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Mettiamo a disposizione dei soci e di altri amici che vorranno usufruirne, una pagina di annunci vari, una "bacheca virtuale" dove pubblicare annunci, notizie e quant'altro si riterrà utile.

Sono escluse le pubblicità, tranne corsi organizzati da sezioni del CAI, notizie su offerte ed aperture di rifugi alpini del FVG e contermini.

Se espressamente richiesta (e pertinente), la pubblicazione della notizia è garantita entro 3 giorni dal ricevimento, salvo impedimenti tecnici.

Potete inviare il materiale da pubblicare a caimuggia o al webmaster

 

 

 

Notizie
L'agenda


AVVISI

Mammut: richiamo set , inagibili

Bivacchi inagibili

 

C.A.I.

CAI Fiume Silvano nuovo presidente

Pordenone Splendori delle grotte friulane

Lombardo nel Cons. centrale d'indirizzo e controllo

GISM: dopo la Carnia, appuntamento a Saluzzo

CAI – Scuola: i corsi per il nuovo anno

Proposta di modifica regolamento rifugi

I triestini nella struttura centrale

Polemica sulle modifiche statutarie

 

SALITE

Meroi e Benet al Kangchenjunga

Nuova via sul Loška Stena

Samsara 8A/8A+ per Eva Scroccaro (1998)

Kopold torna in campo con due nuove solitarie

Tofana di Rozes, nuova via Viki Krema

La nuova via sul K7, il racconto degli sloveni

Terzo 8A per Eva Scroccaro (12 anni)

Eva, piccola grande climber

Meroi: quando il fine giustifica i mezzi

Natalija Gros 8c+ a Misja Pec

Nuove salite

CRONACA

Coppa del Mondo boulder in Slovenia

Da Cimolais a Roma con il Santo in spalla

Slovenia, porta la vecchia Tv in vetta e vinci...

Alpe Adria Trail, trekking dalle Alpi al mare

Siccità e caldo, bruciano i boschi sulle montagne

Scempio in Val Rosandra, ferma denuncia della XXX Ottobre

Alpinista cade in Val Rosandra

Tragedia in Val Rosandra, morto il ventenne Igor Slavich

Una fondazione in ricordo di Piussi

Transclautana e Skyrace Monte Cavallo, presentazione alla BIT

Legge per valorizzare rifugi e bivacchi in Fvg

Sciatori fuoripista causano valanga sul Lussari

Carpazi, il grido d’aiuto delle foreste vergini

Desio dieci anni dopo

Austriaco precipita per 200 metri sul Montasio

Meroi tra le protagoniste di un documentario

Guida alpina muore dopo caduta in parete

Inaugurato il nuovo sentiero Slivia/Slivno

Scoperto abisso record sul monte Canin

“Biospeleologia ed ecologia degli ambienti ipogei

“Leggimontagna 2011”

Val Comelico, muore sulla ferrata Roghel

Sappada, recuperati 10 scout sulle Dolomiti

Tenta il suicidio sulla Croda dei Toni

Fiocco azzurro per la climber Martina Cufar

Cartelli bilingui: 250 “passi” all’accordo

Frana del Vajont: nuovo studio

Escursionista muore sul monte Montusel

Incendio sul M. Uarchec nelle Prealpi Giulie

Colto sul fatto il piromane della Val Tramontina

Mondiali di Claut: l’Italia chiude con un oro

Claut: per gli azzurri l’oro è solo tra i giovani

Alpi Giulie Cinema 2010-11

C. Manera: escursionista cade per 200 m e muore

variante “Simone” alla ferrata dei 50 sul Creton dell’Arco

Campionati Mondiali Scialpinismo - Claut 2011

Gorski Kotar, aumentano i turisti stranieri

Trovato morto cercatore di funghi disperso

Rimessa a nuovo la Traversata muggesana

Escursionisti recuperati dal Soccorso Alpino

Cartelli bilingui: la Svp cerca il dialogo

Ritrovati due escursionisti dispersi da cinque giorni

Ecco le bandiere nere di Legambiente

Trovato escursionista morto sul Peralba

I consigli della Forestale in caso di temporale

Cartelli: ministero minaccia maniere forti

Marko Prezelj vince l’Eiger Award

Cartelli bilingui? No, mettiamo le figure

Un "cerca persone" per la montagna

Pasut si sveglia dal coma dopo 4 mesi

CNSAS cittadino onorario di Chiusaforte

Carnia, salve dopo notte all'addiaccio

Scout appiccano incendio per errore

Morto scialpinista travolto da valanga

Trovati sciatori dispersi, stanno bene

Morti in Val Visdende e Alpago

Morto Luca Vuerich

Arrampicata sportiva

Sciatore muore d'infarto sul Canin

 

VARIE

I segreti della Sfinge dei Carpazi

I 111 giorni del Kokoš (Cocusso)

La cartolina delle Dolomiti - premio Buzzati

Mauro Corona vince il premio Bancarella

I viaggi di Zucchiatti

Idrija città alpina

Scialpinismo sulle pendici del Dobratsch

 

 

 


SAG Trieste

XXX Ottobre TS

CAI Gorizia

CAI Monfalcone

SAF Udine

CAI Cervignano

CAI Cividale

CAI Codroipo

CAI Gemona, Buja e Osoppo

CAI Pontebba

CAI Tarvisio

CAI Pordenone

CAI Claut

CAI S. Vito al Tagliamento

CAI Sacile

CAI Spilimbergo

Carsiana

Area Marina Protetta di Miramare

Parco Regionale Dolomiti Friulane

Parco Regionale Prealpi Giulie

Eventi, incontri, conferenze


 

ARCHIVIO

2010

Gennaio

Febbraio

2009

Vie nuove

Due alpinisti friulani uccisi da una valanga in val di Fassa

Garwal, tre vie nuove per Prezelji

Manaslu: muore Franc Oderlap

Ritrovati i due dispersi in Valcellina

Sulle Dolomiti torna il lupo

Cartelli in tedesco: sequestrati gli atti

Padre e figli sorpresi in quota dal buio

Parapendista ferito sul monte Valinis

Humar trovato morto dagli svizzeri

L'eterno enigma degli strapiombi

Fungaioli dispersi

Muore escursionista in Val Cimoliana

Friuli: salvati escursionisti dispersi

2005

SOS San Lorenzo

La Festa degli alberi

Un percorso in Val Rosandra per i disabili

"Parco avventura" a Sella Nevea

Sentiero transfrontaliero Josef Ressel

Riconoscimenti letterari

Sci fuoripista

Il CAI di Fiume ospite della SAT

La formazione post-universitaria in Carnia

Capitale della valle del tempo

Culture alpine senza confini

Alpibike 2005

Radiocollare su una femmina di camoscio

2004


 

 


Interessante da leggere:

DE SENECTUTE ALPINA

oppure: vecchio sarai tu

di Silvia Metzeltin

C'è chi nel corso della vita non ha perso il gusto di andare per le montagne e di scalare ghiacci e rocce. Le riflessioni che seguono riguardano questi tipi di lui o lei. Non si riferiscono a chi ha smesso per disinteresse, o perché ha considerato l'alpinismo un investimento fallimentare, o perché ha trovato cose più serie e utili, o magari semplicemente meno faticose e rischiose, in cui impegnarsi. E' da specificare poiché all'alpinista che rimane appassionato sembra inconcepibile che qualcuno smetta, o che qualcuno si senta troppo vecchio per continuare anche quando in fondo gli piacerebbe.

Tuttavia a invecchiare anagraficamente ancora riconoscendosi nella passione attiva, a dispetto di qualche dubbio esistenziale e dei vuoti lasciati dai compagni scomparsi, non sono poi molti, benché il loro numero aumenti gradualmente da almeno un decennio. Se meriti continuare, ognuno può o magari deve domandarsi sul piano individuale se il proprio alpinismo abbia ancora un orizzonte di senso. Le risposte saranno per forza individuali e con mille sfumature. Ma per chi risponde affermativamente, si presenta comunque l'albero decisionale: continuare sì, ma in che modo?

Per l'escursionista la risposta è relativamente semplice. Se ha sempre gradito la socialità e le gite in gruppo, l'offerta oggi è ampia, e comprende perfino eventi di vario genere organizzati nei rifugi. Se invece ha privilegiato intimità e silenzi, a volte può non trovare compagni adatti per la condivisione e diventare un solitario anche suo malgrado. Questa solitarietà ha tuttavia il pregio di permettere una saggia autonomia nella scelta degli itinerari e nella gestione delle fatiche. Inoltre permette di evitare facilmente il cicaleccio delle file in convoglio a chi non lo gradisce.

Invece mantenere l'alpinismo tecnico è più problematico. L'ideale è invecchiare con un compagno di pari forza e intenti, come ho sempre pensato sia ideale iniziare allo stesso modo l'esperienza alpinistica in gioventù. Ma chi sono poi oggi questi vecchi alpinisti, che vecchi sono considerati dagli altri, ma loro non si sentono tali?

L'attribuzione di rigide categorie anagrafiche si diluisce nelle molte forme di frequentare la montagna ed è priva di fondamento. Già da giovani siamo molto diversi per predisposizioni e motivazioni. Considerando come la vita abbia poi plasmato diversamente ogni persona, c'è da concludere che proprio non è lecito rinchiudere gli alpinisti genericamente anziani nella gabbia dei luoghi comuni. Singoli esempi di pensionati, autori di prestazioni ancora ragguardevoli in assoluto sul piano sportivo, sfatano del resto gli schemi stabiliti sull' entità obbligata della rottamazione da correlare con l'anagrafe.

Siccome è meglio accompagnare il rifiuto attivo dei luoghi comuni con buon senso personale, è pure meglio non lasciarsi indurre in tentazione dalle varie offerte di impostazione competitiva spesso medicalizzate. Ho il ricordo allegro, che mi faceva tenerezza, della cordata ginevrina di Loulou Boulaz e Georges De Rham, i quali pur trovandosi su versanti sociopolitici opposti, hanno formato per parecchio tempo una buona cordata autonoma di settantenni che arrampicavano a comando alternato sulle rocce del Salève, quel Salève che per i ginevrini è come la Grigna per i lombardi. Ho invece un ricordo triste di grandi alpinisti sessantenni che si sono appoggiati a professionisti o compagni molto più giovani per tornare a grandi imprese, e ci hanno lasciato le penne. Erano esperti, allenati, preparati, ma... inseguire i sogni alpinistici rinviati in gioventù è aleatorio e rischioso. La sicurezza dell'affidarsi a giovani e perfino guide per tali ricuperi è ingannevole. Un compagno più giovane difficilmente sa valutare le possibilità concrete residue dell'anziano. Men che meno oggi, quando ormai si considera "facile" quanto per la generazione precedente costituiva "il limite delle possibilità umane", mentre i diffusi alti livelli di preparazione atletica creano differenze enormi nelle valutazioni.

D'altra parte, le "rimpatriate" sono deludenti, quando non patetiche. Perché tutto cambia intorno alla montagna, anche se le rocce sono rimaste le stesse, e cercare di rivivere i ricordi è più pericoloso che rimettersi a scalare. In Yosemite, quando Salathé, che da giovane aveva aperto anche vie sul famoso Capitan, è ritornato nella "sua" valle diventata Parco nel frattempo, per rivedere le pareti della gioventù, è stato respinto all'entrata perché, lui che viveva da solo, era accompagnato dal suo cagnolino. Cosa volete: che una guardia sappia di storia dell'alpinismo e abbia riguardo per questo tipo di anziani nostalgici?

Ricordiamoci che continuamente si sostiene che gli anziani sono un peso, e che quelli ancora in giro non servono, che le loro esperienze di vita non sono trasmissibili perché ognuno deve farsi la propria, che le loro conoscenze sono obsolete, quando non semplicemente superate. Insomma, le testimonianze "ai nostri tempi" interessano poco e non servono. Al massimo si può richiamare ai giovani che occorre contestualizzare il passato, che in situazioni storiche mutate le imprese non sono paragonabili.

Se c'è un suggerimento da passare ai giovani, è quello di non rimandare i sogni alpinistici all'età della pensione. Non solo perché ormai loro non sono più sicuri di riceverla, ma non sono neppure certi di arrivare all'età alla quale viene loro eventualmente promessa. E poi, cambiato il contesto, le ascensioni famose vanno mutando attrattiva e valore, secondo i criteri delle generazioni successive, quando cambiamenti geologici o climatici non hanno già aumentato a dismisura il rischio soggettivo della realizzazione.

Con queste considerazioni non sto affatto invitando gli anziani alla rinuncia o alla pura contemplazione, anzi. Mi sembra semplicemente che occorra un' ottica nuova, che lasci comunque emergere la personalità di ognuno in quanto essere unico anche come alpinista nel continuare con la propria attività. Bisogna anche diffidare della limitante retorica dei sentieri e fiorellini che riuscirebbe felicemente a vedere solo chi non è in grado di fare altro.

L'alpinista di azione, a qualunque età, non si riconosce nel "Deserto dei Tartari" buzzatiano e può aprire gli occhi sulle molte novità che favoriscono chi vuole restare attivo. Innovazioni utili nei materiali e nelle tecniche e opportunità di preparazione atletica offrono possibilità concrete per rallentare il calo di efficienza e innescare motivazioni nuove. In tutte le diramazioni sempre più numerose in cui evolve l'alpinismo tradizionale, filone da cui chi è anziano era partito in gioventù, ci sono oggi opportunità da cogliere al volo.

Vorrei riferirmi a una di queste diramazioni, perché in certo senso è la filiazione più vicina, ma anche la più incongruamente messa in discussione in certi ambienti alpinistici: l'arrampicata sportiva. Per me rimane una variante dell'alpinismo, che mi piace definire secondo Giorgetta "alpinismo sole e spit".

Non la chiamo "libera" per non cadere in confusioni storiche. Nella nuova visione di intelligenza motoria, l'aggettivo "libera" si applica a un passaggio anche ben protetto ma che permette il superamento con gestualità non obbligata, altrimenti si dice "vincolata", per esempio dove c'è un solo appiglio da raggiungere e il resto è davvero liscio come il vetro, e chi è troppo alto o troppo piccolo non passerà mai. Vorrei parlarne perché è un caso speciale di alta prestazione che non esclude nessuno in partenza. Permette adattamenti che a prima vista parrebbero proibitivi, benché inizi dove finisce il VI grado codificato e ideologicamente sbarrato della nostra giovinezza.

Così cerco di fermare qualche idea venutami arrampicando a pochi metri da mare, al sole, insieme alle lucertole ma senza la loro abilità. Assaporando la gioia serena della ricerca di armonia nel gesto sportivo. Sportivo, sì, mica lo rinnego. Riconosco la rottura, anche se radice lontana, innescata dal ministero felice di Cassarà, che nell'arrampicata intendeva porre in competizione aperta gli alpinisti, per farla finita con la confusione tra prestazione sportiva e spiritualità.

Certo questa arrampicata è sfuggita verso la specializzazione del sempre più difficile e si è allontanata dall'alpinismo nelle sue prestazioni estreme. Ma l'anziano - e non solo - oggi ne ha a disposizione i benefici "sole e spit". E' abbastanza saggio per risparmiarsi gli strapiombi da cui si esce su appigli per un solo dito. Del resto non ha più bisogno del riconoscimento necessario al giovane e può fare tranquillamente a meno di infilarsi sul 7c, mettendo stupidamente in gioco il suo amor proprio e a repentaglio le sue articolazioni.

Invece sfrutta le buone sicurezze che i giovani hanno piazzato sulle rocce, frequenta perfino le pareti con appigli di plastica, usa la panoplia delle attrezzature leggere e variopinte che si rinnovano ogni anno. Intanto scopre che il gioco più bello è quello che oggi si può concedere proprio lui, perché adesso davvero scala per divertirsi e si è affrancato da mode o etiche di turno. La sua piccola sfida personale di fronte alle difficoltà dei passaggi rimane impegno sorridente.

Se si afferra a un chiodo con il gesto che un giovane percepisce e bolla come una vergogna, l'anziano adatta la famosa affermazione di Livanos "meglio un chiodo in più che una vita di meno, soprattutto se la vita è la mia", al più riduttivo ma ugualmente valido "meglio attaccarsi al chiodo che scivolare via, dato che la gamba è la mia".

Perché fortunatamente per lui non è d'obbligo trovare il coraggio di volare per diventare più bravo, né di "superare i propri limiti" per "diventare qualcuno". Lasciamolo a chi ha ancora da strutturare la vita più lunga che ha davanti, e risparmiamoci il sottile subdolo commento "per essere vecchio,...". I limiti si conoscono, si rispettano, le articolazioni dolenti richiamano già lo scarso rispetto avuto per tanti anni.

Volare agli alpinisti non è mai piaciuto e uno in fondo rimane alpinista anche quando arrampica sopra la sabbia in costume da bagno. Perciò evita di farsi del male, visto che gli è sempre andata bene in montagna. L'arrampicata "sole e spit", a parte il concetto del volo per migliorare l'abilità, implica poco rischio, niente rispetto all'alpinismo tradizionale. Magnifico, da non smettere mai, fino al nostro ultimo giorno.

Quando ho detto all'intramontabile amico Ulisse (viaggia verso l'ottantina) che vorrei comunque "morire in piedi", mi ha risposto: "In piedi? Ma va, sugli sci o in parete!" Confortante, ma per durare così fino a quella conclusione bisogna non smettere mai. Perciò procedere con riguardo, e frenare determinati l'inesorabile rottamazione. Ci rimane a disposizione il mezzo più potente della nostra vita, lo stesso che ci ha guidato in gioventù: non lasciarci fuorviare dai paradigmi dei benpensanti e salvare testardamente il nostro alpinismo personale in autonomia di passione e di giudizio.

Non dare retta alle "evidenze" delle statistiche vuol dire sapersene fare un baffo anche della saputa autorevole sentenza "Lei alla sua età cosa vuole mai" benché ciò possa risultare molto più difficile del 7c. Però la forza per superare questo tipo di difficoltà la possiamo attingere in quella che abbiamo consolidato nel nostro alpinismo quando non era unicamente "sole e spit" e che rimane alla base di tutto.

Silvia Metzeltin


La Rivista n. 6 - Maggio/giugno 2007


A proposito di "vecchietti"... vedi qui

Un'interessante articolo di Agostino Da Polenza su incidenti in montagna e soccorso. Da leggere per rifletterci su.

 


 


NOTIZIE

Attrezzatura UIAA certificata
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Il sito web dell'UIAA con le indicazioni sui materiali e sullo stato normativo.

Database con gli elenchi dei materiali che:

  • hanno ottenuto la certificazione
  • sono stati ritirati per qualche motivo
  • materiali contraffatti
 

Link: theuiaa.org/certified_equipment

 


Mammut: richiamo set ferrata difettoso
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SEON, Svizzera - 3/12/2009 - Occhi aperti, cari lettori, se avete comprato un set "Via Ferrata Y-sling" della Mammut. La casa produttrice ha emesso nei giorni scorsi un comunicato di allerta, perchè sono stati immessi sul mercato europeo dei prodotti difettosi. Alcuni, ha fatto sapere la Mammut, potrebbero aver raggiunto l'Italia.
 

Leggi: montagna.tv

 


SAG News
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E' disponibile qui (file zip, 20 kb) il regolamento generale della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano

 


Bivacco Cosi all'Antelao
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La Sezione di Padova (tel e fax 049.8750842 - info@caipadova.it) con delibera del consiglio direttivo ha stabilito che il bivacco Piero Cosi è momentaneamente inagibile.

Locale invernale del rifugio Città di Carpi
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Il bivacco invernale del rifugio Città di Carpi, posto ai Cadini di Misurina (Auronzo di Cadore), è inagibile causa corto circuito, scoppio dell'inverter e di alcune batterie dell'impianto fotovoltaico.

(Lo Scarpone, aprile 2011)

 


Anello del monte Stella
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Dalla forra in poi il ponticello è divelto (si passa tranquillamente)e succesivamente ci sono diversi alberi schiantati che rendono malagevole il percorso. Il sentiero che incrocia la strada per Michs è una traccia incerta non facile da seguire

(Vedi tutte le segnalazioni su: SentieriNatura)

La Forcella di Riofreddo
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L'articolo di Marco Rocca sul numero di luglio-agosto 2007 della Rivista del CAI "Montasio e Jof Fuart", riporta la notizia dell'impraticabilità del passaggio della Forcella di Riofreddo (ancora segnato sulle carte! sic.). Come a suo tempo annunciato, invece, la discesa in Val Riofreddo è stata attrezzata pochi metri più avanti per un diverso canale
Paolo Geotti

(La Rivista, novembre-dicembre 2007)

Sentiero CAI n. 640 inagibile
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Si comunica che a seguito di una ricognizione effettuata dai responsabili sezionali della sentieristica in data 12/09/09, sul sentiero n.640 (località Dogna- bivacco CAI Cividale- Ferrata Norina - Forca e Lavinal di Vandul) lo stesso risulta gravemente danneggiato da essere diventato impercorribile a circa ¾ del percorso verso la ex passerella sul Torrente Dogna che è letteralmente sparita. Dopo un attento esame della situazione venutasi a creare in seguito al nubifragio che giorni prima si era abbattuto sulla zona, si è concluso di interdire il passaggio sul 640 applicando un cartello che segnala il sentiero inagibile, analogo provvedimento sarà attuato alla partenza del 640 sul versante del Montasio al bivio con il sentiero n.621 e all’ inizio della Ferrata Norina in cima alla Viene.

vedi comunicato

Settembre 2009

 


Sentieri Natura



Le previsioni Marco Virgilio su SentieriNatura all'indirizzo www.sentierinatura.it/meteo. Marco ha anche aperto un blog all'indirizzo http://meteovirgilio.blogspot.com dove potete trovare approfondimenti e notizie sulla meteorologia regionale. Un grazie quindi a Marco per aver scelto SentieriNatura come spazio "ufficiale" per le sue apprezzate previsioni regionali.

E' nato il canale tv di SentieriNatura. All'indirizzo http://www.youtube.com/sentierinaturatv pubblicheremo infatti i resoconti video delle nostre iniziative. A breve inizieremo anche la pubblicazione dei tantissimi documentari andati in onda in questi anni su Telefriuli. Se avete un account Google o Youtube, iscrivetevi al canale SentieriNaturaTV per rimanere costantemente aggiornati.
Se desiderate far parte del pubblico di questa puntata scrivete una mail a sandra@sentierinatura.it oppure telefonate direttamente a Telefriuli allo 0432.573.539 per prenotare la vostra partecipazione.

Chi volesse richiedere una proiezione del documentario video fotografico "Le otto montagne" può scrivere direttamente a sandra@sentierinatura.it

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Le previsioni meteo del Triveneto

In collaborazione con Meteopoint:
Il rilevatore di fulmini


  • Che fiore ho visto? la nuova pagina di ricerca sulle piante alpine presenti sul sito
  • Il quadro d'insieme delle escursioni: un nuovo strumento per navigare all'interno del database di SentieriNatura.
  • Inserimento di commenti a corredo delle escursioni: avete percorso una delle proposte di SentieriNatura? Lasciateci le vostre impressioni.
  • Nuovi sfondi per Windows
  • Nuovo layout grafico delle schede
  • Invio diretto tramite email delle schede delle escursioni.
  • Collegamento alle schede di www.rifugi.it/ e www.assorifugi.it/ con tutte le informazioni relative ad apertura e posti disponibili.
  • Le più belle foto di SentieriNatura disponibili anche sul palmare !!!
  • E' attivo su SentieriNatura il servizio di segnalazione dei sentieri inagibili. Nell'intento di creare un database di segnalazioni utile a tutti, direttamente sul sito è possibile inserire un messaggio riguardante il numero CAI del sentiero ed una breve descrizione del problema di inagibilità, unitamente ad altre informazioni accessorie. Sarà alquanto gradita una vostra collaborazione per mantenere aggiornato l'archivio.
  • E il quiz: conoscete le Alpi Friulane? Testatevi on-line



Nuove salite


2011

TORRIONE S.A.F., m 2300 - Alpi Carniche
Gruppo della Peralba - Cjadenis -Avanza -Monte Peralba

La via è dedicata a Walter Bonatti. Roberto-Mazzilis, Gelso Craighero e Fabio Lenarduzzi nei giorni 4 e 12 ottobre del 2011 (in ore 12 complessive) hanno aperto una nuova via lungo i diedri e le placche del pilastro Sud-Est. Direttiva logica su roccia generalmente da buona a ottima (brevi tratti friabili o con lame instabili) spettacolare ed esposta sulle alte difficoltà. Quasi tutto il materiale più problematico da posizionare è rimasto in parete. La via sfrutta le evidenti fessurazioni e diedri impostati sulla faglia che genera la grande nicchia posta sul settore destro della Torre. Quindi si snoda con percorso sempre autonomo lungo il fianco meridionale del pilastro che funge da spigolo Sud, rasentando, con una diagonale verso sinistra, il bordo della parete che sovrasta il grande cengione. Sul pilastro centrale per soli m 50 è in comune con la Zanderigo ed esce in cima per la friabile fessura di uscita diretta Mazzilis - De Rovere. Utili chiodi vari e friend, corde da m 60. Sviluppo m 500 suddivisi in 9 tiri di corda quasi tutti da m 60. Difficoltà di V, VI.

TORRIONE S.A.F., m 2300 - Alpi Carniche
Gruppo della Peralba - Cjadenis -Avanza -Monte Peralba

II 1° ottobre del 2011 ad opera di R. Mazzilis e F. Lenarduzzi: una via grandiosa, spettacolare ed estremamente impegnativa su roccia quasi ovunque ottima, molto aerea e suggestiva nella parte centrale. Tra le più belle e consigliabili delle Alpi Carniche. Aperta completamente in arrampicata libera e con chiodatura tradizionale e, come sempre, senza spit neppure nello zaino. La via supera la placconata strapiombante che caratterizza la parte centrale del torrione. Percorso completamente autonomo che si sviluppa nei primi m 100 sullo zoccolo del canalone, poi direttamente fino alla grande cengia sfruttando 2 alti gradoni sovrapposti, parzialmente fessurati ma con prese spioventi. Si sposta sull'estremità orientale della cengia fino ad un larice, dal quale attacca la grande placca in leggera diagonale verso sinistra sfruttando l'unico sistema di esili fessure che permettono di innalzarsi in arrampicata libera. Sotto una marcata fessura ci si sposta a destra, in piena placca perfettamente liscia ed esposta (micro tacchette, tratto inchiodabile, VII) verso un impressionante diedro strapiombante e giallastro. Il fondo è caratterizzato da grandi lame rovesce, ben incastrate e spigolose con fessure ottime per l'assicurazione a friend. Tratto molto atletico con i piedi su placca strapiombante e liscia. In alto la via si sposta in discesa sulla sinistra ad incrociare il fondo del gran diedro De Infanti e punta al caratteristico diedro -fessura giallo e Yosemitiano per il quale, sempre in libera difficile e faticosa, raggiunge lo spigolo sommitale. Sviluppo complessivo m 510 suddivisi in 10 tiri di corda. Difficoltà continue di V, VI, VII, VIII. Tutti i chiodi usati, i bong e gli anelli di cordino su clessidre sono rimasti in parete. Sempre sul Torrione S.A.F. il 2 novembre del 2011 Roberto Mazzilis e Daniele Picilli in ore 8 scalano la muraglia di placche tra la via Mazzilis - Mainardis e la Zanderigo - Gasperina. Via difficilissima di VI, VII, VIII obbligatori e 2 passaggi in A2 (uno su rurp e uno su cliff). Placche verticali o strapiombanti compattissime e fessure marcate molto atletiche. Usati 25 ancoraggi intermedi tra chiodi, friend e cordini. La fessura rovescia di uscita era già chiodata (variante alla vicina via Zanderigo?). Sviluppo fino al raccordo con la via Mazzilis - Mainardis m 250 circa, fino in cima oltre m 550.

MONTE MESSER, m 2230 Prealpi Venete
Gruppo Col Nudo -Cavallo – Alpago

Nel maggio del 2011 Josè Luis Sasot, Francesco Barattin e Maudi De March, sulla parete Nord -Ovest aprono la "Via Diretta Degli Amici". Un itinerario che si sviluppa nel mezzo dei tetti del "Portale" tra le vie "De Filip" e "Saviane". Sviluppo m 220, difficoltà VI, A3 su roccia buona e fessurata con un traverso (passaggio chiave) all'uscita del tetto dove sono rimasti un chiodo e 1 copperhead. Soste attrezzate e qualche chiodo sui tiri. Consigliati friend grandi e chiodi a lama corta. Gli stessi Sasot, Barattin e De March, nel giugno del 2011 aprono lungo la cresta Nord - Ovest la via "Sulla Coda del Drago". Ambiente interessante ma roccia infida. Sviluppo m 450, difficoltà di V. Nella parte alta sono rimasti alcuni spit e chiodi alle soste e su qualche tiro. La parte alta della cresta è interrotta da un intaglio (doppia attrezzata di circa m 20). Utili i chiodi sottili.

 

2010

Cogliàns (Hohe Warte) - m 2780
Alpi Carniche
Sulla parete Ovest di questo "colosso" Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi il 10 ottobre 2010 hanno aperto la via "Fantastica Caterina" ovvero quella che per l'eccezionale qualità del calcare e la conseguente bellezza dell'arrampicata può essere giudicata come una delle vie più consigliabili delle intere Alpi Carniche. La denominazione della via è anche un omaggio alla famiglia Tamussin, gli "storici" gestori del rif. Marinelli, posto sulla lunga via di ritorno a valle. Sulla "Ovest" la roccia è quasi ovunque strutturata a placche immense, compatte e slavate, prive di detriti o del più piccolo ciuffo di erba, anche sulle cenge e terrazzini. La parte alta è più verticale e solcata da un grande fessurone sbarrato da placche lisce. Sviluppo complessivo m 900 circa con difficoltà di IV, V, V+, VI, VI+, VII-. Tutti i chiodi usati sono rimasti infissi. Sempre sulla Ovest, il 14 ottobre 2010 Roberto Mazzilis completamente in arrampicata libera solitaria ha aperto la via "Dottor Fabiuti". Ascensione di notevole bellezza e soddisfazione su roccia da favola in ambiente grandioso e suggestivo, dedicata al figlio Fabio alla vigilia della sua Laurea. Difficoltà di III, IV, lunghi tratti di V e V+ continuo, alcuni di VI- e VI. Sviluppo complessivo m 900 circa. Ore 2.30 di arrampicata. Lasciati diversi ometti segnavia. Via facilmente proteggibile con chiodi e friend di varia misura.

MONTE PERALBA, m 2694
Alpi Carniche Gruppo Peralba – Avanza
II 21 settembre 2010, Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi hanno salito il grandioso versante meridionale lungo il possente sperone incassato tra il Torrione Gennaro e il Torrione S.A.F.. Molto impegnativa la parete strapiombante di accesso allo sperone, superata per rendere il tracciato completamente indipendente dall'attacco alla sommità della parete. Sviluppo fino alla cima della Peralba 1000 m. Difficoltà di IV, V, VI, VII, VII+. Usati 20 ancoraggi intermedi tra chiodi e friend. Tempo impiegato ore 8.30. Via consigliabile per varietà dei passaggi, qualità della roccia e ambiente grandioso.

CIMA LASTRONS DEL LAGO (SEEWARTE) - m 2595
Alpi Carniche - Gruppo del Coglians - Cjanevate

Il 7 settembre del 2010 Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi hanno aperto una nuova via (molto consigliabile e lineare) sulla parete Nord. Ascensione realizzata in una giornata con temperature sotto lo zero con accumuli di grandine e vetrato. In tali condizioni è stata superata una fascia di strapiombi grigio-nerastri di roccia compattissima che aveva già respinto una cordata austriaca (recuperati chiodi e moschettoni degli anni '30). Difficoltà continue con un tratto particolarmente pericoloso per la presenza di alcune lame di roccia nelle immediate vicinanze di un distacco di frana, posto nella parte superiore della parete. Sviluppo m 500 circa. Difficoltà di IV, V, VI, VI+, 1 passaggio di VII-. Usati una ventina di ancoraggi intermedi, compresi quelli degli austriaci. Arrampicata prevalente in fessure e diedri lineari di calcari solidissimi grigio/nerastri. L'attacco si trova un centinaio di m più in basso e sulla sinistra rispetto all'it. 36h della Guida dei Monti d'Italia, Alpi Carniche I. Raggiunto il bordo di sinistra del secondo terrazzo detritico la via incrocia l'it. 36h, poi sale direttamente alla sua destra per fessure marcate e diedri superficiali incisi in una zona di placche verticali sovrastate da un'arcata di strapiombi a tetto. Una fessura molto lineare e difficile conduce ad una zona di parete inclinata. Si prosegue per lunga serie di fessure (all'inizio sfiorando una frana) che in alcuni punti si allargano a camino. Risalito tutto lo spigolo del pilastro sovrastante, per crestina piana si raggiunge il cocuzzolo della cima.
Tempo impiegato ore 7.

Il 20 settembre del 2010 Roberto Mazzilis, in arrampicata solitaria (slegato, auto assicurato con una "longe" solo al chiodo con moschettone sotto il passaggio chiave) ha aperto una nuova via sulla parete Nord. Il punto d’attacco si trova circa m 20 sulla destra dell'it. 36g della Guida dei Monti d'Italia. Nei primi m 150 la direttiva della salita è data da una serie continua di fessure e diedri verticali che solcano il lato di sinistra di uno spigolo marcato. Successivamente si incrocia l'it. 36f nel tratto in cui traversa a sinistra e si prosegue direttamente per una fessura larga e strapiombante (passaggio chiave, all'inizio chiodo e moschettone relativo a tentativo di ignoti) raggiungendo un bellissimo diedro-fessura lungo una settantina di m che con arrampicata generalmente molto entusiasmante su roccia ottima porta nella parte centrale della parete. Dopo una zona un po' inclinata e con detrito sui ripiani la via volge sulla sinistra e supera direttamente il pilastro soprastante, verticale e in alcuni punti espostissimo, posto sulla sinistra dell'it. 36g. Lo si scala sfruttando una successione di diedri e rampe obliqui verso destra e intercalati da brevi strapiombi di roccia solidissima e sufficientemente appigliata. Dopo un traverso a sinistra sotto un marcato strapiombo nerastro a tetto si raggiunge la parete superiore e quindi la crestina sommitale per la quale in vetta.
Sviluppo m 550 circa.
Difficoltà di IV e V continui, tratti di V+ e VI -, 1 passaggio di VI e 1 passaggio di Vl+.
Tempo impiegato ore 1.30.
Per una ripetizione in cordata utili una scelta di chiodi e una serie completa di friend, specie medio/grossi.

Il 22 settembre del 2010 Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi hanno salito il Pilastro Nord, che emerge dalle ghiaie con uno zoccolo di rocce (calcare compattissimo) chiare e solcate da innumerevoli rigole. Il pilastro (si tratta della struttura più imponente che si affaccia sul versante austriaco) all'inizio è coricato, poi si impenna fino a diventare molto ripido e articolato da placche lisce intercalate da fessure e brevi strapiombi nerastri. Anche l'ultimo terzo di questa via (a dispetto dell’opinione diffusa di pericolosità attribuita alle pareti Nord di questo settore di catena alpina) offre alcuni tiri di corda tra i più belli e meritevoli di ripetizione dell'intero gruppo del Monte Coglians. La via scaturita è impegnativa, su roccia a tratti magnifica, eccezionalmente appigliata anche nei punti più impensati e che visti dal basso (specialmente il pilastro sommitale) sembrerebbero inscalabili.
Sviluppo m 700.
Difficoltà di IV, V, VI, passaggi di Vl+ e VII-.
Si attacca a circa m 170 più in basso della via 36i della Guida dei Monti D'Italia - Alpi Carniche Vol. I, alla base del pilastro e mantenendo la direttiva dello spigolo arrotondato che separa la parete NE dalla parete N. Sfruttando una serie di fessure intercalate da placche ci si mantiene sulla sinistra dello spigolo fino ad una parete concava che s'insinua tra i due pilastri sommitali. Tenendosi sulla sinistra ci si porta sulla parete del pilastro di sinistra che si sale con stupenda arrampicata raggiungendone l'aereo spigolo ed infine la cresta sommitale. Quasi tutti i chiodi sono rimasti in parete. Usati una quindicina di ancoraggi intermedi tra chiodi e friend, oltre al materiale per le soste.
Tempo impiegato ore 6.30.

Il versante Sud, affacciato sul territorio italiano è caratterizzato da uno zoccolo possente fasciato alla base da un gradone strapiombante e sopra da una vastissima zona di placche calcaree appoggiate che convergono sulla tricuspide sommitale, formata da tre possenti pilastri. Tali strutture inspiegabilmente sono rimaste finora inaccesse ed innominate malgrado la bellezza dell'ambiente, facilmente raggiungibile e la bontà della roccia, a dir poco eccezionale. Il primo ad essere scalato è stato il Pilastro Oro, quello di destra, da Roberto Mazzilis il 24 settembre del 2010, in solitaria.
Sviluppo complessivo m 750 circa dei quali m 100 iniziali di I, II, III, IV, V-. Quindi m 350 di placche inclinate con diff. di II, III, I. Infine IV, V, VI, VI+, VII- negli ultimi m 300 che costituiscono le placche e i diedri fessura (tratti aerei ed esposti) del Pilastro Oro. Roccia ottima ovunque, paragonabile a quella della parete Sud della Creta della Cjanevate, ad eccezione degli ultimi m 100 di cresta friabile. Auto assicurato all'unico ancoraggio usato (1 chiodo) con un cordino lasciato sulla placca liscia all'uscita del diedro fessura strapiombante del passaggio chiave. Attacco ad una cinquantina di m sulla sinistra dell'it. 36a della Guida dei Monti d'Italia, Alpi Carniche, Vol.I. Risalite alcune placche articolate ed appoggiate si sale per un colatoio fessurato ed incassato che permette di salire sullo zoccolo a placche soprastante. Risalirle mantenendosi paralleli e ad una cinquantina di m sulla sinistra della via 36a fino sotto una fascia di placche lisce molto caratteristiche che costituiscono la base del Pilastro Oro (quello più orientale). Salire una placca liscia e ripida (V e VI-, lasciato per segnavia un cordino su clessidra) e proseguire per gradoni di roccia solida che permettono di raggiungere la serie di fessure e diedri che incide il pilastro. Al loro termine per una serie di gradoni ed una crestina un po' friabile si raggiunge la vetta.
Tempo impiegato ore 3.30, impiegate per la ricerca della via sul Pilastro dove sembra esistano diverse possibilità di prosecuzione, in realtà quasi tutte sbarrate da muri strapiombanti e lisci.

Il pilastro centrale, denominato Pilastro Argento, è stato salito il 27 settembre del 2010 da Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi in ore 6.30. Superato il muro strapiombante di attacco lungo una serie di rampe, fessure e diedri, la via seguita si mantiene sulla destra (sinistra orografica) del canalone più marcato che segna lo zoccolo dei pilastri. Quindi dal fondo rinserrato tra 2 pilastri di sinistra, la via attacca verso destra un muro compatto e strapiombante (cordino) che porta direttamente sullo spigolo arrotondato e verticale del Pilastro Argento, dove si trovano alcuni tiri di corda di notevole bellezza ed esposizione che ricordano quelli dello spigolo Sud del Pilastro della Piote alla Creta della Cjanevate.
Sviluppo complessivi circa m 800 dei quali i primi m 150 di II, IV, V, VI; I, II, III, IV- nei m 400 intermedi dello zoccolo a placche; difficoltà di IV, V, VI, VII+ nei m 200 del pilastro vero e proprio. Usati 6 chiodi, 2 friend e 3 cordini, più il materiale per le soste. Tutti i chiodi di assicurazione intermedia, alcuni di sosta e tutti i cordini in clessidra sono rimasti in parete. Roccia ottima.

Il pilastro più occidentale, quello che si allaccia al profilo del monte che digrada sul gigantesco portale del Passo di Volaia, è stato denominato "Pilastro Mirra" da Roberto Mazzilis che lo ha scalato in arrampicata solitaria, slegato, il 29 settembre in ore 2.15. Sviluppo complessivo m 800 con difficoltà di II, III, IV, V, V+. Le maggiori difficoltà sono concentrate nei m 200 di pilastro sommitale. Roccia quasi ovunque da buona a ottima con numerose possibilità di varianti sullo zoccolo. Salita molto varia e interessante che all'inizio segue la direttiva del gigantesco canalone a lastroni che marca lo zoccolo della Cima Lastrons, quindi lo spigolo Sud del Pilastro Mirra ed infine la cresta sommitale.Via obbligata sullo spigolo del pilastro, caratterizzato da una serie di risalti verticali ed affilati di roccia ottima e caratterizzata da alcuni passaggi assai singolari.

AVVICINAMENTI ALLE PARETI Le vie sul versante settentrionale della Cima Lastrons si raggiungono dal Rif. Tolazzi passando per il Passo di Volaia in un'ora e 40 min. Quelle sul versante Sud alla stessa Cima, sempre dal Rif. Tolazzi in ore 1 di marcia fino al Sentiero Spinotti nel punto in cui dal Rif. Lambertenghi si dirige in piano a destra verso l'inizio delle attrezzature.

DISCESA DALLA CIMA LASTRONS DEL LAGO Impegnativa e soggetta a scariche di acqua e pietre in caso di rovesci di una certa consistenza. In questo caso conviene valutare la possibilità di proseguire l'ascensione verso il vicino Monte Coglians percorrendo il tratto di ferrata che per cresta conduce in vetta e tornare a valle per la via normale da Sud. Altrimenti è conveniente seguire a ritroso l'it. 36a della Guida dei Monti d'Italia, Vol. I, avendo però l'accortezza, scendendo, di mantenersi sempre sul fondo dei colatoi, anche dove si rinserrano a camino (I, II, III, roccia ottima e levigata con detriti sul fondo). Appena è possibile spostarsi verso destra sulle placche inclinate dello zoccolo della Cima Lastrons del Lago, mantenendosi sempre alcune decine di m sulla destra (Ovest) del marcato canalone che lo separa dalla parete Ovest del Monte Coglians. Giunti nel tratto più basso dello zoccolo, evitare assolutamente di calarsi a sinistra nel grande canalone con nevaio crepacciato, ma tenersi alla sua destra sul margine orientale dello zoccolo della Cima Lastrons, dove conviene effettuare un paio di calate a corda doppia (oppure in arrampicata su lastroni compatti con diff. di II, III, IV per un centinaio di m) fino ad imboccare un diedretto ripidissimo ma articolato leggermente inclinato verso destra e con alla base un forte strapiombo appigliato. Disceso lo strapiombo (m 40, V o calata in doppia da attrezzare all'imbocco del diedretto) si discendono gli ultimi lastroni molto inclinati e alternati a sfasciumi e ghiaioni fino a raggiungere lo sbocco del grandioso canalone che separa la Cima Lastrons dal Coglians. Molta arrampicata libera e alcune doppie male attrezzate. Ore 3.30 dalla cima al Rif. Tolazzi. Calcolare circa un'ora in più se si opta per la Cima del Coglians.

CIMA DI RIOFREDDO. 2570 m
Alpi Giulie Gruppo dello Jòf Fuart
La Cavalcata delle Valchirie è la concretizzazione di un progetto covato per più di trent' anni durante i quali Roberto Mazzilis ha effettuato solo un tentativo fino alla prima cengia. In altre 2 occasioni è stato scoraggiato dall'aspetto tetro della parete, spesso bagnata. Il 14 agosto 2010, finalmente, con un suo "vecchio" compagno di avventura, l'inossidabile Roberto Simonetti (C.A.A.I.), la determinazione e le condizioni meteo si sono alleate. Indescrivibile la soddisfazione e grandiosa la via scaturita in giornata (10 ore di arrampicata effettiva) attraverso una interminabile sequenza di lavagne nero-grigie difficilmente chiodabili che caratterizzano questo "abisso" a cielo aperto compreso tra due celebri vie di Emilio Comici. Raggiunta la dolomitica e gialla parete sommitale una eventuale ritirata a corde doppie è resa piuttosto problematica da notevoli strapiombi. Il risultato di questa "Cavalcata" è una via paragonabile come impegno psicologico a Salamandra (Mazzilis e Simonetti, 21 agosto 2000) sulla parete ovest della stessa Cima di Riofreddo.Con il solo materiale usato dai primi salitori (di assicurazione intermedia: 10 friend, 3 cordini e 15 chiodi, lasciati) è piuttosto selettiva, ma con una chiodatura adeguata (specie alle soste) potrebbe divenire una delle vie estreme più consigliabili delle intere Alpi Giulie. Fino alla Cengia degli Dei non esistono scappatoie e lo sviluppo è di 700 metri, suddivisi in 13 tiri di corda quasi tutti di 55 o 60 metri. Difficoltà continue di V, VI, VII, un tratto di VIII+ obbligatorio, con chiodatura pessima e distanziata ma su roccia buona. Per la cima altri 250 di metri di II, III e IV. Necessaria roccia asciutta, corde da 60 metri.

Cima de la Puartate - m 2436
Alpi Giulie - Settore orientale della Catena del Montasio
Via "Lacrime di Roccia" è la difficilissima via nuova che il 4 agosto del 2010, in un breve intervallo di tempo minaccioso ma senza precipitazioni (aveva appena smesso di "diluviare") Roberto Mazzilis e Fabio Lenarduzzi, hanno aperto sulla parete Nord. Una verticale calcarea alta m 500 e caratterizzata da una fuga di lavagne grigio-nerastre intercalate da diedri fessure e tetti enormi dai quali colava un copioso stillicidio (simile ad un piovasco) che ha reso la scalata molto impegnativa e in alcuni punti infida. In condizioni ottimali questa via è da considerarsi meritevole di ripetizione sia per bellezza di arrampicata che per l'ambiente. Sviluppo m 600 circa. Difficoltà in arrampicata libera di V e VI, VII- e VII, 2 movimenti di Al su 2 friend (con roccia asciutta tale passaggio dovrebbe aggirarsi sul VII+). Usati una ventina di ancoraggi intermedi tra friend, cordini e chiodi, quasi tutti lasciati in parete. Tempo impiegato ore 7. Si attacca appena appare possibile rasentare con una lunga diagonale verso destra (faccia rivolta alla parete) un settore di strapiombi lisci sfruttando uno zoccolo fittamente inciso da cenge erbose e gradoni di roccia per lo più friabili (ore 0.10 dalla Forcella Lavinal dell'Orso).

Cima Est, di Mezzo e Ovest della Croda dei Baranci - (top. proposti) -m 2440
Dolomiti Orientali - Gruppo Rondoni - Baranci - Bastionata Ovest
Da un intaglio posto alla quota 2520 della Croda dei Baranci si allunga verso Ovest una bastionata rocciosa larga m 250 circa e alta fino a m 300. La Cima Est nella parte alta è caratterizzata da una fascia di lavagne strapiombanti e gialle aggirate abilmente lungo una provvidenziale sequenza di rocce grigio-nere che solcano l'intera linea di questa salita, realizzata da Marino Babudri e Ariella Sain (entrambi del C.A.A.I.) il 1° agosto 2010 in ore 8.30 di arrampicata difficile ed impegnativa. L'attacco è situato alla base di una placconata nerastra, situata tra strapiombi gialli e che conduce al caratteristico diedro inclinato posto tra la Cima Est dalla Cima di Mezzo. La scalata si sviluppa per m 410 (10 tiri di corda) prevalentemente in parete aperta sfruttando placche, colatoi e diedri. Difficoltà di V, VI, VII, VIII, VIII+. Usati una decina di chiodi, 9 friend, 1 nut, 8 cordini su clessidra e 4 su spuntone (parte del materiale è rimasto in parete).

Il 4 luglio del 2010 Marino Babudrì e Ariella Sain in ore 6 di arrampicata hanno scalato la Cima di Mezzo lungo la parete Nord. Sviluppo m 415 con difficoltà di IV, V, V+ e VI su roccia buona a tratti ottima. Sugli 11 tiri di corda hanno usato 3 chiodi, 9 friend, 1 nut, 6 cordini su clessidra e 2 su spuntone. Salita di soddisfazione in ambiente solitario e di grande bellezza. La via sfrutta le rocce grigio-nere che aggirano le fasce gialle e strapiombanti che caratterizzano la Cima. L'attacco è situato alla base di uno zoccolo di rocce nere con buchi, sulla verticale data da un diedro nero, unico punto debole della parete e posto sulla sinistra di una fascia di strapiombi gialli. La Cima Ovest è l'ultima evidente elevazione della Bastionata ed è separata dalla Cima di Mezzo da una fessura-camino larga e caratteristica che solca l'intera parete. Marino Babudri e Ariella Sain nell'estate del 2010 in ore 6.30 hanno realizzato la prima ascensione della parete Nord attaccando presso alcuni massi erratici posti alla base della suddetta fessura-camino. Sviluppo m 300 con difficoltà di V, V+, VI, V1+, VII. Bella salita su roccia buona, a tratti ottima in ambiente suggestivo e solitario. Sono stati usati 11 chiodi, 6 friend, 3 nut, 3 cordini su clessidra e 1 su spuntone. Parte del materiale è rimasto in parete.

 

 

IFSC WC BOULDER PROSSIMO W/E IN SLOVENIA

17 aprile 2012 - LLa seconda tappa della Coppa del Mondo boulder si disputa questo week end a Log Dragomer in Slovenia. Dopo la prova in CIna a ranghi ridotti, 125 gli atleti iscritti, tra i quali atleti famosi come Chris Webb Parson, Katharina Saurwein, Sean McColl, Ethan Pringle, Kilian Fischhuber, e Christian Core...

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Da Cimolais a Roma con il Santo in spalla

CIMOLAIS, Pordenone - 15 aprile 2012 - L’arrivo è previsto per il 22 aprile, una domenica. Quel giorno l’artista di Cimolais Marcello Martini dovrebbe raggiungere Roma e il Vaticano, facendo benedire dal Papa una statua da lui realizzata raffigurante il beato Marco d’Aviano...

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Slovenia, porta la vecchia Tv su una vetta e vinci una schermo piatto

LUBLJANA, Slovenia - 7 aprile 2012 - E’ caos, in Slovenia, per la campagna promozionale lanciata da um’emittente radiofonica che aveva offerto un televisore in regalo a chi avesse portato la sua vecchia tv in cima al monte Komna, 1520 metri, nel Triglav National Park. Gli ambientalisti sono insorti gridando al rischio di disastro ambientale...

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Alpe Adria Trail, trekking dalle Alpi al mare

5 aprile 2012 - L’Alpe-Adria-Trail è un nuovissimo e vario trekking lungo 690 km attraverso tre culture, tre lingue e tre nazioni (Austria, Italia e Slovenia). Dai piedi del maestoso Grossglockner fino alle azzurre acque del mare con incantevoli panorami sul “giardino dell’Eden”. Attraverso un’equilibrata miscela di spettacoli naturali, corsi d’acqua, torrenti e laghi alpini, un affascinante mondo animale e vegetale e infine il vasto orizzonte dell’Adriatico.
Dai piedi della più alta vetta austriaca, il Grossglockner (3.798 m) fino al mare Adriatico, a Muggia, poco a sud di Trieste. In 38 tappe, ognuna delle quali si snoda per circa 17 chilometri, si attraversano i paesaggi di Carinzia, Friuli e Slovenia. In tutto circa 690 km da nord a sud, accompagnati da un clima temperato che promette tante ore di sole, temperature piacevoli e stupendi panorami dalle Alpi all'Adriatico....

Altre informazioni
Trekking Alpe Adria Trail
Sito web:
http://www.alpe-adria-trail.com

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Siccità e caldo, bruciano i boschi sulle montagne

TRAMONTI DI SOTTO, Pordenone -3 aprile 2012 - Temperature troppo alte per la stagione e una preoccupante siccità che si prolunga da mesi. In queste condizioni si è anticipato sul territorio il problema degli incendi che da diversi giorni sta interessando le montagne soprattutto di Nord Est. Dopo 10 giornate di lavoro da parte dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, è stato finalmente domato il rogo del monte Brusò in Friuli, mentre ieri si è acceso un altro focolaio sul monte peller, in Val di Non. Questa mattina infine, le fiamme sono state domate nella riserva naturale Torbiere del Sebino, nel bresciano.....

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Scempio in Val Rosandra, ferma denuncia della XXX Ottobre

Sotto accusa i lavori per la messa in sicurezza del torrente....

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Grande ritorno in Himalaya: Nives Meroi e Romano Benet al Kangchenjunga

RIETI -19 marzo 2012 - E’ ufficiale, partiranno il 5 aprile. Nives Meroi e Romano Benet hanno annunciato sabato l’attesissimo ritorno in Himalaya, che li vedrà impegnati nientemeno che sul Kangchenjunga, l’ottomila nepalese sul quale Benet si era sentito male ed aveva rischiato la vita. Oggi, dopo due trapianti di midollo, l’alpinista tarvisiano e la sua celebre moglie ritorneranno su quella montagna, per tentare di salire il loro 12esimo ottomila....

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Alpinista cade in Val Rosandra

ALPINISTA CADE IN VAL ROSANDRA, FERITO VIENE RECUPERATO DALL'ELICOTTERO DEL 118

17 / 03 / 2012 - Dopo la tragedia di due giorni orsono, con la morte del giovane Igor Slavich, un altro incidente si è verificato stamane in Val Rosandra...

triesteprima.it

 

Tragedia in Val Rosandra, morto il ventenne Igor Slavich

Vola dal Cippo Comici, muore a 20 anni
Trieste, 14 marzo 2012 - Un volo di trenta metri nello strapiombo e poi il corpo è rotolato sul ghiaione in val Rosandra. È precipitato dalla fine del Costone a pochi metri dal cippo Comici. È successo davanti agli occhi atterriti della fidanzata. È morto così un ragazzo di vent’anni. Si chiamava Igor Slavich...
Il Piccolo

Tragedia in Val Rosandra. Igor Slavich, ragazzo di vent’anni, ha perso la vita precipitando sulle rocce aguzze di una delle numerose scarpate della zona poco dopo le 12.30...
Bora.la

«Quando mi sono girata era sparito»
«Stavamo chiacchierando. Poi all’improvviso non ho più sentito la voce di Igor. Mi sono girata e non c’era più. Era come sparito». È Francesca Contenti, la fidanzata di Igor Slavich, il giovane precipitato dalla sommità del Cippo Comici, l’unica testimone della tragedia della val Rosandra......
Il Piccolo

 

Lama e Ortner aprono una nuova via sul Loška Stena

LOG POD MANGARTOM (BRETTO), Slovenia - 14 marzo 2012 - Nuovo successo per la cordata David Lama e Peter Ortner. I due alpinisti, autori della prima straordinaria salita in libera dello spigolo sud est del Cerro Torre, hanno aperto pochi giorni fa una nuova via sulla parete nord del Loška Stena, nel Gruppo del Mangart, nelle Alpi slovene. La parete, oltre ad essere molto alta – più di 1000 metri – è anche particolarmente difficile da scalare in inverno......

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Una fondazione in ricordo di Piussi

San Vito al Tagliamento - 10 marzo 2012 - Omaggio al grande alpinista all’assemblea delle sezioni VFG
I figli dell’indimenticato alpinista friulano Ignazio Piussi, scomparso nel 2008, hanno annunciato la costituzione di una fondazione onlus per la valorizzazione delle montagne tanto care al loro genitore denominata “Le montagne di Piussi”.....

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“TRANSCLAUTANA” – “SKYRACE MONTE CAVALLO”

MILANO - 17 febbraio 2012 - Il 25 marzo torna sulle creste del Pradut-Ressetùm il tradizionale appuntamento con la Transclautana. Domani pomeriggio (sabato 18 febbraio) in occasione della BIT di Milano si terrà la conferenza stampa di presentazione non solo della Transclautana, ma anche della Skyrace Monte Cavallo in programma per il prossimo settembre.....

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Incominciato l'iter per valorizzare rifugi e bivacchi alpini in Fvg

UDINE - 12 gennaio 2012 - "Si tratta di una legge che ha valenza prevalentemente turistica - ha confermato l'assessore Seganti - ma tiene comunque conto di molteplici aspetti e punta ad incrementare la conoscenza dell'ambiente montano anche dal punto di vista culturale e sportivo".
La sicurezza nella pratica dell'escursionismo sportivo e turistico e la messa a sistema di attività svolte oggi separatamente dalle istituzioni pubbliche e dagli amanti della montagna sono i primi obiettivi del ddl sulla valorizzazione delle strutture alpine del Friuli Venezia Giulia.....

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Tarvisio, sciatori fuoripista provocano valanga sul monte Lussari: salvo ragazzo travolto

TARVISIO, Udine - 4 gennaio 2012 - Otto sciatori hanno provocato una valanga ieri mattina, sciando fuori pista sul Monte Lussari. Il gruppo si trovava sotto l’arrivo della telecabina: il loro passaggio avrebbe scatenato il distaccamento che ha travolto un giovane sciatore che sciava anch’egli fuori dai tracciati del comprensorio. Il ragazzo sarebbe rimasto sotto la neve per alcuni minuti prima di essere estratto vivo grazie all’Arva....

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Transilvania, i segreti della Sfinge dei Carpazi

POIANA BRASOV, Romania - 3 gennaio 2012 - La Transilvania è nota a tutti per le storie su Dracula. Ma in pochi sanno che i boschi dei Carpazi racchiudono molti altri segreti. Come quello della Sfinge di pietra, dai lineamenti vagamente simili ad un teschio, che si trova a 2.200 metri di quota, nei monti Bucegi...

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Samsara 8A/8A+ per Eva Scroccaro (1998)

Misja Pec, Slovenia - 13 dicembre 2011 - Eva Scroccaro (1998) è riuscita al quinto tentativo su Samsara 8a/8a+ a Misja Pec in Slovenia.
La triestina ha già realizzato una via di 8a+, Apache Kid al Baratro (Trieste) e tre 8a: Giljotina a Misja Pec , Padrone Assoluto in Napoleonica, settore Mani di Fatima e Wild Wind sempre in Napoleonica al settore Scudo.
Al suo attivo, il 13 giugno, anche un 8b, Masochismo, Baratro (Trieste).

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Carpazi, il grido d’aiuto delle foreste vergini

BUCAREST, Romania - 7 dicembre 2011 - Prima il Wwf, poi il governo. La Romania si mette in discussione e pensa a un piano per salvare le foreste vergini dei Carpazi. All’inizio di novembre l’associazione ambientalista ha dato il via a una campagna ad hoc, poche settimane dopo il ministro dell’Ambiente e delle Foreste Laszlo Borbely ha accettato di partecipare a una visita sul campo per verificare il taglio illegale degli alberi.
Queste foreste sono rimaste intatte per secoli. Inaccessibili e con un legname poco pregiato, sono state risparmiate fino a quando la crisi economica non le ha rese appetibili. Oggi la fame di materia prima spinge sempre più imprenditori a puntare sul legno dei Carpazi, spesso aggirando leggi e vincoli per ottenere il massimo guadagno....

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Dodo Kopold torna in campo con due vie nuove in solitaria

BRATISLAVA, Slovacchia - 2 dicembre 2011 - Due vie nuove di misto, aperte sui monti Tatra in velocità, in solitaria e in libera. Questa l’ultima prodezza dell’alpinsta slovacco Dodo Kopold che, dopo la serie di salite himalayane tanto straordinarie quanto contestate, torna sotto i riflettori con imprese compiute sulle montagne di casa.
Ricorderete Kopold per la pesante polemica di due anni fa riguardo la spedizione Baltoro Express, in cui perse il compagno Vlado Plulik. Dopo la spedizione, la Slovak Mountaineering Association aveva messo in dubbio la sua versione dei fatti, contestando anche le cime che Kopold aveva dichiarato di aver raggiunto: Gasherbrum I, II e Broad Peak.....

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Desio dieci anni dopo

MILANO - 2 dicembre 2011 - E trascorso un decennio dalla scomparsa, a 104 anni, di Ardito Desio che ha lasciato profonda traccia nella cultura, nella ricerca scientifica e nell'alpinismo.
Per ricordare l'opera dello scienziato l'Università di Milano organizza il 2 dicembre una giornata di studio. La mattina sarà dedicata all'illustrazione della sua figura di scienziato da parte di coloro che furono suoi allievi, mentre il pomeriggio vedrà la presentazione da parte di giovani studiosi delle ultime ricerche sui temi cui Desio si è dedicato, in particolare la geologia del Karakorum e dell'Himalaya, la petrografia, la paleontologia, la geologia applicata, la glaciologia.
Fra i numerosi enti che hanno dato il patrocinio alla celebrazione figura anche il CAI. Il Comitato scientifico centrale del CAI, fondato da Ardito Desio, collabora alla manifestazione.
Per informazioni: claudio.smiraglia@unimi.it

Lo Scarpone, novembre 2011

 

Friuli, austriaco precipita per 200 metri sul Montasio

CHIUSAFORTE, Udine - 29 novembre 2011 - Un alpinista austriaco di 45 anni è morto ieri sul Montasio, la cima udinese delle Alpi Giulie, dopo essere scivolato per circa 200 metri lungo il canale Findenegg. L’uomo si trovava sulla montagna con un amico che ha chiesto aiuto, ma i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso e riportare a valle la salma....

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Donne che fanno “lavori da uomini”: Nives Meroi tra le protagoniste di un documentario

MILANO - 25 novembre 2011 - Sarà presentato ufficialmente lunedì 28 novembre a Milano il documentario “Per la mia strada” che racconta la storia di otto donne che si sono distinte in professioni che fino a pochi anni fa si ritenevano tipicamente maschili. Tra loro c’è anche Nives Meroi, l’alpinista bergamasca che ha scalato undici dei quattordici ottomila senza l’aiuto di ossigeno o sherpa. “Con il nostro film documentario abbiamo voluto dire che le professioni -- si legge sul sito dell’associazione CorrenteRosa che ha prodotto il documentario -, anche quelle difficili e, tradizionalmente, maschili, possono essere intraprese con successo dalle donne, e abbiamo voluto dare un volto alle donne che hanno scelto di farlo, abbiamo chiesto loro di raccontare le proprie esperienze, motivazioni e difficoltà.” Questo è solo uno dei motivi che stanno alla base della creazione del documentario “Per la mia strada” che sarà proiettato integralmente lunedì 28 a Milano presso l’Ordine dei medici...

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Trieste, guida alpina muore dopo caduta in parete

DUINO-AURISINA, Trieste - 14 novembre 2011 - Brutto incidente nel triestino lo scorso weekend: una guida alpina di 46 anni è morta sulle falesie del Carso. L’uomo stava scendendo dopo aver preparato degli ancoraggi per l’arrampicata, quando è scivolato lungo un canalone...

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I 111 giorni del Kokoš (Cocusso)

Dalla luna piena di novembre al giorno che non c'è: 11 novembre 2011 – 29 febbraio 2012, con una grande festa il primo giorno di primavera (leggete il regolamento!).

Possono partecipare tutti i frequentatori abituali di questa cima, o chi si impegna a portare a termine nell'arco di questo periodo almeno 15 salite, condizione essenziale per entrare in classifica.

All'arrivo in cima bisogna compilare il libro di vetta (posto vicino alla legnaia del rifugio) in tutti suoi campi. Alla voce numero progressivo di salita si deve scrivere 1 alla prima, 2 alla seconda e così via...
Con una certa regolarità verranno compilate le classifiche che saranno esposte in rifugio e presso il libro, saranno inoltre pubblicate sul blog delle vie del Carso (www.leviedelcarso.blogspot.com)

All'interno del contenitore troverete anche un libro dei pensieri, dove potete lasciare le vostre impressioni o qualche testo.

Durante le salite fotografate, ci sarà un concorso fotografico ed i migliori scatti, oltre che essere pubblicati sul blog, saranno esposti presso gallerie e circoli.

Alla fine verrà organizzata presso il rifugio la festa finale con le premiazioni.

Info: linee.vertikali@gmail.com.

Esiste anche il gruppo Facebook “I 111 giorni del Kokoš”, per essere sempre aggiornati su questa incredibile sfida.

 

La cartolina delle Dolomiti

Premio Dino Buzzati

1ª edizione del Concorso Internazionale di Fotografia

In occasione del secondo anniversario dell’iscrizione delle Dolomiti nella lista dei beni UNESCO patrimonio dell’umanità.

La partecipazione al concorso è completamente gratuita.
Il termine ultimo per il ricevimento delle opere è fissato alle ore 12.00 del 30 aprile 2012.
Non è possibile partecipare con fotografie che sono già state segnalate e/o vincitrici in altri concorsi.

Il regolamento completo sui siti
www.settimanadolomitiunesco.it
www.craf-fvg.it

 

Duino Aurisina: inaugurato il nuovo sentiero Slivia/Slivno

Trieste - ottobre 2011 - Oltre duecento persone hanno deciso di trascorrere una piacevolissima domenica mattina a Slivia, in occasione dell'inaugurazione del nuovo “Sentiero Slivia ”, realizzato dal Circolo Culturale Sloveno Igo Gruden insieme alla Jus Comunella Slivia Slivno con il contributo della Provincia di Trieste e il patrocinio del Comune di Duino Aurisina. A fare gli onori di casa Erik Masten, giovane presidente della Jus Slivno che ha aperto il saluto “sottolineando l'obiettivo principale della valorizzazione della frazione, delle aree e dei manufatti circostanti”. La Presidente del SKD Igo Gruden, Marisa Skerk, ha voluto invece ripercorrere i due anni di realizzazione del progetto ideato dal Prof. Zvonko Legisa (che ha anche illustrato il percorso al gruppo insieme a Zulejka Paskulin che ne ha realizzato anche alcune foto)...

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La nuova via sul K7, il racconto degli sloveni

BERGAMO - 7 ottobre 2011 - I protagonisti della salita sono Luka Stražar, 22 e Nejc Marèiè 26, entrambi membri del Club Alpino Sloveno, come gli altri due componenti del team, Urban Novak, il capo spedizione di 25 anni, e David Debeljak, 26enne. La spedizione si è svolta nella Charakusa Valley, in Karakorum, è cominciata il 15 agosto e si è conclusa l giorno del rientro in Slovenia, il 24 settembre. Il loro obiettivo principale all’inizio era la salita in stile alpino della cima principale del K7. Al campo base poi sono rimasti incantati dal west Pillar ed è qui che hanno aperto la nuova via tra il 6 e il 9 settembre. Questo il report ufficiale della salita di “The Dreamers of golden caves”...

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Scoperto abisso record sul monte Canin, è la settima cavità più profonda del mondo

RESIA, Udine - 18 ottobre 2011 - E’ il pozzo più profondo d’Italia, il settimo addirittura su scala mondiale.
L’abisso si chiama Firn ed è stato scoperto poche settimane fa in modo del tutto fortuito a quota 2300 metri sul monte Canin, all’interno del Parco delle Prealpi Giulie: attualmente la grotta è ancora in fase di esplorazione da parte di un gruppo speleologico triestino che ha potuto stabilire al momento lo sviluppo della verticale, un record di 495 metri.
La grotta scende fino a – 660 metri di profondità, si apre proprio sul ghiacciaio e per questo è esplorabile solo per pochi mesi all’anno..

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Biospeleologia ed ecologia degli ambienti ipogei

Barcis (PN) - 2 ottobre 2011 - "Biospelelogia ed ecologia degli ambienti ipogei" è stato il tema del corso di aggiornamento svoltosi a Barcis (PN) dal 30 settembre al 2 ottobre. Nei locali del Museo di storia naturale di Trieste, così come negli spazi dello "Speleolvivarium", gestito dalla Società Adriatica di Speleologia (trattasi di un ex rifugio antiaereo ora adattato a locali in cui si possono vedere gli esseri vivi), si sono svolte delle lezioni a cura degli esperti Nicola Bressi, Andrea Colla e Sergio Dolce. Le altre lezioni a Barcis, in grotta e presso la foresteria di proprietà del Comune, sono state tenute da Enrico Lana, Tiziano Pascutto e Vladimiro Tornello.
La direzione del Corso della Scuola nazionale di speleologia del CAI è stata affidata al INS Bruno Galvan, mentre la logistica è stata curata dall'Unione Speleologica Pordenonese.
Da segnalare che nell'ambito del corso la domenica mattina è stato inserito, in collaborazione con la Federazione speleologica regionale FVG, un convegno dal titolo "Tutela paesaggistica delle cavità e dei fenomeni carsici" cui hanno presenziato una sessantina di persone (speleologi e non) e dove hanno relazionato studiosi e amministratori locali e regionali.
Un ringraziamento a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita dei due eventi.

LO SCARPONE, NOVEMBRE 2011 - 33

 

Tofana di Rozes, nuova via per Jakofcic e Lindic

Alla fine di settembre gli alpinisti sloveni Tomaz Jakofcic e Luka Lindic hanno aperto Viki krema (VIII /IX-, VIII- obl., 800 m), nuova via sulla Tofana di Rozes, Dolomiti. (...) Jakofčič, con un nuovo compagno di cordata, si è recato nelle Dolomiti dove ha aperto un'altra immensa via, Viki krema (VIII /IX-, VIII- obl., 800 m), sulla parete sud della Tofana di Rozes.....

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“Leggimontagna 2011”

Sabato scorso 24 settembre a Paluzza (Udine) si è svolta la premiazione delle sezioni letterarie del concorso: narrativa, saggistica, giornalismo e inediti, mentre i vincitori della sezione audiovisivi saranno resi noti a fine ottobre durante una serata appositamente dedicata che avrà luogo a Comeglians....

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Coloro che conoscono a fondo l'ambiente alpino rimproverano sovente i giornalisti di peccare d'improvvisazione. Per premiare giornalisti e scrittori attenti al mondo delle terre alte è nato in Carnia il concorso letterario "Leggimontagna", giunto alla nona edizione.
Sabato 24 settembre un premio è andato anche a Oriana Pecchio, una firma che spesso compare nelle pagine dello Scarpone, per l'articolo "Marco Barmasse, guida sempreverde" comparso su "La Vallèe Notizie" il 14 agosto 2010.
"Leggimontagna" è sostenuto dall'Asca, l'associazione delle sezioni carniche del CAI, con la collaborazione della Comunità montana della Carnia e del Consorzio BIM Tagliamento e con il sostegno, fra gli altri, della Regione Friuli-Venzia Giulia, dell'Università di Udine e dei Comuni ospitanti. All'edizione 2011 del premio hanno partecipato 109 elaborati, suddivisi in 35 opere.

Lo Scarpone novembre 2011

 

Triestino muore lungo la ferrata Roghel

12 settembre 2011 - COMELICO SUPERIORE, Belluno — Il corpo senza vita di un uomo è stato ritrovato ieri mattina da tre escursionisti sulla ferrata Roghel in Val Comelico, nelle Dolomiti Bellunesi. I tre hanno raggiunto il rifugio Berti, situato a 1950 metri di altitudine, e hanno avvisato il gestore, dal momento che sul posto non c’era copertura.telefonica.

www.montagna.tv

Il corpo dell'uomo avvistato da tre alpinisti. Si indaga sulle circostanze dell'incidente

Era partito da Monrupino sabato per un giro di due giorni in montagna, ma ieri mattina Rodolfo Scabar è stato trovato senza vita, in un canale sotto la ferrata Roghel. Il corpo di Scabar è stato visto poco dopo le 9.30 da tre alpinisti che hanno allertato i soccorsi. Le circostanze dell'incidente sono ancora al vaglio della Guardia di finanza, ma pare che l'uomo non si fosse legato alla ferrata, nonostante disponesse dell'attrezzatura necessaria.

Corriere delle Alpi

Il corpo di Rodolfo Skabar, 55 anni, di Monrupino è stato recuperato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Si suppone che l'uomo, provvisto di imbrago e attrezzatura da ferrata, sia caduto nell'ultimo tratto del percorso attrezzato

Il Piccolo

Tre escursionisti arrivati al rifugio Berti, nel comune di Comelico Superiore, hanno avvisato il gestore che si erano imbattuti nel corpo senza vita di un uomo sulla ferrata Roghel. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, subito allertato, ha effettuato una ricognizione e individuato il corpo di R.S., 55 anni, di Monrupino (Trieste). A bordo dell'elicottero un tecnico della Stazione del Soccorso alpino della Val Comelico, per individuare velocemente il luogo e per supporto nelle operazioni, mentre una squadra si avvicinava a piedi. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta e posta sulla barella. Recuperata con un gancio baricentrico, è stata poi trasportata a valle. Si suppone che l'uomo, provvisto di imbrago e attrezzatura da ferrata, sia caduto nell'ultimo tratto del percorso attrezzato.

Il Gazzettino

13 settembre 2011 - I funerali di Rodolfo Skabar, 55 anni, il dipendente della Provincia di Trieste precipitato dalla cima della ferrata Roghel sotto la forcella tra i monti del Comelico dovrebbero essere celebrati tra giovedì e venerdì prossimo a Monrupino, dove l’uomo abitava. Oggi infatti il pm del Tribunale di Belluno, Antonio Bianco dovrebbe firmare il nulla osta per la sepoltura e trasmettere l’atto ai finanzieri della tenenza di Auronzo che ha delegato alle indagini relative alle cause dell’incidente tragico.

InformaTrieste

 

Scrittori di montagna: dopo la Carnia, appuntamento a Saluzzo

II raduno annuale del Gruppo italiano scrittori di montagna si è svolto il 24-26 giugno. La scelta di ritrovarsi in Carnia non ha pagato: molti soci, spaventati dal lungo viaggio, hanno desistito; molti i veneti, ma non mancavano piemontesi doc come Teresio Valsesia e Lino Fornelli, o lombardi come Laura Tassi, per non parlare del consigliere di Roma Giovanni Di Vecchia o del vicepresidente Irene Affentranger di Monaco. Tutti sono rimasti affascinati dal paesaggio, con le crode incombenti delle Dolomiti friulane, il verde fondovalle e i lindi paesini, in primis proprio Forni di Sopra (Ud), sede del convegno organizzato dai soci Alfio Anziutti e Armando Coradazzi in collaborazione con il Comune e la sezione del CAI. Una cinquantina di soci hanno così potuto celebrare l'annuale assemblea e girare per i monti circostanti, gustando anche prelibatezze gastronomiche carniche. La notizia più importante, annunciata dal presidente Spiro Dalla Porta Xydias, è stata l'accoglimento da parte del Gruppo parlamentari amici della montagna della richiesta di essere ospitati alle riunioni periodiche che si tengono a Roma. Un bel successo per il gruppo che così è stato riconosciuto per i valori che porta e di cui è testimone. L'assemblea, oltre ad approvare le relazioni morali e quelle economiche, ha provveduto ad eleggere i consiglieri Andrea Bianchi, Dante Colli, Roberto Fonda e Bepi Pellegrinon ed ha assistito alle varie premiazioni dei concorsi indetti dalla presidenza. Il premio di alpinismo Giovanni De Simoni, offerto da Lino Pogliaghi, è andato alla cordata triestina Marino Babudri e Ariella Sain, da anni protagonista di un alpinismo in sintonia con il Gism; il concorso Adolfo Balliano di narrativa, offerto da Irene Affentranger, è stato vinto da Dante Cannarella di Trieste (1° premio) e Aldo Ridolfi di Tregnago (2° premio); il concorso di poesia Carla Maverna, offerto da Elisabetta Maverna, è stato vinto da Massimiliano Fornero di Ivrea. Al termine dell'assemblea è stato presentato il 18° numero della rivista Montagna diretta da Pellegrinon, mentre l'uscita dell'Annuario è slittata all'autunno. All'assemblea è seguita una tavola rotonda sulla Carnia. Nel giorno precedente, invece, si sono succeduti con due conferenze Spiro Dalla Porta e Roberto Mazzilis. Prossimo raduno d'autunno a Saluzzo, mentre una giornata di accademia è prevista in ottobre a Milano, presso la Sezione del CAI.
Piero Carlesi (Sezione di Milano e Gism)

Lo Scarpone, agosto 2011

 

Paolo Lombardo approda nel Consiglio centrale d'indirizzo

Nel Consiglio centrale d'indirizzo e controllo Paolo Lombardo approda al posto di Aldo Larice, giunto alla scadenza del mandato. Si lascia alle spalle la presidenza del Gruppo regionale del Friuli Venezia Giulia ed una lunghissima serie d'incarichi nel Club Alpino Italiano di cui è socio da trent'anni. Laureato in fisica, assistente universitario, pensionato, è stato funzionario di multinazionali e di aziende ad alta tecnologia. Friulano doc, nella sua veste di accompagnatore nazionale di Alpinismo giovanile, dal 1988 ha condotto migliaia di ragazzi per i monti. Membro della Commissione centrale di AG che ha licen-ziato il progetto educativo del CAI nel 1988, è stato presidente dell'OTP AG del Convegno VFG per 6 anni, presidente della sottosezione di Codroipo, vice presidente e poi presidente della Società Alpina Friulana di Udine, segretario per 3 anni e presidente per 9 anni, con un anno sabbatico, della Delegazione regionale CAI FVG. È stato membro del gruppo ristretto di lavoro che ha proposto le riforme di II livello dello Statuto e del regolamento del CAI. Relatore in numerosi convegni in temi propri del Club alpino, sia in Italia sia in Carinzia e Slovenia. Interlocutore primario con l'Ente regione del FVG, ha proposto e sottoscritto accordi, anche con finanziamenti europei, che hanno permesso la ristrutturazione o la ricostruzione del patrimonio ricettivo in quota del CAI regionale.

Lo Scarpone, agosto 2011

 

CAI Fiume: Silvano nuovo presidente

Sandro Silvano è stato eletto presidente della Sezione di Fiume del CAI nel corso dell'Assemblea dei soci svoltasi a Vittorio Veneto il 16 aprile. Subentra a Tomaso Millevoi, giunto alla scadenza del mandato. È stata un'assemblea molto affollata quella di Vittorio Veneto, egregiamente presieduta dalla padrona di casa Mara Baldassini, presidente della locale sezione. Erano presenti il presidente generale Umberto Martini, Silvio Beorchia, Luigi Brusadin, nonché i presidenti che hanno preceduto Silvano: oltre a Millevoi, anche Dino Gigante e Aldo Innocente. Più che un alpinista, il neo presidente si ritiene un amante della montagna in tutti i suoi aspetti. È stato dirigente di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche nonché direttore e responsabile dell'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR di Padova per oltre 18 anni: ricerca prevalentemente sviluppata nel campo della geologia e geomorfologia applicata sia in Italia sia all'estero. È autore, tra gli altri, dello studio-guida "Geositi e itinerari geoturistici tra Cima d'Asta e il Tesino".

Lo Scarpone, agosto 2011

 

Sappada, recuperati 10 scout sulle Dolomiti

SAPPADA, Belluno - 27 luglio 2011 - Un gruppo di scout di Cesena, 9 ragazzi di 16 anni e un accompagnatore, è stato portato in salvo dal soccorso alpino ieri, sulle Dolomiti intorno a Sappada. I ragazzi, dopo aver perso il sentiero, si erano avventurati in una zona molto ripida lungo i prati che conducono ai Fienili di Sesis, rimanendo bloccati per qualche ora. Gli scout erano partiti ieri mattina con pesanti zaini da Malga Casera Vecchia, posta a 1700 metri di quota sul monte Avanza, nei pressi delle Sorgenti del Piave. Erano diretti verso i 1973 metri della località Kor, quando dopo aver perso il sentiero, si erano avventurati su terreno impervio. Probabilmente anche a causa del peso dello zaino, uno di loro era caduto, fortunatamente rimanendo illeso...

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Mauro Corona vince il premio Bancarella per “La fine del Mondo Storto”

PONTREMOLI, Massa e Carrara - 20 luglio 2011 - Mauro Corona ha vinto la 59esima edizione del Premio Bancarella. Il riconoscimento letterario assegnato dai librai e dai bancarellai di libri è stato assegnato domenica sera all’alpinista, scultore e scrittore di Erto per “La fine del Mondo Storto”. Il romanzo racconta di un mondo irreale – seppure possibile – in cui carbone, petrolio e energia non esistono più. “È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno?”.Alla fine ha vinto Corona, ha vinto un romanzo dalle tinte cupe e austere che traccia i contorni di una realtà degradata, impoverita e rovinata, ovvero la nostra portata agli estremi...

 

Tenta il suicidio sulla Croda dei Toni, salvato da un carabiniere eroe

AURONZO DI CADORE (BL) — 12/7/2011 — Eccezionale salvataggio domenica scorsa sulla Croda dei Toni o Cima Dodici, nel gruppo delle Dolomiti di Sesto. Un giovane triestino minacciava di togliersi la vita gettandosi da un costone di roccia: un escursionista, dopo aver cercato invano di dissuaderlo, ha dato l’allarme. Poi l’eroico intervento di un uomo dell’Arma ha risolto positivamente la situazione, sventando la tragedia...

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Muore in Cadore, il carabiniere che salvò un giovane dal suicidio sulla Croda dei Toni

AURONZO DI CADORE, Belluno - 28 settembre 2011 – Era il vicecomandante alla stazione di Auronzo di Cadore e membro del Soccorso Alpino dei carabinieri di Cortina, attivo nella stazione Val Comelico del Cnsas. Il brigadiere Patrick Incardona è morto due giorni fa per un incidente stradale: il suo nome era saltato agli onori della cronaca anche del nostro sito per quell’intervento eroico con cui aveva sventato il suicidio di un giovane, qualche mese fa, sulla Croda dei Toni.

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Fiocco azzurro per la climber Martina Cufar

LUBIANA, Slovenia — 11/7/2011 — Lontana dalle pareti per qualche mese, ma per una buona causa. La celebre climber slovena Martina Cufar, pluricampionessa nell’arrampicata sportiva e regina dell’8c in parete, nei giorni scorsi ha dato alla luce il suo primogenito Tommy Samuel e ha voluto condividere la gioia del lieto evento sul web....

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Cartelli bilingue: 250 “passi” all’accordo

ROMA — 23/6/2011 — Il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto è ottimista. Ieri al termine dell’incontro con il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder ha detto che “siamo vicini a un accordo storico” sui cartelli bilingue in Alto Adige. Peccato però che ci siano ancora 250 nomi di cui decidere la sorte...

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Frana del Vajont: nuovo studio per capirne innesco e velocità

LONGARONE (BL) — 14/6/2011 — Un nuovo studio per capire il meccanismo di innesco della frana del Vajont e soprattutto le cause dell’alta velocità che ha raggiunto nel suo movimento. La nuova ricerca è condotta dai ricercatori dell’Ogs, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste insieme al Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, a quasi 50 anni di distanza dalla tragedia del Vajont che provocò quasi 2.000 morti....

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Escursionista muore sul monte Montusel

UDINE —7/5/2011— Un escursionista di Ronchi dei Legionari (Gorizia), Valter Tarantini, è morto ieri pomeriggio verso le 15 mentre si trovava sul monte Montusel. Secondo la prima ricostruzione l’uomo è scivolato su un terreno piuttosto infido, finendo nel vuoto per un centinaio di metri.

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Terzo 8A per Eva Scroccaro (12 anni)

La giovanissima triestina Eva Scroccaro (12 anni) è riuscita nel suo terzo 8a, Wild Wind, una via di 20 metri al settore Scudo della falesia Napoleonica - Trieste.

UpClimbing.com

 

 

Incendio sul M. Uarchec nel Parco delle Prealpi Giulie

Continuano le operazioni di spegnimento del vasto incendio che ha interessato parte del Parco delle Prealpi Giulie in comune di Resiutta. Si stima che la superficie attraversata dalle fiamme sia al momento di circa 40 ettari. Un’area di particolare pregio ambientale quella del Rio Resartico, popolata da camosci e stambecchi, che vengono colpiti duramente da questa calamità proprio nel delicato periodo delle nascite.


Leggi l’articolo completo su Carnia.La

Val Resia - Resije

 

 

Proposta di modifica del regolamento rifugi

Una proposta di modifica di alcuni commi del Regolamento rifugi del CAI riguardante i ricoveri invernali è stata presentata dal Presidente della SAG Mario Privileggi e dal socio Mario Galli


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ricoveri (pdf, 133 kb)

 

 

Pordenone: I viaggi di Zucchiatti

PORDENONE — aprile 2011 - Dedicata a Silvano Zucchiatti, è stata inaugurata a Pordenone la mostra "Viaggi in Lazistan - Ricordo di un esploratore senza confini". Ufficiale degli alpini, esploratore, volontario del Soccorso alpino che si è particolarmente prodigato nel terremoto del Friuli, Zucchiatti fu indimenticabile presidente della Sezione di Pordenone del CAI, ma anche organizzatore sociale e operatore culturale, insegnante e uomo politico.


Lo Scarpone - aprile 2011

 

 

Colto sul fatto il piromane della Val Tramontina

PORDENONE — 14/4/2011 - Lo hanno beccato mentre tentava di appiccare un altro incendio. I Carabinieri hanno arrestato ieri sera quello che è ritenuto il piromane che ha scatenato gli incendi sulle montagne della Val Tramontina.


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Montagna.tv

 

 

Idrija città alpina

Idrija è la Città alpina del 2011. Il riconoscimento per lo sviluppo sostenibile è stato assegnato alla città slovena in particolare per l'impegno nella protezione del clima. Ma nel suo anno da città alpina, la cittadina di 12.000 abitanti si occupa anche di fauna selvatica, catastrofi naturali, salvaguardia della propria tradizione nel settore minerario e artigianato artistico.

Città alpine dell'anno

Info: cittaalpina.org

 

 

Ricordando Bruno Crepaz

Italo Zandonella Callegher racconta la cerimonia in memoria di Bruno Crepaz al gompa di Kyangjing, nel Parco Nazionale Langtang


L'articolo dello Scarpone:

Ricordando Bruno Crepaz (pdf, 183 kb)

 

 

Polemica sulle modifiche statutarie

Le motivazioni dei delegati triestini
Per saperne di più:

CNSAS001

 

 

Eva, piccola grande climber

 


Scialpinismo a Villach sulle pendici del Dobratsch

Per gli amanti dello scialpinismo, nella regione carinziana di Villach, imperdibili itinerari si sviluppano sulle pendici del monte Dobratsch. Solo pochi chilometri separano l'Alpe Gerlitzen, il Verditz e il Dreilanndereck, le tre grandi zone sciistiche della zona, dal monte Dobratsch, dove da alcuni anni si concentrano gli appassionati di turismo “soft” e soprattutto gli sci-alpinisti.

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Mondiali di Claut: l’Italia chiude con un oro nella staffetta

Claut (PN) – 28/02/2011 - Vola finalmente “sul tetto del mondo” l’Italia dello scialpinismo. Venerdì, a Piancavallo, gli azzurri Matteo Eydallin, Robert Antonioli, Manfred Reichegger e Dennis Trento hanno vinto la medaglia d’oro nella staffetta. La Svizzera è stata oro nella gara al femminile con Nathalie Etzensperger, Gabrielle Magnenat e Mireille Richard. Gli elvetici hanno vinto l’oro anche con i giovani.

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Mondiali a Claut: per gli azzurri l’oro è solo tra i giovani

Claut (PN) – 25/02/2011 - Due giorni di gare tra sole e neve fresca, a Claut, regalano medaglie d’oro a Spagna, Francia e Svizzera, mentre gli azzurri continuano a vincere solo nelle categorie giovanili. I Campionati del Mondo di scialpinismo in corso a Claut hanno visto mercoledì lo svizzero Martin Anthamatten e la francese Laetitia Roux vincere nella sprint, mentre ieri, nell’attesissima individuale, l’oro è andato ancora a Kilian Jornet Burgada e Mireia Mirò Varela.

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ALPI GIULIE CINEMA 2010-11

CONCLUSA, CON LE PREMIAZIONI E LA PROIEZIONE DEI FILM VINCITORI, L’EDIZIONE 2010-11 DI “ALPI GIULIE CINEMA”. IL PREMIO “SCABIOSA TRENTA” ASSEGNATO ALLO SLOVENO TRENUTEK REKE/IL TEMPO DEL FIUME DI ANJA MEDVED E NADJA VELUŠČEK

Trieste – 25/02/2011 - E’ terminata ieri, giovedì 24 febbraio 2011, all’Antico Caffè San Marco di Trieste, con grande successo di pubblico, l’edizione 2010-11 della rassegna ALPI GIULIE CINEMA (cinema di montagna) organizzata dall’Associazione “Monte Analogo”.

L’ultima giornata era dedicata alla premiazione e proiezione delle opere scelte dalla Giuria del “Premio Alpi Giulie Cinema”, riservato alle produzioni cinematografiche di autori di Carinzia, Friuli Venezia Giulia e Slovenia.

Al regista del miglior film è stata assegnata la “Scabiosa Trenta”, fiore alpino immaginario cercato per una vita dal grande pioniere delle Alpi Giulie, Julius Kugy.
Quest’anno il premio è stato realizzato in acquerello dalla pittrice Riccarda de Eccher, di origine trentina ma udinese d’adozione, presente in sala.

Erano presenti Sergio Serra, Giuliano Gelci, Louis Torelli, dell’Associazione “Monte Analogo”, che hanno premiato Anja Medved e Nadja Velušček registe del film "Trenutek Reke/Il Tempo del Fiume" con la “Scabiosa Trenta”, principale riconoscimento del concorso.

Il premio in memoria “Luigi Medeot” per il miglior soggetto è stato assegnato a Giampaolo Penco, regista del film “Guardare il silenzio”.

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Cima Manera: escursionista cade per 200 metri e muore

PORDENONE – 7/02/2011 - Una caduta accidentale, ma micidiale. E’ morto dopo un volo di 200 metri un giovane escursionista da 20 anni che ieri stava compiendo un’escursione nei pressi della Cima Manera, nella zona di Piancavallo.

montagna.tv

 


Dolomiti, la variante “Simone” alla via Ferrata dei 50 sul Creton dell’Arco

SAPPADA, Belluno – 24/01/2011 - Un nuovo tratto di via ferrata sul Cretòn dell’Arco che si congiunge con la via “Ferrata dei 50″ sul gruppo dei Clap – Alpi Carniche. Il percorso è stato realizzato nel 2009 ed inaugurato nel 2010 dagli uomini del Cai e del Soccorso alpino di Sappada con il patrocinio Comune di Sappada e Comunità Montana.

montagna.tv

 


Campionati Mondiali Scialpinismo - Claut 2011

A Claut durante il terzo Forum della ISMF è stato definito il programma ufficiale per i prossimi Campionati del Mondo di scialpinismo. Le gare si svolgeranno dal 18 al 26 febbraio 2011

www.sportdimontagna.com
www.mountainblog.it
www.foxsport.it

 


Gorski Kotar, aumentano i turisti stranieri

A luglio +25%
La zona montana del Quarnero nelle giornate estive è meta preferita da non pochi villeggianti. Per la prima volta, quest'anno, il numero dei vacanzieri stranieri ha superato quello dei locali. Fino a fine agosto gli impianti ricettivi dell'area montana alle spalle di Fiume hanno registrato il tutto esaurito (si tratta di circa 1.850 posti letto). Sono state recuperate così le presenze mancate nel primo semestre 2010.

Il Piccolo - 30 agosto 2010

 


Trovato morto cercatore di funghi disperso in Trentino

Il triestino Renato Pace era disperso da sabato pomeriggio in Trentino.
E' stato ritrovato senza vita il cercatore di funghi disperso da sabato pomeriggio in Trentino. Si tratta di Renato Pace, 64 anni, residente a Trieste e in vacanza da parenti. Di lui si erano perse le tracce nei boschi sopra Cinte Tesino.

Leggi: ilfriuli.it

 


Rimessa a nuovo la 'Traversata muggesana”

IL PERCORSO DI 10 CHILOMETRI DA PUNTA SOTTILE ALLE NOGHERE
La manutenzione, per una spesa di 90mila euro, ha riguardato staccionate, panche e cartelli In alcuni tratti interessati da smottamenti è stato anche rifatto il fondo.

Leggi: informatrieste.eu

 


Escursionisti esausti. Li recupera il Soccorso alpino

Cave del Predil — 18/8/2010 - Due lombardi sono stati tratti in salvo, nel pomeriggio di mercoledì 18 agosto, dai volontari della stazione di Cave del Predil del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg e dagli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Sella Nevea.......

Leggi: altofriuli.com

 


Cartelli bilingui: la Svp cerca il dialogo

BOLZANO — 5/8/2010 - Alla ricerca di una mediazione. La guerra dei cartelli in doppia lingua, fra il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano e della Regione Alto Adige Luis Durnwalder, pare abbia imboccato la via del dialogo, dopo le parole grosse e le velate minacce volate nelle settimane scorse......

Leggi: Montagna.tv

 


Friuli, ritrovati vivi due escursionisti dispersi da 5 giorni

MALBORGHETTO VALBRUNA, Udine — 3/8/2010 - Sono stati ritrovati e sono in buone condizioni di salute i coniugi triestini dispersi in Val Canale da circa 5 giorni. La coppia era in vacanza nella località montana di Malborghetto Valbruna ed era scomparsa durante un’escursione nella zona di Rio degli Uccelli.....

Leggi: Montagna.tv

 


Le bandiere nere di Legambiente

MILANO — 2/8/2010 - Eccole, le temutissime bandiere nere di Legambiente. Anche quest’anno l’associazione ambientalista ha messo il “bollino” sulle località montane divenute vittime di cementificazione. Nove i comuni di montagna nel mirino della cosiddetta Carovana della Alpi che punta a mantenere integro il territorio.
Nella “galleria degli orrori” ambientali ci sono molte regioni del Nord Italia, accomunate da abuso del territorio. A spingere Legambiente a consegnare i vessilli neri sono state soprattutto la speculazione edilizia e la cementificazione d’alta quota. ... Le bandiere nere non risparmiano nemmeno il Friuli Venezia Giulia: una è andata alla società Edipower per il progetto di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago che devasterebbe il lago naturale di Cavazzo. L’altra è stata consegnata alla Regione per l’ipotesi di realizzare un’arena da cinquemila posti per lo sci di fondo sul Monte Zoncolan. ...
Al contrario, Legambiente ha premiato con una bandiera verde le buone pratiche del territorio. ... Molte segnalazioni nel settore dell’efficienza energetica. A fregiarsi in questo caso della bandiera di Legambiente sono stati, in Valle D’Aosta, il comune di Saint-Denis (Aosta), in Lombardia, il comune di Rovetta (Bergamo) e in Liguria Molini di Triora (Imperia), ma anche iniziative private, come quella della casa ecologica “a km zero” di Prato Carnico (Udine)......

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Trovato escursionista morto sul Peralba

Belluno, 25 lug. - (Adnkronos) - Le squadre del Soccorso alpino di Sappada (Bl) hanno rinvenuto i resti del corpo di Renato Zanon, 43 anni, di Tavagnacco (Ud), scomparso lo scorso 22 giugno durante un'escursione sul gruppo del Peralba. Questa mattina i soccorritori hanno ripreso le ricerche dell'uomo, come gia' fatto martedi' in un altro punto del versante ovest del Peralba e nelle settimane precedenti per non tralasciare alcuna possibilita', concentrando l'attenzione su due canali sui quali rimanevano dei dubbi.....

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I consigli della Forestale in caso di temporale

ROMA - 22/7/2010 - Gli incidenti in montagna sono frequenti, soprattutto durante la stagione estiva. Spesso però potrebbero essere evitati seguendo delle semplici regole. E’ questo ad esempio il caso degli incidenti dovuti ai temporali e ai fulmini in alta quota. Per informare gli escursionisti il Corpo Forestale dello Stato ha redatto alcuni consigli per comportarsi correttamente in caso di improvvisi temporali estivi....

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Alto Adige, guerra dei cartelli bilingue: il ministro minaccia maniere forti

ROMA - 22/7/2010 - “Sessanta giorni poi In Alto Adige, i 36 mila cartelli in montagna scritti solo in lingua tedesca devono sparire. Se non lo farà la Provincia autonoma di Bolzano, provvederà lo Stato”. Parole dure. quelle del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. “Il ministro ha preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Provincia di Bolzano per una soluzione condivisa della questione della cartellonistica sui sentieri di montagna”. Lo comunica in una nota l’ufficio stampa del ministero per i Rapporti con le Regioni...

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Cartelli bilingue? No, mettiamo le figure

BOLZANO - 29/6/2010 - La vicenda rischia di assumere i toni della farsa. Dopo l’ultimatum lanciato dal ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto all’Alto Adige per adeguare i cartelli segnaletici in montagna scritti solo in tedesco, arriva la risposta dell’assessore provinciale di Bolzano Hans Berger, dell’Svp.
Il ministro Fitto aveva chiesto alla Provincia autonoma una risposta chiara sulla questione dei toponimi sui sentieri, realizzati in tedesco dall’Avs ma che il Cai vorrebbe bilingue. E l’assessore risponde: anziché le parole si usino i pittogrammi. Berger ha lanciato la proposta di sostituire le parole con figure, così da non dover tradurre termini come baita o ruscello, indicandoli con un “ideogramma”.
Nel frattempo, il governatore Luis Dunwalder ha fatto sapere di aver già risposto all’ultimatum di Fitto. Secondo Durnwalder ”va tradotto solo ciò che è traducibile e vanno usati soltanto i nomi storicamente accertati”. Nel frattempo il Cai ha presentato la lista dei nomi che andrebbero completati. Si tratta di circa 6.000 nomi che il Cai ha elaborato per risolvere la questione, ha detto il presidente Giuseppe Broggi. “Oggi – ha spiegato – è stata inviata una prima tranche dei toponimi, al commissariato del governo ed anche al vicepresidente della giunta Christian Tommasini”. ”Non potevamo – ha ribadito – aderire alla lista dell’assessore Berger che contiene soltanto tremila nomi da mantenere bilingui”.

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Marko Prezelj vince l’Eiger Award

GRINDELWALD, Svizzera - 28/6/2010 - E’ un premio allo stile di una carriera quello assegnato nei giorni scorsi dalle autorità svizzere a Marko Prezelj. L’alpinista sloveno, due volte Piolet d’or, portabandiera dello stile alpino, ha ricevuto il terzo “Eiger Award” della storia, battendo gli altri due illustri nominati Catherine Destivelle e Jeff Lowe.
Prezelj ha ricevuto il premio, che consiste in una scultura di pietra e 10.000 franchi svizzeri, sabato 19 giugno. “In alpinismo, lo stile è la prima cosa – ha detto l’alpinista -. La vera sfida è prendere le decisioni, sono le incertezze, la ricerca dell’equilibrio”. Prezelj, 45 anni, guida alpina e laureato in chimica, vanta prime salite in Himalaya, Alpi e Patagonia. L’alpinista si aggiunge, nell’albo d’oro dell’Eiger Award, ai nomi di Simone Moro e Denis Urubko che lo scorso anno lo hanno vinto per la prima invernale al Makalu e Ueli Steck che aveva ricevuto la prima edizione del premio. Il premio speciale dell’Eiger Award è andato allo scrittore, giornalista e regista tedesco Michael Pause, conduttore del programma televisivo dedicato all’alpinismo “Bergauf-Berab” in onda sulla tv bavarese.

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I triestini nella struttura centrale del CAI

 

 



Pasut si sveglia dal coma dopo 4 mesi

PORDENONE - 17/6/2010 - Si è svegliato dal coma dopo 4 mesi lo scialpinista travolto da una valanga il 7 febbraio scorso sul Cimon di Palantina. L’uomo era rimasto sepolto sotto 80 centimetri di neve per oltre due ore, salvandosi grazie a a una bolla d’aria che si è formata attorno al volto.

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Messaggero Veneto



Un "cerca persone" per la montagna

ESERCITAZIONE NEL PORDENONESE

MANIAGO - Tecnologia satellitare per trovare i dispersi in montagna anche là dove non arriva alcun segnale telefonico. Un innovativo dispositivo in tal senso - denominato Cerca persone - è stato messo a punto e sperimentato dalla Protezione civile del Friuli -Venezia Giulia.
Il dispositivo sarà messo a disposizione di tutti i comuni montani della regione ma anche di tutti i rifugi alpini entro un anno. Si tratta di un prototipo - unico nel suo genere in Italia -che sfrutta la tecnologia satellitare o, in alternativa, effettua triangolazioni da terra, anche in assenza di segnale telefonico
L'esercitazione è avvenuta a Maniago alla presenza dell'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al direttore Guglielmo Berlasso, ed ha coinvolto circa 280 persone.
La nuova tecnologia predisposta permette di intervenire nella ricerca e nel soccorso delle persone disperse in maniera più sicura, più puntuale e anche più economica. L'assessore ha detto che il dispositivo potrà essere commercializzato tra un anno esatto, in concomitanza con la prossima stagione estiva.
«Circa l'ubicazione delle apparecchiature, pensiamo ai rifugi alpini, ai centri visite dei Parchi, ma anche alle strutture ricettive dei poli turistici montani, dove l'escursionista potrà riceverli in comodato gratuito, indossarli e restituirli al termine della gita».
L'obiettivo finale è di rendere la vita in montagna più sicura per tutti.
«Da oggi cambia la montagna e cambia il modo di viverla perché grazie a questa nuova tecnologia è possibile intervenire nella ricerca e nel soccorso delle persone disperse in maniera più sicura, più puntuale e anche più economica» ha sottolineato Riccardi.
II test di ieri - al quale ha partecipato anche la neocostituita Squadra di ricerca nata all'interno del Gruppo comunale di protezione civile di Maniago e che collabora con il Soccorso alpino nelle ricerche in quota fino a 400 metri - ha visto dieci volontari-cavie dotati del nuovo dispositivo disperdersi in varie zone sia di montagna (teatro delle operazioni il Monte Jouf) che in zone di pianura: le ricerche, effettuate con moderni sistemi di ricezione sia da terra che in elicottero - fondamentale si è rivelato l'uso di questo mezzo - hanno consentito di ritrovare tutte le persone volutamente disperse e una di esse, che risultava virtualmente ferita, è stata trasportata a valle in barella dagli uomini del Soccorso alpino.

Il Piccolo 14 giugno 2010

 


Chiusaforte (UD): onorificenza al Soccorso Alpino

Chiusaforte, Udine -Il consiglio comunale di Chiusaforte ha deciso all'unanimità di conferire la cittadinanza onoraria al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia e al Soccorso Alpino della G.d.F. di Sella Nevea. Una decisione motivata dalla riconoscenza verso due realtà che da decenni operano sul territorio a servizio delle comunità locali. La cerimonia di consegna avverrà il 15 maggio.

Lo Scarpone - aprile 2010



Nives Meroi: quando il fine giustifica i mezzi

TARVISIO, Udine -26/4/2010 - "Abbiamo la prima donna che ha salito tutti i 14 ottomila e con lei si vede qual è stata l'evoluzione dell'alpinismo: al giorno d'oggi si è concentrati esclusivamente sul risultato, senza più tenere conto dell'essenza stessa della scalata. Delle due ha vinto la più brava a organizzarsi, visto che concorrevano a parità di stile".

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Carnia, salvate dopo notte all'addiaccio

PAULARO, Udine -27/4/2010 - Due turiste austriache sono state recuperate ieri mattina dal Soccorso alpino dopo aver trascorso una notte all'addiaccio sulle montagne della Carnia.

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Tre scout appiccano incendio per errore


CASSO, Pordenone -16/3/2010 - Hanno appiccato il fuoco in un posto sbagliato e involontariamente hanno provocato un vasto incendio sulle montagne sopra Casso, nelle Dolomiti friulane. E' successo a tre giovani scout domenica pomeriggio. A dare l'allarme, il capo scout dopo che i tre ragazzi l'hanno informato dell'accaduto.

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APPUNTAMENTI


CAI Gorizia


16 maggio 2012

Grande serata con Silvia Metzeltin

Mercoledi 16 maggio la sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano prosegue la sua attività culturale presentando ai suoi soci e a tutti gli appassionati isontini un personaggio di primo piano dell’alpinismo italiano e internazionale: Silvia Metzeltin.

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