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Come
dovrebbe essere l’indole di un pilota di kart ?
Essenzialmente
quella di un carattere aperto, freddo ma con uno spirito di
autocontrollo molto accentuato. Il carico di adrenalina che si
genera prima di infilarsi il casco non deve trasformarsi una cruda
sensazione di odio o chissà quale stimolo vendicativo nei confronti
dei colleghi di pista. L’andrenalina serve esclusivamente per
avere energia sufficiente a badare a se stessi e al proprio kart. Il
senso dell’amicizia e del rispetto altrui è l’aspetto
caratteriale più ripagato in questo sport. Anche se nel contesto di
una gara si è un gruppo di belve, poi il circo chiude: allenamenti
e prove libere devono limtarsi a consentire lo studio
tecnico-preparatoriale della propria situazione, senza sensi di
frustrazione e manifestazioni di alterigia nei confronti di chi è
in pista per il medesimo scopo. Distruggere il kart a causa di una
manovra azzardata durante un test libero è veramente da
incompetenti e da incoscienti: un pericolo per se e per l’altro
eventuale pilota coinvolto. La battaglia personale è strettamente
contro il cronometro: battendo il cronometro, matematicamente si
battono gli avversari, con la consapevolezza che c’è sempre
qualcuno più bravo di noi. Essere ottimisti fa bene al cuore, ma
esserlo troppo porta a delusioni. Meglio essere umili, scalando poco
per volta le situazioni, senza fretta. Se i risultati devono venire,
vengono da soli, dietro tanto impegno.
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Il
pilota corre per vincere, anche se è in una situazione tale che
difficilmente vincerà o addirittura faticherà ad arrivare a metà
classifica. Nessun problema. Una gara è un compito in classe:
richiede una preparazione a priori senza fretta, tale da
fornire gradualmente risposte alle tue domande. Schierarsi in
griglia, partire e gestire la propria gara anche nelle retrovie non
deve essere un rammarico, ma una scuola, ovvero un incontro
ravvicinato con la realtà che si deve migliorare. Tra l’altro,
per un profano trovarsi in pieno gruppo nella fase di partenza in
gara potrebbe comportare una sensazione di panico con conseguenti
manovre in balìa di se stesse e quindi pericolose. |
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Niki
Lauda, calcolo e freddezza
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Ayrton
Senna, stile e combattività
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L’automobilismo
ha visto fuoriclasse incredibili. Nel karting altrettanto: ho visto
ragazzi che appena seduti sopra hanno battuto e strabattuto chi
aveva ben più esperienza. Ma sono mosche bianche, gente nata per il
volante. Difficile interpretare cosa possano avere dentro. Anche qui
si parla di doti “innate”, un dono che non tutti possiedono,
nonostante abbiano le corse nel sangue pure le molteplici … mosche
nere. E’ necessario accettarsi per come si è, cercando di
migliorare poco per volta; solo con il tempo ci si accorgerà dei
progressi ottenuti, considerando però che non si finisce mai di
imparare. Ogni episodio in pista è a se stante: difficilmente si
ripete. Meglio pensare a vincere solo quando si sta per farlo. |
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Jacky
Stewart, classe e determinazione
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E
la preparazione fisica ?
Il
karting non è uno sport in cui si richiedono particolari prestanze
atletiche. Correre sul kart a ritmi indiavolati per qualche decina
di minuti comporta però un dispendio di energia e uno stress non
indifferenti; chi è fisicamente in forma non può che essere
avvantaggiato rispetto ad un soggetto più statico.
Attività fisiche che potrebbero accompagnare positivamente
il karting sono quelle che allenano il fiato e che elasticizzano i
muscoli. Jogging, camminata veloce, nuoto; irrobustimento dei
muscoli delle braccia, del collo, dorsali e spalle. Il soprappeso
tra l’altro incide molto sul particolare concernente la massa
complessiva kart+pilota, che è costituita da un buon 40-45% da
quella del guidatore. Pesare troppo non significa solo penalizzare
la spinta del motore, ma anche dover anticipare frenate e staccate;
addirittura dover adattare le impostazioni delle curve ad un assetto
più pesante rispetto alla norma. L’individuo che intende
gareggiare è meglio tenga conto anche della propria linea,
mantenendosi il più possibile in forma.
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Fumo, alcool e
sostanze stupefacenti contrastano nettamente con il grado
performante di guida. Il fumo, anche se non incide particolarmente
sui riflessi, contribuisce a penalizzare l’ossigenazione
dell’organismo, elemento fondamentale per la resa psicologica e
muscolare. L’alcool ha il potere di rendere l’individuo lento e
con molte difficoltà di valutazione: ritarda o anticipa le azioni
da compier; sul kart è necessario guidare con
riflessi fulminei, ogni azione deve essere eseguita in un preciso
istante. Per non parlare delle sostanze stupefacenti,
pesanti o leggere che siano, sono deleterio per un soggetto che si
mette al volante: l’apparente carica psico-fisica generata da
queste sostanze si trasformano in un pastone mentale: il cervello
non svolge più i calcoli necessari per comandare una guida sicura e
precisa.
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Prima di affrontare
una giornata di karting, a qualsiasi livello, innanzitutto non
bisogna essere febbricitanti, indisposti o fisicamente stanchi. Poi
sarebbe bene aver effettuato almeno 8 ore di sonno notturno. La
stanchezza o il malessere trasformano la giornata in un calvario,
oltre a incidere sulla sicurezza propria e degli altri. Se in
coscienza tua, in un giorno dedicato al kart non ti sentissi
riposato o in buona forma fisica, rimanda l'attività ad altra data.
Ma rammenta che pilota = forza di volontà. Non tradirti, ovvero
evita stravizi prima di ogni appuntamento con la pista. Una
chicca ? Adottare costantemente esercizi di respirazione e
meditazione è un toccasana per la mente. Se la tua mente è
"bianca" cioè svuotata dai problemi che ti assillano
nella vita ordinaria, sfrutterai al 100% le tue potenzialità
mentali per concentrarti in pista.
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Al
mattino una buona colazione e se piace anche il caffè. Durante la
giornata avere sempre a disposizione acqua da bere eventualmente
addizionata con integratori salini, salvo parere contrario del medico,
utili soprattutto nelle stagioni estive in cui la sudorazione è
abbondante. Si tenga conto che sul kart si corre anche sotto il Sole,
al cui calore va aggiunto l’essere in tuta e casco.
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Si
ribadisce che è opportuno consultare il proprio medico riguardo
l’uso di integratori.
A
metà giornata evitare di abbuffarsi con pasti succulenti, generi
salati o piccanti. Preferire uno spuntino leggero se si crede di
correre anche al pomeriggio. Sarebbero sconsigliate anche bevande
dolci o gassate che favoriscono la sete anziché placarla.

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