Paolo E. Landi


 
Giancarlo Caselli
Adriano Sofri
Adolfo Pérez Esquivel, premio nobel per la pace 1980
Kukes, il diario di chi ha perso tutto 
José Saramago
REPORTAGE: la guerra nelle Molucche
REPORTAGE: La nuova Russia di Putin

 


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"There's  magic in  the web of it".   Shakespeare,  Othello

Dove va la nuova Russia di Putin?
Sullo sfondo di un’altra sporca guerra in Cecenia, sta nascendo una nuova dittatura? A Mosca si dice: la Russia non si capisce, ci si può solo credere.

Quando il plebiscito popolare ha portato il giovanissimo ex agente del KGB al vertice del Kremlino, il suo programma di governo era un mistero.  Nel giro di pochi mesi il delfino di Elzin s’era fatto conoscere per la determinazione con cui ha affrontato il problema Cecenia: ‘Andremo a  cercarli anche nei cessi’, la sua parola d’ordine. Ed è scoccata la scintilla dell’amore col suo popolo. Il paradosso di una giovane democrazia. Si è dato fiducia a un uomo le cui opinioni in campo politico ed economico non erano esplicite. Il  sostegno occidentale non è mancato. Gli investitori europei hanno bisogno di stabilità. 
Dimitrj Esimovich Furman  è uno storico accreditato: Non è qualcosa di nuovo. Continua tutto allo  stesso modo, solo con più potere al presidente.  La sua  idea è quella di costruire un sistema totalitario. Juri Levada è invece il patriarca dei sociologi ex sovietici: Sì, c’è un pericolo che si ritorni indietro a una dittatura, alla censura, alla chiusura dei rapporti con  l’estero. I segnali ci sono. Ma riportare l’ordine con i militari e con i poliziotti non porta a nulla di buono 
La debolezza di Elzin alla Duma  lo aveva costretto a poggiare il suo potere sugli 89  governatori regionali che si comportano ancora come dei veri Zar. Il governo locale è in mano loro.  A Saratov, sul Volga,  a solo 1000 km da Mosca. Aiazkov è al potere da 5 anni.  Prima di me c’era il caos. 5 anni fa abbiamo firmato un patto sociale  tra tutti i partiti. 1500 firme.  Il 9 maggio in Russia si celebra la vittoria sul Nazismo. Quest’anno il governatore ha organizzato una parata storica  senza precedenti  I tre elementi su cui si costruisce la Russia sono : Storia, memoria e fede, questa è la nostra identità.  Storia, memoria, fede: uno slogan che riassume bene il bisogno del popolo russo di ritrovare le proprie radici.
A Mosca, la festa della Slavità, il giorno di S. Cirillo e Metodio, i due fratelli che formularono l’alfabeto slavo, il patriarca di tutte le Russie, Alessio, celebra l’orgoglio degli slavi. Ma secondo dati aggiornati al 99,  solo il 50%  dei cittadini russi è credente. La stragrande maggioranza è ortodosso, mentre il 3% è musulmano, protestante o cattolico. Non c’è stato negli ultimi 10 anni, lo sperato ritorno alla fede. Se si vede la vita reale le chiese non hanno un gran ruolo. solo 2, 3% dei credenti va in chiesa una volta al mese, 15% una volta l’anno, gli altri quasi mai. E questo indipendentemente dal fatto che si costruiscono chiese.
La Chiesa Ortodossa russa ha riottenuto le chiese statalizzate, ne ha costruite di nuove sul modello delle antiche. Il Patriarcato di Mosca era stato trasformato in un riformatorio. Incontro  l’archimandrita Mark, un giovane della nuova leva.  La Russia come stato,  il popolo russo come nazione sono stati fondati grazie alle idee ortodosse,  grazie al cristianesimo, grazie all’ortodossia. Se parliamo del futuro della Russia  senza dubbio in esso ci dovranno essere sia la tradizione di liberale e le istituzioni previste per una normale società civile occidentale. Ma in essa deve comparire anche la grande idea della spiritualità, che sono state legate alla Russia, alla chiesa russa, al popolo russo. E questo  ha una ricaduta nella vita di ogni giorno. Ognuno sa che se nella persone c’è slancio spirituale, se nel suo cuore c’è  autocontrollo,  allora sarà una persona a normale, che si comporta bene in  famiglia , lavoratore onesto .
Nasce una nuova nazione, nasce un nuovo popolo. Ma che vuol dire essere Russo? Dopo la dissoluzione dell’URSS, non siamo più i cittadini di una potenza mondiale, e nemmeno gli eroi dello spazio.  Chi siamo? Si chiedono i 147 milioni di Russi?
Il monumento alla vittoria di Mosca, un parco costruito nel 95, voluto da zar Boris.  Si trova in fondo alla Kutuzovsky prospekt, l’unica strada a grande scorrimento di Mosca che non ha semafori. 
Un’indagine ha rilevato che  quando si chiede in cosa si identifica la Russia  gli intervistati  rispondono: la vittoria della guerra mondiale e la letteratura del 19 secolo. E basta.
Da Mosca a S. Pietroburgo, la città russa più europea sin dalla sua fondazione, nel 1703. Pietro il Grande,  zar coraggioso e geniale costruì qui la prima flotta russa. Strappando la terra agli Svedesi ne fece la Venezia del Nord e la capitale dell’Impero.  Dal 91 ha ritrovato il suo antico nome S. Pietroburgo, dopo essere stata rinominata più volte: Pietrogrado, Leningrado. L’assedio  nazista durò ben 900 giorni. In città vivevano alcuni tedeschi di fede luterana. Georg Kretshmar Arcivescovo luterano Noi eravamo parte della identità russa. Poi, all’inizio della I guerra mondiale, la situazione è cambiata, quando il nome della città è stato cambiato da Sankt Petersburg a Pietrogrado e poi Leningrado.  Una parte della storia russa è stata cancellata.  Oggi le nostre comunità, i membri delle nostre comunità,  sentono  l’eredità dei tempi delle persecuzioni non tanto come credenti cristiani, ma le due cose sono connesse, quanto come discendenti di tedeschi.
 Questa è stata la chiesa luterana più grande, la più importante dell’impero russo per molti decenni. Durante l’epoca di Kruchiov è stata trasformata prima in un magazzino di ortaggi e poi in una piscina per gli ufficiali di marina.
L’economia Russa va molto meglio, le circostanze internazionali sono estremamente favorevoli. Dopo la svalutazione del rublo nel 98 e l’aumento del prezzo del greggio (di cui la Russia è grande esportatore) Il PIL cresciuto del 7.9%, l’industria ha aumentato la produzione dell’11.9%.  I nuovi Russi possono scorazzare per i canali di S. Pietroburgo, mentre dipendenti dello stato, e pensionati fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena.
Qualche esempio: un professore di scuola guadagna 56.000 lire  al mese, un attore teatrale al massimo grado di carriera 140.000. Un pensionato riceve  400 rubli mensili. Con la sua pensione potrebbe comprarsi 4 chili di carne, due chili di storione, o 50 litri di benzina. E poi basta.
Non è quindi strano che in questo mercato Moscovita alle 10 del mattino ci siano così pochi clienti.  C’è tutto, tranne il denaro per comprarlo. In compenso pullulano i guardaspalle dei mafiosi che ci fermano per ben 3 volte mentre riprendiamo.La disparità tra ricchi e poveri è aumentata. Come si può sopravvivere? Molti hanno un piccolo appezzamento di terra che coltivano e mettono sotto sale le verdure per l’inverno. Quasi nessuno paga le tasse, le case comunali sono a prezzo irrisorio. 
Putin è andato al potere con la benedizione della cosiddetta Famiglia, il gruppo di potere economico che stava dietro Elzin e degli oligarchi che hanno costruito la loro fortuna con la speculazione sui finanziamenti esteri e la privatizzazione delle proprietà statali. Un esempio:  Secondo fonti giornalistiche accreditate Ciubais nel 1994, acquistò la Moswa-Nafta, una rete di distribuzione petrolifera in Finlandia, di proprietà dello stato, per 2000 dollari, pagando ogni distributore di benzina in Finlandia meno di 7 dollari, 15.000 lire. Ecco l’analisi di Juri Levada: Al momento la squadra di Putin e Putin stesso ha dichiarato che intendono sostenere i principi dell’economia liberale,  e anzi, di essere più liberali di quanto non siano stati finora.  Come realizzeranno questo progetto, per ora non è chiaro, perché il programma di governo non è stato mai formalizzato.  Ma c’è chi pensa che ci potrà essere una buona politica economica liberale in uno stato non liberale.
La battaglia politica è  battaglia sull’informazione.  L’unico network privato nazionale NTV è di proprietà di  Gussinsky, un ex tassinaro. E’ stata messa sotto inchiesta. La colpa: non aver sostenuto Putin durante la campagna  presidenziale.  È’ in corso un processo di intimidazione nei confronti dei giornali che si oppongono al presidente.  Non solo il corrispondente del Corriere della Sera è stato dichiarato non gradito al Kremlino ma attentati a danni di giornalisti si ripetono con molta frequenza. All’appuntamento Dmitri Muratov, direttore della Novaia Gazeta, 750.000 copie è teso come una corda di violino. Uno dei suoi colleghi è stato appena accoltellato: proprio un’ora fa c’è stato un attentato contro uno dei dirigenti del fondo Eurasia che pubblica un grande sito Internet sulla situazione dei regimi dell’Asia centrale, il nostro compagno e giornalista, Igor Pogorevskj. E’ uscito dalla porta di entrata per andare alla  macchina di servizio, come si è seduto sulla macchina  è gli hanno dato una coltellata alle spalle. L’hanno portato in una clinica e adesso è in corso  l’operazione.Cosa vuol dire?  come capite questo segnale?
Questa persona si occupa di informazione, non di business, l’attentato ha senza dubbio a che vedere con la sua attività professionale. L’hanno seguito fino all’entrata. Questa coltellata, per quello che vedo, non è stata inferta solo alle spalle di Pogorevskj, è un attentato alla libertà  informazione.  Come vede il futuro vostro e dell’informazione? Non mi piacciono le previsioni fosche. Mi sembra che grazie a quello che abbiamo vissuto in questi ultimi 10/15 anni, che è cominciato con Gorbaciov, e grazie a Gorbaciov che è stato il primo, la società è cambiata. Non si può  più vivere con un solo giornale la Pravda, anche se questa non è più una Pravda capitalistica e non comunista. Questa società non vuole difendere né  giornali né  giornalisti, ne’ le Tv, ne’ i banchieri che  li finanziano, no. La società vuole difendere se stessa, il suo diritto di ricevere informazioni da diverse fonti e diversi giornali. Questa è la mia speranza. 
C’è bisogno di ordine nella Russia di Oggi, un freno alle tendenze centrifughe dei governatori, un alt alla corruzione nella pubblica amministrazione, uno stop al dilagare della prostituzione della violenza, della mafia. Ordine è la parola. E Putin è il suo profeta. C’è grande ottimismo tra la gente, l’energico e giovane presidente ce la farà. Nasce un regime forte, ma non si sa quale sbocco avrà.

 

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