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"Annahuel" intervistato da E. Biagi: Biografia di Elio Biagi.

Durante il pranzo di cui ho parlato in precedenza il buon Biagi raccontò con dovizia di particolari fatti e fatterelli della sua lunga e insospettabilmente movimentata esistenza. Non potevo (nello spirito di servizio ed informazione che caratterizza la mia opera e "PIPPAM" in primis), non divulgare una breve, ma spero esauriente biografia di Elio, fratello gemello minore di Enzo Biagi...

L' INFANZIA E L' ANTEGUERRA.
Elio, in quanto fratello gemello minore (preciso questo particolare nel caso Emilio Fede legga queste pagine...) è nato dagli stessi genitori e lo stesso giorno del noto Enzo, solo una decina di minuti dopo. E, lo ammette con una punta di rammarico, da 80 anni quei 10 minuti lo perseguitano. Già alla nascita era più piccolo del fratello: leggero, leggero...leggerissimo; il padre che si dilettava di chimica lo chiamò sulle prime "Geno", diminutivo di Idrogeno (che è il massimo della leggerezza). Ma la madre, robusta e assennata matrona appenninica lo dissuase, si ripiegò quindi su Elio, che suonava simile al fratello "maggiore" ed è ugualmente leggero e per giunta anche non infiammabile.
I virgulti crescevano sani e robusti, corroborati in ciò dalla scienza culinaria emiliana della genitrice, ma ben presto dimostrarono entrambi una insospettabile vocazione non per la vita agreste, ma per la nobile arte dello scrivere. Impiastravano ogni dove utilizzando tocchi di carbonella a mò di gessetti (erano tempi duri, ponghi, pennarelli lavabili e confezioni di pastelli da 24 in astuccio Pokemon erano ancora lontani). Ma già allora gli scarabocchi di Enzo avevano maggior considerazione di quelli di Elio, forse perchè il primo li faceva sul muro di cinta scrostato e il secondo sulle pareti domestiche imbiancate due giorni prima...
Sperimentavano anche quella che sarebbe divenuta la specialità di casa: la "scienza" dell' intervista. Anche in questo caso Enzo (forte dei famosi 10 minuti di anticipo) surclassava il minore e intervistava vacche e somari (per la verità lo fà tuttora...) e a Elio rimanevano solo le galline. All' asilo i due fratelli misero in piedi un primo tentativo di quotidiano denominato "Pannolino del Mattino". Elio mi raccontò non senza fine arguzia che era "...come il foglio di Ferrara: pieno di M...a". Da notare che Enzino era il direttore e caporedattore e il Biagi nr.2 il "vice". Ulteriori sviluppi alle elementari con "Il resto del Panino" edito durante la ricreazione, ma sempre con la futura "Grande Firma" che si cuccava il prosciutto, ad Elio toccava appunto il resto... La situazione, come le case abrogate dalla signora Merlin era al limite della tolleranza, ma una circostanza apparentemente sfortunata: un' epidemia di "mucca pirla" (variante della mucca pazza di moda oggi e che colpisce solo la razza bruno-prealpina) azzerò la stalla di Biagi padre e anche le sue finanze.
Apparentemente sfortunata dicevo, infatti non potendo garantire un decoroso mantenimento e adeguati studi ad entrambi i gemelli, Biagi Senior affidò provvisoriamente ad un cognato reggiano il piccolo Elio e tenendosi ben stretto il fratello gemello maggiore, anzi mandandolo a prezzo di inenarrabili sacrifici in quel di Bologna (città nota come la "Dotta" perlomeno prima dell' arrivo di Alberto Tomba...) a proseguire gli studi. Lontano dall' amato, ma ingombrante fratellone il nostro trascorse anni sereni, maturando un immenso amore per la campagna emiliana e i suoi succulenti prodotti, continuando comunque, nonostante studi a scartamento ridotto, a celare nell' animo il fuoco sacro della letteratura e del' informazione. Purtroppo questi brevi anni felici cessarono, come per molta altra italica gioventù quando i sciagurati destini batterono sui cieli della nostra patria ("P" maiuscola o minuscola? E' praticamente una scelta di campo...).
bandiera part(m)igianaBandiera della guerra parmigiana...
Elio Biagi fù richiamato alle armi di lì a poco e assegnato ad un corpo speciale sperimentale e super-segreto: I Sommozzatori Ciclisti. In breve, data la nota scarsità di risorse, la Regia Marina aveva pensato di affiancare agli incursori della X-Mas (non è Natale in inglese, ma la decima Mas), quella per intenderci con i famosi "maiali" (siluri a lenta corsa o S.L.C.) un analogo gruppo che si differenziava (e qui stà il genio italico e fascista...) per la propulsione dei S.L.C., invece di pesanti e inaffidabili batterie dei bei pedali. Furono arruolati anche Coppi e Bartali (i "maiali" versione pedalabile erano tandem), ma non ci fù verso di metterli insieme. Comunque l' 8 settembre pose fine agli esperimenti con i maiali a pedali che non videro mai l' azione (meno male, direi). Biagi, che aveva mansioni di addetto alla mensa fuggì da La Spezia, sede dei Sommozzatori Ciclisti e dopo una perigliosa attraversata dell' Appennino tornò a Reggio, poi all' arrivo delle truppe tedesche si diede alla macchia, ma di Elio partigiano parleremo diffusamente in seguito...Continua

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