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| Punto
di partenza |
Rifugio
Demetz (2681 m) alla Forcella del Sassolungo,
raggiungibile dal Passo Sella (2174 m) in due modi:
- con la cabinovia in partenza dal passo;
- attraverso il sentiero 525
che ne segue più o meno fedelmente il percorso in h
1,15 (sconsigliato).
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| Descrizione |
Dalla Forcella
del Sassolungo si gode già di una splendida vista: la terrazza del
rifugio è infatti affacciata sui bellissimi prati del Passo Sella,
in vista del Gruppo di Sella e del Ghiacciaio della Marmolada.
Direttamente sulla forcella incombono le precipiti pareti dello Spallone
del Sassolungo (3069 m, a Nord Est) e della Punta delle Cinque Dita
(2996 m, a Sud Ovest). Sul versante opposto, sprofonda il ripido e
detritico Vallone del Sassolungo, oltre la cui apertura appaiono i
distensivi prati dell'Alpe di Siusi. Dal Rifugio Demetz si
prende quindi il sentiero 525
che inizia a discendere il Vallone del Sassolungo, con bella veduta
iniziale delle verticali pareti del Campanile di Venere (2987 m, a
destra); la discesa è facile ma da affrontare con attenzione a causa
della possibile presenza di tratti ghiacciati, specie al mattino, in
quanto le altissime pareti che rinserrano il vallone impediscono al sole
di penetrarvi per gran parte della giornata. Volgendo lo sguardo alle
spalle, impressionano le selvagge pareti, solcate da ripidissimi canali
ghiacciati, della Punta delle Cinque Dita (2996 m), della
Punta
Grohmann (o Sasso Levante, 3126 m) e della Torre Innerkofler
(o Punta Pian de Sass, 3098 m). Continuando a calarsi per ripidi
sfasciumi, si tocca una conca detritica con grandi massi, da cui appare,
alla base dello sperone discendente dalla Cima d'Antersass (2825
m), la sagoma del Rifugio
Vicenza, che si raggiunge con breve pianeggiante traversata
(2252 m, h 0,45). Dal rifugio appare
alla vista il Vallone del Sassopiatto, di cui l'omonimo massiccio
costituisce l'imponente sponda destra. Una traccia sale sul terrapieno
alle spalle del rifugio ed inizia a risalire il vallone, con salita sempre
più ripida e faticosa a causa dei fini detriti, fino alla conca
superiore, ormai in vista dei pendii ghiacciati che portano alle forcelle del
Dente, Orientale ed Occidentale del Sassopiatto; qui il
sentiero piega a destra e, con una serie di tornanti, risale un ghiaione e
raggiunge la base delle rocce del Sassopiatto, dov'è il punto di
attacco del Sentiero Attrezzato Oscar Schuster (h
1,40). Si risale una rampa rocciosa che immette in un canalino
che si deve risalire attraverso buone roccette, fino ad uno stretto
intaglio; si traversa un pendio detritico e si continua la salita
attraverso gradini e roccette facili, anche se le corde metalliche non
sono molto abbondanti (attenzione). Dopo circa h
1 di salita, si tocca la bella Forcella delle Torri
(2730 m), aperta tra le Torri del Sassopiatto ed il corpo vero e
proprio della montagna: attenzione al versante opposto, in cui si inabissa
un impressionante canalone ghiacciato verso i prati dell'Alpe di Siusi.
Dalla forcella, traversando nuovamente verso destra (attenzione, esposto!)
si arriva alla base di un camino di tre metri, punto tecnicamente più
impegnativo dell'ascensione (ma il passo è breve, e la corda metallica
aiuta), oltre il quale si raggiunge l'imbocco di un'ampia gola rocciosa
che si insinua nella zona superiore della parete e sbuca ad un colletto
immediatamente a destra della Cima di Mezzo del Sassopiatto (2955
m, h 3,40), dove sorge una croce
metallica. Meravigliosa vista a 360 gradi su buona parte delle Dolomiti:
sul versante da cui si è saliti, domina la grande paretona del Sassolungo
(3181 m), con le fronteggianti cime della Torre Innerkofler e del Dente
del Sassolungo (3001 m). Sul versante opposto, alla base dell'uniforme
pendio detritico che forma il versante occidentale del Sassopiatto
(da cui il nome) spicca il Rifugio Sassopiatto, alle cui spalle
emerge il Gruppo del Catinaccio; più a destra, si staglia
l'inconfondibile sagoma dello Sciliar che si erge dai prati
di Siusi. Verso Nord si distende la Val
Gardena, con il Gruppo del Puèz, mentre a Sud, dietro alla Cima
Sud Est del Sassopiatto (2964 m) ed oltre la Val di Fassa,
spicca la Marmolada. In lontananza, si riescono ad individuare le Pale
di San Martino e i Lagorai. Dalla cima si scende ora per
quell'evidente traccia che si abbassa sul versante occidentale, attraverso
ripidi pendii detritici, fino alla base di un dosso erboso che precede il Rifugio
Sassopiatto (h 1 dalla
cima, da cui è visibile l'intero pendio
appena disceso); di qui si può raggiungere il
rifugio, oppure deviare a sinistra
per una verde valletta che consente di incrociare il sentiero 4
("Federico Augusto") già oltre il rifugio. Seguendo
questo sentiero verso sinistra, si costeggiano alla base le gigantesche
pareti meridionali del Gruppo del Sassolungo (Sassopiatto, Dente,
Torre Innerkofler, Punta Grohmann, Punta delle Cinque
Dita), procedendo in saliscendi ed incontrando in successione il Rifugio
Pertini, il Rifugio
Federico Augusto (sulla Forcella Rodella, unica salita
degna di nota del percorso) e, ormai in vista del Passo Sella, il Rifugio
Salèi. Dal rifugio, una stradetta sterrata aperta agli
autoveicoli conduce in piano sulla strada del Passo Sella (versante
gardenese), poco a monte del parcheggio della cabinovia da cui si è
partiti (h 2 dal Rifugio
Sassopiatto). |
| Tempo totale |
h
6,30 - 7 |
| Difficoltà |
EA
(il Sentiero Schuster è attrezzato in maniera appena sufficiente) |
| Dislivello |
circa
800 m |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
'97 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: metà luglio - metà settembre
Itinerario grandioso, in ambiente severo e
quasi alpinistico; panorami mozzafiato durante l'ascesa e dalla cima. Le
attrezzature sono scarse, per cui è necessaria una grande attenzione (ed
anche una certa esperienza). Attenzione in caso di presenza di ghiaccio
(in questo caso, ramponi e piccozza).Ultimamente, mi sono giunte voci di
un presunto smantellamento della ferrata (e sarebbe un peccato!): è bene
comunque informarsi preventivamente.
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