BATTAGLIA DI CAPO MATAPAN

(28 marzo 1941)

LA TRAGEDIA DELLA FLOTTA ITALIANA

La portaerei inglese Formidable in navigazione


GIUDIZIO FINALE DELLO SHINANO 


La battaglia navale di Capo Matapan viene ricordata da quasi tutti gli storici come la "tragedia della flotta italiana" nella quale la nostra poderosa flotta viene annientata da quella inglese perdendo definitivamente il dominio sul Mediterraneo.

Le pagine dell'ammiraglio Iachino da me citate, tanto bravo a scrivere, quanto impreparato e titubante nel dirigere la flotta, sembrano fatte su misura per coltivare il mito dello scontro e della vittoria che mancò perché non avevamo i radars.

La battaglia di Capo Matapan fu lo scontro più importante di tutta la guerra marina nel Mediterraneo ma, se paragonato alle battaglie navali nel Pacifico, fu soltanto uno scontro secondario di scarsa importanza.

Per navi che vi partecipano e perdite (sia in uomini che in navi) è paragonabile ad uno dei numerosi scontri che vennero combattuti attorno a Guadalcanal, quali ad esempio la battaglia di Vella Lavella, di Capo Esperance, di Savo o delle Salomone.

Non può essere minimamente paragonate alle battaglie decisive che si combatterono a Midway, alle Marianne od al largo di Samar nelle Filippine.

Dunque fu uno scontro "minore" e non certo decisivo.

La perdita della divisione incrociatori pesanti italiana non fu decisiva per la nostra guerra navale. L'obiettivo strategico della Marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale fu quello di scortare e difendere i convogli che portavano truppe e materiali sul fronte africano e malgrado tutte le critiche fatte a posteriori fu pienamente raggiunto.

L'obiettivo tattico di snidare la flotta nemica e distruggerla in una battaglia decisiva fortunatamente non fu mai tentato, se non gli esiti sarebbero stati disastrosi.

La battaglia di Capo Matapan  fu una battaglia "fortuita" per gli italiani e pianificata per gli inglesi.

La Regia Marina fu costretta a combatterla per tentare di recuperare l'incrociatore pesante Pola rimasto danneggiato dall'attacco aereo degli Swordfish della portaerei Formidable.

La Royal Navy la combattè invece convinta di attaccare la corazzata Vittorio Veneto rimasta silurata, scambiata per il Pola, conscia comunque di poter infliggere un colpo decisivo alla flotta italiana.

Il primo responsabile della sconfitta non fu il tanto bistrattato Iachino ma la tanto lodata Marina Tedesca, la decrittazione dei messaggi mandati dalla macchina ENIGMA tedesca attraverso l'apparato ULTRA inglese, permetteva alla Royal Fleet di essere a conoscenza con anticipo delle intenzioni degli italiani.

La missione di Iachino prevedeva una sortita a sorpresa per attaccare il naviglio britannico e così quel giorno in un tratto di mare molto trafficato di solito dai convogli inglesi non fu trovato nemmeno un peschereccio.

Gli inglesi si comportavano come un giocatore di poker che conosce le carte dell'avversario ed i base a questa conoscenza fa le sue mosse. Lo stesso handicap lo subirono i giapponesi nei confronti degli americani, la decrittazione del Codice Viola nipponico fu fondamentale nella battaglia delle Midway e permise agli statunitensi di vincere la guerra.

Il secondo responsabile della sconfitta fu la carente ricognizione aerea italiana che non permise a Iachino di farsi un'idea della posizione e della consistenza della flotta britannica, l'ammiraglio italiano per tutta la missione brancolò nel buio senza avere l'idea esatta di quale tipo di formazione nemica lo stesse inseguendo.

Il terzo responsabile della sconfitta fu l'Ammiraglio Iachino il quale per salvare una nave rimasta immobilizzata, il Pola, condannò l'intera squadra dell'ammiraglio Cattaneo. A discolpa della condotta dell'ammiraglio italiano va detto che, quando venne a conoscenza dei problemi del Pola, non potè agire altrimenti. Se avesse i caccia torpedinieri a soccorso dell'incrociatore danneggiato, avrebbe salvato l'equipaggio ma avrebbe certamente condannato uno dei gioielli della Marina Italiana incorrendo nelle ire vendicative di Mussolini.

Si comportò come Villenueve a Trafalgar, il quale preferì combattere una battaglia senza possibilità di vittoria piuttosto che subire l'ira di Napoleone che lo accusava di inattività e di codardia.

Il quarto motivo della sconfitta fu l'incapacità degli italiani di combattere di notte. La scusa che gli inglesi avessero il radar e gli italiani no regge fino ad un certo punto. I giapponesi non avevano il radar eppure erano maestri delle battaglie notturne come dimostrarono ad esempio nella battaglia navale di Savo. Semplicemente gli inglesi sparavano meglio degli italiani.

Il quinto motivo della sconfitta furono le pessime doti balistiche dei cannoni italiani. I tanto lodati cannoni da 381/50 della Vittorio Veneto non erano in grado di centrare un isolotto a dieci chilometri di distanza. Questo a causa della grande dispersione di tiro dei cannoni che faceva in modo che ogni colpo avesse caratteristiche diverse dagli altri non permettendo quindi di centrare il bersaglio. In tutta la Seconda Guerra Mondiale questo tipo di cannone, equipaggiato anche sulle corazzate Roma e Littorio, non riuscì mai a centrare un bersaglio.

Se nella battaglia di Gaudo ci fosse stata la Bismarck gli esiti dell'operazione sarebbero stati diversi e probabilmente due o tre incrociatori inglesi sarebbero stati affondati.

In conclusione l'Ammiraglio Iachino, pur mancando della grinta, del mordente e dell'intuito di Nelson, si trovò a combattere contro un avversario che conosceva già le sue mosse, senza copertura e ricognizione aerea, quindi alla cieca e con dei mezzi bellici abbastanza discutibili (vedi i cannoni da 381/50).

Se aggiungiamo che dall'altra parte c'era un Ammiraglio, quale Cunningham, sveglio, intelligente, arguto ed aggressivo, a capo di una squadra efficiente e rodata, con il predominio aereo e maestro nel combattimento notturno, si capisce bene perchè la battaglia navale di Capo Matapan si sia risolta in una disfatta per la flotta italiana.


BATTAGLIA DI CAPO MATAPAN

BATTAGLIA DI CAPO MATAPAN VISTA DAGLI ITALIANI

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