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Una carriera da detective privato.
Il tema.
Indagini in punta di piedi.
L'avventura italiana.

La serie si sviluppa in modo non sempre coerente, forse a causa degli sceneggiatori sempre diversi, forse a causa delle ambientazioni che cambiano continuamente.

Poichè «Peter Strohm» era coprodotta da diverse emittenti, ciascuna di esse creava una storia che vedesse il detective al centro di una vicenda che si svolgesse nella propria città, indipendentemente dal fatto che questa fosse Amburgo o Monaco, Francoforte o Zurigo. L'idea di base era la stessa della più celebre e storica «Tatort» i cui diversi filoni trovano ambientazione nelle diverse città della Germania e con differenti commissari.

Il film pilota "Tod eines Freundes" [Morte di un amico] vede Strohm ancora a capo della Squadra Speciale contro la criminalità organizzata della polizia di Amburgo. Sulle tracce di Rabanus, un grosso trafficante di droga, Strohm riesce ad infiltrare un suo uomo nel giro e ad ottenere una importante soffiata. Poco dopo l'informatore viene trovato morto nella propria abitazione. Incastrare Rabanus è difficile utilizzando i metodi legali e Strohm vuole vendicare la morte dell'amico e collega.

Strohm si dimetterà dal servizio, preferendo la libertà d'azione all'ordine costituito che non gli permette di avere giustizia.

 

Peter Strohm. (Foto NDR)
La mano dell'assassino.

Una delle ultime apparizioni di Klaus Löwitsch è stata nel 2000 in un film per la TV dal titolo "Ein Mann wie eine Waffe", in Italia intitolato "La mano dell'assassino". Prodotto da ProSieben, è stato trasmesso in Italia da Retequattro. Qui la voce dell'attore era quella di Bruno Alessandro.

Klaus Löwitsch - Ein Mann wie eine Waffe. (Foto ProSieben/Meier)