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IL FUOCO E L'ACQUA (part three)
KILLING FLOOR (Spark SRLP 102, metà 1970) Woman You Need Love / Nobody By My Side / Come Home Baby / Bedtime Blues / Sunday Morning / Try To Understand / My Mind Can Ride Easy / Wet / Keep On Walking / Forget It! / Lou's Blues / People Change Your Mind Michael Clarke: ch. / Lou Martin: pn. / Bill Thorndycraft: v.ar. / Stewart McDonald: bs. / Bas Smith: bt. - Prod. John Edward La musica registrata dai Killing Floor in soli dodici giorni per il loro album d'esordio omonimo è un frizzante rock blues di ottima qualità strumentale, che non prevede importanti novità concettuali ma si distingue per la scioltezza delle esecuzioni e per l'energico divertimento profuso. Il disco, che mostra un livello molto omogeneo, è introdotto in modo brillante da una bella resa della Woman You Need Love di Willie Dixon, caratterizzata dagli elementi portanti del suono della band: la focosa chitarra di Michael Clarke e il brioso piano di Lou Martin, sostenuti da una solida sezione ritmica. Il resto del repertorio presente è costituito da originali che svariano attraverso un'esposizione sempre in equilibrio tra esuberanti blues elettrici e dure inflessioni ai limiti dell'hard. Da segnalare il lungo Bedtime Blues con in evidenza l'armonica del cantante Thorndycraft, il curioso intermezzo neoclassico del solo Martin in Sunday Morning, la frizzante e spettacolare Forget It! (non pochi i punti di contatto con i primi Led Zeppelin), la virtuosa esibizione solista del piano in Lou's Blues e, in conclusione, le durissime sciabolate di People Change Your Mind dettate dall'incontenibile chitarra di Clarke. valutazione: 7+
OUT OF URANUS (Penny Farthing PELS 511, 1971) Out Of Uranus / Soon There Will Be Everything / Acid Bean / Where Nobody Ever Goes / Sun Keeps Shining / Call For The Politicians / Fido Castrol / Lost Alone / Son Of Wet / Milkman Michael Clarke: ch. / Bill Thorndycraft: v.ar. / Stewart McDonald: bs. / Bas Smith: bt. / Lou Martin: pn. (?) + Paul Spencer Mac: vi. - Prod. John Edward Il secondo album dei Killing Floor, ancora prodotto da John Edward e con la supervisione di Larry Page (boss della label e manager dei Troggs), propone un suono decisamente più schematico e vicino all'hard rock; manca il brillante contrasto tra la chitarra di Clarke e il piano di Martin (da molti considerato in formazione, ma proprio non si sente), resta in ogni caso una sufficiente freschezza esecutiva e, pur con qualche caduta di tono (ad esempio il non esaltante rock'n'roll di Call For The Politicians), il materiale appare dignitoso. Degni di menzione sono le scattanti Milkman e Acid Bean (edita anche a 45 giri), il riemergere della convinzione blues in Where Nobody Ever Goes, la ballata dai toni progressivi di Soon There Will Be Everything con il violino dell'ospite Paul Spencer Mac, le ruvide contrazioni di Out Of Uranus, della buona Fido Castrol (non distante da certe cose dei Groundhogs), di Lost Alone e di Son Of Wet, che riprende e sviluppa un'idea del disco precedente. valutazione: 6,5
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