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Gastronomia Veneta

Tradizioni ed arte culinaria delle nostre tavole.

Se la cucina medievale si caratterizzava per lo scarso utilizzo del latte e dei suoi derivati, eccettuato il parmigiano grattugiato come condimento per la pasta, la cucina rinascimentale si caratterizza per il loro ampio utilizzo.

Mentre le ricette medievali erano imprecise per quel che riguardava le dosi, (lasciando ampio spazio al gusto personale), quelle rinascimentali sono molto più precise, non lasciandoci margine d'azione.

Durante il domino della Serenissima, i galeoni di ritorno dai lunghi viaggi portarono nella città lagunare il sale, il pepe, lo zenzero e persino lo zafferano dalla lontana Cina.

Spezie a quel tempo sconosciute, capaci di stimolare la fantasia dei cuochi locali che dettero vita a un arte culinaria unica nel suo genere.

Nel secolo scorso la cucina veneta risentiva gli echi della cucina mitteleuropea e asburgica, infatti, nelle grandi ville di campagna i menù mescolavano sapori del luogo, come le barbabietole o la cacciagione, a tradizioni austriache come la minestra di prugne.

La cucina veneta e' una delle piu' ricche della penisola fanno infatti parte della loro dieta sia gli alimenti più "poveri" come i legumi, le verdure, il riso e la pasta, sia alimenti più diffusi come la carne, i salumi ed il pesce, il quale resta l'alimento più consumato.

Moltissime sono le varietà di acqua dolce e salata, e mille sono i modi per cucinarlo.

Basti pensare ai fiumi come l'Adige e il Po, al lago di Garda e lo stesso mare Adriatico.

Il repertorio gastronomico è vario e sapiente, tratti che caratterizzano tutti i suoi prodotti, anche i più apparentemente semplici.

Le sette province venete sono legate, dal punto di vista gastronomico, da due elementi fondamentali,

la presenza della farina di mais e l'uso frequente nelle ricette di ingredienti la cui origine e' chiaramente orientale, come spezie, uvetta e altro.

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Risotti, minestre di verdura o di fagioli, fumanti polente, gnocchi e gustosi "bigoli" onorano il settore dei primi piatti mentre, tra i secondi il pesce si impone con carpe, trote, sardelle, capesante, grancevole, anguille, seppie e zuppe.

Le carni sono preparate in modo molto semplice e i relativi piatti comprendono molti animali selvatici e da cortile, nonchè intingoli tradizionali come la storica pastizada de caval veronese.

Tradizionale è la lavorazione della carne suina, si pensi ai gustosissimi salami di casa, speziati e lasciati a lungo a stagionare nelle cantine umide.

Troviamo anche numerose specie di funghi, circa quattrocento, e alcune sono commercializzate, come le sbrise.

I dolci numerosi e tipici sono spesso rustiche preparazioni a carattere prettamente locale, come le torte fatte con la patata americana, la bissola e la pasqualina.

Non a caso alcuni dolci come il pandoro veronese hanno allargato la fama oltre i confini della regione.

Per quanto riguarda la frutta, ci sono pesche, pere e le mele coltivate nei frutteti, prugne, amoli, more, giuggiole, i cui alberi e arbusti crescono ancora spontaneamente ai margini dei campi.

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