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Il
motore a due tempi è utilizzato nella grande maggioranza delle categorie
kartistiche. Fanno eccezione alcune classi che da qualche
periodo stanno sviluppando motori monomarcia a quattro tempi e in
cui non ho esperienze in merito. Il due tempi è un motore capace di
elevatissime prestazioni e proprio per questa caratteristica deve
essere continuamente sottoposto a controlli e manutenzioni assidui.
Un propulsore di 125 cc che gira a 14.000 giri sviluppando oltre 40
cavalli non può essere che rispettato, se si desidera arrivare in
fondo alla distanza da percorrere.
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E’
sconsigliato improvvisarsi preparatori del proprio motore. Le case
costruttrici di motori da competizione per kart consegnano i
propulsori già pronti all’uso. Le messe a punto dovrebbero
limitarsi allo studio opportuno delle regolazioni che concernono la
“carburazione” e la scelta dei rapporti del cambio precisi per
ogni tipo di pista. Eventuali modifiche di aggiustaggio è meglio
lasciarle esclusivamente a mani molto esperte, anche perché in caso
di errore si rischia di rovinare irrimediabilmente il motore. I
produttori forniscono anche le evoluzioni dei vari motori, in
formato originale che si sposano tecnicamente con il modello
stabilito. Effettuare esperimenti “personali” sulle parti del
motore porterebbe molto probabilmente a delusioni e quindi a
sperpero di quattrini.
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Il
diagramma di coppia è la relazione tra la potenza erogata e
il regime del motore. Si nota che insistendo nel "tirare
i giri" oltre un certo valore la coppia cala nettamente.
Il range da sfruttare è quello nella fase più alta della
curva diagrammale. |
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Un
altro particolare oggetto di studio per valutare il comportamento
del motore è il disegno dell’espansione di scarico, che si rivela
di fondamentale importanza per ottenere piccole variazioni del
diagramma di coppia, valutabili unicamente da chi ha acquisito
grande sensibilità per conoscere le proprie esigenze. Infatti per
esempio, una determinata espansione è capace di “ammorbidire”
la potenza del motore adattandolo meglio in una situazione di pista
con asfalto poco grippante; un’altra lo accattiva maggiormente in
altre circostanze. Ma prima di avventurarsi nella meticolosità è
bene arrangiarsi con quel poco che si ha a disposizione.
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Il
principio di funzionamento di un motore a due tempi consiste in una
prima fase in cui il pistone salendo verso la testa comprime la
miscela aria-benzina nella camera di scoppio fino al punto morto
superiore della corsa e nello stesso tempo crea una depressione nel
carter sottostante. La depressione richiama nel carter nuova miscela
aria-benzina dal carburatore. Avviene quindi l’accensione
innescata dalla scintilla della candela e la miscela nella camera di
scoppio si incendia sprigionando energia che dà spinta al pistone
verso il basso fino al punto morto inferiore. In questa ultima fase,
attraverso i travasi la miscela che era nel carter sale nella camera
di scoppio e la sequenza si ripete anche 14.000 volte al minuto.
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La
resa di un motore a due tempi dipende dalla quantità di miscela
aria-benzina che si riesce a combinare per avere più energia e
anche dalla capacità di mantenere libera la camera di scoppio nella
fase di eliminazione dei gas di scarico. Infatti mentre il pistone
sale comprimendo la miscela, la camera di scoppio deve essere già
completamente vuota per cui l’efficienza dell’espansione di
scarico è importante, cioè deve essere in grado di far defluire i
gas molto velocemente. Nello stesso tempo l’immissione di miscela
nel carter deve avvenire in un preciso istante, in perfetta
sincronia con il movimento del motore, così come la scintilla della
candela.
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I
sistemi di aspirazione più utilizzati sono il lamellare e quello a
valvola rotante. Il lamellare sfrutta un fenomeno di risonanza che
avviene tra lo scarico dei gas e una griglia di lamelle poste sul
collettore di aspirazione tra cilindro e carburatore. Il sistema a
valvola rotante ha un disco forato che gira sincrono con il motore,
posto sul fianco del carter; ogni qualvolta il foro passa davanti
alla luce ricavata sulla parte fissa la miscela aria-benzina che
proviene dal carburatore entra nel motore.
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Molto
importante è anche il sistema di convogliamento della miscela
aria-benzina, ovvero la benzina deve essere intimamente miscelata
all’aria e nella camera di scoppio particolari conformazioni delle
superfici della testa e del pistone fanno si che la miscela si
incendi nel punto più opportuno. Occorre quindi sviluppare
esperienza in materia di carburazione e di elaborazione dei
componenti del motore. Tale esperienza matura accettando consigli da
chi ne ha, diffidando da qualsiasi iniziativa sperimentale "fai
da te". Un buon pilota sa diagnosticare il "difetto"
e un buon meccanico sa trovare la soluzione per risolverlo, a
piccoli tentativi.
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