Strategie di "Marketing"
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  La risposta ai problemi nutrizionali e la multietnicità di  Nestlé.

Nestlé nasce nel 1866 quando Henri Nestlé inizia a commercializzare un prodotto di sua invenzione, la farina lattea, destinata all’alimentazione dei lattanti, in assenza del latte materno.
Da allora Nestlé, pur ampliando la sua gamma, ha continuato a prestare particolare attenzione all’alimentazione infantile, con un impegno costante nella ricerca scientifica.
La promozione dei prodotti Nestlé si è basata sul fatto che sono appositamente studiati per lattanti e bambini e apportano i nutrienti necessari per una crescita fisiologica ed equilibrata, in linea con le più recenti indicazioni pediatriche.
La storia inizia 136 anni fa, nel 1867 a Vevey, in Svizzera. A quei tempi la mortalità infantile è altissima. Il chimico Henry Nestlé, dopo anni di studi e di ricerche, riesce ad inventare la prima farina lattea, un alimento pensato specificamente per i neonati, che salva la vita al bambino di un suo vicino di casa che non poteva essere allattato al seno. Quella scoperta segna uno dei tratti caratteristici della futura Nestlé: sviluppare soluzioni specifiche in risposta a problemi nutrizionali.
Convinto assertore dell'insostituibilità del latte materno per ogni neonato, Henry Nestlé, nel 1869 scrive: "Durante i primi mesi, il latte materno sarà sempre il nutrimento più importante e ogni madre in grado di farlo, dovrebbe allattare i suoi figli".
Ma non tutte le madri sono "...in grado di farlo.....". A quelle donne Nestlé si propone allora come valido sostituto del latte materno, che è anche un prodotto salvavita per moltissimi bambini.
Fin dagli inizi della sua attività Nestlé ha avuto l'ambizione di svilupparsi oltre confine. E dalle comunità con cui è entrata in contatto, ha saputo trarre gli stimoli che le hanno consentito di assumere un rilievo internazionale.
Nestlé è una multinazionale dai tratti atipici, capace di diffondere i propri prodotti nel mondo senza imporre alcun modello culturale ma anzi offrendo una possibilità di scelta in più. Nestlé è un'azienda fortemente multietnica, dove lavorano manager di diverse nazioni. Il suo comitato di direzione è costituito da 11 persone che rappresentano 9 nazioni.
Di strada, dal 1867, ne è stata fatta parecchia. Oggi i prodotti a marchio Nestlé comprendono cioccolato, bevande, alimenti surgelati, gelati, pasta, latte fermentati, prodotti per l'infanzia, acqua minerale, prodotti farmaceutici. I prodotti immessi sul mercato ogni anno producono decine e decine di miliardi di atti di acquisto. Il latte in polvere, prodotto di punta per i primi 40 anni, oggi rappresenta circa il 2% delle vendite globali del Gruppo.
Il primo approccio con il mercato italiano di Nestlé data 1875, mentre la prima fabbrica per la produzione di latte condensato e farina lattea nasce nel 1924 ad Abbiategrasso, alle porte di Milano. Il Gruppo Nestlé in Italia vanta 22 stabilimenti, 6.310 occupati e un fatturato i 2.957 milioni di euro a fine esercizio 2002.


  Strategia aziendale di Nestlé e "Corporate Social Responsibility".

La filosofia aziendale di Nestlé può essere sintetizzata in una parola: trasparenza del modello produttivo e delle politiche industriali.
La storia aziendale di Nestlé testimonia che coniugare profitto e responsabilità sociale è possibile Da molti anni, infatti, pubblica e distribuisce al suo personale un documento, "Principi aziendali di Nestlé", che stabilisce una serie di norme etiche che ogni dipendente è tenuto ad osservare e che, allo stesso tempo, garantiscano la sua dignità di lavoratore e di persona. Chi non osserva o viola questi principi è soggetto a severi provvedimenti disciplinari (non ultimo il licenziamento), come è avvenuto, nel 2000 per quattro collaboratori. Nella stessa pubblicazione sono elencati le norme e i comportamenti etici cui si attiene Nestlé in tutti i Paesi in opera.
Il Gruppo Nestlé, in tutto il mondo e da sempre, agisce e mette in essere le proprie strategie industriali nel rispetto delle normative economiche e sociali dei Paesi in cui opera, con la convinzione, più volte ribadita da Vincenzo Miceli, presidente e amministratore di Nestlé Italiana, che: "...Oggi, con l'apertura dei mercati, le sfide della competitività, la maggiore consapevolezza acquisita da parte di investitori e consumatori, quella che potremmo definire la dimensione sociale dell'impresa è stata notevolmente ampliata..."
Questo concetto è stato tradotto da Nestlé in una sintesi tra il ruolo principale delle imprese - creare occupazione e reddito, ricchezza e sviluppo - e la necessità di adottare politiche di sviluppo sostenibile.
La sostenibilità del cosiddetto CSR, "corporate social responsibility", in casa Nestlé, si basa su due criteri fondamentali:

  • la qualità dei prodotti alimentari pensati per ogni stagione della vita;
  • la fiducia dei consumatori, che hanno permesso a Nestlé di diventare un' azienda leader nel mercato alimentare mondiale.
Da un punto di vista economico, tutto ciò si traduce in:
  • ingenti investimenti in ricerca e sviluppo (nel 2002 Nestlé ha investito in R&S oltre 822 milioni di euro);
  • occupazione diretta per 254.199 persone nel mondo;
  • occupazione indiretta per 600.000 persone; il che equivale alla popolazione di una città di medie dimensioni;
  • 508 fabbriche dislocate in 85 Paesi.
In questo contesto va sottolineato che nei Paesi in via di sviluppo Nestlé è presente con:
  • 215 impianti produttivi;
  • oltre 50.000 collaboratori diretti;
  • interventi mirati a migliorare le condizioni di lavoro;
  • iniziative finalizzate all'assistenza tecnica a contadini ed allevatori;
  • utilizzo di materie prime locali;
  • prodotti per il consumo locale.


  Il rispetto delle abitudini alimentari di ogni nazione.

Alla base della strategia d'impresa, Nestlé pone il rispetto delle abitudini di consumo in ogni Paese. Nestlé ovunque operi, infatti, si presenta con un sistema di marchi e prodotti appropriato, in grado di soddisfare i gusti e le culture alimentari dei consumatori locali, rispettandone i bisogni nutrizionali e valorizzando le risorse disponibili sul territorio.
La soddisfazione del consumatore finale e la capacità di adeguamento alle evoluzioni del gusto e delle abitudini alimentari sono tra gli obiettivi fondanti di Nestlé.
A livello mondiale il Gruppo possiede oltre 8.000 prodotti o linee di prodotto, in buona parte nati e sviluppati all'interno dell'azienda. Tra i più famosi: KitKat, LC1, Nescafé, Nesquik, Maggi, Perrier, Smarties. Altri, come gli italiani Buitoni, Motta, Perugina, San Pellegrino, sono entrati nel portafoglio Nestlé nel corso degli ultimi anni e sono diventati marchi conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Sei sono i brand globali: Nescafé, Nestlé, Nestea, Maggi, Purina, Buitoni.


  La consapevolezza nel tema ambientale.

L'impegno per lo sviluppo sostenibile è parte dei "Principi Aziendali di Nestlé". Anche in tema ambientale, infatti, l'azienda vanta anni di impegno, perché le sue strategie industriali si basano sulla consapevolezza che la crescita economica di lungo termine, la protezione dell'ambiente e il progresso sociale non sono tra loro incompatibili, bensì complementari e interdipendenti.
Dal 1996 è in vigore, in tutto il Gruppo, il Nestlé Environment Management System (NEMS) per riordinare, integrandole, tutte le attività e le nuove misure prese a favore dell'ambiente. Nestlé è membro fondatore del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) e dal 1991 aderisce alla Carta per lo sviluppo sostenibile della Camera del Commercio Internazionale (ICC).
Le realizzazioni ambientali di Nestlé sono il frutto di un'esperienza a livello mondiale maturata nel corso di molti anni, nei quali l'azione è stata focalizzata su tre priorità:

  • approccio integrato su tutta la supply chain;
  • considerazione dell'acqua come risorsa indispensabile;
  • gestione sistematica delle performance ambientali.
Questo impegno ha dato i seguenti risultati:
  • Imballaggi: dal 1991 al 2000 si è registrato un risparmio di 189.000 tonnellate di materiali, pari a 340 milioni di franchi svizzeri (circa 231 milioni di euro);
  • Emissioni nocive per lo strato di ozono: riduzione dell'90% delle emissioni totali in tutta la filiera produttiva (dal 1986 al 2000);
  • Acque di scarico: riduzione del 9% (dal 1997 al 2000);
  • Consumo di acqua: il consumo di acqua per tonnellata di prodotto è stato ridotto, con un miglioramento dell'efficienza di utilizzazione pari al 24% (dal 1997 al 2000).


  La politica di Nestlé: conferenza stampa, Milano, 2004.

In una recente conferenza stampa Nestlé ha sottolineato l’importanza della costruzione della propria attività, messa in atto avvalendosi con successo delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche e tenendo in considerazione la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Durante tutti questi anni, essa ha prodotto e commercializzato alimenti in grado di soddisfare le diverse esigenze e preferenze dei consumatori di tutto il mondo. Questa vasta esperienza ha fornito a Nestlé una profonda comprensione delle esigenze dei consumatori, sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo.
Nestlé, consapevole che il tema dell'utilizzo in agricoltura delle tecnologie genetiche è molto sentito dall'opinione pubblica in Europa, precisa che non ha interessi diretti in materia, non ha coltivazioni agricole e si dedica esclusivamente a realizzare prodotti finiti sicuri e di qualità che soddisfino appieno le esigenze dei consumatori.
Nestlé, per rispondere alle preferenze dei consumatori europei, ha deciso da tempo di non utilizzare per i prodotti venduti in Italia e in Europa né ingredienti geneticamente modificati né ottenuti a partire da organismi geneticamente modificati.
Questo obiettivo viene realizzato mediante:

  • La sostituzione di ingredienti da materie prime quali ad esempio soia e mais con altri da materie prime alternative.
  • Un' informazione tempestiva a tutti i fornitori Nestlé di materie prime/ingredienti sull'evoluzione della nuova normativa Europea e la richiesta, agli stessi, di fornire esclusivamente materie prime/ingredienti non geneticamente modificati né prodotti a partire da OGM (organismi geneticamente modificati).
  • La sistematica verifica analitica dei lotti di materie prime acquistate. A tal proposito abbiamo attrezzato in Italia un nostro laboratorio di controllo per la rilevazione della presenza di OGM.
Nestlé è infine impegnata ad attuare una corretta etichettatura dei suoi prodotti sulla base delle normative vigenti, con la salvaguardia di contaminazioni accidentali oggi possibili in quanto conseguenza di una inevitabile contiguità "ambientale" nella produzione e distribuzione delle materie prime, e ritiene che l'obbligo di trasparenza debba essere una responsabilità condivisa a tutti i livelli della filiera alimentare.
E’ indispensabile per essa godere della fiducia dei consumatori, che si fonda sulla possibilità di avere accesso alle informazioni. I Servizi Consumatori di Nestlé sono a completa disposizione in ogni Paese in cui opera e costituiscono la fonte principale di informazioni sui prodotti Nestlé.
In ogni caso, in materia di sicurezza, l'OMS, la FAO, l'OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) e numerosi altri organismi scientifici indipendenti sono giunti alla conclusione che le colture GM attualmente consentite e gli ingredienti da queste derivati non sono alimenti dannosi.


  Il marketing IKEA: la filosofia di trasformare i problemi in opportunità.

1926 Il fondatore di IKEA, Ingvar Kamprad, nasce nello Småland, nel sud della Svezia. Ingvar crebbe in una fattoria chiamata Elmtaryd, vicino al piccolo villaggio di Agunnaryd. Ingvar decise molto presto di sviluppare una sua attività. Iniziò a vendere fiammiferi ai vicini, spostandosi in bicicletta. Capì che acquistandoli in grandi quantità a Stoccolma, a un buon prezzo, poteva rivenderli sempre a un prezzo basso, ma realizzare comunque un buon profitto. Il successo con i fiammiferi lo portò ad allargare la sua attività alla vendita di pesce, decorazioni natalizie, semi, penne a sfera e matite. IKEA viene fondata da Ingvar Kamprad nel 1943, quando Ingvar aveva 17 anni. Il nome IKEA è l’acronimo delle iniziali del fondatore (I.K.) e di Elmtaryd e Agunnaryd, la fattoria e il villaggio dove Kamprad crebbe. Inizialmente IKEA vendeva penne, portafogli, cornici, orologi, gioielli, calze di nylon tutto ciò di cui la gente aveva bisogno e che Ingvar riusciva a procurare a un prezzo ridotto.Nel 1945 sui giornali locali appaiono le prime pubblicità di IKEA.Quando il numero dei clienti aumentò e Ingvar Kamprad non riuscì più a recarsi personalmente da loro, iniziò a fare pubblicità sui giornali locali e introdusse un catalogo per la vendita per corrispondenza.Nel 1947 i mobili vengono introdotti nell'assortimento IKEA. Essi venivano prodotti da fornitori locali, nelle foreste vicino alla casa di Ingvar Kamprad. La risposta positiva fu gratificante e l’assortimento venne ampliato. Nel 1951 viene pubblicato il primo catalogo IKEA. Il fondatore di IKEA vide l’opportunità di diventare un venditore di mobili su vasta scala. Presto decise di togliere dall’assortimento tutti gli altri prodotti per focalizzarsi sui mobili a prezzi bassi, dando vita all’IKEA che tutti conosciamo. Nel 1953 nasce a Älmhult l’esposizione mobili. L’assortimento IKEA si focalizzò sugli articoli per l’arredamento della casa all’inizio degli anni ‘50. L’apertura dell’esposizione mobili fu determinante per lo sviluppo del concetto IKEA. Per la prima volta i clienti potevano vedere e toccare i prodotti prima di ordinarli. L’esposizione inoltre risolse un problema: IKEA era in forte competizione con il suo concorrente principale; poiché entrambi avevano ridotto notevolmente i prezzi, la qualità dei prodotti rischiava di essere messa a repentaglio. Aprendo l’esposizione, IKEA fu in grado di mostrare i suoi articoli mettendone in evidenza la funzionalità, la qualità e il prezzo basso. E i clienti fecero proprio quello che IKEA aveva sperato: scelsero i prodotti con il miglior rapporto qualità-prezzo. Nel 1955 IKEA inizia a disegnare i suoi mobili, una delle scelte più azzeccate dell’azienda. La ragione principale fu la pressione dei concorrenti, che spinse i fornitori a boicottare IKEA. Riuscì a sviluppare un design innovativo, a migliorare la funzionalità dei prodotti e a ridurre i prezzi. Poi un giorno uno dei primi collaboratori di IKEA ebbe una brillante intuizione: decise di togliere le gambe a un tavolo per riuscire a inserirlo in macchina e per evitare di danneggiarlo durante il trasporto. Da quel momento iniziò a disegnare i prodotti in funzione dei pacchi piatti e questo consentì di ridurre ulteriormente i prezzi, a tutto vantaggio dei clienti. Una precisa filosofia aveva iniziato ad affermarsi in IKEA: trasformare i problemi in opportunità. Nel 1956 la progettazione di prodotti che potevano essere imballati in pacchi piatti e montati dai clienti ridusse notevolmente i costi. Questo fu chiaro fin dal giorno in cui per la prima volta si tolsero le gambe a un tavolo per poterlo inserire in macchina. I vantaggi dei pacchi piatti sono molti: su un camion trovano posto più prodotti; sono necessari meno spazio per lo stoccaggio e meno lavoro per la movimentazione della merce; i danni dovuti al trasporto sono inferiori. Per il cliente tutto ciò si traduce in prodotti più economici e più facili da portare a casa. Ma questo processo si sviluppò lentamente. Nel 1958 viene inaugurato a Älmhult il primo negozio IKEA, la più grande esposizione di mobili della Scandinavia di quel tempo. Nel 1963 alle porte di Oslo viene inaugurato il primo negozio in Norvegia, il primo negozio fuori dalla Svezia. Nel 1965 viene inaugurato il negozio di Stoccolma , l’ammiraglia di IKEA. Migliaia di persone attesero in coda l’apertura del negozio di Stoccolma, una struttura circolare di 45.800 metri quadrati ispirata al museo Guggenheim di New York. Il grande successo causò grossi problemi per quanto riguarda il servizio alla clientela. Così fu deciso di aprire il deposito in modo che i clienti potessero servirsi da soli.Un momento importante nella storia di IKEA è l’arrivo dei pannelli truciolari, negli anni ’60, materiale economico, resistente e facile da utilizzare. Nel 1969 l’architetto Åke Fribryter disegnò il divano PRIVAT. Grazie alle sue linee semplici, alla praticità e al prezzo imbattibile, il divano ebbe un successo eccezionale per quel tempo. In seguito vennero inaugurati negozi IKEA in Australia, Canada, Austria, Paesi Bassi, Francia, USA, Regno Unito, Italia, Ungheria, Repubblica Ceca, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Cina, Russia. Nel 1980 , anno in cui le Nazioni Unite proclamarono "L’anno del bambino" IKEA si dedicò a quello che definì "Il soggiorno a misura di bambino". Per produrre articoli belli, funzionali e accessibili alla maggioranza delle persone, i designer di IKEA cercarono anche di sviluppare i prodotti direttamente in fabbrica. Collaborando con i fornitori di porte in tamburato, IKEA risparmiò parecchio. Molte fabbriche in Polonia rinnovarono i loro macchinari per produrre alcune parti di KUBIST e altri prodotti IKEA. Nel 1997 IKEA lanciò IKEA dei Piccoli, decidendo di porre i bambini al centro dell’attenzione e iniziò a sviluppare prodotti destinati a loro, con l’aiuto di due gruppi di esperti. Psicologi infantili e specialisti nel gioco dei bambini aiutarono a creare articoli in grado di favorire l’attività motoria, la creatività e la socialità del bambino. Poi altri esperti, i bambini stessi, fecero capire quali erano i prodotti migliori. In occasione del nuovo millennio Ingvar Kamprad ha deciso di ricompensare i tanti collaboratori del gruppo IKEA devolvendo loro l’incasso totale di un’intera giornata di vendita nei negozi IKEA di tutto il mondo. L’obiettivo di questo giorno del ringraziamento era ambizioso ma i risultati di vendita hanno superato qualsiasi aspettativa: circa 187 milioni di Fiorini olandesi. Tutti i collaboratori, dal personale del deposito e del ristorante al presidente, hanno ricevuto lo stesso bonus. Per molte persone il bonus è stato addirittura superiore allo stipendio mensile. Un modo davvero riuscito per ringraziare i collaboratori IKEA per aver contribuito al successo dell’azienda nello scorso millennio. IKEA vince un premio internazionale di design per la cucina VÄRDE. VÄRDE rappresenta un nuovo modo di pensare la cucina. La modularità, il design e la finitura in impiallacciatura di betulla con dettagli bianchi hanno permesso a VÄRDE di vincere il premio "Red Dot for Highest Design Quality".


  UNICEF e IKEA

IKEA e UNICEF si uniscono per costruire una comunità in India. Nell'agosto del 2000 UNICEF e IKEA hanno iniziato un grosso programma comunitario nel nord dell'India. Lo scopo di questo programma è di prevenire il lavoro minorile creando consapevolezza e affrontando il problema alla radice. Il progetto durerà tre anni e si focalizzerà su 200 comunità rurali, coinvolgendo gli abitanti nella creazione di strategie volte a prevenire il lavoro minorile. Attraverso la formazione di gruppi di aiuto, il progetto si propone di aiutare le contadine a migliorare il proprio stato economico migliorando l'accesso al credito e generando opportunità di reddito.
UNICEF E IKEA incoraggiano la scolarizzazione e hanno costruito centri di studio alternativi (ALCs) quale provvedimento transitorio alla scuola primaria ufficiale.
Una vita quotidiana migliore.


  Organizzazione di IKEA.

Il fondatore di IKEA, Ingvar Kamprad, si è preoccupato di creare una struttura societaria e un’organizzazione lungimiranti e indipendenti.
Il Gruppo IKEA appartiene a una fondazione, la Stichting INGKA Foundation, che ha sede in Olanda.
La fondazione è proprietaria di INGKA Holding B.V., la casa madre di tutte le aziende del Gruppo IKEA: dal Gruppo Industriale Swedwood alle organizzazioni di vendita, proprietarie dei negozi IKEA nelle diverse nazioni.
Inter IKEA Systems B.V. è proprietaria del concetto e del marchio IKEA e ha contratti franchising con tutti i negozi IKEA dei vari paesi del mondo, la maggior parte dei quali fa parte del Gruppo IKEA.


  Strategia di IKEA.

L’idea commerciale di IKEA è offrire un vasto assortimento di articoli d’arredamento belli e funzionali a prezzi così vantaggiosi da permettere al maggior numero possibile di persone di acquistarli.
Generalmente mobili e complementi d’arredo con un design accurato sono creati per un ristretto numero di persone: i pochi che possono permetterseli! Fin dall’inizio IKEA ha percorso una strada diversa. Ha deciso di stare dalla parte della maggioranza delle persone.
Questo significa soddisfare le esigenze d’arredamento della gente di tutto il mondo. Gente con necessità, gusti, sogni, aspirazioni e possibilità economiche diversi. Produrre mobili belli e resistenti e venderli a prezzi bassi richiede un metodo particolare: trovare soluzioni semplici, utilizzare le risorse oculatamente e risparmiare su tutto il possibile tranne che sulle idee.
L’idea commerciale si basa su una partnership con il cliente. I designer trovano, poi, insieme ai produttori, soluzioni intelligenti per creare mobili usando i processi produttivi già esistenti. Gli uffici acquisti cercano in tutto il mondo fornitori validi e le materie prime più adatte. Inoltre vengono acquistate enormi quantità di merce, a livello globale, riuscendo ad ottenere i contratti migliori e a garantire al cliente il prezzo più basso.
Il cliente, usando il catalogo IKEA e visitando il negozio, sceglie da sé i mobili e li ritira al Self-service o alla Consegna Merce. Perlopiù i prodotti sono imballati in pacchi piatti e quindi il cliente può portarli a casa facilmente e montarli da sé. In questo modo non spende per qualcosa che può fare da solo.
IKEA è diversa dagli altri negozi di mobili, poiché questi offrono un assortimento vasto oppure un design accurato e una buona funzionalità oppure il prezzo basso, mentre essa offre tutte queste cose insieme. È questa la sua idea commerciale.


  Il concetto di funzionalità

L’assortimento IKEA è vasto, innanzitutto dal punto di vista della funzionalità. All’IKEA si trovano dai mobili alle piante, dai giocattoli alle pentole. IKEA offre tutto il necessario per creare una casa funzionale. L’assortimento è vasto anche dal punto di vista dello stile, accontentando tanto il romantico quanto il minimalista. Essendo coordinato, l’assortimento è vasto anche dal punto di vista dell’integrazione dello stile con la funzionalità. Indipendentemente dal design, c’è sempre una poltrona che si abbina con la libreria che si abbina con il tavolo estensibile che si abbina con la poltrona da cui il cliente parte. Non è facile combinare design e funzionalità con la qualità giusta e con un prezzo basso. Progettare prodotti accessibili alla maggioranza delle persone è possibile solo con designer e product developer di talento che siano in grado di farlo. Collaborando con produttori competenti, queste persone trovano il modo di ottenere il massimo da ogni materia prima. Sanno come produrre mobili a costi bassi rimanendo fedeli al design e all’idea iniziali. Aiutano a creare un assortimento IKEA unico. IKEA lo chiama "assortimento intelligente" perché si concentra sulle cose importanti. Essa non si occupa di ciò che non è necessario perché costa troppo. E i suoi clienti non vogliono sprecare i loro soldi. Vogliono trovare delle soluzioni che rispondano alle loro esigenze. L’assortimento IKEA è il risultato dei suoi sforzi per soddisfare queste esigenze.


  L'accessibilità del prodotto

Il vasto assortimento di prodotti belli e funzionali è solo una parte del tutto. Un’altra parte importante , la più importante , è l’accessibilità. Il prezzo basso aumenta la gioia che si prova nel trovare proprio quello di cui si ha bisogno per la propria casa. La gioia di poterselo permettere senza dover rinunciare a qualsiasi altra cosa. Ecco perché passa la maggior parte del suo tempo a cercare nuovi modi di tenere bassi i prezzi. I product developer cercano fornitori in grado di produrre sfruttando al meglio le risorse e tenendo bassi i costi. I designer studiano sempre soluzioni che conducano al prezzo basso. IGli uffici acquisti cercano ovunque il prezzo migliore e acquistano grandi quantità di merce, riducendo ulteriormente il prezzo. E il cliente fa la sua parte scegliendo, ritirando, trasportando e montando da sé i prodotti.


  Le origini dello stile di IKEA

Non è un caso che il logo IKEA sia blu e giallo. Questi sono i colori della bandiera svedese. In Svezia la casa e la natura giocano un ruolo fondamentale nella vita della gente. Infatti uno dei modi migliori per descrivere lo stile d'arredamento svedese è descrivere la natura piena di luce e di aria fresca, eppure riservata e sobria. Nel tardo 1800, gli artisti Carl e Karin Larsson combinarono le influenze classiche con lo stile popolare svedese, più caldo. Crearono uno stile d'arredamento che oggi è famoso in tutto il mondo. Negli anni '50 si svilupparono il modernismo e il funzionalismo proprio mentre la Svezia costruiva una società basata sull' uguaglianza tra le persone. L' assortimento IKEA - moderno ma non trendy, funzionale ma pieno di stile, attento alle esigenze delle persone e dei bambini - la continuazione di queste tradizioni. Molti associano la Svezia con un modo di vivere fresco e sano. E questo stile di vita tipicamente svedese si riflette anche nell’assortimento IKEA. La sensazione dell’aria aperta si ritrova nei colori e nei materiali usati - legno chiaro, tessuti naturali e superfici non trattate - e nella sensazione di freschezza che creano. In un clima freddo e scuro per la maggior parte dell’anno, gli ambienti chiari e luminosi danno sempre la sensazione del sole estivo.
Il concetto IKEA, così come il fondatore dell’azienda, nacque nello Småland, una regione del sud della Svezia dove il terreno è poco fertile. Gli abitanti dello Småland lavorano duramente, vivono con pochi mezzi e usano il loro ingegno per sfruttare al meglio le risorse limitate che hanno a disposizione. Questo è lo stesso criterio che segue IKEA per tenere bassi i prezzi. Ma senza mai scendere a compromessi sulla qualità per ridurre i costi. La Svezia è conosciuta in tutto il mondo per la sua attenzione alla sicurezza e alla qualità e IKEA è orgogliosa di offrire sempre la giusta qualità. IKEA fu fondata proprio mentre la Svezia stava diventando un paese esemplare per la sua attenzione nei confronti delle persone e per la sua uguaglianza sociale. Questo è un concetto che concorda perfettamente con la filosofia IKEA.

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Università Cattolica del Sacro Cuore (BS)
http://www.bs.unicatt.it
Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere (secondo anno);
Corso in Lingua e Tecniche dell'Informazione e della Comunicazione

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