Salve ! divido i miei "Hobby" tra: letteratura, integrati, transistor, chip, poesia, radiotrasmittenti ed argomenti di carattere vernacolo/bergamasco.
Non è stato facile cominciare, meno difficile proseguire con
l'applicare gli scritti, alle regole del WEB.
Oltre alle mie poesie, (tutte mie), sono presenti su queste pagine, con poesie, altri autori di elevata caratura.
Poichè le regole informatiche sono ferree, mi sono dovuto riscrivere
tutto ciò che potrete leggere, se vorrete.
E' stato difficile trascrivere le mie poesie, che sono in rubrica, poichè Il "Vernacolo" necessita di molti accenti, che le moderne tastiere, non mettono a disposizione.
Una raccomandazione per la lettura: attenti agli accenti stessi, che coloriscono l'espressione di una lingua regionale, in questo caso......il bergamasco.
NOTA: Certe poesie necessitano di rilettura, meglio rileggerle "OFF LINE"
ANCORA: Alcune poesie sono corredate da una foto, visibile clickando alla fine di esse.
Voglio citare qualche autore, che ha fatto del vernacolo regionale, una fonte di vera e propria letteratura. Innanzitutto la dizione, della regione di provenienza di detta letteratura, che colorisce ed amplia il valore poetico. (il vernacolo o dialetto), si perde nella notte dei tempi.
Anche il CARDUCCI, declama, a proposito di "dizione": in, "Davanti San Guido"
La signora Lucia, dalla cui bocca
trà l'ondeggiar dei candidi capelli,
La favella Toscana, ch'è si sciocca
nel manzonismo degli stenterelli
canora discendea, col mesto accento della Versiglia.............
Alcuni scrittori, veri maestri nell'arte di poetare, ci hanno tramandato testi e poesie, che non si perderanno mai.
In seguito potrete conoscerne alcuni fra i più rappresentativi, senza dimenticare quelli meno noti, che non sono inferiori, ma poco conosciuti.
Alighieri Dante
Il sommo poeta, nei Suoi versi manifesta un'irresistibile desiderio di "poetare" con citazioni
vernacolari come si può leggere da: "De vulgari eloquentia" (Saggio in latino), un Suo trattato sull'importanza
della conoscenza dei dialetti, in particolare di tutti i dialetti italiani, che a Suo dire migliorano l'italiano.
Il link ad Alighieri, ci porta a conoscenza dei luoghi e delle discendenze di Virgilio
ritenuto dal sommo poeta, Suo maestro.
Sotto, sono citati i nomi dei più noti vernacolieri.
Alberto Salustri * (Pseud. TRILUSSA ) per il vernacolo romanesco.
Renato Fucini * (Pseud. NERI TANFUCIO) tosco/pistoiese famose le "Veglie di Neri".
Carlo Porta * per il dialetto milanese.
Cesare Pascarella * romanesco (anche paroliere di note canzoni immemorabili).
Salvatore Di Giacomo * dialetto partenopeo (paroliere di molte bellissime canzoni).
In tutto il mondo, la canzone napoletana è riconosciuta come inimitabile.
Aldo Fabrizi * romanesco (bellissime rime classiche e di grande significato).
Gioacchino Belli * romanesco (satiro/umoristico/politico).
Giovanni Barrella * milanese
Antonio De Curtis (Pricipe Conmeno Focas) * meglio conosciuto come..."Totò",
dialetto partenopeo, di Lui basta citare " 'A livella", che potrete leggere clickando sul Suo nome.
Luigi Gnecchi * vernacolo bergamasco, (A mio parere ineguagliabile poeta e finedicitore).
Santagiuliana Tullio * dialetto trevigliese ed autore di libri storici.
Braga M.stro Franco * dialetto ferrarese, vive a Treviglio da parecchi anni.
Ferrari G.Franco * dialetto trevigliese, autore di brillanti sonetti.
Francia Carmelo * dialetto bergamasco, ineccepibile la Sua metrica.
.*.*.
Nei testi poetici in vernacolo, è imperativo uilizzare:
"metrica e cadenza", cosa che non avviene per la poesia
"libera" in lingua corrente, nella quale è d'obbligo solo l'assonanza. Provate a leggere una
poesia di tipo "libero" in dialetto sardo, per esempio, sarebbe impossibile capirla, ma, se la metrica è
curata, la capirebbe anche un friulano. (Sappiate che la Sardegna, è una regione in cui la poesia
di carattere vernacolo, è presente con grande splendore). Accingiamoci ad analizzare la breve storia
del "dialetto" bergamasco clickando Storia del dialetto bergamasco
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