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S.M. di Castello, fianco nord presso angolo con facciataRepertori architettonici: archetti ciechi, monofore, lesene: |
Elemento individuatore della loro presenza è il tipico taglio della pietra in grossi conci che per tutto il XII secolo segna la caratteristica principale dell'architettura locale, che viene così a trasferire in questo materiale - a Genova è la pietra di Promontorio ed altrove si prediligono le arenarie più forti - il tipico repertorio del Romanico, fatto di archetti ciechi, lesene, etc.. Dove invece mantengono la loro abilità nella carpenteria è nelle coperture, che tolta la parte presbiteriale sono sempre per le chiese a capriate e soffittatura in pannelli.
Bibliografia, romanico genovese:
Ubaldo Formentini, L’arte romanica genovese ed i Magistri Antelami, in Storia di Genova dalle origini al tempo nostro, Milano 1942, vol. III, pp. 275-313
E. Poleggi, Santa Maria di Castello e il Romanico a Genova, Genova 1973
Gian Piero Bognetti, I capitoli 144-145 di Rotari ed il rapporto tra Como ed i Magistri Commacini, in Scritti di Storia dell’arte in onore di MarioSalmi, Roma 1961, pp. 155-57
Anna Dagnino, Scultura e architettura, in La scultura a Genova e in Liguria, I, Genova 1988