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Il
Jazz (jass, jazz, nome slang di origine incerta speso associato ad espressioni
volgari a sfondo sessuale) nacque nei primi anni del ‘900 a New Orleans, città degli U.S.A.
del Delta del Mississipi un tempo francese, fu venduta da Napoleone nel 1802 con
tutti i territori della Louisiana agli stati americani, era il più importante mercato di schiavi. La
musica veniva suonata da piccoli complessi di 5/8 strumentisti di colore che a
orecchio imitavano le fanfare dei creoli (i nati da unioni miste tra negri e
francesi/spagnoli)
e dei bianchi che suonavano le musiche di Philips Sousa: marce militari,
polke,
quadriglie ecc. La brass-band (cornetta e/o tromba, clarinetto e trombone per le
melodie, banjo, chitarra e tuba o contrabbasso per la sezione ritmica e armonica
più le percussioni, grancassa, rullante, tom e piatti) si trasformava a seconda del tipo di ingaggio che riusciva ad
ottenere: accompagnava funerali, matrimoni, feste e parate per le elezioni ma
suonava anche nei locali di Storyville: il quartiere malfamato di New Orleans.
Suonavano ad orecchio, non sapevano leggere la musica e imparavano ad usare gli
strumenti senza una vera guida, questi elementi portarono le band a
suonare il repertorio che gli afroamericani si erano costruiti: il blues e il ragtime. Il blues è costituito da un tema di 4 o 8
battute sostenuto da semplici accordi che si alterna all’improvvisazione. Lo
schema era adatto alla band di Buddy Bolden che fu l’artefice, nel 1905, di
questo stile denominato hot-jazz o di New Orleans. La massima libertà
espressiva lasciata all’esecutore diventerà la matrice di tutta la musica
jazz. Purtroppo non esistono registrazioni di quel periodo e si dovrà attendere
il 1945 per ascoltare qualche esempio riproposto dalle ricostituite brass-band.
Negli
anni seguenti, a Chicago, saranno Kid Ory, King Oliver, Louis Armstrong... a fissare lo stile di New
Orleans attraverso diverse registrazioni.
Il
jazz è sicuramente una forma d’arte che si esprime attraverso l’esibizione
esclusiva dell’interprete del brano musicale. Esclusiva perché, pur seguendo
uno schema anche rigorosamente definito, lascia ampio spazio non solo
all’interpretazione ma soprattutto all’invenzione, all’assolo che diventa
caratteristica unica di quell’artista. In questo contesto le registrazioni in
studio o dal vivo acquistano un valore storico che supera il concetto
d’interpretazione (classica) per approdare all’originalità dell’evento.

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