dalla realtà al modellismo - LA FERROVIA DELL’ALTA PUSTERIA - spunti dal vero per un plastico “da corridoio”

 

SAN CANDIDO - INNICHEN

 

 

NOVITÀ! Grazie a Moritz Gretschel di Monaco di Baviera il piano binari di San Candido all'epoca della "stella"

 

La dizione esatta della stazione è “San Candido / Innichen. Come già detto la stazione è di confine per cui il piano binari, ancorché rivisto nel tempo, comunque tiene conto di alcune esigenze 
specifiche di questi impianti. Oggi, grazie alle locomotive multi-tensione e ad alcune modifiche all’impianto di alimentazione aerea, non c’è più bisogno di gestire cambi di trazione e partenze a spinta. I treni italiani si attestano su binari alimentati a 3000Vcc, quelli austriaci, di tipo reversibile, sui primi due tronchi lato Lienz che sono alimentati a 15Kvca. Peccato: era uno spettacolo vedere il piccolo 214 in dotazione all’impianto spingere come un forsennato il treno austriaco in partenza e poi vedere il locomotore che alzava il pantografo e finalmente accelerava con mezzi propri...

Il tratto di ferrovia tra San Candido e Prato alla Drava è armata con materiali italiani: pali LS, segnali per PL di avviso e principali, ecc. Solo a Prato alla Drava cambiano le dotazioni con quelle austriache. Il FV è molto grande ed ospita i servizi di stazione per Trenitalia e OBB oltre agli uffici Polfer di confine. L’aspetto è tipicamente tedesco, facilmente riproducibile con modelli Faller o Vollmer.

Il MM è composto da due corpi: uno alto, lato Lienz, in passato sede di uffici spedizioni, ed uno a prolungamento, più basso, che segue la banchina. Il tracciato dell’impianto è complesso e molto più articolato dalla parte italiana. Negli schemi in cui è riprodotta la stazione si può vedere, lato Lienz, la ferrovia che, passata sotto la strada SS48 che si avvia al confine, compie una curva a sinistra, supera un PL a quattro barriere che dà l’accesso al centro di San Candido e giunge alla stazione.
I treni austriaci di tipo regionale, generalmente con al seguito due o tre carri trasporto biciclette (riprodotti da "Kleinbahn", Vienna) si attestano sui primi due binari tronchi in alto, alimentati con il sistema austriaco. I binari di corsa del piazzale sono ben nove: il c.t. è anche qui il 3°. Utilizzati per il servizio passeggeri, comunque, sono solo il 2° ed il 3°.

Nei periodi in cui ne è prevista l’effettuazione sul 4° binario viene depositato, dopo il suo arrivo e fino al momento di riprendere servizio, l’espresso auto-cuccette da e per Roma. Il 9° binario è destinato unicamente a servizi merci: ci sono la pesa e la sagoma limite. Curiosità: prima e dopo la pesa ci sono due scambi deragliatori a protezione del resto della stazione! (prodotti da PECO, serie Streamline). La stella a cinque punte che una volta veniva usata per girare
 le vaporiere non esiste più. Nel rinnovo della stazione non è stata più ripristinata. Aggirandosi nei capannoni che sono stati costruiti nei pressi del piazzale si può scorgere, tra le erbacce incolte, qualche vestigia del vecchio impianto. Sono riuscito a fotografare solo lo scambio della “punta alta" ed un complesso di incroci a tre vie. Peccato perché ogni anno viene organizzato, ad agosto, un treno speciale con la 740 di Verona che, aiutata da un pari età 626, transita per tutta la
 Pusteria fino a San Candido. L’andata è nel senso giusto, il ritorno a marcia indietro... Ennesima prova della cecità commerciale dimostrata da chi di competenza. Un treno a settimana, se non al giorno, nel periodo estivo renderebbe molto più dei costi indotti...
A San Candido si potevano vedere scene da “OK Corral”: non nel senso delle pistolettate ma del trasporto di animali. A prolungamento del marciapiede del primo binario, infatti, c’è una banchina, coperta, attrezzata con transenne “guida” per il carico e scarico dei carri bestiame. Anche sul lato destro, quello da Dobbiaco, della stazione c’è un PL a quattro barriere. Protegge l’ingresso lato ovest dell’abitato di San Candido e la SS52 del Comelico superiore.

 

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