in
Calabria, adesso vuole provare a farlo da politico: “La buona
politica può trasformare la società – afferma De Magistris
-, ma adesso la politica è intesa come luogo del malaffare e in
Calabria, come nel resto d’Italia, quest’idea non si
discosta dalla realtà: in Calabria c’è stata e c’è una
delle peggiori classi politiche, tanto di destra quanto di
sinistra. Per eliminare le mafie, bisognerà pulire la politica:
una fetta importante della classe dirigente è inquinata,
un’altra parte resiste, per questo adesso deve arrivare il
momento della resistenza costituzionale, una ribellione pacifica
in cui tutti dobbiamo metterci in gioco, perché la critica da
sola non basta. La questione morale – afferma De Magistris -
deve essere la base da cui partire, perché viviamo in una
società in cui ci si abitua a tutto: molti si indignano ma non
trovano rappresentazione, mentre altri sono come delle
spugne”. Appunto.
Per invertire la rotta, per ribellarsi, sia pure pacificamente,
serve, è fondamentale, la spinta del popolo, della base: “Il
popolo meridionale, calabrese in particolare, deve reagire:
tante energie positive vanno via e molti accettano passivamente
perché non hanno fiducia nei propri mezzi. C’è una parte
della popolazione – sostiene De Magistris – che preferisce
il vassallaggio, appartenere a qualcuno, ma c’è anche una
parte che crede ancora negli ideali. A quella parte bisogna
rivolgersi”.
C’è la politica, dunque. C’è la gente, ovviamente.
Ma c’è anche la magistratura, quella magistratura da cui
Luigi De Magistris si sente, probabilmente, scaricato: “Sono
in grado di provare – dice, rilanciando le dichiarazioni rese,
alcuni mesi fa, ai microfoni di Sky Tg24 -, che una parte della
magistratura calabrese non è estranea a logiche occulte. Temo
che, con il passare del tempo, vada sempre peggio: il Csm
conosce da anni problemi calabresi, ma nel mio caso ha preferito
trasferirmi. Di questo passo – continua - le incrostazioni
saranno sempre più facili: il magistrato non può essere
radicato, ma ci sono magistrati che operano nelle medesime sedi
da troppi anni, è necessaria una rotazione perché, quando nel
circuito affaristico penetrano coloro i quali dovrebbero mettere
in atto il controllo è la fine. I magistrati devono comprendere
la società, ma devono stare fuori dai circuiti di potere: solo
così si potrà costruire una magistratura credibile e
indipendente, ma non corporativa”. Riparte, dunque, da
una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia
dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris. Quella
precedente, la vita da magistrato, è finita per sempre:
“Ancora oggi esistono dei servitori dello Stato – spiega
l’ex pubblico ministero – e quello del magistrato, dal mio
punto di vista, è il lavoro più bello, un lavoro che vale la
pena fare. Sognavo di fare il magistrato, non me l’hanno
permesso e quindi ho perso: ma da una sconfitta formale è nata
una vittoria morale, perché tanta gente ha finalmente capito
Comunque sia – conclude Luigi De Magistris – la magistratura
è un capitolo chiuso, adesso voglio impegnarmi in politica”.
di Giusva Branca
e Claudio Cordova |
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La
vita dopo la morte - Come ci giudicherà Dio? ‘Petrus’ parla di
Paradiso, Purgatorio e Inferno con il Cardinale Georges Cottier. Che
dice: “Ci può essere salvezza anche per i non cristiani”
di
Gianluca Barile
CITTA’
DEL VATICANO - L’umanità ha smarrito il senso del peccato e non
riesce più a distinguere tra il Bene (Dio) e il Male (Satana),
arrivando persino a negare l’esistenza del Paradiso, del Purgatorio
(di cui si parla sempre meno) e dell’Inferno. ‘Petrus’
ha deciso di parlarne
con il Cardinale svizzero Georges Marie Martin Cottier , Teologo della
Casa Pontificia durante il papato di Giovanni Paolo II.
Eminenza,
perché, come va ripetendo anche il Santo Padre Benedetto XVI, il mondo
ha perso il senso, e la misura, del peccato?
“Perché
gli uomini sono giunti all’assurdità di non accettare e riconoscere
il peccato, come se esso non esista e non possa metterli fuori dalla
grazia di Dio, sempre che credano nell’esistenza dell’Altissimo e
del suo giudizio finale”.
Si
tratta, a Suo avviso, di una delle conseguenze del cosiddetto ‘relativismo’?
“Beh,
è certamente colpa della confusione che si fa tra Bene e Male, tra ciò
che è giusto e ciò che è sbagliato. Veda, ormai l’uomo crede di
essere il padrone assoluto della propria vita e abusa così della libertà
che gli ha donato il Signore, quasi che il peccato sia qualcosa di
naturale e inevitabile. Certo, ‘chi non ha peccato, scagli per primo
la pietra’, ma non possiamo pensare che il peccato sia assolutamente
fisiologico, perché in tal caso vivremmo in un mondo ancora più
crudele, dove tutti giustificherebbero le proprie colpe con
l’inevitabilità di sbagliare”.
Anche
all’interno della Chiesa, in molti sostengono che il peccato sia un
male necessario. Lei è d’accordo con questa corrente di pensiero?
“Niente
affatto, dissento. Il peccato, e quindi Satana, non è mai
necessario”.
Cardinale
Cottier, come cristiani, sappiamo che ci attende la vita dopo la morte.
Le chiedo: come dobbiamo aspettarci il Paradiso?
“Come
uno stato di benessere e pace che consente all’anima di contemplare
con letizia il volto di Dio”.
Dunque,
il Paradiso non è un luogo fisico?
“Difficile
dirlo con certezza. Personalmente, alla luce degli studi compiuti,
ritengo che il Paradiso sia la tranquillità dell’anima, il suo
riposo, il suo essere davanti alla Santissima Trinità, alla Vergine, ai
Santi e agli Angeli non in un luogo determinato ma, come dicevo prima,
in uno stato di benessere e pace assoluti”.
Veniamo
al Purgatorio: purtroppo se ne parla addirittura meno dell’Inferno.
“Ed
è un gravissimo errore! Il Purgatorio esiste e in esso dimorano
tantissime anime che hanno bisogno anche delle nostre preghiere per
accedere allo stato di grazia del Paradiso”.
Ma
se dovesse spiegare durante una lezione di catechismo cos’è con
esattezza il Purgatorio, quali parole userebbe?
“Direi
che Cristo, il quale è Dio, è così luminoso, limpido, innocente, che
le anime non perfette, cioè quelle che in vita non si sono distinte
particolarmente né in senso positivo né in senso negativo, hanno
bisogno della purificazione del Purgatorio per contemplare il Signore
faccia a faccia”.
C’è
chi vede il Purgatorio come una punizione…
“No,
non è una punizione. E’, bensì, un luogo di speranza: E di
tribolazione. Perché le anime - indubbiamente - soffrono, ma nel
contempo sanno che la sofferenza, cioè la purificazione che vivono,
servirà loro a raggiungere il Paradiso. A tal proposito, consiglio la
lettura del ‘Trattato del Purgatorio’ di Santa Caterina da
Genova”.
Eminenza,
non Le chiederemo cosa sia l’Inferno, perché è Gesù stesso a
dircelo nei Vangeli. Ma le domandiamo: l’Inferno è pieno o vuoto,
come sosteneva il teologo svizzero Urs Von Balthasar?
“Questo
è davvero un grande mistero, un mistero che solo Dio può svelare. Ciò
che è certo, e non è purtroppo poco, è che l’Inferno esiste: basta
questo per non peccare, per avere gelosia della purezza necessaria con
cui giungere davanti a Dio”.
A
proposito dell’Inferno: Lei crede nelle possessioni diaboliche?
“Certo
che sì, ho anche scritto la prefazione di un fortunato libro del noto
esorcista Padre Gabriele Amorth. Ciò premesso, sostengo che il peccato
è molto più grave della possessione: l’uomo sceglie liberamente di
peccare contro Dio e il prossimo, mentre la possessione è frutto
dell’attività straordinaria del demonio e può colpire anche persone
innocenti”.
Proprio
Padre Amorth non perde occasione per denunciare che molti sacerdoti,
Vescovi e addirittura Cardinali non credono nell’esistenza di Satana e
dell’Inferno.
“Lo
so, lo so. E posso dire tranquillamente che questi confratelli sbagliano
di grosso: non possono credere in Dio se non credono nell’esistenza
del suo principale avversario, l’angelo decaduto, il Maligno,
l’essere diabolico che vorrebbe distruggere il mondo con il peccato e
trascinare tutta l’umanità sotto di sé all’Inferno”.
Cardinale
Cottier, riprendiamo a parlare di Dio: Egli è più giusto o
misericordioso? Dobbiamo cioè attenderci di essere giudicati con molta
severità alla fine dei nostri giorni o possiamo anche confidare nel
perdono dei peccati più gravi?
“Io
dico che una cosa non esclude l’altra: Gesù è sia giusto che
misericordioso. Dunque, valuterà le nostre opere con la dovuta severità
e con la dovuta misericordia. Tuttavia, possiamo esser certi che, vista
la bontà di Cristo che è andato in Croce per la salvezza degli uomini,
la misericordia prevarrà su tutto”.
Ma
qual è il peccato che offende di più Dio?
“Guardiamo
ai dieci Comandamenti e avremo la prima risposta. Il fatto è che non vi
è un solo peccato che oltraggia Dio, ma ve ne sono diversi”.
Tra
quelli più sottovalutati?
“Indubbiamente
la superbia”.
Dio,
essenzialmente, su cosa ci giudicherà?
“Sull’Amore,
quello con la ‘A’ maiuscola, cioè su come avremo amato lui e
aiutato il prossimo con la carità. D’altro canto, ‘Caritas’ sta
proprio per Amore, e prima Luca nei Vangeli e poi il Papa Benedetto XVI
nell’omonima Enciclica ci hanno ricordato che ‘Deus Caritas Est’,
che Dio è Amore, nell’Amore ci ha generati e in base all’Amore ci
giudicherà”.
Ci
potrà essere salvezza per i non cattolici?
“Ovviamente
sì. Dio giudicherà in base all’Amore, e quindi in base alle opere,
anche chi ha professato altre religioni. Può sembrare un controsenso ma
non lo è: Dio non fa distinzioni, vuole bene a noi tutti nella stessa
misura. Perché, quindi, dovrebbe condannare una persona buona, che
nella vita ha solo fatto del bene aiutando il prossimo, solo per
questioni religiose? Non ho dubbi: Cristo, a cui tutto è possibile, farà
l’impossibile pur di concedere il Paradiso a un’anima buona”.
Qualcuno
potrebbe obiettare: perché Dio dovrebbe trattare allo stesso modo le
anime dei cattolici e quelle degli appartenenti alle altre religioni? Il
Papa non perde occasione per rammentare che c’è salvezza solo nella
Chiesa cattolica…
“Il
Santo Padre ha indubbiamente ragione, e non sta a me dirlo. La salvezza
si può trovare solo nella Chiesa cattolica, ed è per questo, come
spiegavo innanzi, che Cristo farà pure l’impossibile per salvare le
anime di chi ha praticato altre religioni. Perché i cattolici si
presenteranno al suo cospetto con un peccato in meno, avendo creduto che
Egli è davvero la Via, la Verità e la Vita”.
Eminenza,
quanto può intercedere la Beata Vergine Maria presso Dio per la
salvezza delle nostre anime?
“Tantissimo.
Non dimentichiamo che Gesù sulla Croce le ha affidato noi tutti come
figli. Ecco, allora, che come ogni mamma, ma ancor più in quanto Madre
per eccellenza, la Madonna chiederà con insistenza a Dio di
salvarci”.
Un’ultima
domanda: si può considerare Maria correndentrice dell’umanità? E’
dai tempi di Pio XII che nel Magistero della Chiesa i Sommi Pontefici
non attribuiscono più questo titolo alla Vergine, anche se l’anno
scorso si era parlato della proclamazione di un possibile dogma ‘ad
hoc’ da parte di Benedetto XVI.
“Lei
saprà che nella Chiesa, a tal proposito, vi sono due correnti di
pensiero: una pro e una contro. Non so quanto sia possibile la
proclamazione di un dogma, ma credo che non vi sia alcun male nel
ritenere la Madonna corredentrice, purché non si faccia confusione e
non si mettano Cristo e la Vergine sullo stesso piano: Gesù è
l’autore assoluto della redenzione del mondo, la Madonna ha avuto il
merito e la forza di partecipare ad essa ma il ruolo principale resta,
senza ombra di dubbio, quello del Figlio. Dire che Cristo e la Vergine
hanno redento il mondo in egual misura, poi, significherebbe non
rispettare le Scritture, e questo credo che non lo vorrebbe neanche
Maria”.
| Notizia del 10 aprile 2009 - 09:10 |
Mino Reitano, santo subito
|
Lo chiede al Vaticano l'associazione Amici della
Calabria, che ha già iniziato a raccogliere testimonianze
malgrado la moglie dica «di miracoli veri e propri che io sappia
non ne ha mai compiuti»
|
A neppure tre mesi dalla scomparsa c'è chi vorrebbe vedere
santo Mino Reitano. Un'iniziativa finora
riservata forse solo a Giovanni Paolo II, Madre
Teresa e Padre Pio. Quella di don
Bosco fu avviata 7 anni dopo la sua morte, altri tempi, altre
persone. A sostenere l'iniziativa ora sono i fan del
"ragazzo di Fiumara", per lo più iscritti
all'associazione Amici della Calabria.
«La santità di Mino Reitano sta nella bontà e
nell'umiltà riconosciute in lui da parte di coloro che
gli sono stati vicini oltre che nella sua Fede in Gesù
e nei valori della famiglia. Inoltre Reitano,
che credeva così tanto nel valori della famiglia da riunire i
suoi fratelli nelle case di un intero quartiere, ha dato ampia
prova di Fede durante tutta la vita ma specialmente
negli anni della malattia, offrendo un esempio eroico
per tutti gli altri sofferenti». Così hanno scritto nella
lettera inviata a personalità della Chiesa e della
politica: all'arcivescovo di Reggio Calabria, Vittorio
Mondello; al responsabile dell cause dei santi per la diocesi di
Milano, don Ennio Apeciti; al presidente della provincia di
Reggio Calabria, Giuseppe Morabito; ai sindaci di Fiumara e
Agrate Brianza, rispettivamente Stefano Repaci e Adriano Poletti,
i paesi in cui Reitano nacque e visse.
Aveva un'agendina in cui «al termine di ogni giornata, prima
di andare a letto, scriveva: "Gesù e Maria, confido in
voi, grazie del vostro aiuto"» ha rivelato la
moglie Patrizia in un'intervista a Papanews.
«La sua Fede era reale, genuina, pura proprio
come lui. Proprio grazie a questa Fede e al
calore di noi familiari, ha affrontato la malattia in modo
esemplare, senza lamentarsi mai e offrendo tutto ai piedi della
Croce». Era un devoto di Padre Pio e San
Francesco di Paola: anche per questo, ha raccontato la moglie
che qualche anno fa si era pensato che proprio Mino potesse
interpretare questo santo in una fiction.
«Quando pioveva prima o dopo una sua serata» ha raccontato
sempre la moglie, «durante le caratteristiche feste patronali
italiane, prendeva il violino, il suo primo amore musicale, e
davanti a tutti - orchestrali, pubblico, autorità - suonava l'Ave
Maria di Schubert per far smettere di piovere e poter
riprendere così normalmente l'esibizione. Lui lo diceva
apertamente: "Cari amici, ora pregherò la
Madonna perché non cada più la pioggia". Le persone si
guardavano incredule, ora questo racconto sembrerà assurdo
anche a voi, ma Mino iniziava a suonare l'Ave Maria
e, incredibilmente, smetteva di piovere. Non c'avrei
creduto neanche io se non avessi assistito di persona a questi
episodi».
In un'occasione raccontò di aver riacquistato la
voce persa dopo aver pregato Giovanni XXIII a Sotto il
Monte: «Il tempo di fare ritorno in Calabria e stavo di nuovo
bene. I medici non seppero dare alcun tipo di
spiegazione: fu qualcosa di praticamente istantaneo».
E ancora: «Perdono tutti» disse nella sua ultima intervista,
sempre a Papanews. «Non voglio
lasciare nulla in sospeso con alcuno. Il cristianesimo
è saper dimenticare, lasciarsi alle spalle rancori e
risentimenti, abbandonarsi liberamente alla misericordia. Senza
perdono la nostra fede sarebbe vuota. Io stesso chiedo
perdono nel caso abbia danneggiato qualcuno, anche se, mi creda,
nel limite delle mie possibilita', ho sempre cercato di aiutare
e comprendere tutti. Se non ci sono riuscito, spero davvero
vogliano scusarmi».
Ma basta avere tanta fede per diventare santi?La
moglie ci spera, «ci terrei, anche se mi rendo conto
che la strada da percorrere è lunghissima» ha detto a Dipiù,
soprattutto perché «Mio marito ha fatto del bene a
tanta gente, ma di miracoli veri e propri che io sappia non ne
ha mai compiuti. Però di miracoloso Mino aveva la sua
generosità: io, per esempio, sto scoprendo solo ora quanto bene
abbia fatto fin da giovanissimo, spesso con azioni tenute
segrete a tutti, fatte senza che neanche io ne venissi a
conoscenza».
«Solo nel 2014 sapremo se la Chiesa ha accettato o
rifiutato la nostra richiesta» dicono gli Amici della
Calabria: intanto verebbe dichiarato servo di Dio, poi con il
proseguire del processo di canonizzazione potrebbe diventare
venerabile, e se ci fossero dei miracoli pure beato e santo. «Stiamo
cercando di raccogliere quante più testimonianze possibili,
in modo da descrivere al meglio la "fama di santità"
di Reitano, sperando di scoprire se abbia già compiuto dei
miracoli». (Libero News)
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A Tokyo un sisma del 7° grado causerebbe
solo 400 vittime, in Calabria 32 mila
Utilizzare le tecniche più avanzate può costare fino al 20 per cento
in più
Così il Giappone ha vinto la sfida - "Acciaio elastico e
cuscinetti antisismici"
Ma l'Onu ci bacchetta: siete in ritardo, eppure le leggi ci sono
da la Repubblica di ELENA DUSI
UN TERREMOTO di grado 7, nell'Appennino
meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un
sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra
le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata
come Tokyo.
A fare la stima dei possibili danni di un identico sisma in Italia o in
Giappone è uno studio di Alessandro Martelli, che insegna
"costruzioni in zona sismica" all'università di Ferrara,
dirige la sezione "prevenzione rischi naturali" all'Enea ed è
presidente dell'Associazione nazionale di ingegneria sismica. "In
Giappone un terremoto come quello dell'Aquila non sarebbe neanche finito
sul giornale" dice. "E invece da noi l'applicazione della
legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova
costruzione viene rimandata in continuazione".
Il "segreto" del Giappone (ma anche di California, Messico,
Turchia, Nuova Zelanda) sta in tecnologie come i cuscinetti antisismici
disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici
del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più
resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che
assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un
piano e l'altro degli edifici più a rischio.
"Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito
adottando tutti i dispositivi dell'ingegneria antisismica"
sottolinea Rui Pinho, che insegna meccanica strutturale all'università
di Pavia ed è responsabile del settore rischio sismico all'European
Centre for training and research in earthquake engineering. "Lo
provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti
provocano danni limitati".
In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi
esiste, ed è in mano tra gli altri alla Protezione Civile. Viene però
classificato tra i "dati sensibili" e non è reso pubblico.
"Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la
popolazione" spiega Pinho. Secondo cui a subire i danni maggiori
durante un sisma sono soprattutto gli edifici in muratura ("Solo il
10% dei palazzi che crollano sono di cemento armato") e l'80% delle
strutture edilizie italiane è in grado di uscire indenne da un evento
come quello abruzzese. "A crollare per una magnitudo 5 o 6 è lo
0,5% degli edifici" dice l'ingegnere di Pavia. "Una
percentuale piccola, eppure l'evento è così disastroso da lasciare
difficilmente sopravvissuti".
La "vulnerabilità" degli edifici dell'Aquila, in particolare
dell'ospedale San Salvatore, non è passata inosservata nemmeno alle
Nazioni Unite. Dopo che un sisma classificato come "di intensità
moderata" ha distrutto parte dell'Abruzzo, l'agenzia dell'Onu per
la prevenzione delle catastrofi ci ha ricordato il dovere di adottare di
più i criteri antisismici. "Costruire un edificio nuovo nel
rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per
cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di
sicurezza è un gesto criminale" ha detto lunedì Pascal Peduzzi,
consigliere scientifico dell'agenzia Onu basata a Ginevra "International
Strategy for Disaster Reduction". Ieri gli ha fatto eco il
direttore dell'Isdr, Salvano Briceno: "Gli ospedali avrebbero
dovuto essere rafforzati meglio, riducendo la portata della catastrofe.
Si tratta di edifici essenziali, che bisogna rafforzare in modo
prioritario". Il San Salvatore "è stato costruito 15 anni fa,
quando già si disponeva delle informazioni tecniche" per
difendersi dalla violenza delle onde sismiche. "L'Italia -
secondo Pinho - ha una normativa e un livello della ricerca che sono
all'avanguardia nel mondo. Il vero punto debole è l'applicazione delle
leggi". Per iniziare a costruire le scuole con criteri
anti-terremoto, in Italia, c'è voluta la tragedia di San Giuliano.
"Quell'istituto, il primo in Italia, ora è stato ricostruito con
un isolamento sismico alle fondamenta. Altre 15 scuole attualmente sono
in costruzione con la stessa tecnica, di cui sei solo in Toscana"
spiega Martelli. Alle lungaggini della politica, in Italia si
sovrappone una storia edilizia lunga e stratificata. "Abbiamo
edifici di centinaia o migliaia di anni - sottolinea Giampaolo Cavinato,
ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr.
"A volte si è ricostruito sulle rovine di edifici distrutti, e
perfino capire come sono fatte le fondazioni diventa difficile".
08/04/2009
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Il grido di allarme dopo una riunione dei procuratori
"Ormai molte sedi non sono in grado di funzionare"
Calabria, procure vuote
"Tra poco stop alle udienze"
di GIUSEPPE BALDESSARRO
TRA qualche settimana non saranno più in grado di garantire neppure
le udienze. Per non parlare di indagini e inchieste destinate a
fermarsi. La giustizia rischia la paralisi nell'intera regione.
Niente più inchieste contro la 'ndrangheta in Calabria. Nulla
contro la corruzione, men che meno contro i reati comuni.
Il grido dall'allarme ieri è stato lanciato dai 13 procuratori a
conclusione di un vertice che si è tenuto a palazzo di Giustizia di
Catanzaro. Una riunione nella quale a parlare sono stati i numeri.
L'indice di scopertura delle procure calabresi sta per toccare il
40%, con punte dell'80% (a Palmi e Vibo Valentia) ed il 100% della
Procura dei minorenni di Reggio Calabria.
Solo per fare qualche esempio a Palmi, nella piana di Gioia Tauro su
un organico che prevede 10 magistrati resteranno in 2. A Vibo
valentia 1 su 6. E a Locri 2 su 8. Ma non va meglio nelle altre
procure dove le percentuali dei posti scoperti supera di molto il
50%. Procure di frontiera, in molti casi. Come quelle di Crotone o
Paola. Uffici che già allo stato sono sommersi di lavoro e che a
breve collasseranno.
I procuratori hanno auspicato che "l'emergenza possa essere
fronteggiata con il ricorso alle incentivazioni previste dalla legge
di cui sollecitano l'urgente attuazione" ed hanno chiesto che
"governo e Parlamento adottino tutte le iniziative perché
siano presto apportate le necessarie modifiche alla legge
sull'ordinamento giudiziario in modo da consentire di nuovo, nel
rispetto dei principi costituzionali, di rifornire di magistrati le
procure".
La carenza di organico, dice il Procuratore di Catanzaro Vincenzo
Lombardo che ha letto il documento conclusivo, "si è venuta a
creare per effetto della recente legge che fa divieto di destinare
alle Procure i giovani vincitori di concorso. Ne consegue che
l'unica fonte di approvvigionamento delle Procure del Sud risulta
del tutto inaridita".
I capi degli uffici hanno ribadito che molte sedi "non saranno
in grado di funzionare, impedendo sia lo svolgimento delle indagini,
sia l'esercizio dell'azione penale, sia la stessa celebrazione dei
processi in un territorio caratterizzato da ogni forma di illegalità
e dalla presenza della 'ndrangheta unanimemente riconosciuta come la
più pericolosa e potente tra le organizzazioni criminali".
E' chiaro che gli incentivi a venire in Calabria devono essere
adeguati. Non basta più quanto fatto fino ad oggi. Lo dicono le
richieste: su 27 posti pubblicati per l'ultimo concorso, 25 sono
senza aspiranti. I 2 soli posti che verranno coperti saranno
attribuiti a magistrati già in servizio presso altri uffici
calabresi.
In più c'è da dire che dalla regione andranno via in 15, con
l'effetto che da 27 scoperture si salirà a 42. In Calabria la
giustizia si fermerà. Dicono i procuratori: "Nessuno vuole
fare il pm nella regione. E nessuno è sufficientemente incentivato
a venire a farlo"
6/04/2009
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Attività fisica per prevenire il rischio di infarto
Un'attività fisica sana, regolare e senza
sforzi aumenta il colesterolo buono (HDL), diminuisce quello cattivo
(LDL), abbassa la pressione arteriosa e i livelli di glicemia ma,
soprattutto, riduce il rischio di aritmie minacciose e di morti
improvvise. Lo sport praticato senza continuità e interrotto
bruscamente può essere dannoso, meglio farlo con gradualità e
costanza. Secondo recenti studi statunitensi, l'esercizio fisico
ridurrebbe del 25% i rischi di mortalità da infarto.
Infatti, la probabilità di un primo attacco cardiaco risulta
raddoppiato nelle persone sedentarie di sesso maschile rispetto a coloro
che praticano sport. Gli esercizi anti-infarto sono: nuoto, tennis,
footing possibilmente all'aperto e, comunque, mai meno di quattro volte
a settimana per 40 minuti a seduta. Sì allo sport, quindi, anche se gli
esperti sconsigliano di praticarlo quando fa caldo o troppo freddo o
dopo aver mangiato abbondantemente.
Nel caso in cui il paziente sia stato sottoposto a intervento chirurgico
c'è la ginnastica “calistenica”, che consiste in
una serie di esercizi dolci da far eseguire dopo la seconda settimana
dall'infarto e dopo la terza dall'operazione, in modo da evitare un
secondo infarto ed un peggioramento della malattia ischemica di fondo.
E' notizia di questi giorni che in dieci anni la sindrome coronaria
acuta responsabile degli attacchi è scesa dal 10 al 5%. Ogni anno in
Italia sono vittime di malattie cardiovascolari 242mila persone. Di
queste, il 30 per cento, cioè 73mila, sono dovute all'infarto del
miocardio: 187 decessi ogni 100mila abitanti. Nel Bel Paese i pazienti
affetti da cardiopatia ischemica, l'anticamera della sindrome coronaria
acuta, sono un milione e 500mila. Un dato finale: gli uomini nell'età
compresa tra i 50 e i 70 anni sono a maggiore rischio infarto rispetto
alle donne, soprattutto nei paesi nordici dove è più alto il consumo
di grassi animali.
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Acqua nelle scuole: si combatte così l’obesità tra i
giovanissimi
03/04/2009
Distributori di ottima acqua potabile nelle scuole invece che
self service di bibite gasate ed effervescenti. Potrebbe essere questa
una delle efficaci soluzioni per contrastare il dilagante fenomeno
dell’obesità infantile? Lo ipotizza uno studio tedesco
pubblicato nei giorni scorsi su Pediatrics.
Lo studio condotto da Rebecca Muckelbauer, dell’Istituto di
Ricerche Cliniche sulla Nutrizione di Dortmund, ha visto coinvolti
quasi tremila ragazzi di 32 scuole di secondo e terzo
grado.
17 scuole si erano dotate di fontane con filtri e gli studenti
ricevevano bottigline che potevano essere riempite autonomamente alla
fontana e portate nelle aule; in queste scuole gli insegnanti avevano
anche tenuto lezioni sull’importanza del bere acqua.
Dopo un anno i ricercatori hanno concluso che non si registravano
differenze sostanziali nell’indice di massa corporea tra i
bambini delle scuole attive e in quelli che frequentavano le scuole di
controllo, ma i ragazzini che frequentavano le scuole dove era stato
promosso il consumo di acqua erano meno inclini del 33% a diventare
obesi.
La studiosa tedesca ha spiegato che l’idratazione in
generale stimola il metabolismo. |
La pillola anticoncezionale potrebbe aumentare il rischio di asma
Potrebbe esserci un aumento del rischio di asma per le donne
che assumono contraccettivi orali.
E’ quanto hanno concluso i ricercatori norvegesi dell’Ospedale
Universitario di Haukeland a Bergen dopo che hanno chiesto, tra il
1999 e il 2001, a migliaia di donne che tipo di metodi contraccettivi
usassero e che allergie avessero. Le donne erano abitanti della
Danimarca, Estonia, Irlanda, Norvegia e Svezia e avevano tra i 25 e i 44
anni.
4728 partecipanti hanno dichiarato di non usare contraccettivi
orali, 961 invece sì. I ricercatori hanno, così, potuto
osservare che anche tenendo conto di altri fattori di rischio asma
le donne che utilizzavano la pillola avevano un 42% di rischio medio in
più di soffrire di asma.
Questa percentuale saliva al 45% per le donne normopeso, ma poteva
raggiungere il 69% per quelle troppo magre e il 91% per quelle
sovrappeso.
Ferenc Macsali, a capo dell’equipe di ricerca, ha spiegato che
questi dati vanno valutati con attenzione e con la necessaria cautela:
“non vuol dire che le donne non devono più prendere la pillola, ma
solo che le donne che già soffrono di asma dovrebbero valutare insieme
al loro medico di fiducia l’opportunità di assumere la pillola”,
ha spiegato il ricercatore sulle pagine del Journal of Allergy and Clinical
Immunology. 03/04/2009
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Insonnia: così si ingrassa
Diversi studi hanno rilevato una relazione tra la mancanza di
sonno, l'obesità, il diabete e malattie
cardiovascolari. Una nuova ricerca ha ora individuato il perchè.
L'osservazione su 38 uomini - 24 sani e 14 sofferenti di insonnia
cronica - ha rilevato che i soggetti insonni avevano livelli notturni il
30 per cento più bassi dell'ormone grelina, responsabile del controllo
della fame.
"Abbiamo cominciato a capire come gli ormoni specificamente
connessi con il metabolismo e l'appetito siano influenzati dalla
mancanza di sonno", ha detto il coordinatore della ricerca
Sarosh J. Motivala della University of California Los Angeles, in
una commento pubblicato dalla rivista Psychoneuroendocrinology'.
"Il nostro studio suggerisce che un'alterata regolazione
ormonale determina sul lungo termine l'aumento di peso nelle persone che
dormono troppo poco".
Lo studio si è concentrato sulle fluttuazioni negli ormoni leptina
e grelina. La leptina, che aiuta a regolare il peso corporeo, è
prodotta dalle cellule grasse: livelli troppo bassi di questo ormone
fanno aumentare l'appetito, mentre livelli più alti innescano il senso
di sazietà e aiutano a bruciare calorie. La grelina è prodotta dallo
stomaco per aumentare l'appetito.
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