Il Letterato Della Seconda Metà Dell' Ottocento... PENSA

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Positivismo: caratteri generali

 

Il Positivismo è l’espressione ideologica della borghesia al potere e della società industriale che si andava affermando. Esso nega ogni prospettiva religiosa e basa la metodologia conoscitiva sull’osservazione e sui dati dell’esperienza: positivo è tutto ciò che è "sperimentabile" e quindi "dimostrabile". La scienza, ed essa solamente, è la sola capace di spiegare oggettivamente la realtà in tutti i suoi aspetti, compresi quelli sociali. Da questa fiducia nella capacità della ragione e della scienza deriva la visione ottimistica di "progresso", apportatore di pace, benessere e prosperità. La parola "positivismo" fu utilizzata per la prima volta da Saint-Simon per indicare la caratteristica propria del sapere scientifico, inteso come un sapere "positivo", cioè rivolto alla realtà effettiva e pertanto valido perché verificabile sperimentalmente. Ma il vero e proprio fondatore del positivismo è stato Auguste Comte, allievo e collaboratore di Saint-Simon e autore di un Corso di filosofia positiva in sei volumi. I diversi pensatori che si sono riallacciati alle sue idee, pur dando luogo a indirizzi autonomi, hanno perlopiù condiviso le seguenti tesi: il rifiuto della metafisica come pseudosapere, l'identificazione dell'oggetto della conoscenza con i dati di fatto così come sono studiati dalle scienze sperimentali, l'estensione dei metodi della scienza naturale a tutti i settori del sapere, la fiducia nel progresso dell'umanità come effetto del progresso scientifico. Con Darwin, il Positivismo assume un carattere evoluzionistico, cioè gli esseri viventi per l’ereditarietà dei caratteri, le capacità di adattamento all’ambiente e la selezione naturale si evolvono le forme in forme sempre più evolute e biologicamente più complesse. Da ciò deriva la considerazione che anche la psicologia umana: l’attività mentale e il comportamento sono il risultato delle condizioni ambientali. In letteratura in questo periodo predomina il realismo, caratterizzato dall’aderenza al "vero", dall’impersonalità dell’arte e da una particolare attenzione verso la società che viene rappresentata in modo oggettivo soprattutto nel romanzo.

 

Il positivismo di Comte

 

 

 

Auguste Comte

Secondo Comte le conoscenze umane sono passate attraverso tre stadi: lo stadio teologico, lo stadio metafisico, lo stadio positivo o scientifico, il quale soltanto può essere considerato come definitivo. "Nello stadio positivo", scrive Comte, "lo spirito umano rinuncia a indagare l'origine e la destinazione dell'universo e a conoscere le cause intime dei fenomeni, per tentare unicamente di scoprire, mediante l'uso ben combinato del ragionamento e dell'osservazione, le loro leggi effettive, cioè le loro relazioni invariabili di successione e di somiglianza". Compito della filosofia è unicamente quello di offrire una classificazione delle scienze, che per Comte sono la matematica, l'astronomia, la fisica, la chimica e la biologia, secondo una divisione che corrisponde all'ordine storico con cui esse si sono emancipate dallo stadio teologico e metafisico per entrare in quello positivo. Ma l'obiettivo di Comte era di favorire la nascita di una nuova scienza, cioè la sociologia, che studiasse empiricamente i fenomeni sociali.

 

Il positivismo inglese

 

 

In ambito inglese si possono distinguere due orientamenti di fondo del positivismo. Da un lato John Stuart Mill riprende alcune idee di Comte, come la legge dei tre stadi, ma le riformula alla luce della tradizione dell'empirismo inglese, in particolare delle concezioni di Hume, e mantiene un atteggiamento di maggior cautela nei confronti di ogni forma di generalizzazione dei risultati della scienza. Inoltre egli valuta positivamente una scienza come la psicologia, che Comte viceversa escludeva dalla sua classificazione delle scienze positive.
L'altro orientamento del positivismo inglese è dato dall'evoluzionismo filosofico di Herbert Spencer, che si rifà alle teorie dell'evoluzione biologica (come quelle di Lamarck e di Darwin), per prospettare tuttavia una legge generale dell'evoluzione. Questa, intesa come passaggio "da un'omogeneità indefinita e incoerente a un'eterogeneità definita e coerente", starebbe alla base di tutta la natura sia inorganica sia organica, non meno che della psiche e della società umana. In questo modo tuttavia il positivismo finiva per dar luogo a generalizzazioni di tipo speculativo non lontane da quelle della metafisica da esso criticate.

 

Herbert Spencer

 

Charles Darwin

 

Charles Darwin

A partire dagli scritti del geologo Adam Sedgwick e del naturalista John Henslow, Charles Darwin elaborò la teoria dell'evoluzionismo, secondo cui in natura è l'ambiente a determinare il successo riproduttivo di individui e gruppi di esseri viventi attraverso il meccanismo della selezione naturale, che promuove i caratteri adattativi ed elimina quelli svantaggiosi. Darwin la pubblicò nel 1859 con il suo celebre trattato L'origine delle specie.


Darwin nacque in una famiglia agiata e culturalmente raffinata: il nonno materno, Josiah Wedgwood, fu un imprenditore di successo nel campo della ceramica e della porcellana, mentre il nonno paterno, Erasmus Darwin, fu un celebre naturalista del suo tempo. Si iscrisse a medicina all'Università di Edimburgo, senza tuttavia portare a termine gli studi poiché nel 1827 si trasferì a Cambridge, dove frequentò l’Università con l'intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica. Qui Darwin incontrò due personalità decisive per l'elaborazione delle sue teorie: il geologo Adam Sedgwick e il naturalista John Stevens Henslow, i quali contribuirono a rafforzare i suoi interessi per l'osservazione meticolosa dei fenomeni naturali. Grazie alla raccomandazione di Henslow, nel 1831 Darwin riuscì a imbarcarsi sul Beagle, un brigantino britannico in partenza per una spedizione di ricognizione scientifica intorno al mondo, in qualità di naturalista non stipendiato. Darwin aveva allora solo 21 anni e si era appena laureato.

 

 

Foresta pluviale del Brasile

Il viaggio compiuto da Darwin nel 1831, che gli ispirò la teoria sull'origine e l'evoluzione delle specie viventi, ebbe tra le tappe più significative la foresta pluviale del Brasile. Qui il naturalista inglese ebbe modo di osservare la grande varietà di specie animali e vegetali tipiche dei climi tropicali.

Viaggio del brigantino Beagle 


Il 27 dicembre 1831, il giovane Charles Darwin si unì all'equipaggio del brigantino Beagle per una spedizione di interesse naturalistico della durata di cinque anni, durante la quale vennero raccolti dati di carattere idrografico, geologico e meteorologico. Nel corso del viaggio Darwin ebbe modo di condurre studi e osservazioni che gli consentirono di formulare le teorie dell'evoluzione e della selezione naturale.

APPROFONDIMENTO : "Gli abitanti della Terra del Fuoco"

 

TEORIA DELLA SELEZIONE NATURALE

 

Al suo ritorno in Gran Bretagna nel 1836, Darwin si stabilì a Londra e iniziò a mettere per iscritto le sue idee sulla variazione delle specie. Per l'elaborazione della teoria della selezione naturale ebbe un ruolo fondamentale la lettura del saggio di Thomas Robert Malthus, intitolato An Essay on the Principle of Population, nel quale si sosteneva che l'aumento delle disponibilità di cibo necessarie alla sopravvivenza della specie umana non potesse in alcun modo uguagliare il tasso di crescita della popolazione: secondo Malthus quest'ultima doveva, quindi, essere limitata nel suo sviluppo da ostacoli naturali, quali carestie e malattie, o da azioni prodotte dall'uomo, come le guerre. Grazie alla lettura di Malthus, Darwin intuì come tutte le specie animali e vegetali fossero per necessità in competizione l'una con l'altra per la loro esistenza e per la loro perpetuazione nelle generazioni successive: in base, cioè, alla teoria della selezione naturale, solo gli individui che riuscivano ad avere la meglio nella lotta per l'esistenza con gli altri animali arrivavano a riprodursi, trasmettendo alla generazione successiva i caratteri ereditari che ne avevano favorito la sopravvivenza. Darwin ipotizzò, inoltre, che tutti gli organismi affini discendessero da antenati comuni e che anche il globo terrestre fosse una delle strutture naturali sottoposte a pressione evolutiva. Nel 1838 completò la prima bozza della sua teoria dell'evoluzione per mezzo della selezione naturale, che perfezionò nei due decenni successivi. Nel 1839 sposò una cugina, Emma Wedgwood, e poco dopo si trasferì in una piccola proprietà nel Kent (Down House), dove rimase fino alla morte. L'ipotesi di Darwin fu esposta per la prima volta nel 1858 in un articolo presentato contemporaneamente da Alfred Russel Wallace, un giovane naturalista che era giunto indipendentemente da Darwin a elaborare l'ipotesi della selezione naturale come meccanismo di evoluzione delle specie. La teoria completa di Darwin fu pubblicata nel 1859 in un libro intitolato The origin of species, che ebbe grande successo.