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La psicologia cognitivista
La psicologia cognitivista, o più semplicemente il cognitivismo,
studia sia elementi dell'attività cognitiva quali la percezione, il linguaggio, la memoria, sia questioni legate
alla creatività e all'innatismo (che sono proprie della concezione chomskiana)
in più studia concetti come quello di scopo e intenzionalità delle azioni.
Quest'ultime nozioni sono state considerate dalla psicologia come ascentifiche, in quanto non dimostrabili con rigore empirico.
Tale ascientificità fu scalzata dalla cibernetica che dimostrò la possibilià di costruire automi governati da regole precise,
capaci di modificare il loro comportamento sulla base di uno scopo.
Il cognitivismo si presenta come disciplina originale e concreta, che sintetizza il rigore metodologico, la verifica empirica con l'innatismo,
il creativismo, l'intenzionalità delle azioni.
La psicologia cognitivista è molto attenta a come avvengono i processi di elaborazione di informazioni,
portando rilevanti contributi al progetto della scienza cognitiva. Risolvere un semplice problema aritmetico (ad esempio 2 × 1) è senza dubbio un'attività mentale.
La psicologia cognitivista studia come viene eseguita tale attività,
seguendo questi criteri : studio delle informazioni utilizzate per la risoluzione
del problema e di come queste sono rappresentate nella nostra memoria, studio dei processi
con cui siamo riusciti ad attivare le informazioni necessarie e dei processi che hanno portato alla risoluzione.
Processi automatici, processi controllati
Concetti
Accesso lessicale
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