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La
collocazione dell’organo nella Chiesa
parrocchiale di Azeglio avviene nell’autunno del
1821 ad opera dei fratelli Serassi di Bergamo.
Lo strumento azegliese,pur rientrando nella
categoria degli organi di medie dimensioni, denota
alcune particolarità, frutto di un piano fonico
elaborato in stretta collaborazione con don
Boratti, sacerdote piveronese per molti anni
convinto sostenitore e promotore del modello
d’organo serassiano. Degna cornice, l’elegante
cassa lignea scolpita dal minutiere piveronese
Giovanni Godone.L’organo,
costruito con la solita perizia dagli artigiani
bergamaschi, funziona senza grandi inconvenienti
per l’intero secolo XIX; solo ai primi del 900,
complice il mutato gusto organistico e i dettami
dei nuovi ordinamenti in materia di Musica Sacra,
si pensa ad un nuovo strumento.Ai primi di maggio
del1908 Carlo Pera, organaro bergamasco già
capofabbrica dei Collino, consegna al parroco di
Azeglio un progetto che prevede la ricostruzione
del vecchio Serassi mediante l’aggiunta di una
seconda tastiera; nell’autunno del 1908 il Pera
inizia i lavori: colloca una nuova consolle con
sistema di registrazione a pomelli, pur
conservando oltre 75% del materiale fonico Serassi,
sostituisce i registri più caratteristici
dell’organo ottocentesco. La seconda tastiera,
per scarsità di fondi, si limita a pochissimi
registri, di cui uno solo su tutta tastiera;
questo corpo d’organo viene chiuso entro un
enorme cassa espressiva (incombente sul somiere
maestro) che pregiudicherà per sempre la naturale
propagazione delle onde sonore all’interno della
cassa.Alla fine del 1927 un nuovo ampliamento ad
opera di Alfredo Cordone, la sostituzione di
alcuni registri e il proseguimento del Flauto
di 8’ nei bassi mediante l’aggiunta di un
somiere pneumatico nel limitato spazio rimasto tra
le canne del Grand’Organo
e la cassa espressiva. Un ulteriore intervento
consistente in alcune riparazioni e la posa
dell’elettroventilatore avviene nel 1950 ad
opera di Carlo Davico. Nel 1999, grazie
all’instancabile attività dell’associazione
azegliese ARTEV, si concretizza l’idea di un
possibile recupero dello strumento ormai in
pessime condizioni di funzionamento. Dopo ripetuti
sopraluoghi e un approfondito studio della
stratificazione del materiale storico, alla luce
di alcune discutibili scelte operate dal Pera
prima e dal Cordone poi, tra le quali l’utilizzo
di diversi somieri a trasmissione pneumatica,
anche in considerazione dell’elevata percentuale
di materiale fonico serassiano conservato, si
decide unanimemente il ripristino dello strumento
nella sua configurazione di origine. I lavori,
iniziati con lo smontaggio nel gennaio 2004,
vengono affidati all’organaro Italo Marzi &
Figli di Pogno, il quale oltre ai tipici lavori di
restauro e pulitura ricostruisce l’intera
consolle su modelli serassiani coevi e i registri
mancanti. Nel
corso del riordino del materiale vengono
ricomposti con canne originali: il Clarinetto,
i Timballi e i Corni dolci.
Il
restauro della cassa, col ripristino delle tinte
originali è opera dello Studio Malachite di Paola
Ponzetto & Gabriella Zordan di Orio Canavese.
(segue
scheda
dello
strumento) |
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Questa chiesa è stata ricostruita durate il '700 sui resti dell'antica parrocchiale anteriore al 1194 (anno al quale risale il primo documento scritto). Fu chiesa parrocchiale fino al '300 quando fu edificato il nuovo borgo franco d'Azeglio in sede leggermente diversa spostata a quella del borgo precedente. A causa dello spostamento del paese fu edificato un nuovo edificio per il culto
In seguito ad anni ed anni di incuria le sue condizioni della struttura erano veramente gravi. I restauri, grazie all'operato di ARTEV, sono iniziati di recente (3 anni) e sono giunti al termine per il tetto, la parte esterna e la facciata. |
  
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Sul territorio di Azeglio sono sparse parecchie cappelle, oltre a quelle già illustrate sopra ci sono le chiesette di:
S. Anna,
Madonna di Lourdes,
S. Grato, S. Rocco,
S. Carlo,
la chiesetta di
Pobbia situata nell'omonima frazione. Alcune sono più recenti quali la chiesa della Madonna di Lourdes (costruita dalla popolazione come ringraziamento per la fine della I guerra mondiale). Altre sono autentici pezzi di storia minore importanti però per capire appieno lo sviluppo artistico di Azeglio e del Canavese. Alcune sono autentici gioiellini, come la chiesa di S. Anna nel quale si trova un altare ligneo del '600 con annessa pala. Esso necessiterebbe di un restauro il più presto possibile per evitare che venga perso per sempre. Come è successo alla chiesa di S. Rocco, precedente al XII secolo, costruita con uno stile simile al Santuario di S. Antonio, con porticato in colonne di pietra, che anni di incuria hanno ormai ridotta ad un rudere diroccato che difficilmente sarà recuperabile. |