Apamea
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LA STORIA
La città di Apamea si trova su un'altura al lato della pianura del fiume Oronte a una cinquantina di chilometri a nord-est di Hama. È uno dei siti archeologici più importanti del medio oriente, e, a causa degli scavi ancora in corso, solo una parte della lunga strada colonnata è stata ripristinata.

Apamea fu costruita da Seleuco I Nicatore nel 300 a.C. che le diede il nome della moglie di origine persiana.
Sulla collina della cittadella, già abitata in epoca preistorica, venne costruita l'acropoli. Alla città fu data una struttura ortogonale tipicamente ellenistica in seguito mantenuta dai romani e dai bizantini. In breve tempo Apamea divenne uno dei centri più importanti del regno come sede amministrativa e della cavalleria reale, purtroppo è rimasto ben poco di questo periodo.
Quello che si può ammirare attualmente sono i resti della città romana. Nel periodo romano, Apamea ha avuto il suo massimo splendore mantenendo il ruolo di base commerciale e militare, nel periodo di suo maggior sviluppo arrivò ad avere anche mezzo milione di abitanti. Nel 115 d.C. fu distrutta da un devastate terremoto e quindi ricostruita dall'imperatore Traiano, durante questa ricostruzione vennero eretti il teatro le terme e il tempio. Diventata capoluogo della provincia Syria Secunda subì vari assalti da parte dell'esercito persiano nei secoli VI e VII

Nel 1106, durante le crociate, Apamea, in quel periodo ribatezzata Famia, fu conquistata da Tancredi che la unì al principato di Antiochia. Nel 1149 fu riconquistata da Nureddin, e successivamente nel 1157 e nel 1170 Apamea fu distrutta, e quindi abbandonata, da due terremoti.

IL SITO ARCHEOLOGICO

Mappa della città di Apamea
Partendo dalla porta di Antiochia, una delle sette che permettevano il passaggio tra le mura che circondavano la città per un totale di 6 chilometri di lunghezza, si percorre il lungo cardo maximus questa maestosa strada colonnata, costruita nel periodo di Traiano, è lunga 2 chilometri con una larghezza di 37,5 metri. La sola careggiata, tuttora ricoperta dai lastroni originali sui quali sono ancora visibili le traccie scavate dalle ruote dei carri, ha una larghezza di 22 metri. I porticati laterali, dove erano presenti le botteghe avevano una pronfondità di 7-8 metri.

Procedendo dalla porta di Antiochia verso la porta di Hama a sud, lo stile del cardo maximus cambia passando da delle colonne con capitelli corinzi e fusti lisci a colonne scalanate di costruzione più tarda, fino al III secolo.

A circa 400 metri dalla porta di Antiochia, sulla sinistra, si possono notare i bagni di Giuliano Agrippa del 116 dei quali non esiste più l'ingresso ma si possono ancora distinguere le condotte dell'acqua e le sale calda e tiepida. Al centro della strada è presente un'alta colonna 14 metri che faceva parte del tetrapylon, posto all'incrocio con un decumano, divideva in cardo in 4 parti di uguale lunghezza. Da questo punto le colonne cambiano aspetto diventando scanalate.


Probabile ingresso palazzo reale

Portico con i resti delle botteghe sulla destra

Continuando ancora verso sud, a circa tre quarti del cardo, le colonne cambiano ancora e la scalanatura diventa a spirale, con andamento inverso da una colonna all'altra. Su alcune di queste è presente una mensola dove erano posizionate le statue bronzee degli imperatori Marco Aurelio, Antonio Pio e Lucio Vero. A questa altezza del cardo si possono vedere,verso ovest, i resti dell'agorà, del tempietto della dea della fortuna protettice della città, Tyche, e del tempio di Zeus Belos.

Arrivati all'incrocio con il decumanus maximus, che continua verso est, si possono vedere, a sinistra, i resti di un ninfeo e continuando per il documanus si arriva ai resti di un palazzo, triclinos, con più di 80 stanze dove sono stati rinvenuti dei nosaici il più famoso dei quali è conservato al museo di Bruxelles.
Affiancato a questo palazzo ci sono i resti di una cattedrale del V secolo ampliata, dopo un terremoto, nel VI secolo. Tornando indietro e attraversando l'incrocio con il cardo si arriva fino al teatro romano costruito sul pendio naturale della collina. Questo teatro con il diametro di 139 metri è il più grande della Siria, ma, essendo stato utilizzato come cava di pietra dai crociati per costruire una fortezza, ne è rimasto ben poco.

L'antica Apamea è sovrastata dalla Cittadella mamelucca della quale rimangono solo poche mura esterne. Sotto la Cittadella si trova uno dei maggiori Khan, Caravanserragli,della Siria fatto costruire da Solimano il Magnifico nel 500.
Questo edificio è composto da quattro ali attorno ad una corte centrale, e, attualmente, ospita un museo dove sono conservati vari mosaici ritrovati durante gli scavi di Apamea oltre a mosaici di chiese paleocristiane di Huarte.

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