Scheda bibliografica:

Argomenti filosofici sull'
UMANESIMO

Quello che segue un elenco parziale di libri e testi che ritengo di segnalare alla lettura e che mi propongo di integrare via via con altri titoli, evidenziando per ciascuno i concetti secondo me piu' rilevanti. Altri riferimenti sono presenti nelle schede bibliografiche in questo stesso sito.


1.
Nell'introduzione al libro L'umanesimo socialista, Erich Fromm definisce l'umanesimo come "la fede nell'unita' della razza umana e nella capacita' dell'uomo a perfezionare se stesso con i propri sforzi" (pag.5).
Fromm condivide le affermazioni di Terenzio e di Goethe secondo cui ciascun individuo porta in se' tutta l'umanita' e nulla di cio' che e' umano, nel bene e nel male, gli puo' essere estraneo. Gli umanisti credono nella possibilita' dell'uomo di rendere perfettibile se stesso unicamente con i propri sforzi; l'umanesimo emerge nella storia come reazione a minacce: nel Rinascimento come reazione al fanatismo religioso, nell'Illuminismo come reazione al nazionalismo estremo, nella seconda meta' del XX secolo come reazione all'alienazione ed alle armi nucleari (pag.6).
I primi due umanesimi (del Rinascimento e dell'Illuminismo) pensavano che l'istruzione potesse svolgere il compito di trasformare l'uomo in un essere completo; Marx individuo' l'importanza del sistema sociale ed economico, ma individuo' nel proletariato la classe-guida della trasformazione, mentre oggi possiamo vedere che esiste una alienazione del benessere tanto disumanizzante quanto l'alienazione della poverta' (pagg.6-7).
Per Marx, secondo Fromm, era fondamentale l'optimum di consumo anziche' il maximum, la troppa ricchezza rende prigioniero l'individuo della propria avidita' e gli impedisce di divenire pienamente umano come la troppa miseria (pag.264).
L'essenza dell'uomo consiste nelle sue diverse possibilita' di risolvere la propria contraddizione esistenziale: esistere nella natura, "in un luogo e tempo accidentali" (pag.270), e nello stesso tempo esserne trascendente, senza istinti ma cosciente "di se stesso, degli altri, del passato e del presente" (pag.270).
Nel saggio L'uomo secondo Marx Fromm evidenzia come per Marx l'uomo realizzi se stesso nel processo produttivo, e riesca a sviluppare le proprie potenzialita' (concetto questo che viene derivato da Hegel e Spinoza, pag.109) solo se e' indipendente e libero (libero di, precisa Fromm, pag.115).
La societa' non ha come fine la produzione di cose utili, lo scopo del socialismo e' l'emancipazione dell'uomo, lo sviluppo delle personalita' individuali, l'autorealizzazione (pag.115).
Autorealizzazione e lavoro, per Marx, sono concetti strettamente connessi, capitale e lavoro sono categorie antropologiche oltre che economiche: il capitale rappresenta il passato (in quanto e' cio' che viene accumulato), il lavoro e' il presente, e' un'attivita', non e' una merce ma un fine in se' (e' "espressione significativa dell'energia umana", pag.118).
Marx critica il capitalismo non tanto per l'ingiustizia distributiva della ricchezza, quanto per aver trasformato il lavoro in attivita' alienata, forzata, priva di significato: il problema centrale non e' percio' una migliore remunerazione, bensi' la trasformazione del lavoro in libero e produttivo; la critica all'economia capitalistica non e' al suo metodo di distribuzione ma al suo metodo di produzione (pag.123).
L'alienazione e' la negazione della produttivita', il socialismo e' emancipazione dall'alienazione (pag.119); la storia dell'uomo, per Marx come per Hegel, e' la storia della sua alienazione, "l'esistenza dell'uomo e' alienata dalla sua essenza" (pag.121), egli non e' cio' che potrebbe e dovrebbe essere (pag.122). A Fromm sfuggono pero' le implicazioni totalitarie di questa analisi, anzi ne trae la conclusione opposta, quella di un "contrasto fra la concezione di Marx e il totalitarismo comunista" (pag.126). Il fanatismo e' "ghiaccio che brucia" (pag.131 nota).
Marx, evidenzia Fromm, sbaglio' pero' nel credere che fosse la classe operaia la piu' alienata: l'alienazione colpisce la maggior parte della popolazione, gli impiegati e i dirigenti ancor piu' che gli operai; oggetti e circostanze da noi stessi creati sono diventati nostri padroni, primi fra tutti, osserva Fromm, i sistemi burocratici e le armi nucleari (pag.129).
Hegel, Marx, Goethe e il pensiero Zen hanno in comune l'idea che l'uomo possa superare la scissione soggetto-oggetto (pag.130 nota): c'e' da chiedersi quale sia il valore concettuale di questa distinzione, o dell'altra ricorrente fra essenza ed esistenza che Fromm individua, oltre che in Marx ed Hegel, anche in Spinoza e Goethe (pagg.109-110).

2.
Fromm (La rivoluzione della speranza) individua un sistema di valori comune nella storia psicospirituale sia dell'Occidente che dell'Oriente (valori umanistici, pagg.104-106).
Molte persone che pensano di essere attive sono in realta' passive, nonostante la loro "efficienza"; la partecipazione attiva richiede la formazione di gruppi di lavoro (pagg.126 e seguenti); la struttura possibile di un movimento per umanizzare la societa' tecnologica e' descritta a pag.176 e seguenti (Consigli, Club, Gruppi).
L'istruzione umanistica comincia ai gradi piu' bassi (pag.137).

societa' tecnologica
societa' umanistica
burocrazia alienata
direzione umanistica
potere discendente (pag.119)
potere bidirezionale
tecnocrazia (pag.127)
democrazia
segreti tecnici (pag.129)
informazione
consumo passivo di cultura (pag.135)
formazione attiva di cultura
ideologie (pag.172), curiosita'
idee, interesse
necrofilia (pag.53)
biofilia
felicita' (pag.143)
gioia
consumo privato (pag.157)
consumo pubblico
scomparsa della privacy (pag.56)
contatti umani personali

In ogni societa' umana troviamo sempre due tipi di attivita' (pag.84):
- lavoro materiale (sopravvivenza);
- gioco (trascendenza: culto, rito, arte).
La grande arte e' rivoluzionaria; il bello non si oppone al brutto ma al falso (pag.87). L'esperienza umana e' descritta meglio dall'arte (poesia, musica, ecc.).
La fratellanza, secondo Fromm, soddisfa le due necessita' umane, liberta' e rapporti comunitari, indipendenza e parte di un tutto (pag.81).
Il reddito annuo garantito e', secondo Fromm, fondamentale per accrescere la liberta' umana, ad esempio permettendo di cambiare lavoro (pag.148 e seguenti); occorre indirizzare diversamente i consumi (pagg.156-157): vi sono beni e servizi che dovrebbero essere gratuiti, come lo sono gia' ora l'aria e l'istruzione inferiore (istruzione superiore, beni fondamentali, trasporti, pag.151); altre considerazioni dell'Autore sui consumi e la pubblicita' sono esaminate negli argomenti filosofici di analisi economica in questo sito.
Il concetto di speranza e' trattato negli argomenti filosofici sull'utopia, altre considerazioni sull'individuo negli argomenti filosofici sulla persona in questo stesso sito.

3.
Umanismo di Marx di Rodolfo Mondolfo usci' nel 1968, anno della crisi cecoslovacca; fu in quell'occasione, rileva Norberto Bobbio (L'Umanesimo socialista da Marx a Mondolfo) che venne coniata l'espressione socialismo dal volto umano (pag.7), una novita' in quanto da allora il socialismo veniva per la prima volta distinto al suo stesso interno (e non piu' solo dagli oppositori) in socialismo dal volto umano (socialdemocrazia) e socialismo dal volto disumano (comunismo, stalinismo).
L'umanismo di Mondolfo, riferito al socialismo, e' una concezione generale della storia e un'etica:
- la storia e' fatta dagli uomini e non da forze che li trascendono;
- l'etica umanistica comporta il concetto di riappropriazione della propria umanita' da parte dell'uomo (pag.5), dopo aver constatato le condizioni disumanizzanti in cui si trova a vivere l'uomo storico rispetto ad una sua immagine ideale (uomo autentico, totale, come dovrebbe essere, ecc.).
Secondo Bobbio, l'espressione "umanismo" e' carica di suggestione emotiva, viziata da retorica di tradizione spiritualistica, evanescente dal punto di vista concettuale (pag.8).
Mondolfo non e' ne' fatalista (non crede al solo primato delle condizioni oggettive) ne' volontarista (non crede al solo primato delle forze soggettive), ma cerca di volta in volta di mediare le due tesi (pag.13); si vedano anche altre considerazioni di Bobbio in merito, negli argomenti filosofici sulla storia in questo sito.
Il concetto di umanesimo e' ambiguo anche nel suo significato etico, le immagini di uomo (e pertanto anche di umanesimo) sono tante quanti i sistemi filosofici e religiosi (pag.9); Bobbio propone l'esempio delle due etiche, stoicismo ed epicureismo, che divisero il mondo antico fra etica della virtu' ed etica del piacere: ma qual e' superiore, la vita attiva o la vita contemplativa ? Homo faber o homo ludens ? All'immagine dell'uomo nuovo si e' poi aggiunta quella della donna nuova, ed i diversi umanismi sono stati concezioni dell'uomo in quanto tale (virtu' maschili, p.10).
Si vedano anche gli argomenti filosofici sul socialismo, in questo stesso sito.

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