Lo stemma ufficiale dello Shinano

BATTAGLIA NAVALE DEL MAR DEI CORALLI

(BATTLE OF CORAL SEA)

(4-8 MAGGIO 1942)


STORIA DELLA BATTAGLIA NAVALE DEL MAR DEI CORALLI

(HISTORY OF THE NAVAL BATTLE OF CORAL SEA)


IL BILANCIO

(TRATTO DA "LA GUERRA DEL PACIFICO" DI B. MILLOT)

(THE CONCLUSION OF THE NAVAL BATTLE OF CORAL SEA)


In base ai rapporti esagerati degli aviatori, le due parti annunciarono di aver riportato una grande vittoria e, più particolarmente, Radio Tokio proclamò esultante che la battaglia del Mar dei Coralli era non soltanto il coronamento della gigantesca offensiva nell'Asia sud-orientale, ma faceva suonare definitivamente la campana a morto per la marina americana.

I comunicati ufficiali nipponici si guardarono bene, naturalmente, dal precisare che una portaerei era stata assai gravemente danneggiata, che lo sbarco a Port Moresby aveva dovuto essere annullato e che una gran parte dell'aviazione imbarcata era stata distrutta.

Per quanto concerneva gli americani, l'entusiasmo fu attenuato dalla perdita della Lexington in un momento in cui essa non poteva essere sostituita da alcuna nuova costruzione e v'era la più urgente necessità di portaerei nella battaglia decisiva che si annunciava imminente.

Gli aviatori americani si erano fatti, comunque, un'esperienza incomparabile che fu loro proficua in seguito. Ma che cosa si doveva pensare di questa battaglia?

Sul piano tattico, si trattava senz'altro di una vittoria giapponese, perchè, se anche l'aviazione imbarcata nipponica aveva perduto, in due giorni di operazioni, 44 aerei (abbattuti o precipitati in mare) e cioè i tre quarti dei suoi effettivi, la portaerei Zuikaku era rimasta indenne e la Shokaku stava tornando in Giappone; non sarebbe stata disponibile per un lungo periodo di tempo, ma esisteva.

La perdita della portaerei leggera Shoho era incresciosa, ma non decisiva.

Dal canto loro, gli americani lamentavano la perdita della grande portaerei Lexington, della petroliera Neosho, del caccia torpediniere Sims e di 33 aerei.

Dal punto di vista materiale e tattico, il vantaggio era pertanto incontestabilmente dalla parte delle forze dell'Impero del Sol Levante.

Ma, esaminando l'aspetto strategico, si poteva constatare che le cose stavano ben diversamente.

La vittoria strategica era infatti, senza alcuna possibilità di dubbio, americana, perchè il piano di invasione giapponese era stato fatto fallire: lo sbarco a Port Moresby non aveva avuto luogo e le pretese nipponiche sulla Nuova Caledonia e sull'Australia potevano pertanto considerarsi finite.

Da ultimo, la preoccupante presenza americana in quegli scacchieri doveva costringere a riprendere in considerazione il piano di invasione giapponese e farlo profondamente rimaneggiare.

L'invasione nipponica della parte sud-orientale della Nuova Guinea venne in un primo momento rinviata al 3 luglio, e poi definitivamente annullata.

Si trattava quindi, sotto questo aspetto, di una incontestabile vittoria strategica americana.

Infine, questa prima battaglia aeronavale della guerra del Pacifico forniva un certo numero di insegnamenti: più specificamente, era stata un accumularsi inverosimile di errori e di confusioni notevolmente analoghe, del resto, in entrambi i campi.

Inoltre, consacrava definitivamente la portaerei nel ruolo di "Capital Ship".

Era anche la prima volta che due squadre navali si davano battaglia senza vedersi, con la sola arma aerea e senza sparare un solo colpo di cannone contro una nave di superficie.

La battaglia del Mar dei Coralli meritava quindi senz'altro di essere definita la "prima battaglia c al di là dell'orizzonte".

Una pagina della storia era stata voltata e l'America aveva la convinzione di essere riuscita a recidere il primo tentacolo della gigantesca piovra giapponese.


THE CONCLUSION OF THE NAVAL BATTLE OF CORAL SEA

In base to the exaggerated relationships of the aviators, the two parts announced to have brought a great victory and, more particularly, Radio Tokyo it proclaimed exultant that the battle of the Sea of the Corals was only not the crowning of the gigantic offensive in south-oriental Asia, but it made to definitely play the bell to dead for the American harbor.

The official statements nipponicis looked well him, naturally, to specify that an aircraft carrier had seriously been damaged a great deal, that the unloading to Port Moresby had had to be annulled and that a big part of the embarked aviation had been destroyed.

As it regarded the Americans, the enthusiasm had attenuated from the loss of the Lexington in a moment in which it could not be replaced by some new construction and there was the most urgent necessity of aircraft carrier in the decisive battle that was announced imminent.

The American aviators were made, however, an incomparable experience that was subsequently them profitable. But what was it had to think of this battle?

On the tactical plan, it certainly concerned a Japanese victory, because, if also the embarked aviation nipponica had lost, in two days of operations, 44 airplanes (dejected or fallen in sea) and that is the three quarters of its strengths, the aircraft carrier Zuikaku had been uninjured and the Shokaku was returning in Japan; you/he/she would not have been available for a long time period, but it existed.

The loss of the light aircraft carrier Shoho was regrettable, but not decisive.

From their song, the Americans complained about the loss of the great aircraft carrier Lexington, of the oil-tanker Neosho, of the fighter torpediniere Sims and of 33 airplanes.

From the material and tactical point of view, the advantage was therefore incontestably from the part of the strengths of the empire of the Rising Sol.

But, examining the strategic aspect, you/he/she could be ascertained that the things were well otherwise.

Strategic victory was in fact, without any possibility of doubt, American, because the plan of Japanese invasion had been made to fail: the unloading to Port Moresby had not had place and the claimed nipponiches on the New Caledonia and on Australia it could consider insofar you are ended.

From last, the worrisome American presence in that scacchieris had to force to take back in consideration the plan of Japanese invasion and to do it deeply to rehandle.

The invasion nipponica of the south-oriental part of the New Guinea came in a first moment postponed to July 3, and then definitely annulled.

You treated therefore, under this aspect, of an incontestable American strategic victory.

This first air-sea battle of the war of the Pacific finally, furnished a certain number of teachings: you/he/she had been more specifically a to accumulate improbable of errors and of notably analogous confusions, after all, in both the fields.

It definitely consecrated besides the aircraft carrier in the role, of "Capital Ship."

It was also the first time that two naval teams were given battle without seeing him with the only aerial weapon and without shooting an alone hit of gun against a ship of surface.

The battle of the Sea of the Corals deserved therefore certainly to be defined the "first battle  beyond the horizon."

A page of the history had turned and America had the conviction to have succeeded in chopping off the first tentacle of the gigantic Japanese polyp.


BATTAGLIA NAVALE DEL MAR DEI CORALLI (NAVAL BATTLE OF CORAL SEA)


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