Il mio paese   -   La mia comunità



Domenica 30/6/2019

XIII TO

Colore liturgico

Verde

Liturgia delle Ore:

I Sett


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Risposta viva alla chiamata di Dio

La nostra vita acquista significato quando è innanzi tutto risposta viva alla chiamata di Dio. Ma come riconoscere una tale chiamata e scoprire ciò che Dio si aspetta da noi? Dio si aspetta che siamo un riflesso della sua presenza, portatori di una speranza del Vangelo. Chi risponde a questa chiamata non ignora le proprie fragilità, così custodisce nel suo cuore queste parole di Cristo: "Non temere, continua a fidarti!".

(Frère Roger)


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Vocazione

Una voce misteriosa, flebile, un giorno si sentì: "Vieni e seguimi".
Era una voce indistinta, ma dolcissima, suadente, melodiosa.
"Ho bisogno di te, vieni: le mie mani sono inchiodate alla croce, non riesco a benedire e a perdonare. I miei piedi sono distrutti dai chiodi non riesco ad andare incontro ai miei figli; ho bisogno delle tue mani e dei tuoi piedi.
Il mio amore vuole inondare di dolcezza il cuore e il corpo dei salvati; ho bisogno del tuo amore e delle tue labbra per scendere ancora sulla terra.
Voglio dire ancora molte cose ai miei amici, prestami le tue parole, donami la tua intelligenza, perché sono ancora tanti i tesori che devo svelare loro. Ho bisogno di te, io il Creatore e il Signore!".
"Signore, sono povero e insignificante, sono peccatore e incoerente; non so parlare, e non so amare; che cosa te ne fai tu di me?".
"Non aver paura, non sei tu che devi amare, sono io che amo per te, che parlo attraverso te, che perdono, che scendo, che salvo, tu prestami solo il tuo cuore, il tuo mondo, al resto penserò io".

(Antonio Scardella)


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Tu hai chiamato

Tu hai chiamato, hai gridato, e hai superato la mia sordità. Tu hai sfolgorato, e hai aperto i miei occhi. Tu hai sparso i profumi, li ho respirati son corso dietro a te!

Io ti ho gustato, e ho fame e sete di te. Tu mi hai toccato, e io brucio dal desiderio della tua pace. Quando sarò più vicino a te, la mia sofferenza sarà finita.

O Signore, abbi pietà di me, non nascondo le mie ferite; tu sei il medico e io l'infermo. Tu sei misericordioso, e io tanto povero.

Donami ciò che tu comandi, e poi comanda ciò che tu vuoi.


(S. Agostino)

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  • Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, 
  • è adatto per il regno di Dio». 
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MEDITAZIONE BREVE


"Si avvicina il momento in cui Gesù sarà "tolto dal mondo". Il termine usato dall'evangelista significa letteralmente "assunto". Non dobbiamo pensare che si tratti di un semplice eufemismo per dire che presto la morte priverà i discepoli della sua presenza. Le ultime tappe del destino del Cristo formano un tutto unico. La crocifissione, la risurrezione e l'ascensione costituiscono un'"assunzione" di cui il nuovo testamento prevede costantemente il termine glorioso: l'innalzamento del Signore nella gloria. In che modo questo cammino potrà diventare anche il nostro? Tre casi di vocazione mettono in luce ciò che è richiesto a chi vuol seguire Gesù fino in fondo. Le rotture indicate dalla pagina evangelica non esprimono disprezzo né fanatismo, ma piuttosto una capacità di distacco e di amore, una disponibilità a rinnovarsi che è frutto della fede.
In primo luogo, non bisogna fondare la propria fede su sicurezze materiali o psicologiche, su tutto ciò che noi continuiamo a costruire per difenderci dai rigori invernali e dalle brutte stagioni dell'anima. In secondo luogo, non ci si deve aggrappare a un passato morto e definitivamente superato, se non si vuol incorrere nel rischio inevitabile di essere coinvolti nella sua fine. Da ultimo, è necessario guardare avanti, verso quella porzione di campo che attende il nostro lavoro, evitando di entrare nel futuro camminando all'indietro e di ridurre la propria fedeltà a quella della ruota che segue passivamente il solco della strada. Tutto questo può essere sintetizzato nell'immagine della via su cui Gesù chiama i suoi discepoli a seguirlo fino al suo "essere tolto dal mondo", fino alla sua "assunzione". Seguirlo: camminare ogni giorno sulle sue tracce, lasciando dietro di sé ciò che è superato, e facendo un passo alla volta senza pretendere di anticipare il futuro. Il che significa vivere nel presente, o meglio nella presenza di Gesù. In questo modo si può andare avanti e reinventare liberamente la vita, perché si è guidati dallo Spirito che conduce fino in fondo al cammino..

(da "Vienna International Religious Centre")
Fonte: Salesiani don Bosco


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Preghiera

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Stai andando verso Gerusalemme e sai quello che ti attende, ma hai preso la ferma decisione di andare fino in fondo, di rivelare l’amore del Padre passando attraverso la prova suprema, offrendo la tua vita per l’umanità.
Se qualcuno ti chiede di usare il potere di Dio per castigare chi ti rifiuta, non ha proprio capito nulla di te, della tua missione.
No, tu non sei il Messia che viene con la forza che annienta, ma il Servo che dona sé stesso, del tutto disarmato, come è sempre chi ama senza mettere limiti.
Chi è in questo momento più fragile ed esposto di te?
Non hai l’appoggio di un villaggio – il tuo ti ha cacciato – , non hai la sicurezza di una casa, di una famiglia, di un clan.
I tuoi nemici non avranno difficoltà ad approfittare del momento buono per catturarti e condannarti.
Del resto, chi tra i potenti del tempo prenderà le tue difese, chi garantirà i tuoi diritti?
Sì, Signore, tu sei veramente l’agnello mansueto che va al macello, tu il Servo che si sacrifica per la salvezza dell’umanità.

(Roberto Laurita)

Vangelo della Domenica

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Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Lc 9, 51-62

 


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La storia del cerino


Un Cerino triste e rassegnato, si era messo in disparte su un lato della scatola e una Candela dispiaciuta, incominciò a parlargli:
"La conosci la storia del Cerino?", esclamò la Candela.
"No!", rispose il Cerino.
"Caro Cerino, non sai quanto sei importante!".
"Parli bene tu!", disse con voce rammaricata il Cerino. "Sei una Candela, ti accendesti tempo fa e la tua fiamma ancora brucia nel consumarti lentamente. Io sono un Cerino, mi accenderò per poi spegnermi rapidamente, in meno di un istante".
"Cerino c'è verità in quel che dici, ma credimi non conta quanto sia lunga un'esistenza, ma è importante la realizzazione della sua essenza".
Il Cerino ci rifletté su e poi aggiunse: "Tu credi che valga sempre e comunque la pena vivere? Seppur consapevole di nascere per poi morire, di accendersi per poi finire?".
"Ascolta prima la Storia, figlio mio!".
C'era un volta una Candela, accesa nel buio della notte, essa era una faro per tutti i viandanti del mondo, chiunque poteva scorgerla anche dai luoghi più remoti, quella luce calda e confortante li carezzava ed era davvero tanto ma tanto importante.
Una notte come tante, i viandanti ebbero però un amara sorpresa, la luce della Candela si spense. Del resto era un Candela non poteva durare in eterno, avrebbero dovuto prevederlo, ed invece nel restare completamente al buio, panico e sconforto avvolsero l'animo di ogni viandante.
Passarono alcuni istanti che parvero lunghi come secoli, ed improvvisamente qualcuno s'ingegnò, chi ricordò che in soffitta aveva conservata una vecchia candela, chi trovò una torcia, chi un lumino, e ci fu persino chi scoprì nella propria casa un camino, ma ahimè era tutto inutile senza un Cerino.
E fu così che nell'affanno di risolvere il danno, qualcuno in tasca trovò un Cerino.
La tristezza avvolse l'animo di quel poverino, conosceva bene la durata di un Cerino, ma la vita del mondo era in declino e allora lo usò per accendere un camino.
Da quel camino ogni candela trovò fiamma, ogni cero luce, ogni lume scintilla.
E nel giro di qualche secondo, scanditi come secoli dal mondo la luce si riaccese a tutto tondo, e grazie a quel Cerino il mondo venne salvato dal declino.
"Che storia incantevole Candela, e come si chiamava quel Cerino?".
"Ma come? Quel Cerino lo conosci anche tu, si chiamava Gesù!".
Il Cerino sorrise di una Luce interiore che lo fece accendere con tanto amore e quella sua breve esistenza la trascorse nel dare realizzazione alla sua essenza.

(Cleonice Parisi)

Fonte: Qumran2.net