Maria a Medjugorje BENVENUTO  NEL SITO DEI FORESTALI CALABRESI                -              Ogni diritto matura dall'adempimento del propio dovere G.Mazzini             -        Ci scusiamo con la platea,   il materiale verrà pubblicato appena possibile , tenendo conto dei tempi organizzativi,  ancora grazie e continuate a scriverci  by da tutto lo staff    email  forestalics@ibero.it Maria a Medjugorje

ULTIMA SCOPERTA SULLA SINDONE  "

GLORIA TV         NATUZZA EVOLO   LA VITA DOPO LA MORTE

            

  Il contratto integrativo ancora non è stato siglato... speriamo che gli arretrati non siano una tantum  (Robin Hood)

Invece di dare il bosco alle ditte private e spendere soldi, il taglio lo facciamo noi e  gli utili li mettiamo come fondo cassa per sopperire alla cassa integrazione. Il sindacato  onesto si dia da fare (un forestale di Rossano)  

ELENCO DITTE PRIVATE     NOTA A.I.B. (Quello che non sanno)

Alla cortese attenzione dei Politici e Sindacati

Perchè non iniziare a produrre, abbandonando la vecchia logica dell'assistenzialismo, fornendo  materie prime rinnovabili  alla ditta di CROTONE "Biomasse Italia" 

..... da un operaio Crotonese ....

 

 

"SIGNORAGGIO" quello che i politici non dicono (truffa agli Italiani) Beppe Grillo spiega il Signoraggio

ASSEGNI FAMILIARI  

  RINNOVO CCNL FORESTALI 2010


Il segretario generale della FLAI CGIL Potenza, Vincenzo Esposito, esprime soddisfazione per la definizione, avvenuta ieri, dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl dei lavoratori idraulico-forestali, scaduto da un anno e che interessa circa 5.000 lavoratori sul territorio regionale.
Nella parte obbligatoria dell'ipotesi di accordo è stato previsto un recupero salariale del 6% così distribuito: dal 1 dicembre 2010 un aumento di 30 euro e dal 1 dicembre 2011 altri 40 euro.
A compensazione del periodo trascorso dalla scadenza del vecchio Ccnl, invece, è stata concordato un incremento una tantum di 200 euro.
Sono state stabilite, inoltre, alcune importanti modifiche della parte normativa del contratto: nuova norma sugli appalti, con la previsione di appositi incontri di informazione e consultazione al fine di valutare gli impatti sull’organizzazione del lavoro e le eventuali ricadute occupazionali; miglioramento del sistema delle relazioni sindacali mediante l’allargamento delle competenze del Comitato paritetico bilaterale nazionale, che dovrà essere articolato e ampliato a livello regionale; estensione del diritto alle prestazioni del Filcoop sanitario per gli operai a tempo determinato con garanzia occupazionale di almeno 151 giornate lavorative; aumento della contribuzione della previdenza complementare dello 0,2% a carico dei datori di lavoro e nuove misure sulla conservazione del posto di lavoro in caso di malattia e infortunio. Nonostante i forti tagli operati dal Governo sui fondi trasferiti alle regioni, la FLAI con FAI e UILA è riuscita a siglare una buona ipotesi di accordo fondata sulla estensione delle tutele e su un recupero della base salariale importante, ha sottolineato Esposito.
La FLAI CGIL Potenza - conclude la nota - sarà impegnata nell'organizzazione delle consultazioni dei lavoratori, che partiranno dal 31 gennaio prossimo. In questo modo il sindacato lascerà l'ultima parola sulla firma ai lavoratori che democraticamente decideranno se dare la delega alle organizzazioni sindacali a firmare l'accordo definitivo.

 

 

La Fai CISL nazionale a sostegno vertenza lavoratori forestali del Sannio e della Campania.. 12/12/2010

Sulla drammatica situazione del settore forestale in Campania, è intervenuta, con una nota, anche la federazione nazionale della FAI CISL, con il Segretario Generale Augusto Cianfoni, a sostegno di un settore indispensabile per la tutela del territorio.“Gli operai e impiegati forestali, per lo più dipendenti dalle Comunità Montane, hanno il nuovo Contratto nazionale. Sottoscritto unitariamente da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil il 7 dicembre, conferma la volontà dei negoziatori, Uncem in testa, di ribellarsi al pregiudizio diffuso nella Politica e in altri interessati ambienti, anche imprenditoriali, che la tutela del territorio montano e dei boschi sia della Protezione civile e dei grandi appalti.
Purtroppo migliaia di lavoratori forestali (come quelli del Sannio e della Campania tutta) hanno poco da gioire per il rinnovo del loro Contratto nazionale visto che da mesi non percepiscono lo stipendio per la crisi finanziaria che nella loro Regione è precipitata addosso ad una Forestazione da sempre estraniata da una qualsiasi idea di impresa.
E' quella della forestazione campana una crisi che temiamo possa diffondersi ovunque, specialmente
nelle Regioni del Sud a causa della totale dipendenza del settore da risorse pubbliche.
Il Piano per il Mezzogiorno, varato nei giorni scorsi dal Governo è una buona notizia, peraltro del tutto oscurata dalla stampa delle ordalíe e dalla rissosa politica italiana, perfino da esponenti del Governo che potrebbero a giusta ragione rivendicarne il merito.
Esso, infatti, è una decisione giusta, attesa da anni. Ridà valore alla programmazione dopo lustri di spesa e di assistenzialismi all'insegna del pronto soccorso. 
Nel campo della tutela ambientale il Piano per il Sud può favorire una innovativa intrapresa tra Comuni, Comunità Montane, Consorzi Forestali e Consorzi di Bonifica, cioè tutti soggetti dal forte carattere sussidiario e partecipativo. Per questi motivi la FAI considera la conquista del Contratto di lavoro soltanto una tappa di un percorso lungo e difficile”.

 

Pubblichiamo una email che rispecchia il sentimento unanime.

Salve sono il figlio di un operaio idraulico-forestale della provincia di
Cosenza.  La situazione per come ho capito è drammatica e volevo
precisare che sono molto arrabbiato per questa situazione   apprezzo molto il
vostro sito e l'articolo della costituzione che avete messo nella HOME. Io
penso che questi operai non debbano pagare gli errori politici, ma anzi devono
essere valorizzati perchè svolgono un lavoro molto importante. Scusatemi per lo
sfogo aspetto vostre notizie.  


   MANCATO PAGAMENTO A.I.B.  Con preghiera di pubblicazione, anche per sapere se agli altri operatori aib
della regione non hanno pagato lo straordinario dei mesi di luglio e agosto
come da noi. grazie
Sebastiano

  Rinnovo economico CCNL

Afor  Ente pubblico non economico

         Tabelle delle retribuzioni     mod. contabilità e controllo dei cantieri

archivio       verbale del 30 marzo 2009

  Reddito familiare annuo di riferimento valido dal 1° luglio 2009...... Benedetto  XVI, Caritas in Veritate

      Legge Quadro sugli incendi   Federazione Nazionale Autonoma Lavoratori Forestali - Confederazione Unitaria di Base

Art. 36. della Costituzione Italiana

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e

in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

 

Homepage                            
Piano Attuativo 2009
Progetto Forestale
Rapporto mensile
Rapporto giornaliero
Contratto Nazionale
Contratto Integrativo
Statuto dei lavoratori
Modulistica
Legge 626
Amiamo il bosco
Storia della Cisl
Storia della Uil
Storia della CGIL
Processionaria
Vademecum sugli incendi
Addizionale regionale
Variazione Benzina
Vacanza Contrattuale
Lettera Aperta
Proposta capi operai
Saggezza
Il Santo Patrono,  Inferno  Paradiso Purgatorio
Il Vangelo del giorno
L'avvocato sul trasferimento 
Scherzi
Mod. 730 2009
Notizie dal mondo new
Ammortizzatori sociali 2009         
Malattia durante CIS   
Codice.Fiscale                      
Inps retribuzioni

 

TESLA. ENERGIA GRATIS. PER TUTTI. PER SEMPRE

C’è acqua sulla luna, lo dicono tre missioni 26/09/2009
 
Tre diverse missioni hanno trovato prove della presenza
di acqua sulla luna, che sembrerebbe concentrarsi
ai poli del satellite e si sarebbe formata per
l’azionedelventosolare. I report,chesarannopubblicati
su Science, mostrano che l’acqua si muoverebbe
da una parte all’altra, formandosi e riformandosi
mentrele molecole entrano in contattoconla polvere
della superficie lunare. Carle Pieters della Brown
University, nelRhodeIsland,hastudiato i dati raccolti
dalla missione Chandrayaan-1 - la prima indiana
sulla luna - e ha scoperto prove spettrografiche della
presenza dell’acqua. «Quando diciamo ’acqua’, non ci riferiamo a laghi, oceani, mari o a pozzanghere.
Sono molecole di acqua e idrossili (idrogeno e ossigeno) che entrano in contatto con
molecoledi rocciaedi polvere,piùprecisamenteneiprimimillimetridella superficielunare»,ha
spiegato Pieters. Il meseprossimo, la missione dellaNasaper lo studio dei crateri della luna cercheràacqua,
facendoschiantareunagrandenavicella sulla superficie lunare.

 

Il grido del Papa per il lavoro

«Sia espressione di dignità». Il precariato endemico «rischia di gettare l’uomo nel degrado»

L’enciclica sociale Richiamo ai governanti per la gestione della crisi e parole dure per i sindacati

 08/07/2009

CITTA' DEL VATICANO – No al precariato che,

ormai endemico, ostacola i normali percorsi di vita,

no alla delocalizzazione che porta allo sfruttamento, no all’abbassamento delle tutele di fronte ad un sindacato indebolito. È un

richiamo ai diritti di ogni lavoratore, senza eccezione per quelli

immigrati, quello che Benedetto XVI lancia nell’Enciclica “Caritas

in Veritate”, un’enciclica sociale che

invoca per ogni uomo ed ogni donna un lavoro «decente

», in grado di garantire la dignità e

il rispetto della persona umana. Decenza, spiega il Papa,

«significa un lavoro che, in ogni società, sia l’espres -

sione della dignità: un lavoro scelto liberamente, che associ

efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità;

un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori

di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione;

un lavoro che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di

scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi

stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di

organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce;

un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare

le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale;

un lavoro che assicuri ai lavoratori

giunti alla pensione una condizione dignitosa». E

che consenta a ciascuno di trovare quel minimo di stabilità necessaria

allo sviluppo naturale della vita nelle sue varie fasi, dalla giovinezza alla maturità.

Se la mobilità, «è stata un fenomeno importante, non privo di

aspetti positivi», riconosce il Papa, la sua trasformazione in precariato

«endemico» rischia di gettare la persona in un deleterio

«degrado umano». «Quando l’incertezza circa le condizioni di lavoro,

in conseguenza dei processi di mobilità e di deregolamentazione,

diviene endemica, si creano forme di instabilità psicologica,

di difficoltà a costruire propri percorsi coerenti nell’esistenza,

compreso anche quello verso il matrimonio. Conseguenza di ciò

– avverte – è il formarsi di situazioni di degrado umano, oltre che

di spreco sociale». Il Papa richiama quindi i governi a porre le persone

al centro della loro attenzione, soprattutto con la crisi economica.

«Rispetto a quanto accadeva nella società industriale del

passato, oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza

economica e l’attuale crisi può solo peggiorare tale situazione.

L’estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza

prolungata dall’assistenza pubblica o privata, minano la libertà

e la creatività della persona e i suoi rapporti familiari e sociali

con forti sofferenze sul piano psicologico

e spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai

governanti – esorta il pontefice - che il primo capitale da salvaguardare

e valorizzare è l'uomo». Ma non è solo a capi di Stato e di

governo che il Papa si rivolge. Nel suo lungo excursus, Benedetto

XVI non trascura il ruolo dei sindacati, di cui riscontra un «indebolimento »,

 e a cui viene invece richiesto un nuovo sforzo di riconoscimento

e tutela dei più deboli. «Il contesto globale in cui si svolge

il lavoro – afferma il Pontefice – richiede anche che le organizzazioni

sindacali nazionali, prevalentemente chiuse nella difesa degli

interessi dei propri iscritti, volgano lo sguardo anche verso i

non iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo,

dove i diritti sociali vengono spesso violati». Papa Ratzinger

ribadisce quindi la necessità di separare il ruolo del sindacato

dalla politica per far sì che le organizzazioni sindacali possano concentrarsi

sui «lavoratori sfruttati e non rappresentati, la cui amara

condizione risulta spesso ignorata dall’occhio distratto della società".

 

 

Sperimentata nuova tecnica per tumore fegato

giugno 2009

Tre pazienti con tumore primitivo del fegato sono stati sottoposti per la prima volta in Umbria ad una nuova tecnica di termoablazione percutanea ecoguidata, che utilizza un sistema fisico a microonde.

I tre interventi, eseguiti al nosocomio di Marsciano dai dottori Attilio Solinas e Paolo Brunori del servizio di Gastroenterologia ed Epatologia della ASL 2, hanno avuto un buon successo e sono stati effettuati senza l'impiego di anestesia generale. La procedura consiste, secondo quanto spiegato dall'equipe, nell'introduzione mirata di una sonda d'acciaio di calibro sottile (1,6mm) all'interno della lesione cancerosa del fegato, sotto la guida dell'ecografia; l'estremità del dispositivo emette microonde all'interno del tumore, che producono calore e 'bruciano' le cellule cancerose per un diametro predefinito di circa 3,5 per 5 cm.

La tecnica consente di trattare tumori di piccole dimensioni, sia primitivi che metastatici al fegato, con una durata più breve (10 minuti circa) rispetto alle terapia per cutanee tradizionali (radiofrequenza) e si pone come alternativa alla chirurgia nei casi in cui l'intervento non sia praticabile per motivi tecnici o per l'età e le condizioni cliniche del paziente. L'equipe diretta da Solinas esegue procedure interventistiche per via ecoguidata, quali biopsie addominali e trattamenti dei tumori del fegato, già dal 1985, con una casistica di oltre 6000 casi provenienti dall'Umbria e da fuori regione.

 

Gli attacchi di panico cosa sono e come sconfiggerli

Giugno 2009

Colpisce sempre più italiani e, soprattutto, le donne: è l’attacco di panico, un disturbo psicologico responsabile anche del benessere fisico di chi ne soffre.

La percentuale di chi fa i conti con gli attacchi di panico è in costante aumento - si passa dal 1,5% del 2007 a oltre il 3% di quest’anno - e gli specialisti individuano tra le cause principali la crisi economica, le incertezze e le ansie che colpiscono sempre più nel quotidiano.

Quali sono i sintomi che caratterizzano lattacco di panico?

Difficoltà respiratorie, aumento della frequenza cardiaca, sudorazione, dolori al petto, rossori e vertigini e una serie di sensazioni negative che accompagnano i disturbi fisici: paura di morire e/o impazzire, terrore, angoscia e percezione di non essere nel proprio corpo. Insomma uno stato d’ansia generalizzato che limita e blocca le attività quotidiane.

Gli esperti individuano tra le cause più diffuse lo stress lavorativo e le incertezze che quotidianamente caratterizzano la vita.

A queste si sono aggiunte negli ultimi tempi la crisi economica e il verificarsi di eventi ingestibili e incontrollabili, come può essere stato il recente terremoto in Abruzzo.

 Come è possibile combattere gli attacchi panico?

Qualcuno riesce a superare le difficoltà grazie all’autocontrollo e al supporto dei familiari ma, in generale, è necessario l’aiuto di specialisti e – in alcuni casi – di farmaci.

Chiudersi in se stessi e vergognarsi di ciò che si prova sono errori che spesso compiono le persone che soffrono di attacchi di panico ma per guarire il primo passo è riconoscere di avere un problema e affrontarlo con il supporto di uno psicologo e con il sostegno dei propri cari.

 

 

Trovato un nuovo mondo 17/06/2009
SI trova nella galassia di
Andromeda, è sei o sette
volte più grande di Giove e
ruota attorno a una piccola
stella che è appena la
metà del Sole: è il primo
pianeta mai osservato in
una galassia diversa dalla
nostra Via Lattea e lo ha
individuato il gruppo italiano
dell'Istituto Nazionale
di Fisica Nucleare
(Infn) presso l'Università
del Salento, a Lecce. Il
nuovo mondo si trova a
mille anni luce dalla Terra.
Gli scienziati ipotizzano
che possa essere abitato
da forme di vita primitive

 

Messaggio della Madre Celeste ai veggenti di Medjugorje 24/07/1982

Al momento della morte si lascia la terra in piena coscienza:quella che abbiamo ora. Al momento della morte si è coscienti della separazione dell'anima dal corpo. E sbagliato insegnare alla gente che si nasce più volte e che l'anima passa in diversi corpi.Si nasce una volta sola e dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrà più.Ogni uomo poi riceverà un corpo trasfigurato.Anche chi ha fatto molto male durante la vita terrena può andare diritto in Cielo se alla fine della vita si pente sinceramente dei suoi peccati, si confessa e si comunica.

Sovrappeso e obesità fanno più male ai quarantenni che agli anziani

 

Mettere su peso e ingrassare intorno ai 40 anni è più rischioso per la propria salute. Secondo un recente studio condotto su un migliaio di uomini, ingrassare a quaranta anni è più dannoso che a sessanta.

I ricercatori dell’Università di Helnsinki hanno analizzato uomini di tutte le età al fine di stabilire quanto sovrappeso e obesità aumentassero il rischio di problemi cardiovascolari e, in generale, di fragilità dello stato di salute. La conclusione è stata che ingrassare a sessant’anni rende meno precarie le condizioni di salute rispetto a quanto non accada se l’obesità si sviluppa a 40 anni.

Secondo quanto spiegato dall’autore della ricerca, Timo Strandberg, sulle pagine dell’European Heart Journal, è probabile che aumentare di peso in maniera significativa intorno ai quaranta anni non fa scatenare nel breve termine inequivocabili ed evidenti malattie cardiovascolari, ma logora lentamente l’organismo fino a renderlo fragile ed esposto a numerosi problemi negli anni successivi, oltre che ad aumentare il rischio di morire a seguito di qualche patologia.

 

Apparizione della Madonna in Calabria

 

di V.Scriva

Due i fenomeni soprannaturali nel piccolo paese

Da circa due mesi si stanno verificando alcuni strani fenomeni  in un piccolo paese della provincia di Vibo Valentia, Francica. I fenomeni riguarderebbero l’apparizione frequente della Madonna dello Scoglio.

Il 14 marzo scorso, il signor Mario Servello, camionista residente a Francica, si accorge che su una statuetta della Madonna dello scoglio, acquistata proprio in quel luogo, sono comparse delle macchioline di sangue sulle mani della Vergine.

La notizia si sparge presto nel paese di 1700 anime. Tutti accorrono a pregare e a vedere la statuetta riposta in una teca di vetro. I proprietari hanno provato anche a cancellare le macchie con solventi e prodotti vari,ma le macchie sono rimaste e si allargano giorno dopo giorno.

Il secondo straordinario evento si è verificato nello stesso paese dopo un mese, il 17 aprile.

Giuseppe Sessa, un trentaseienne racconta la sua visione:“Quella notte mi sono svegliato verso le tre e guardando in direzione della porta della camera da letto, ho visto disegnata sulla mezza colonna l’immagine della Madonna, proprio come quella dello scoglio. Non sono più riuscito a prendere sonno, ero troppo sconvolto e agitato”. Quella visione fu l’inizio di una lunga serie. Ogni sera dalle nove fino a mezzanotte, la Vergine sembra che compaia nella casa dell’uomo. L’abitazione è divenuta un continuo pellegrinare da parte della gente del paese, che si riunisce nella camera da letto per pregare.

Molti dicono di riuscirla a vedere, altri vedono bagliori di luce. L’apparizione dura solo pochi secondi. Ma saranno vere apparizioni o si tratta di psicosi collettiva? Certo i preti del paese vogliono essere cauti ed indagare sulla cosa. Prima di definire questi fenomeni soprannaturali bisognerà effettuare i dovuti accertamenti. Intanto nel paesello nessuno parla d’altro e c’è perfino chi si definisce scettico.

  
 

 

L’alimentazione giusta per ogni sport: come ottenere il massimo dai propri sforzi

 

 L’antico detto mens sana in corpore sano non passa mai di moda. Fare costante attività fisica fa bene, mantiene allenati e permette di migliorare il proprio aspetto fisico.

Secondo i medici, un’ora al giorno di sport riduce sensibilmente i rischi di soffrire di patologie in età avanzata, aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, diabete, cancro e problemi circolatori ed è un toccasana anche per gli sbalzi di umore. E se con un’ora di sport da giovani si riducono del 50% i rischi di soffrire di osteoporosi da adulti, bastano, invece, mezz’ora di bici o una passeggiata al giorno per diminuire le possibilità di soffrire di ipertensione. Insomma fare sport è come bere un elisir di lunga vita.

 Ma quanto è importante associare all’attività fisica un’alimentazione adeguata? Mangiare bene, senza saltare i pasti o senza nemmeno eccedere nelle quantità e con i condimenti, è una regola importante per tutti, ma chi pratica attività fisica regolarmente deve fare ancora più attenzione a tavola. Bisogna sgombrare il campo all’idea sbagliata che mangiare poco faccia bene all’organismo e al peso: la dieta perfetta è quella che fornisce l’apporto calorico e di proteine necessari per l’attività fisica e per praticare correttamente, e senza deficit di nessun genere, l’attività sportiva. Esistono, però, sostanziali differenze a seconda dello sport praticato e del tipo di sforzo che chiediamo al nostro organismo.

 La dieta ideale prevede una buona dose di carboidrati, vitamine, sali minerali, proteine e grassi, ma la combinazione di questi elementi varia a seconda del tipo di sport praticato.Per chi è appassionato di ciclismo, maratona e attività di resistenza l’elemento-chiave è rappresentato dai carboidrati: per questo tipo di attività è necessario, infatti, che i cibi forniscano l’energia necessaria a compiere lo sforzo. Via libera, quindi, a pasta, riso, patate e pane, oltre a frutta (fresca e secca) e verdura. Se lo sport praticato è, invece, il sollevamento pesi, lancio del martello, o qualsiasi altro sport di forza, sarà necessaria una dieta ricca di proteine, necessarie per sviluppare massa muscolare, anche se i carboidrati sono la benzina dell’organismo e non devono mai mancare. E per chi pratica attività di velocità e scatto come nuoto e gare di corsa?

 In questo caso, nel carrello della spesa devono trovare spazio alimenti che garantiscano il giusto apporto di carboidrati, unico elemento necessario per soddisfare il bisogno di energia immediato che il corpo richiede mentre si pratica l’attività. Ovviamente non sono da dimenticare le vitamine ed i sali minerali, contenuti in quantità soddisfacenti in frutta e verdura.

Insomma, diete diverse per tipi di sport differenti, ma con un imperativo comune: i carboidrati forniscono l’energia necessaria per compiere lo sforzo, le proteine sono i mattoni che di cui è costruito il muscolo ed entrambi sono molto importanti per non impoverire l’organismo dopo lo sport. Da limitare il consumo di grassi e, se si può, è meglio evitare il consumo di integratori: i nutrienti che sono presenti in queste sostanze si possono ritrovare anche nei cibi freschi e sani.

Dieta bilanciata e attività fisica regolare per essere in forma. Ma come si può verificare che sport e alimentazione corretta diano i loro frutti? Semplicissimo: se l’effetto allo specchio non basta, è possibile calcolare il proprio indice di massa corporea con due semplici informazioni, il peso e l’altezza. Dividendo il proprio peso per il quadrato della propria altezza è possibile verificare se si è in sovrappeso o in forma. È un dato relativo che dipende anche da età e sesso, ma è uno strumento utile per verificare che le fatiche in palestra e a tavola abbiano portato i risultati sperati.

 

 

TERRA: RISCHIO RITORNO AL MEDIOEVO. SI TEME TEMPESTA SOLARE DI INAUDITA INTENSITA’ ENTRO IL 2012. NASA IN ALLERTA

Nell’ultimo numero di aprile della nostra rivista “KRONOS informa”, in un articolo di approfondimento, avevamo evidenziato lo strano comportamento del Sole che oltre ogni previsione scientifica, legata a 300 anni di attente osservazioni circa il ciclo delle macchie solari, non accennava e non accenna a riprendere la sua consueta attività.

In quell’articolo paventavamo il rischio di andare verso un raffreddamento terrestre in controtendenza al riscaldamento tutt’ora in atto attivato dall’effetto serra.

La vera preoccupazione, in quell’articolo, era che questa quiete prolungata della nostra stella non fosse altro che il preludio ad una serie di violente tempeste solari che avrebbero potuto creare seri problemi a tutti i viventi della Terra.
A condividere le nostre preoccupazioni giorni fa sono apparse sui quotidiani di tutto il mondo articoli che evidenziavano il pericolo di una forte perturbazione geomagnetica indotta dal Sole che potrebbe abbattersi entro qualche anno sul nostro pianeta.

Ed ecco uno dei servizi sui nostri quotidiani che  abbiamo scelto:
Londra, 21 aprile 2009
Tra circa tre anni la Terra potrebbe essere investita da una tempesta solare di inaudita violenza, in grado di distruggere le reti elettriche e di riportare il mondo, almeno per una ventina d’anni, all’età del Medio Evo.

Questo è quanto riportato su un rapporto finanziato dalla NASA e pubblicato dalla National Academy of Sciences (Nas) americana.

Questo rapporto frutto di rigorosi studi e accertamenti scientifici e, dopo aver realizzato un programma previsionale con l’ausilio di decine e decine di tecnici e scienziati americani ed europei, conclude dicendo che una tempesta solare potrebbe verificarsi a breve e avere gravi conseguenze per la società umana, totalmente dipendente dell’elettricità e dalla tecnologia.

Secondo gli scienziati questa prolungata quiete solare potrebbe generare un periodo di intensa attività.

Potrebbero avvenire violente esplosioni sulla corona solare e la Terra verrebbe investita da un’ondata particolarmente violenta di particelle solari.

A contatto con la magnetosfera terrestre, il vento solare potrebbe causare una fortissima perturbazione geomagnetica tale, secondo il prof. Daniel Baker, presidente della Commissione Nas, da far saltare gran parte delle centrali e linee elettriche del pianeta. La data presunta di tale evento potrebbe essere il 2012.

Se non ricordiamo male ci sono delle storie e previsioni ancestrali sul 2012, allora dovremmo preoccuparci davvero?

 

influenza suina: domande e risposte 26/04/2009

Cos'è l'Influemza suina? 
L'influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini. I Virus dell'influenza suina causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. I virus dell'influenza suina possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell'anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel tardo autunno ed in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell'influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1 è stato isolato per la prima volta begli anni 30 del secolo scorso.

Quanti sono i virus dell'influenza suina?
Come tutti i virus influenzali anche quelli dell'influenza suina mutano continuamente: I maiali possono essere infettati dai virus del'influenza aviaria così come da quelli dell'influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di "riassortimento" e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, sono emersi diverse varianti di virus influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2, H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1

L'influenza suina può infettare l'uomo?
I virus dell'influenza suina non infettano normalmente l'uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche) .

Quali sono i sintomi dell'influenza suina nell'uomo?
I sintomi dell'influenza suina sono simili a quelli della "classica" influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d'appetito, tosse: alcune persone con influenza suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l'influenza stagionale, anche l'influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus dell'influenza suina .

Quanto à grave l'influenza suina nell'uomo?
Come l'influenza stagionale, l'infezione da virus influenzale suino nell'uomo può presentarsi in forma lieve o grave.

Le persone possono prendere l'influenza suina mangiando carne di maiale?
No, i virus dell'influenza suina non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre l'influenza suina mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 ° gradi uccide il virus dell'influenza suina, così come gli altri batteri e virus.

Come si trasmette l'influenza suina?
I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all'uomo e dall'uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini , come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E' possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell'influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.

Il virus di quest'epidemia in Messico e USA è contagioso?
Ci sono evidenze, stabilite dai CDC degli Stati Uniti d'America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.

Come si può diagnosticare l'infezione da virus influenzali suini nell'uomo ?
Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall'inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L'identificazione del virus dell'influnza suina  richiede l'invio del campione ad un Laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento dell'Istituto supeiore di sanità..

Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali suini nell'uomo?
Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell'influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir . Mentre la maggior parte dei virus dell'influenza suina si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell'Influenza umana da virus influenzale suino

Quante epidemie di influenza suina si conoscono?
Probabilmente l'epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese , per scomparire spontaneamente. La fonte del virus , il momento esatto della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L'epidemia potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in contesto di particolare affollamento nel periodo invernale .Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (Hsw1N1). L'episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.

Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria

 

 

Tornare allo stile di vita di 40 anni fa, farebbe bene alla salute pubblica e al pianeta

21/04/2009

In passato la popolazione mondiale era molto più magra e in salute.

E anche il pianeta godeva di condizioni migliori. Una curiosa e interessante ricerca, pubblicata sulle pagine dell’International Journal of Epidemiology e condotta da Phil Edwards della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha analizzato lo stile di vita e alimentare degli anni Settanta e ha scoperto che allora i britannici mangiavano il 19% di cibo in meno rispetto ad oggi il che equivale a 60 milioni di tonnellate in meno di emissioni di gas serra all’anno. Un toccasana per l’uomo e per il pianeta.

I ricercatori hanno analizzato quale sarebbe il consumo energetico del Regno Unito se il peso medio della popolazione fosse lo stesso di 40 anni fa, quando appunto si mangiava di meno. In pratica, meno cibo equivale a meno chili di troppo e maggiore salute per la popolazione, che userebbe meno l’automobile e si sposterebbe a piedi o con mezzi condivisi, ma anche a meno benzina e gasolio utilizzati per trasportare gli alimenti.
Il ricercatore londinese ha spiegato che nel giro di tre decenni la popolazione è ingrassata a livello globale: pur senza considerare solo i casi estremi di obesità, siamo tutti un po’ più grassi di un nostro coetaneo di allora.

Tradotto in numeri l’indice di massa corporea maschile è salito da 26 a 27.3, mentre quello femminile è passato da 25.8 a 26.9 il che equivale a tre chili in più in media. “Il nostro studio dimostra che stare in forma aiuta non solo la nostra salute ma fa bene anche al pianeta e aiuta a combattere i cambiamenti climatici”, ha commentato Edwards.

 

De Magistris  : "Magistratura calabrese non estranea a logiche occulte. E i giudici devono........
martedì, 21 aprile 2009 09:54

Riparte da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris: “Voglio evitare  che l’Italia scivoli fuori dall’Europa, voglio vigilare affinché  i finanziamenti pubblici europei creino sviluppo in Calabria e in tutto il Meridione, anziché riempire le tasche dei comitati d’affari”. 

Sì perché, Luigi De Magistris, le torbide manovre di chi tenta, spesso con successo, di accaparrarsi i fiumi di soldi pubblici, le conosce bene; tali manovre, infatti, erano il fulcro delle inchieste “Why not”, “Poseidone”, “Toghe lucane”, quelle coordinate quando, a Catanzaro, svolgeva le funzioni di pubblico ministero: “Ho messo nel conto le strumentalizzazioni dopo la scelta di entrare in politica – dice -, ma tutto ciò era inevitabile: l’antistato è entrato all’interno dello Stato, la mia è stata una scelta obbligata ed è comunque una sconfitta per tutte le persone oneste”. Lo aveva dichiarato in esclusiva a strill.it nell’agosto del 2007: “Dovranno cacciarmi se vogliono liberarsi di me”. Luigi De Magistris è stato un facile profeta: “Ho lavorato a livelli alti dal 1996 – afferma l’ex pm di Catanzaro -, ma la mia esposizione mediatica è cominciata solo undici anni dopo. Non sono stato io a cercarla, comunque: stavano accadendo delle cose gravi e volevo che il Paese sapesse. Sapevo che mi avrebbero cacciato, avevo messo in conto un po’ tutto”. Da magistrato ha tentato di ripulire ciò che di sporco c’è in Calabria, adesso vuole provare a farlo da politico: “La buona politica può trasformare la società – afferma De Magistris -, ma adesso la politica è intesa come luogo del malaffare e in Calabria, come nel resto d’Italia, quest’idea non si discosta dalla realtà: in Calabria c’è stata e c’è una delle peggiori classi politiche, tanto di destra quanto di sinistra. Per eliminare le mafie, bisognerà pulire la politica: una fetta importante della classe dirigente è inquinata, un’altra parte resiste, per questo adesso deve arrivare il momento della resistenza costituzionale, una ribellione pacifica in cui tutti dobbiamo metterci in gioco, perché la critica da sola non basta. La questione morale – afferma De Magistris - deve essere la base da cui partire, perché viviamo in una società in cui ci si abitua a tutto: molti si indignano ma non trovano rappresentazione, mentre altri sono come delle spugne”. Appunto.

Per invertire la rotta, per ribellarsi, sia pure pacificamente, serve, è fondamentale, la spinta del popolo, della base: “Il popolo meridionale, calabrese in particolare, deve reagire: tante energie positive vanno via e molti accettano passivamente perché non hanno fiducia nei propri mezzi. C’è una parte della popolazione – sostiene De Magistris – che preferisce il vassallaggio, appartenere a qualcuno, ma c’è anche una parte che crede ancora negli ideali. A quella parte bisogna rivolgersi”.
 C’è la politica, dunque. C’è la gente, ovviamente. Ma c’è anche la magistratura, quella magistratura da cui Luigi De Magistris si sente, probabilmente, scaricato: “Sono in grado di provare – dice, rilanciando le dichiarazioni rese, alcuni mesi fa, ai microfoni di Sky Tg24 -, che una parte della magistratura calabrese non è estranea a logiche occulte. Temo che, con il passare del tempo, vada sempre peggio: il Csm conosce da anni problemi calabresi, ma nel mio caso ha preferito trasferirmi. Di questo passo – continua - le incrostazioni saranno sempre più facili: il magistrato non può essere radicato, ma ci sono magistrati che operano nelle medesime sedi da troppi anni, è necessaria una rotazione perché, quando nel circuito affaristico penetrano coloro i quali dovrebbero mettere in atto il controllo è la fine. I magistrati devono comprendere la società, ma devono stare fuori dai circuiti di potere: solo così si potrà costruire una magistratura credibile e indipendente, ma non corporativa”.  Riparte, dunque, da una candidatura al Parlamento Europeo, nei ranghi dell’Italia dei Valori, la nuova vita di Luigi De Magistris. Quella precedente, la vita da magistrato, è finita per sempre: “Ancora oggi esistono dei servitori dello Stato – spiega l’ex pubblico ministero – e quello del magistrato, dal mio punto di vista, è il lavoro più bello, un lavoro che vale la pena fare. Sognavo di fare il magistrato, non me l’hanno permesso e quindi ho perso: ma da una sconfitta formale è nata una vittoria morale, perché tanta gente ha finalmente capito Comunque sia – conclude Luigi De Magistris – la magistratura è un capitolo chiuso, adesso voglio impegnarmi in politica”.
 di Giusva Branca e Claudio Cordova

 

La vita dopo la morte - Come ci giudicherà Dio? ‘Petrus’ parla di Paradiso, Purgatorio e Inferno con il Cardinale Georges Cottier. Che dice: “Ci può essere salvezza anche per i non cristiani”

di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO - L’umanità ha smarrito il senso del peccato e non riesce più a distinguere tra il Bene (Dio) e il Male (Satana), arrivando persino a negare l’esistenza del Paradiso, del Purgatorio (di cui si parla sempre meno) e dell’Inferno. ‘Petrus’  ha deciso di parlarne con il Cardinale svizzero Georges Marie Martin Cottier , Teologo della Casa Pontificia durante il papato di Giovanni Paolo II.

Eminenza, perché, come va ripetendo anche il Santo Padre Benedetto XVI, il mondo ha perso il senso, e la misura, del peccato?

“Perché gli uomini sono giunti all’assurdità di non accettare e riconoscere il peccato, come se esso non esista e non possa metterli fuori dalla grazia di Dio, sempre che credano nell’esistenza dell’Altissimo e del suo giudizio finale”.

Si tratta, a Suo avviso, di una delle conseguenze del cosiddetto ‘relativismo’?

“Beh, è certamente colpa della confusione che si fa tra Bene e Male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Veda, ormai l’uomo crede di essere il padrone assoluto della propria vita e abusa così della libertà che gli ha donato il Signore, quasi che il peccato sia qualcosa di naturale e inevitabile. Certo, ‘chi non ha peccato, scagli per primo la pietra’, ma non possiamo pensare che il peccato sia assolutamente fisiologico, perché in tal caso vivremmo in un mondo ancora più crudele, dove tutti giustificherebbero le proprie colpe con l’inevitabilità di sbagliare”.

Anche all’interno della Chiesa, in molti sostengono che il peccato sia un male necessario. Lei è d’accordo con questa corrente di pensiero?

“Niente affatto, dissento. Il peccato, e quindi Satana, non è mai necessario”.

Cardinale Cottier, come cristiani, sappiamo che ci attende la vita dopo la morte. Le chiedo: come dobbiamo aspettarci il Paradiso?

“Come uno stato di benessere e pace che consente all’anima di contemplare con letizia il volto di Dio”.

Dunque, il Paradiso non è un luogo fisico?

“Difficile dirlo con certezza. Personalmente, alla luce degli studi compiuti, ritengo che il Paradiso sia la tranquillità dell’anima, il suo riposo, il suo essere davanti alla Santissima Trinità, alla Vergine, ai Santi e agli Angeli non in un luogo determinato ma, come dicevo prima, in uno stato di benessere e pace assoluti”.

Veniamo al Purgatorio: purtroppo se ne parla addirittura meno dell’Inferno.

“Ed è un gravissimo errore! Il Purgatorio esiste e in esso dimorano tantissime anime che hanno bisogno anche delle nostre preghiere per accedere allo stato di grazia del Paradiso”.

Ma se dovesse spiegare durante una lezione di catechismo cos’è con esattezza il Purgatorio, quali parole userebbe?

“Direi che Cristo, il quale è Dio, è così luminoso, limpido, innocente, che le anime non perfette, cioè quelle che in vita non si sono distinte particolarmente né in senso positivo né in senso negativo, hanno bisogno della purificazione del Purgatorio per contemplare il Signore faccia a faccia”.

C’è chi vede il Purgatorio come una punizione…

“No, non è una punizione. E’, bensì, un luogo di speranza: E di tribolazione. Perché le anime - indubbiamente - soffrono, ma nel contempo sanno che la sofferenza, cioè la purificazione che vivono, servirà loro a raggiungere il Paradiso. A tal proposito, consiglio la lettura del ‘Trattato del Purgatorio’ di Santa Caterina da Genova”.

Eminenza, non Le chiederemo cosa sia l’Inferno, perché è Gesù stesso a dircelo nei Vangeli. Ma le domandiamo: l’Inferno è pieno o vuoto, come sosteneva il teologo svizzero Urs Von Balthasar?

“Questo è davvero un grande mistero, un mistero che solo Dio può svelare. Ciò che è certo, e non è purtroppo poco, è che l’Inferno esiste: basta questo per non peccare, per avere gelosia della purezza necessaria con cui giungere davanti a Dio”.

A proposito dell’Inferno: Lei crede nelle possessioni diaboliche?

“Certo che sì, ho anche scritto la prefazione di un fortunato libro del noto esorcista Padre Gabriele Amorth. Ciò premesso, sostengo che il peccato è molto più grave della possessione: l’uomo sceglie liberamente di peccare contro Dio e il prossimo, mentre la possessione è frutto dell’attività straordinaria del demonio e può colpire anche persone innocenti”.

Proprio Padre Amorth non perde occasione per denunciare che molti sacerdoti, Vescovi e addirittura Cardinali non credono nell’esistenza di Satana e dell’Inferno.

“Lo so, lo so. E posso dire tranquillamente che questi confratelli sbagliano di grosso: non possono credere in Dio se non credono nell’esistenza del suo principale avversario, l’angelo decaduto, il Maligno, l’essere diabolico che vorrebbe distruggere il mondo con il peccato e trascinare tutta l’umanità sotto di sé all’Inferno”.

Cardinale Cottier, riprendiamo a parlare di Dio: Egli è più giusto o misericordioso? Dobbiamo cioè attenderci di essere giudicati con molta severità alla fine dei nostri giorni o possiamo anche confidare nel perdono dei peccati più gravi?

“Io dico che una cosa non esclude l’altra: Gesù è sia giusto che misericordioso. Dunque, valuterà le nostre opere con la dovuta severità e con la dovuta misericordia. Tuttavia, possiamo esser certi che, vista la bontà di Cristo che è andato in Croce per la salvezza degli uomini, la misericordia prevarrà su tutto”.

Ma qual è il peccato che offende di più Dio?

“Guardiamo ai dieci Comandamenti e avremo la prima risposta. Il fatto è che non vi è un solo peccato che oltraggia Dio, ma ve ne sono diversi”.

Tra quelli più sottovalutati?

“Indubbiamente la superbia”.

Dio, essenzialmente, su cosa ci giudicherà?

“Sull’Amore, quello con la ‘A’ maiuscola, cioè su come avremo amato lui e aiutato il prossimo con la carità. D’altro canto, ‘Caritas’ sta proprio per Amore, e prima Luca nei Vangeli e poi il Papa Benedetto XVI nell’omonima Enciclica ci hanno ricordato che ‘Deus Caritas Est’, che Dio è Amore, nell’Amore ci ha generati e in base all’Amore ci giudicherà”.

Ci potrà essere salvezza per i non cattolici?

“Ovviamente sì. Dio giudicherà in base all’Amore, e quindi in base alle opere, anche chi ha professato altre religioni. Può sembrare un controsenso ma non lo è: Dio non fa distinzioni, vuole bene a noi tutti nella stessa misura. Perché, quindi, dovrebbe condannare una persona buona, che nella vita ha solo fatto del bene aiutando il prossimo, solo per questioni religiose? Non ho dubbi: Cristo, a cui tutto è possibile, farà l’impossibile pur di concedere il Paradiso a un’anima buona”.

Qualcuno potrebbe obiettare: perché Dio dovrebbe trattare allo stesso modo le anime dei cattolici e quelle degli appartenenti alle altre religioni? Il Papa non perde occasione per rammentare che c’è salvezza solo nella Chiesa cattolica…

“Il Santo Padre ha indubbiamente ragione, e non sta a me dirlo. La salvezza si può trovare solo nella Chiesa cattolica, ed è per questo, come spiegavo innanzi, che Cristo farà pure l’impossibile per salvare le anime di chi ha praticato altre religioni. Perché i cattolici si presenteranno al suo cospetto con un peccato in meno, avendo creduto che Egli è davvero la Via, la Verità e la Vita”.

Eminenza, quanto può intercedere la Beata Vergine Maria presso Dio per la salvezza delle nostre anime?

“Tantissimo. Non dimentichiamo che Gesù sulla Croce le ha affidato noi tutti come figli. Ecco, allora, che come ogni mamma, ma ancor più in quanto Madre per eccellenza, la Madonna chiederà con insistenza a Dio di salvarci”.

Un’ultima domanda: si può considerare Maria correndentrice dell’umanità? E’ dai tempi di Pio XII che nel Magistero della Chiesa i Sommi Pontefici non attribuiscono più questo titolo alla Vergine, anche se l’anno scorso si era parlato della proclamazione di un possibile dogma ‘ad hoc’ da parte di Benedetto XVI.

“Lei saprà che nella Chiesa, a tal proposito, vi sono due correnti di pensiero: una pro e una contro. Non so quanto sia possibile la proclamazione di un dogma, ma credo che non vi sia alcun male nel ritenere la Madonna corredentrice, purché non si faccia confusione e non si mettano Cristo e la Vergine sullo stesso piano: Gesù è l’autore assoluto della redenzione del mondo, la Madonna ha avuto il merito e la forza di partecipare ad essa ma il ruolo principale resta, senza ombra di dubbio, quello del Figlio. Dire che Cristo e la Vergine hanno redento il mondo in egual misura, poi, significherebbe non rispettare le Scritture, e questo credo che non lo vorrebbe neanche Maria”.


Notizia del 10 aprile 2009 - 09:10

Mino Reitano, santo subito

Lo chiede al Vaticano l'associazione Amici della Calabria, che ha già iniziato a raccogliere testimonianze malgrado la moglie dica «di miracoli veri e propri che io sappia non ne ha mai compiuti»

A neppure tre mesi dalla scomparsa c'è chi vorrebbe vedere santo Mino Reitano. Un'iniziativa finora riservata forse solo a Giovanni Paolo II, Madre Teresa e Padre Pio. Quella di don Bosco fu avviata 7 anni dopo la sua morte, altri tempi, altre persone. A sostenere l'iniziativa ora sono i fan del "ragazzo di Fiumara", per lo più iscritti all'associazione Amici della Calabria.

 

«La santità di Mino Reitano sta nella bontà e nell'umiltà riconosciute in lui da parte di coloro che gli sono stati vicini oltre che nella sua Fede in Gesù e nei valori della famiglia. Inoltre Reitano, che credeva così tanto nel valori della famiglia da riunire i suoi fratelli nelle case di un intero quartiere, ha dato ampia prova di Fede durante tutta la vita ma specialmente negli anni della malattia, offrendo un esempio eroico per tutti gli altri sofferenti». Così hanno scritto nella lettera inviata a personalità della Chiesa e della politica: all'arcivescovo di Reggio Calabria, Vittorio Mondello; al responsabile dell cause dei santi per la diocesi di Milano, don Ennio Apeciti; al presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito; ai sindaci di Fiumara e Agrate Brianza, rispettivamente Stefano Repaci e Adriano Poletti, i paesi in cui Reitano nacque e visse.

Aveva un'agendina in cui «al termine di ogni giornata, prima di andare a letto, scriveva: "Gesù e Maria, confido in voi, grazie del vostro aiuto"» ha rivelato la moglie Patrizia in un'intervista a Papanews. «La sua Fede era reale, genuina, pura proprio come lui. Proprio grazie a questa Fede e al calore di noi familiari, ha affrontato la malattia in modo esemplare, senza lamentarsi mai e offrendo tutto ai piedi della Croce». Era un devoto di Padre Pio e San Francesco di Paola: anche per questo, ha raccontato la moglie che qualche anno fa si era pensato che proprio Mino potesse interpretare questo santo in una fiction.

«Quando pioveva prima o dopo una sua serata» ha raccontato sempre la moglie, «durante le caratteristiche feste patronali italiane, prendeva il violino, il suo primo amore musicale, e davanti a tutti - orchestrali, pubblico, autorità - suonava l'Ave Maria di Schubert per far smettere di piovere e poter riprendere così normalmente l'esibizione. Lui lo diceva apertamente: "Cari amici, ora pregherò la Madonna perché non cada più la pioggia". Le persone si guardavano incredule, ora questo racconto sembrerà assurdo anche a voi, ma Mino iniziava a suonare l'Ave Maria e, incredibilmente, smetteva di piovere. Non c'avrei creduto neanche io se non avessi assistito di persona a questi episodi».

In un'occasione raccontò di aver riacquistato la voce persa dopo aver pregato Giovanni XXIII a Sotto il Monte: «Il tempo di fare ritorno in Calabria e stavo di nuovo bene. I medici non seppero dare alcun tipo di spiegazione: fu qualcosa di praticamente istantaneo». E ancora: «Perdono tutti» disse nella sua ultima intervista, sempre a Papanews. «Non voglio lasciare nulla in sospeso con alcuno. Il cristianesimo è saper dimenticare, lasciarsi alle spalle rancori e risentimenti, abbandonarsi liberamente alla misericordia. Senza perdono la nostra fede sarebbe vuota. Io stesso chiedo perdono nel caso abbia danneggiato qualcuno, anche se, mi creda, nel limite delle mie possibilita', ho sempre cercato di aiutare e comprendere tutti. Se non ci sono riuscito, spero davvero vogliano scusarmi».

Ma basta avere tanta fede per diventare santi?La moglie ci spera, «ci terrei, anche se mi rendo conto che la strada da percorrere è lunghissima» ha detto a Dipiù, soprattutto perché «Mio marito ha fatto del bene a tanta gente, ma di miracoli veri e propri che io sappia non ne ha mai compiuti. Però di miracoloso Mino aveva la sua generosità: io, per esempio, sto scoprendo solo ora quanto bene abbia fatto fin da giovanissimo, spesso con azioni tenute segrete a tutti, fatte senza che neanche io ne venissi a conoscenza».

«Solo nel 2014 sapremo se la Chiesa ha accettato o rifiutato la nostra richiesta» dicono gli Amici della Calabria: intanto verebbe dichiarato servo di Dio, poi con il proseguire del processo di canonizzazione potrebbe diventare venerabile, e se ci fossero dei miracoli pure beato e santo. «Stiamo cercando di raccogliere quante più testimonianze possibili, in modo da descrivere al meglio la "fama di santità" di Reitano, sperando di scoprire se abbia già compiuto dei miracoli». (Libero News)

 

 

A Tokyo un sisma del 7° grado causerebbe solo 400 vittime, in Calabria 32 mila
Utilizzare le tecniche più avanzate può costare fino al 20 per cento in più
Così il Giappone ha vinto la sfida - "Acciaio elastico e cuscinetti antisismici"
Ma l'Onu ci bacchetta: siete in ritardo, eppure le leggi ci sono
da la Repubblica di ELENA DUSI

 UN TERREMOTO di grado 7, nell'Appennino meridionale provocherebbe tra i 5 e gli 11mila morti, in Giappone 50. Un sisma ancora più violento (intensità 7,5) in Calabria causerebbe tra le 15 e le 32mila vittime, appena 400 in una città densamente popolata come Tokyo.
A fare la stima dei possibili danni di un identico sisma in Italia o in Giappone è uno studio di Alessandro Martelli, che insegna "costruzioni in zona sismica" all'università di Ferrara, dirige la sezione "prevenzione rischi naturali" all'Enea ed è presidente dell'Associazione nazionale di ingegneria sismica. "In Giappone un terremoto come quello dell'Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale" dice. "E invece da noi l'applicazione della legge che impone criteri antisismici per gli edifici di nuova costruzione viene rimandata in continuazione".
Il "segreto" del Giappone (ma anche di California, Messico, Turchia, Nuova Zelanda) sta in tecnologie come i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l'altro degli edifici più a rischio.
"Non esiste terremoto in grado di far crollare un palazzo costruito adottando tutti i dispositivi dell'ingegneria antisismica" sottolinea Rui Pinho, che insegna meccanica strutturale all'università di Pavia ed è responsabile del settore rischio sismico all'European Centre for training and research in earthquake engineering. "Lo provano i casi di California e Giappone, dove sismi molto potenti provocano danni limitati".
In Italia un censimento degli edifici più o meno resistenti ai sismi esiste, ed è in mano tra gli altri alla Protezione Civile. Viene però classificato tra i "dati sensibili" e non è reso pubblico. "Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione" spiega Pinho. Secondo cui a subire i danni maggiori durante un sisma sono soprattutto gli edifici in muratura ("Solo il 10% dei palazzi che crollano sono di cemento armato") e l'80% delle strutture edilizie italiane è in grado di uscire indenne da un evento come quello abruzzese. "A crollare per una magnitudo 5 o 6 è lo 0,5% degli edifici" dice l'ingegnere di Pavia. "Una percentuale piccola, eppure l'evento è così disastroso da lasciare difficilmente sopravvissuti".
La "vulnerabilità" degli edifici dell'Aquila, in particolare dell'ospedale San Salvatore, non è passata inosservata nemmeno alle Nazioni Unite. Dopo che un sisma classificato come "di intensità moderata" ha distrutto parte dell'Abruzzo, l'agenzia dell'Onu per la prevenzione delle catastrofi ci ha ricordato il dovere di adottare di più i criteri antisismici. "Costruire un edificio nuovo nel rispetto delle norme antisismiche fa lievitare la fattura del 3-5 per cento. Risparmiare una cifra ridicola e non rispettare le norme di sicurezza è un gesto criminale" ha detto lunedì Pascal Peduzzi, consigliere scientifico dell'agenzia Onu basata a Ginevra "International Strategy for Disaster Reduction". Ieri gli ha fatto eco il direttore dell'Isdr, Salvano Briceno: "Gli ospedali avrebbero dovuto essere rafforzati meglio, riducendo la portata della catastrofe. Si tratta di edifici essenziali, che bisogna rafforzare in modo prioritario". Il San Salvatore "è stato costruito 15 anni fa, quando già si disponeva delle informazioni tecniche" per difendersi dalla violenza delle onde sismiche.  "L'Italia - secondo Pinho - ha una normativa e un livello della ricerca che sono all'avanguardia nel mondo. Il vero punto debole è l'applicazione delle leggi". Per iniziare a costruire le scuole con criteri anti-terremoto, in Italia, c'è voluta la tragedia di San Giuliano. "Quell'istituto, il primo in Italia, ora è stato ricostruito con un isolamento sismico alle fondamenta. Altre 15 scuole attualmente sono in costruzione con la stessa tecnica, di cui sei solo in Toscana" spiega Martelli.  Alle lungaggini della politica, in Italia si sovrappone una storia edilizia lunga e stratificata. "Abbiamo edifici di centinaia o migliaia di anni - sottolinea Giampaolo Cavinato, ricercatore dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr. "A volte si è ricostruito sulle rovine di edifici distrutti, e perfino capire come sono fatte le fondazioni diventa difficile". 08/04/2009

 

POLITICA

Il grido di allarme dopo una riunione dei procuratori
"Ormai molte sedi non sono in grado di funzionare"

Calabria, procure vuote
"Tra poco stop alle udienze"

di GIUSEPPE BALDESSARRO

TRA qualche settimana non saranno più in grado di garantire neppure le udienze. Per non parlare di indagini e inchieste destinate a fermarsi. La giustizia rischia la paralisi nell'intera regione. Niente più inchieste contro la 'ndrangheta in Calabria. Nulla contro la corruzione, men che meno contro i reati comuni.

Il grido dall'allarme ieri è stato lanciato dai 13 procuratori a conclusione di un vertice che si è tenuto a palazzo di Giustizia di Catanzaro. Una riunione nella quale a parlare sono stati i numeri. L'indice di scopertura delle procure calabresi sta per toccare il 40%, con punte dell'80% (a Palmi e Vibo Valentia) ed il 100% della Procura dei minorenni di Reggio Calabria.

Solo per fare qualche esempio a Palmi, nella piana di Gioia Tauro su un organico che prevede 10 magistrati resteranno in 2. A Vibo valentia 1 su 6. E a Locri 2 su 8. Ma non va meglio nelle altre procure dove le percentuali dei posti scoperti supera di molto il 50%. Procure di frontiera, in molti casi. Come quelle di Crotone o Paola. Uffici che già allo stato sono sommersi di lavoro e che a breve collasseranno.

I procuratori hanno auspicato che "l'emergenza possa essere fronteggiata con il ricorso alle incentivazioni previste dalla legge di cui sollecitano l'urgente attuazione" ed hanno chiesto che "governo e Parlamento adottino tutte le iniziative perché siano presto apportate le necessarie modifiche alla legge sull'ordinamento giudiziario in modo da consentire di nuovo, nel rispetto dei principi costituzionali, di rifornire di magistrati le procure".

La carenza di organico, dice il Procuratore di Catanzaro Vincenzo Lombardo che ha letto il documento conclusivo, "si è venuta a creare per effetto della recente legge che fa divieto di destinare alle Procure i giovani vincitori di concorso. Ne consegue che l'unica fonte di approvvigionamento delle Procure del Sud risulta del tutto inaridita".
I capi degli uffici hanno ribadito che molte sedi "non saranno in grado di funzionare, impedendo sia lo svolgimento delle indagini, sia l'esercizio dell'azione penale, sia la stessa celebrazione dei processi in un territorio caratterizzato da ogni forma di illegalità e dalla presenza della 'ndrangheta unanimemente riconosciuta come la più pericolosa e potente tra le organizzazioni criminali".

E' chiaro che gli incentivi a venire in Calabria devono essere adeguati. Non basta più quanto fatto fino ad oggi. Lo dicono le richieste: su 27 posti pubblicati per l'ultimo concorso, 25 sono senza aspiranti. I 2 soli posti che verranno coperti saranno attribuiti a magistrati già in servizio presso altri uffici calabresi.
In più c'è da dire che dalla regione andranno via in 15, con l'effetto che da 27 scoperture si salirà a 42. In Calabria la giustizia si fermerà. Dicono i procuratori: "Nessuno vuole fare il pm nella regione. E nessuno è sufficientemente incentivato a venire a farlo"
6/04/2009

 

Attività fisica per prevenire il rischio di infarto

Un'attività fisica sana, regolare e senza sforzi aumenta il colesterolo buono (HDL), diminuisce quello cattivo (LDL), abbassa la pressione arteriosa e i livelli di glicemia ma, soprattutto, riduce il rischio di aritmie minacciose e di morti improvvise. Lo sport praticato senza continuità e interrotto bruscamente può essere dannoso, meglio farlo con gradualità e costanza. Secondo recenti studi statunitensi, l'esercizio fisico ridurrebbe del 25% i rischi di mortalità da infarto.

Infatti, la probabilità di un primo attacco cardiaco risulta raddoppiato nelle persone sedentarie di sesso maschile rispetto a coloro che praticano sport. Gli esercizi anti-infarto sono: nuoto, tennis, footing possibilmente all'aperto e, comunque, mai meno di quattro volte a settimana per 40 minuti a seduta. Sì allo sport, quindi, anche se gli esperti sconsigliano di praticarlo quando fa caldo o troppo freddo o dopo aver mangiato abbondantemente.

Nel caso in cui il paziente sia stato sottoposto a intervento chirurgico c'è la ginnastica “calistenica”, che consiste in una serie di esercizi dolci da far eseguire dopo la seconda settimana dall'infarto e dopo la terza dall'operazione, in modo da evitare un secondo infarto ed un peggioramento della malattia ischemica di fondo.

E' notizia di questi giorni che in dieci anni la sindrome coronaria acuta responsabile degli attacchi è scesa dal 10 al 5%. Ogni anno in Italia sono vittime di malattie cardiovascolari 242mila persone. Di queste, il 30 per cento, cioè 73mila, sono dovute all'infarto del miocardio: 187 decessi ogni 100mila abitanti. Nel Bel Paese i pazienti affetti da cardiopatia ischemica, l'anticamera della sindrome coronaria acuta, sono un milione e 500mila. Un dato finale: gli uomini nell'età compresa tra i 50 e i 70 anni sono a maggiore rischio infarto rispetto alle donne, soprattutto nei paesi nordici dove è più alto il consumo di grassi animali.

 

Acqua nelle scuole: si combatte così l’obesità tra i giovanissimi

03/04/2009

Distributori di ottima acqua potabile nelle scuole invece che self service di bibite gasate ed effervescenti. Potrebbe essere questa una delle efficaci soluzioni per contrastare il dilagante fenomeno dell’obesità infantile? Lo ipotizza uno studio tedesco pubblicato nei giorni scorsi su Pediatrics.

Lo studio condotto da Rebecca Muckelbauer, dell’Istituto di Ricerche Cliniche sulla Nutrizione di Dortmund, ha visto coinvolti quasi tremila ragazzi di 32 scuole di secondo e terzo grado.

17 scuole si erano dotate di fontane con filtri e gli studenti ricevevano bottigline che potevano essere riempite autonomamente alla fontana e portate nelle aule; in queste scuole gli insegnanti avevano anche tenuto lezioni sull’importanza del bere acqua.

Dopo un anno i ricercatori hanno concluso che non si registravano differenze sostanziali nell’indice di massa corporea tra i bambini delle scuole attive e in quelli che frequentavano le scuole di controllo, ma i ragazzini che frequentavano le scuole dove era stato promosso il consumo di acqua erano meno inclini del 33% a diventare obesi.

La studiosa tedesca ha spiegato che l’idratazione in generale stimola il metabolismo

La pillola anticoncezionale potrebbe aumentare il rischio di asma

Potrebbe esserci un aumento del rischio di asma per le donne che assumono contraccettivi orali.

E’ quanto hanno concluso i ricercatori norvegesi dell’Ospedale Universitario di Haukeland a Bergen dopo che hanno chiesto, tra il 1999 e il 2001, a migliaia di donne che tipo di metodi contraccettivi usassero e che allergie avessero. Le donne erano abitanti della Danimarca, Estonia, Irlanda, Norvegia e Svezia e avevano tra i 25 e i 44 anni.

4728 partecipanti hanno dichiarato di non usare contraccettivi orali, 961 invece sì. I ricercatori hanno, così, potuto osservare che anche tenendo conto di altri fattori di rischio asma le donne che utilizzavano la pillola avevano un 42% di rischio medio in più di soffrire di asma.

Questa percentuale saliva al 45% per le donne normopeso, ma poteva raggiungere il 69% per quelle troppo magre e il 91% per quelle sovrappeso.

Ferenc Macsali, a capo dell’equipe di ricerca, ha spiegato che questi dati vanno valutati con attenzione e con la necessaria cautela: “non vuol dire che le donne non devono più prendere la pillola, ma solo che le donne che già soffrono di asma dovrebbero valutare insieme al loro medico di fiducia l’opportunità di assumere la pillola”, ha spiegato il ricercatore sulle pagine del Journal of Allergy and Clinical Immunology. 03/04/2009

 

Insonnia: così si ingrassa

 

Diversi studi hanno rilevato una relazione tra la mancanza di sonno, l'obesità, il diabete e malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca ha ora individuato il perchè.

L'osservazione su 38 uomini - 24 sani e 14 sofferenti di insonnia cronica - ha rilevato che i soggetti insonni avevano livelli notturni il 30 per cento più bassi dell'ormone grelina, responsabile del controllo della fame.

"Abbiamo cominciato a capire come gli ormoni specificamente connessi con il metabolismo e l'appetito siano influenzati dalla mancanza di sonno", ha detto il coordinatore della ricerca Sarosh J. Motivala della University of California Los Angeles, in una commento pubblicato dalla rivista Psychoneuroendocrinology'.

"Il nostro studio suggerisce che un'alterata regolazione ormonale determina sul lungo termine l'aumento di peso nelle persone che dormono troppo poco".

Lo studio si è concentrato sulle fluttuazioni negli ormoni leptina e grelina. La leptina, che aiuta a regolare il peso corporeo, è prodotta dalle cellule grasse: livelli troppo bassi di questo ormone fanno aumentare l'appetito, mentre livelli più alti innescano il senso di sazietà e aiutano a bruciare calorie. La grelina è prodotta dallo stomaco per aumentare l'appetito.

 

 

 Funzioni dei  boschi                             

Abete Bianco
Abete Rosso
Cedro dell'Atlante
Abete  Douglas
Pino Domestico
Pino Marittimo

Arssa Afor

Puliamo la Calabria
Consulenze Afor
Documento Unitario
Rinnovo economico CCNL
Finanaziaria 2009
Infortunio in itinere
La natura foto      
A.I.B
Compiti del capo cantiere
Mobbing
Mezzogiorno
Recupero dei boschi percorsi dal fuoco
Why Not 20 dic 2008
Spesa in aumento per i forestali         
Lettere al quotidiano 
Pirillo;situazione difficile
Giù le mani dai forestali                     
Biomassa                     
Primo soccorso                       
Aziende agricole: Rivalutazione TFR al Fondo di Tesoreria
Sindacato Fenalf-Cub
Costituzione Italiana