|
dalla
realtà al modellismo
DOBBIACO - TOBLACH
|
| La dizione esatta della stazione è “Dobbiaco / Toblach. È questa la stazione più alta della linea (1225m s.l.m.). Fino ai primi anni ’60 rappresentava il punto di scambio con la rimpianta Ferrovia delle Dolomiti che originava da qui e raggiungeva Cortina |
| e poi Calalzo, chiudendo quel triangolo ferroviario che in molti ora rimpiangono... Dobbiaco è un centro di alta frequentazione sia d’estate che d’inverno. Ma il fatto che sia proprio alla confluenza della SS51 d’Alemagna con la SS48 delle Dolomiti fa si che di movimento ce ne sia sempre, anche nelle basse stagioni. Nello schema il lato sinistro è in direzione Fortezza, il destro San Candido. Il 1° binario è quello più in basso, l’unico protetto da due tronchini di sicurezza e senza segnali di partenza. Il corretto tracciato è rappresentato dal binario 3. In questa stazione, se devono essere effettuati degli incroci, l’altro binario utilizzato dai treni provenienti da San Candido è il 4°. Non mi è mai capitato, in diversi anni, di vedere utilizzati gli altri binari ma ritengo che la stazione sia rimasta con tutte queste dotazioni perché Dobbiaco è sede di un distaccamento militare dell’Esercito e di una scuola dell’Aeronautica. Sul lato sinistro del piazzale un passaggio a livello a quattro barriere protegge la “Via Dolomiti" la strada |
| che attraversa Dobbiaco Nuova, dove ha sede la stazione. Il PL è posto dopo i tre scambi di ingresso e prima che il binario 2 si apra a formare il primo. Ulteriore curiosità: essendo posizionato in vicinanza di molti alberghi, le campane del passaggio a livello (i “risuonatori”) sono state “silenziate” mediante... stracci che impediscono proprio la risonanza! In effetti, alla fine, si sente unicamente una serie smorzata di martellate, come se qualcuno picchiasse, appunto, con il martello su di uno spezzone di ferro (con buona pace delle motivazioni di sicurezza che stanno alla base della dotazione originaria...) |
| La stazione è un complesso molto grande, a tre corpi alti uniti da due costruzioni ad un solo piano. Anche questo impianto è impresenziato e, quindi, accessibile al pubblico – dal lato binari – c’è solo una piccola sala d’attesa ricavata nel corpo basso di destra dove ci sono le obliteratrici ed una macchina emettitrice automatica. Nel complesso la stazione appare trascurata, nonostante il movimento sia comunque di una certa consistenza. Sulla parte del corpo alto centrale i soliti apparati per il controllo degli incroci. Il complesso di Dobbiaco è veramente grande e di spazio non utilizzato ne rimane molto: peccato, perché fino all’anno scorso c’era un gruppo di appassionati di modellismo ferroviario che cercava uno spazio per |
| Il magazzino merci è posizionato lato San Candido. Anche qui parecchia incuria per cui il piano rialzato è invaso da erbacce e sterpaglie. Sulla banchina sono accatastati tre carretti che venivano usati (lo ricordo ancora!) per trasportare i bagagli dei turisti al piazzale antistante o alla stazione della SFD. L’uscita dalla stazione, lato San Candido, non è simmetrica al precedente. Infatti, prima dello scambio che genera il primo binario da quel lato, ce ne è un altro che consente la connessione ad un’asta di manovra (affiancata anche questa da una banchina rialzata utilizzata all’epoca per il carico e scarico di merci da e per la SFD) e, in direzione opposta un tronchino che finisce in un ricovero per le scale della T.E. La ferrovia, uscita |
| da Dobbiaco, con una curva a sinistra incomincia la sua discesa abbastanza dolce fino al confine di Prato alla Drava e poi più decisa fino a Lienz. Da Dobbiaco a San Candido sono gli ultimi 3 chilometri percorsi da treni italiani. Quest’ultima stazione, infatti, è stazione di confine ed a questa si attestano i regionali che quotidianamente la collegano a Fortezza. |
| INIZIO | MONGUELFO | VILLABASSA | DOBBIACO | SANCANDIDO | COMPOSIZIONI | PAG. INDIETRO | PAG. AVANTI |