felicioni_andrea

Mostrenze

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U:maed

"DA CITTA' ETERNA A CAPITALE DEL FUTURO?"

Roma tra nuove prospettive e vecchie paure

Sede: Centro Congressi via Salaria 113 Facoltà di Scienze della Comunicazione

Convegno sulla riqualificazione urbana

-Commento al convegno-

C)Mi scuso per arrivare fuori dai tempi richiesti,ma si è trattato di un problema tecnico ora risolto. A questo punto, visto che giungo dopo aver partecipato alla discussione di luned ì, vorrei provare a fare un sunto breve di opinioni espresse. E' risultato evidente un certo senso di stanchezza su alcuni argomenti dibattuti in conferenza . Certe problematiche investono "la città eterna" ormai da "tempi eterni"a loro volta(la paura del passato attanaglia!), con conseguenze di un pronunciato immobilismo,notato da tutti , addetti ai lavori e non. Il ruolo delle scelte di piano , il ruolo quindi della politica ha una rilevanza fondamentale,per i risvolti che si generano nella società , ad ogni livello. La difficoltà o la necessità(?) di cambiare volto a questa città "etrusca", ha creato più che altro situazioni di stallo e laddove si è agito polemiche.Eppure in questa Facoltà ci è sempre stato trasmesso un punto molto forte:ogni criticità è uno spunto di progetto,quindi ogni CRISI deve condurci ad un avanzamento, ad uno scatto in avanti;ma allora perchè non si agisce?le parole hanno fatto il loro tempo!Roma che fa ancora i conti con la sua Storia , neanche fosse una colpa , non regge più. Semmai quello che mi ha fatto riflettere è il ruolo dell'architetto in tutta questa vicenda . Ho sentito dire più di una volta che arriviamo sempre dopo,e proprio nella presentazione scritta della conferenza si dice che : "Roma decide di affrontare la sfida cambiando il suo look , comunicando un'immagine rigenerata ed innovativa , ANCHE attraverso l'architettura" . ANCHE???. A caldo , queste frasi mi sono ronzate in testa fastidiosamente, poi , riflettendoci su ho cominciato a pensare che allora anche questa è una situazione di grossa CRISI , che merita una giusta meditazione.
C).Per quanto riguarda una scelta progettuale,piuttosto che indicare un'architettura in particolare, vorrei porre l'attenzione sul progetto"Porta di Roma"(IKEA già realizzato ,superm.Auchan,multisala, ecc.) che nel suo "concept" di progetto dice di porre "un completamento alla città contemporanea frastagliata e sfrangiata". E' quindi questa una soluzione ad una CRISI ?.

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Mostra e convegno


Eur Terragni

Commento al convegno

Voglio iniziare questo scritto con una impressione, quella ricevuta al termine della visione del filmato introduttivo:la “memoria”;e mi spiego.La ricerca di monumentalità e spazialità ha evocato in me il ricordo dei Fori Imperiali e delle agorà greche, dove il gioco del chiaro-scuro , vuoto-pieno domina , così come l'intento celebrativo e funzionale . Di getto mi ero annotato:”vedo scheletri che strutturano una macchina complessa su più livelli , e lì si riempiono e si svuotano”. E' un'imprssione confermata , quando il professore A.Saggio ha introdotto il concetto di “telaio”, articolandolo in otto punti. Non so se a distanza di sessanta anni sia ancora giusto parlare di “occasione perduta”, per vedere anche a Roma un'architettura razionalista e non una mera celebrazione di una fase politica italiana , che aveva bisogno di autocelebrarsi . Per certi versi è una storia che si ripete, non è un caso isolato.Alla conferenza “Roma : da Città Eterna a Capitale del Futuro?” sono stati analizzati vari aspetti sul come si intende, o come dovrebbe essere, una metropoli contemporanea. E' venuto fuori in maniera lampante l'immobilismo romano di fronte ad altre scelte di città europee, che riescono a fondere passato e presente con maggiore continuità e presenza . Alla base di questo c'è la forte competizione economica fra i grandi centri urbani occidentali ( marketing territoriale ), tesa alla necessità di attrarre capitali . L'EUR non era nato per questo, ma forse oggi lo vorrebbe diventare (“lifting accativante”), il punto sta nella sottile linea che traccia un solco tra il sapersi vendere bene e non svendersi . Questa è la vera sfida .


-Approfondimento-

Per Mauro Miccio, amministratore delegato di Eur Spa, l'identità ormai consolidata quale centro direzionale non esclude una vocazione turistica dell'Eur:”Vogliamo mostrare i palazzi, i musei, ma anche le cose più nascoste e segrete, inclusi i sotterranei. Sottoscriveremo una convenzione con l'Apt , per inserire la meta Eur nei tour della città di Roma. Una particolare attenzione sarà riservata alle visite notturne. Qui abitano 12mila persone, ma ogni giorno in 50mila arrivano per lavoro. Così di notte il quartiere si svuota e per il visitatore è il momento più suggestivo”.

Già oggi, dietro appuntamento, si può partecipare a una visita guidata “precisa Fabio Grisanti, responsabile delle relazioni esterne , “ne organizziamo di tre tipi: per le scuole medie, per le superiori, per gli esperti come ingegneri e architetti.Chi è interessato può chiamarci e cercheremo di accontentarlo”.(Il call center per le visite guidate del quartiere e del bunker risponde allo 06-44340160).

Foto bunker

CENTRI STORIC I / PERIFERIE

NUOVI DESERTI METROPOLITANI

FarwestMetropPresentiSemin

Lo svolgimento del seminario è stata una buona occasione di incontro su tematiche sempre attuali; quelle sui CONFINI MOBILI tra centri storici e periferie delle metropoli contemporanee. Gli interventi hanno messo in luce questi aspetti:centro storico, città esistente e città storica, città vivente, città consolidata, territorio storico, la città italiana sembra mantenere la specificità della propria formazione e stratificazione, variamente indicata da quelle definizioni, come patrimonio di urbanità più resistente ai fenomeni problematici della metropoli contemporanea. Tuttavia alcuni processi di trasformazione-non sempre negativi- stanno avvenendo, e parlano di enclavizzazioni e infrastrutturazioni, di gentrificazioni e desertificazioni, di nuove centralità e di grandi svuotamenti di campagna-città e di perturbano, a volte sulle soglie del rinselvatichimento e dell'abbandono. Progetto politico e Progetto urbano e architettonico sono necessari per rispondere in modalità adeguate e nuove a tali tendenze, che hanno agli estremi simmetriche versioni di un progrediente “deserto del reale”: dei centri urbani specializzati, anche come città d'arte o luoghi di pregio lussuosi, e dei territori della metropoli disarticolati o marginalizzati. Allo scopo sembra anzitutto necessario identificare nuove categorie-non solo “disciplinari”-e griglie di lettura, narrazioni, se non modelli interpretativi, per Ridescrizioni metropoloitani.

Commento

Il primo intervento ha visto il Professor A.Terranova iniziare con una frase ad effetto:”Benvenuti nel deserto del reale”dal film “Matrix”.Reputa l'apporto mediatico scritto insufficiente ad una profonda e seria comprensione del mondo dei deserti metropolitani; il riferimento evidente è a quanto successo e visto a Parigi lo scorso anno. Tornando alla realtà romana, afferma che “Roma non è mai stata una città operaia”, così il suo sviluppo periferico pianificato degli anni '60-'70, ha sanato una richiesta abitativa pregressa nel tempo, ma non legata ad una necessità di alloggi dovuti ad una città industriale in espansione. A seguire interviene Daniel Modigliani( Dir. dell'Ufficio Spec.NPRG del Comune di Roma). Afferma che la velocità di trasformazione della città contemporanea è “spaventosa”, generando mixitè di funzioni; “oggi i ragazzini di 14anni girano il territorio romano e lo vivono completamente attraverso il mondo web; non era così 10 anni fa”. Roma si specchia in una grande creatività diffusa, senza limiti spaziali. Cesare Macchi Cassia parla dell'esperienza milanese e dell'importanza del configurarsi di una vera mixitè urbana. Oggi la “città trasversale rappresenta la dinamicità del contemporaneo”; occorrono materiali di progetto urbano che accettino la frammentarietà del terzo millenio. L'eperienza torinese viene affrontata da Daniele Lupo Jalla ( storico, CoordinatoreServiziMuseali) e Vincenzo Simone ( Coord.EcomuseoUrbanoTorino; www.comune.torino.it/ecomuseo), che spiegano il progetto EUT:

Nella fase storica che stiamo vivendo, il patrimonio culturale costituisce un fortissimo fattore di coesione sociale e di costruzione di appartenenze. Il tema di fondo dell'Ecomuseo riguarda la natura pubblica del patrimonio culturale e il servizio alla collettività che le istituzioni culturali sono chiamate a svolgere. La rapida crescita dell'EUT è dovuta in primo luogo alle esigenze e alle proposte dei cittadini torinesi di tutelare il proprio patrimonio locale, fatto di edifici, di archvi, di foto, di memorie orali, di registri scolastici, e dal voler giocare un ruolo in tutto questo processo. L'EUT si ispira ad una logica federativa: è coordinato dai servizi museali della città e realizzato in collaborazione con le Circoscrizioni che vi aderiscono, e sostenuto dalla Regione Piemonte-Direzione Parchi ed Aree protette. Punti di riferimento per i cittadini sono i Centri di Interpretazione , diffusi sul territorio e aperti al pubblico, dove è possibile consultare materiale documentario e archivistico sulla storia locale , partecipare alle attività e contribuire attivamente alla ricerca e alla conoscenza dell'ambiente urbano. I Centri ospitano esposizioni temporanee e incontri, promuovono percorsi sul territorio, sostengono i gruppi che sperimentano strumenti, producono materiali. Attivando processi e favorendo le relazioni tra le persone e il patrimonio culturale locale.

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