Campionati Europei Slalom ECA

Bratislava - Slovacchia 13-15 agosto 2010

   

Bratislava atto secondo. Dopo l’annullamento della prova di Campionato Europeo Slalom a causa della piena del Danubio che ha invaso parte del canale di Cunovo (dite Ciunovo altrimenti gli Slovacchi non vi capiscono !) e di cui vi ha già raccontato Gianni Pidia, l’assegnazione dei titoli continentali è stata riposizionata a ferragosto con una concentratissima “tre giorni” di gare.

 

Ho aderito con piacere alla richiesta della D.A.C. di partecipare ai campionati al posto di Gianni Pidia, sfortunatamente impossibilitato per motivi familiari. Un buon allenamento per i prossimi mondiali in Slovenia e l’occasione di rivedere alcuni dei colleghi che incontro periodicamente sui campi di gara.

Venticinque le nazioni iscritte per un totale di 127 concorrenti, anche se poi alcune federazioni non si sono presentate al via.

Il contenuto numero di partecipanti (solo 52 i K1 uomini iscritti) ha quindi consentito una gestione sostenibile delle prove di qualifica, delle gare a squadre e delle semifinali/finali, gare che ci hanno visto impegnati tutti i giorni sul percorso per moltissime ore.

Non chiedetemi quindi di raccontarvi anche di “Bratislava by night” perché le uniche cose che sono riuscito a vedere durante il soggiorno slovacco sono state il modesto albergo “Plus” alla periferia della città dove eravamo alloggiati, l’autobus che ci portava avanti ed indietro e gli impianti sportivi di Cunovo a valle dell’immensa diga sul Danubio. E poi, canoe, canoe....moduli delle penalità...e ancora canoe...La strada che porta a Cunovo da Bratislava (circa 20 kilometri) attraversa una nuova zona residenziale piena di villette in costruzione, realizzate con gusto. 

Fra queste me ne vengono fatte notare alcune dai colleghi slovacchi di proprietà dei gemelli Hochschorner acquistate, mi dicono, con i ritorni economici delle numerose medaglie olimpiche vinte con il loro C2. Al lato della strada corre una pista ciclabile altrettanto lunga che arriva sino alla diga di Cunovo, piena zeppa di ciclisti e pattinatori.

 

Arrivo a Bratislava nella tarda serata di giovedì 12 agosto, anche a causa del bel ritardo che il volo diretto da Bergamo ha accumulato.

Prendo un taxi e mi faccio portare a Cunovo per ricevere informazioni sugli orari e sulle gare, ma a Cunovo non c’è più nessuno. Allora si va in albergo con la speranza di trovare qualche notizia, soprattutto sulla presenza della navetta che il Chief Judge Milica Zererova mi ha assicurato esserci nello scambio di Mail dei giorni precedenti.

Gli slovacchi da quando sono entrati in zona Euro si sono subito globalizzati. Mi costa più il viaggetto in taxi che il volo dall’Italia !

Niente, in albergo non c’è anima viva e alla reception non sanno nulla. Il ristorante è chiuso e mi indirizzano al buffet. Buffet, vabbè chiamiamolo così...  Mangio una fettina di pollo impanata scaldata al microonde con un po’ di riso e poi a nanna.

 

Venerdì 13 agosto

Per paura di restare a piedi mi alzo prestissimo, faccio colazione (?!) e mi siedo sulle scale dell’ingresso dell’hotel in attesa degli eventi. Verso le 7 iniziano ad apparire persone vestite di verdino: "Are you a judge ?  Yes i’m...."

Fatta, è la divisa degli arbitri locali. Alle 7,15 l’autobus parte con un grosso carico di arbitri slovacchi spuntati da ogni dove.

Puntatina ad un supermercato per le provviste. Loro, più furbi, la colazione non la fanno in albergo e comprano le cose più disparate. Chi esce con dei dolci, chi con dei panini, chi con della frutta. Qualcuno anche già con delle lattine di birra che, come colazione, deve essere eccezionale. Da provare !

 

Alle 8 siamo sul campo di gara. Ci sono tutti gli Officials, compresi alcuni colleghi provenienti dall’estero.

Chief Judge è, come detto, Milica Zererova che ben conosco per aver partecipato con lei alle Olimpiadi di Pechino e ad altre manifestazioni internazionali. Suo assistente Jan Piacek, anch’egli molto conosciuto nell’ambiente.

C’è anche Zbigniew Kudlik, delegato dell’E.C.A., che supervisionerà la manifestazione.

 

 

La riunione verte sui soliti argomenti. Le postazioni sono già state tutte assegnate e resteranno sostanzialmente uguali per i tre giorni di gara. Molta attenzione viene posta nell’illustrazione della compilazione dei moduli delle penalità; ci danno anche un fac-simile di come devono essere scritti in inglese ed in slovacco i dettagli di tocco. La precisione è esasperante: si arriva a dettagliare se la palina è stata toccata all'interno o all'esterno.

 

La gara inizia alle dieci e terminerà alle 18,30 con una bella pausa, però, per il pranzo.

 

Mi dedico alla compilazione dei moduli della prima e seconda manche aiutato anche dalle indicazioni di pagina che gli organizzatori hanno inserito sull’ordine di partenza. Una buona idea che dovremmo riprendere anche per le nostre gare nazionali per evitare pasticci nella numerazione delle pagine compilate dai singoli giudici.

 

Sono stato piazzato alle porte 4-5-6 come “trasmission judge” insieme alla polacca Danuta Gongiarz e allo slovacco Ivan Drobán, che già avevo avuto in postazione agli Europei di Liptowsky Mikulas nel 2007, e che sono dall’altra parte del canale. Le porte non sembrano molto difficili e con i colleghi definiamo la posizione migliore per ogni tipo di penalità.

 

 

 

Il mio gabbiotto è stato posizionato in un punto molto favorevole e, per la prima volta nella mia storia di gare internazionali, potrò stare comodamente seduto al suo interno vedendo benissimo tutto.

 

 

Prima dell’inizio delle gare ho anche il tempo di dare un’occhiata al resto del canale che l’anno prossimo ospiterà i campionati del mondo di specialità.

Il tracciato è formato da due canali paralleli che si uniscono più o meno alla metà. Una serie di chiuse consente di utilizzare alternativamente i vari tronconi di percorso. Su uno di questi stanno facendo dei lavori in preparazione delle gare del prossimo anno ed hanno costruito degli ostacoli in legno per verificare il risultato prima di procedere alle modifiche in cemento.

Il percorso è molto bello e sembra davvero impegnativo con alcuni salti nella parte finale che metteranno a dura prova anche i migliori atleti.

La giornata, seppur faticosa, scorre regolarmente. Ci troviamo sempre d’accordo nell’assegnare le poche penalità. Qualche problema in più nel pomeriggio con la luce variata e con il sole contro, ma ci viene in aiuto il giudice della porta 3 che vede bene alcuni piccoli tocchi da noi non rilevati. Toccano le mie porte anche diversi nostri atleti.

 

Accedono alle semifinali (che per gli europei sono solo 20 atleti per categoria) i nostri K1 di Molmenti e Mayr ed il C2 di Masoero e Benetti. Niente da fare per Paolini, per la Clara Giai Pron, per il C1 di Colazingari e per gli altri due C2 di Camporesi e Ferrari e di Negro e Fiumara.

 

Alla sera, tornando al nostro albergo, sull’autobus esce una bottiglietta di un liquido alcolico indefinito che tutti, ma proprio tutti, siamo costretti a bere a mo’ di aperitivo. Poi ci fermiamo in un ristorante sulla strada per Bratislava (mi informano che nell’hotel si mangia male, ma me ne ero già accorto) e dopo l’alcol già ingerito ed i fiumi di birra tracannati come bicchieri d’acqua, la serata si porta al termine con allegria e simpatia. Credo per via dell’alcol (seppur ingerito in quantità modeste) il mio scarso inglese diventa fluente e riesco a conversare un po’ di tutto con la mia collega polacca Danuta.

 

 

 

Sabato 14 agosto

Anche oggi è una bella giornata nonostante il fortissimo temporale notturno che però ha rinfrescato un po’ l’aria. Ci sono le gare a squadre con grandi aspettative per il team azzurro.

Riunione e moduli da compilare: oramai siamo entrati nel tran tran della gare di slalom.

Ognuno di noi controllerà i tre passaggi su di una sola porta. Insegno ai miei colleghi le lettere A, B, C dell’alfabeto muto che utilizzavamo da bambini, in modo che possano dirmi con precisione qual è il concorrente che ha toccato.

La A è formata da indice e medio aperti a V sulla bocca, la B è una mano sulla guancia, la C è disegnata con indice e pollice. Imparano subito e l’alfabeto dei bambini ci sarà di grande aiuto.

Sul modulo difatti bisogna essere ancora una volta molto precisi e, addirittura, indicare con quale sequenza la squadra è transitata in ogni porta. Mi sembra davvero eccessivo ma mi adeguo.

 

Passano dalla mia postazione i nostri K1, Molmenti, Mayr e Paolini che stanno ripassando le strategie di gare.

Mi salutano con affetto e questo mi fa piacere. Poi Molmenti, continuando ad illustrare ai compagni i passaggi fra le porte, si rivolge a loro con fare serio e dice: “in questo punto potete tirare dritto e saltare la porta sei. Sono già d’accordo con il giudice D’Angelo che non ci darà penalità”....

Come no ! Ci mettiamo tutti a ridere, c’è davvero un bel clima.

Tutto regolare anche per le gare a squadre e non si vedono mai  il Chief Judge o il suo assistente Piacek. Buon segno, stiamo lavorando bene.

Per le squadre italiane purtroppo nulla da fare. Paolini salta le due ultima porte e la finale sfuma.

 

Seguire le finali è sempre molto emozionante e lo è ancora di più per le spettacolari gare a squadre. Praticamente non tocca più nessuno e con i miei colleghi ci limitiamo a confermarci i passaggi netti.

 

Premiazioni, altro meeting in cui Milica ci racconta quello che è successo durante la giornata fra verifiche e reclami e poi tutti in albergo non prima però della consueta sosta al ristorante per mangiare qualcosa e rimpiazzare i liquidi persi durante la giornata.

 

Domenica 15 agosto

Semi finali e finali per tutte le categorie. Sarà una giornata molto impegnativa.

Il percorso è stato cambiato e la nostra porta n° 6 è stata spostata più a valle ma non sembra per questo più impegnativa. Danuta la vede molto bene ed è anche controllata dai giudici del settore successivo.

 

Anche oggi è una bellissima giornata e le tribune del canale si popolano di tifosi. Tanti sono arrivati da Bratislava in bicicletta o con i pattini.

In finale K1 ci va solo Molmenti e Mayr la manca per un soffio. Niente da fare nemmeno per il C2 di Benetti e Masoero.

La giornata scorre tranquilla ed oggi, per vedere meglio la porta 6, mi sono posizionato all’esterno della struttura. Le palette per le penalità sono appoggiate sul gabbiotto ed utilizzate all’occorrenza.

Ma io con le palette delle penalità non ho un buon feeling (a Pechino ne ho rotta una sventolandomi, ma era colpa della scarsa qualità dei prodotti cinesi) ed un cattivo spiffero di vento me le butta entrambe nell’acqua. Oddio come fare ? Per fortuna galleggiano e girano, rigirano nella grande morta. Dopo un bel po’, quando già pensavo di utilizzare le mie mani per segnalare le penalità assegnate, un coraggioso ragazzo del salvamento me le recupera. Che figura !

 

Aspetto con trepidazione la discesa di Molmenti che l’hanno scorso ho visto vincere il titolo europeo a Nottingham. Ma alla porta due già tocca e per lui la gara è tutta in salita. Poi intravedo sul maxi schermo che tocca anche la 18. Quest’anno niente da fare.

 

 

Vincono quasi tutto gli slovacchi. Nel C1 addirittura primo, secondo e terzo.

 

 

Dopo le premiazioni, ultimo meeting con Milica che è davvero stravolta. Deve essere stata una giornata pesante.

 

Saluti, ringraziamenti, foto ricordo anche con la mascotte dei mondiali di slalom 2010 Sloka che fa promozione dell'imminente evento e, per alcuni di noi, arrivederci a Tacen a settembre.

 

Natalia Starickova, visto che l’autobus non è più previsto,  viene precettata da Jan Piacek e mi riporta in albergo per la mia ultima notte a Bratislava.

 

Le sono grato, domani presto si riparte per l’Italia e questi tre giorni sono stati davvero impegnativi.

 

Peccato per i nostri atleti che ci avevano abituato al podio in tutte le  ultime manifestazioni continentali.  Ma è  sempre  più  difficile e

basti pensare che nessuno dei nostri altrettanto quotati cugini d'oltralpe ha guadagnato nel K1 l'accesso alle semifinali.

 

Per Molmenti e soci la rivincita è vicina: TACEN 2010 !!

 

Giuseppe D'Angelo

 

(alcune delle foto pubblicate su questa pagina sono di Roberto D'Angelo)