Shaquille Rashaun O'Neal (Newark, 6 marzo 1972) è un cestista, attore e rapper statunitense.
Gioca
come centro nei Cleveland Cavaliers, squadra che partecipa al
campionato NBA. Ha conquistato quattro titoli NBA, tre con i Los
Angeles Lakers e il più recente, nel 2006, con i Miami Heat.
È
l'unico giocatore in attività ad essere stato incluso nell'NBA 50,
l'elenco dei migliori 50 giocatori della storia della lega cestistica
statunitense. Centro di notevole esplosività nel fisico, Shaq ha vinto
con Team Usa il mondiale 1994 in Canada e il titolo olimpico ad Atlanta
1996.
Caratteristiche tecniche [modifica]
Alto 216 cm per
146 kg, viene considerato uno dei giocatori più dominanti della storia
Nba.[2][3] La sua imponente struttura fisica, supportata da una
possente muscolatura, gli permette di combinare potenza ed
esplosività.[4]
Non è abilissimo nei tiri liberi, con
percentuali, al settembre 2008, intorno al 52%.[1] Detiene inoltre un
record: l'8 dicembre 2000 sbagliò ben 11 tiri dalla lunetta nella
partita Lakers-SuperSonics, stabilendo così il primato assoluto quanto
a tiri sbagliati in un'unica partita NBA.[5] Proprio per questa sua
debolezza, esiste una particolare tattica, nota come Hack-a-Shaq, che
le squadre avversarie attuano nei momenti decisivi degli incontri e che
consiste nel fare fallo a O'Neal (per mandarlo in lunetta) non appena
prende palla.[6] A fine dicembre del 2008 Shaq taglia il traguardo dei
5000 tiri sbagliati dalla lunetta, record che prima di lui aveva
superato Wilt Chamberlain.[7]
Carriera [modifica]
College [modifica]
Dopo
aver frequentato la high school a San Antonio, Texas, si iscrisse alla
Louisiana State University per studiare business. Iniziò a mettersi in
luce giocando nei LSU Tigers e vestendo il numero 33. Sotto la guida di
coach Dale Brown, militò ad LSU fino al 1992, chiudendo la sua carriera
universitaria dopo 3 anni con più di 20 punti e di 10 rimbalzi di media
a partita e ricevendo, nel 1991, il premio come miglior giocatore della
NCAA. Proprio nel 1992 decise di fare il salto tra i professionisti,
dichiarandosi per il Draft NBA.
NBA [modifica]
Orlando Magic [modifica]
Venne
scelto con la prima chiamata assoluta al Draft NBA 1992 dagli Orlando
Magic. Si impose subito nel panorama NBA per le doti atletiche già
messe in mostra al college. Nei suoi primi anni NBA, schiacciando, fece
addirittura collassare il canestro per ben due volte, una volta contro
i New Jersey Nets e una contro i Phoenix Suns. In un'intervista Shaq
dichiarò che nella partita contro i Nets cercò volontariamente di
rompere il canestro per "farla pagare" a Derrick Coleman, che gli aveva
schiacciato in faccia nel precedente incontro tra le due squadre.[8]
Nella
stagione 1994-1995 gli Orlando Magic raggiunsero la prima finale NBA
della loro breve storia, guidati in campo da O'Neal (media di 29,4
punti a gara) e Penny Hardaway. In finale vennero però sconfitti dagli
Houston Rockets capitanati da un altro celebre centro, Hakeem Olajuwon.
L'anno dopo i Magic riprovarono a raggiungere l'atto conclusivo: nella
finale della Eastern Conference, tuttavia, incontrarono i Chicago Bulls
del rientrante Michael Jordan e vennero eliminati in sole 4 partite.
L'estate
1996 è quella dell'addio a Orlando. O'Neal richiedeva alla sua squadra
un prolungamento del contratto e delle cifre simili a quelle percepite
da Alonzo Mourning, 112 milioni di dollari per 7 anni. I Magic
offrirono oltre 117 milioni, mentre intanto i Los Angeles Lakers gliene
promisero 6 in più: l'elevato ingaggio (122 milioni in 7 anni) e il
richiamo di Los Angeles (O'Neal aveva sempre sognato di giocare in
quella che era stata la squadra del suo idolo Magic Johnson, e inoltre
non aveva mai nascosto le sue aspirazioni nel campo dello spettacolo)
gli guadagnarono il trasferimento ai giallo-viola.[9]
Los Angeles Lakers [modifica]
Shaquille O'Neal, in visita con i Lakers campioni 2001-2002, saluta il presidente USA George W. Bush.
Nell'estate
del 1996 O'Neal passò dunque ai Los Angeles Lakers come free agent. La
squadra, pur essendo una delle più quotate in Western Conference, e pur
disputando ottime regular season, per tre anni si fermò prima
dell'approdo in finale.
Con l'esplosione della giovane guardia
Kobe Bryant nella stagione '96-'97 e l'arrivo di Phil Jackson (già
vincitore di sei titoli con i Chicago Bulls) come coach nel 1999, la
squadra fece finalmente il salto di qualità. Per tre anni consecutivi i
Lakers vinsero così il titolo NBA (2000, 2001 e 2002); in queste tre
occasioni O'Neal venne anche votato come miglior giocatore delle finali.
In
seguito alla sconfitta subita nella finale NBA del 2004 da parte dei
Detroit Pistons, però, O'Neal decise di lasciare Los Angeles, dopo otto
stagioni e tre titoli NBA vinti. Si separò così anche da Kobe Bryant,
l'altra stella della squadra, con cui aveva avuto diverse
divergenze.[10]
Il 14 luglio 2004 venne ufficializzato il
trasferimento di O'Neal ai Miami Heat: ai Lakers andarono in cambio
Caron Butler, Lamar Odom e Brian Grant, più la possibile scelta per un
draft futuro.
Miami Heat [modifica]
O'Neal al tiro libero con la maglia degli Heat.
Così,
nell'estate 2004, O'Neal arrivò alla corte di Pat Riley, in Florida, ai
Miami Heat, ai quali subito promise che nella sua permanenza agli Heat
avrebbe portato alla franchigia almeno un titolo NBA.
Nel 2005
Miami, grazie a O'Neal e alla stella emergente di Dwyane Wade, arrivò
ad un passo dalla finale e dall'impresa, dovendosi arrendere ai Detroit
Pistons nelle finali della Eastern Conference, complice anche un
infortunio allo stesso Wade.
Ma nel 2006 la promessa di O'Neal
venne mantenuta. I Miami Heat batterono i Detroit Pistons,
aggiudicandosi il titolo della Eastern Conference, e quindi il primo
viaggio alle NBA Finals. In una serie lunga sei gare sconfissero i
Dallas Mavericks, aggiudicandosi il titolo di campioni NBA per la prima
volta nella loro quasi ventennale storia. Fu quello il quarto titolo
NBA della carriera del centro di Newark.
Nel 2007, invece,
complice la tormentata stagione di Wade e dello stesso O'Neal dal punto
di vista degli infortuni, gli Heat vennero eliminati nel primo turno
dei playoff dai Chicago Bulls, con un perentorio 4 a 0 nella serie;
playoff che del resto avevano conquistato solo con un buon finale di
stagione raggiungendo il quarto posto della Eastern Conference.
Phoenix Suns [modifica]
Il
6 febbraio 2008 il cestista viene scambiato dagli Heat ai Phoenix Suns,
in cambio di Shawn Marion e Marcus Banks. Acquistato con lo scopo di
aiutare soprattutto in difesa e a rimbalzo, O'Neal ha contribuito al
raggiungimento delle 55 vittorie in stagione; al primo turno dei
playoff Phoenix è stata però battuta nettamente dai San Antonio Spurs,
perdendo la serie per 4 a 1. Intanto gli Heat, senza O'Neal, hanno
chiuso la regular season come peggior squadra della lega, con sole 15
vittorie e ben 67 sconfitte all'attivo.
Sempre nella stagione
2007-2008, per la prima volta da quando è in NBA, O'Neal non è stato
selezionato per l'All-Star Game 2008, dopo ben 14 selezioni consecutive
(ha però saltato l'appuntamento in tre occasioni per infortunio);
tornato però nel successivo All-Star Game 2009, vince il premio come
MVP dell'All Star Game a parimerito con Kobe Bryant.
Il 12
novembre 2008, con una schiacciata durante una partita contro gli
Houston Rockets, O'Neal supera i 26.395 punti in carriera segnati da
John Havlicek, entrando così nella lista dei 10 migliori realizzatori
nella storia della NBA.
Il 30 dicembre 2008, ancora con una
schiacciata nell'ultimo quarto della partita contro i Memphis
Grizzlies, supera Oscar Robertson e con 26.715 punti diventa l'ottavo
miglior realizzatore di sempre nella NBA.
Il 29 gennaio 2009,
nel secondo quarto della partita contro i San Antonio Spurs, tocca
quota 26.947 punti (anche questa volta gli ultimi due arrivano in
schiacciata) e diventa il settimo miglior marcatore NBA di sempre,
superando un altro grandissimo centro, Hakeem Olajuwon.
Il 21
marzo 2009, grazie ai 13 punti messi a referto nella vittoria contro i
Washington Wizards, Shaq si porta a quota 27.411 punti diventando il
quinto marcatore della storia NBA, superando un altro suo illustre
pari-ruolo, Moses Malone. Anche stavolta gli ultimi due punti sono
arrivati in schiacciata.
Cleveland Cavaliers [modifica]
Il 25
giugno 2009 O'Neal passa ai Cleveland Cavaliers in cambio di Aleksandar
Pavlović, Ben Wallace, una scelta nel 2° giro del Draft NBA 2009 e $500
000.[11] Per la nuova avventura con la squadra dell'Ohio decide di
tornare ad indossare il numero 33, usato ai tempi di LSU.[12]
Il
19 Gennaio 2010 grazie ai 16 punti realizzati contro i Toronto Raptors
supera il prestigioso traguardo dei 28.000 punti,dopo Kareem
Abdul-Jabbar, Karl Malone, Michael Jordan e Wilt Chamberlain.
