I bambini e lo sci

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Innanzitutto possiamo affermare che, in generale, lo sport in età evolutiva, qualora venga eseguito con accortezza, favorisce positivamente lo sviluppo dell’organismo:

·      Apparato Cardiovascolare: Aumento gettata cardiaca.

·      Apparato Respiratorio: Aumento volume polmonare.

·      Apparato Osteo-muscolare: Aumento resistenza meccanica delle ossa e aumento tono muscolare.

Tuttavia non bisogna mai dimenticare che, durante la crescita, l’organismo è in evoluzione e, oltretutto, il bambino possiede una scarsa capacità di percezione della fatica; in questo periodo della vita, pertanto, le prestazioni sportive vanno sempre valutate in funzione dell’età e del grado di sviluppo raggiunto dal momento che un sovraccarico eccessivo potrebbe compromettere il regolare decorso della crescita.

Per quanto riguarda la pratica di sport in ambiente di montagna bisogna affermare che la purezza dell'aria e la sua scarsa umidità favorisce l'attività fisica giovando anche alle vie respiratorie. Ciò costituisce un ulteriore elemento a favore della pratica sportiva in montagna da parte dei più giovani.


Figura 1: un giovane atleta in allenamento

Una domanda molto frequente che viene rivolta sia ai medici che a quant’altri ruotino intorno al mondo dello sci, riguarda l’età alla quale è più opportuno far apprendere al bambino i primi rudimenti dello sci.

Un  bambino può iniziare a sciare anche in età molto precoce (3 - 4 anni) purché questo sport gli venga sempre insegnato come un gioco attraverso il quale egli possa divertirsi accrescendo il suo bagaglio di esperienze motorie ed imparando i rudimenti dell’equilibrio e della coordinazione. In tal senso lo sci non presenta alcun rischio e può essere utilmente praticato da tutti i bambini privi di difetti dell’apparato muscolo-scheletrico anche in età prescolare.

Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un aumento generalizzato dei partecipanti alle competizioni di sci e, parallelamente, si è verificato un abbassamento dell’età media alla quale i bambini incominciano a praticare lo sci agonistico. Dai dati ufficiali della federazione italiana di sci si può ricavare che, attualmente,  circa il 10% degli iscritti ha un’età inferiore ai 14 anni (Figura 1) e che i giovani atleti possono iniziare a gareggiare in slalom gigante già prima degli 8 anni in un’apposita categoria detta “baby” (Figura 2). A tal proposito bisogna osservare che sottoporre un bambino di 8 - 9 anni ad allenamenti atletici e tecnici nell’intento di avviarlo alle competizioni tende a privarlo della componente ludica insita in questo sport esponendolo al rischio di traumatismi e, in casi estremi, al rischio di alterazioni della crescita ossea.


Figura 2: un giovanissimo atleta in gara

Dal punto di vista ortopedico osserviamo, innanzitutto, che l’osso del bambino è costituito da una maggiore quantità di tessuto molle che gli conferisce, rispetto all’osso dell’adulto, una maggiore elasticità e capacità di resistere alle deformazioni in compressione, in trazione, in flessione ed in torsione. A ciò si aggiunge una notevole elasticità anche delle strutture capsulo-legamentose che resistono piuttosto bene agli stress in torsione tipici dello sci. Tutto ciò si traduce, quindi, in un minore rischio traumatico per i piccoli sciatori; in particolare osservando le casistiche provenienti dalle più rinomate località sciistiche europee ed americane si può notare come gli incidenti occorsi in età inferiore ai 10 anni siano, fortunatamente, abbastanza rari.

I rischi di traumatismi nei bambini si verificano essenzialmente in 2 condizioni:

·        Eccesso di affaticamento

Nei bambini la scarsa preparazione fisica specifica e la tecnica approssimativa costringono il sistema muscolare ad uno sforzo prolungato poiché il tempo a disposizione per il rilassamento muscolare è scarso. Da ciò deriva un precoce affaticamento dei piccoli sciatori che può aumentare i rischi traumatici.

Il consiglio è quello di evitare, all'inizio, lunghi periodi sugli sci senza pause. Difficilmente sarà il bambino a chiederci una pausa dal momento che, come detto, egli ha una scarsa percezione della fatica, pertanto, un buon quarto d'ora di riposo ogni ora è da considerare sempre una buona regola.

·        Avvio precoce alle competizioni

In questi casi alla base del trauma c’è, generalmente, una velocità eccessiva, non adatta alle capacità tecniche del piccolo atleta, che può causare una perdita di controllo degli sci ed una conseguente caduta potenzialmente pericolosa data l’energia cinetica acquisita durante la discesa.

In conclusione si può affermare che non esistono controindicazioni all’apprendimento precoce dello sci (3 -4 anni), al contrario, l’apprendimento precoce di questo sport servirà a sviluppare le doti di equilibrio statico e dinamico nonché di coordinazione neuro-motoria che costituiranno le basi per un’evoluzione tecnica ottimale quando il bambino giungerà alla maturità scheletrica. Risulta, invece, difficile porre un limite ben definito di età dopo la quale il bambino possa iniziare gli allenamenti specifici e le competizioni; in ogni caso si può affermare che l’avviamento agonistico di un bambino  dovrebbe essere il più possibile graduale ed impostato sulla base del gioco attraverso il quale egli potrà imparare i rudimenti dell’agonismo e progredire tecnicamente in maniera più efficace.

 

 

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