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Giuseppe Coniglio

Poeta contadino

E' nato a Pazzano (RC) il 2 Dicembre del 1922 Peppino Coniglio e nel suo paese è rimasto a vivere sempre. La sua era una famiglia contadina completamente edita al lavoro dei campi, da cui ricavava ogni risorsa di vita. Nella sua casa il nonno conservava la severa dignità patriarcale, imponendo alla numerosa famiglia le sacre leggi del dovere e della fatica. Cosi Peppino è cresciuto con la religione del lavoro nella mente e col senso della necessità di lottare quotidianamente per riuscire a sopravvivere. I tempi della sua infanzia erano quelli della pizzata di granturco, che il bilancino avaro della miseria costringeva anche a razionare con fredda parsimonia. La convinzione che nella vita bisogna fare  e dare tanto per ottenere anche una piccola cosa,  è stata la sua fede morale, lo stile del suo pensiero. Ha frequentato la scuola elementare con la mente già piena piccole, importanti capacità di lavoro e con le mani già dure di contadinello esperto e giudizioso. Il sapere gli è parso uno strumento indispensabile,  perchè assai utile nella lettura del libro della vita,  che quotidianamente gli forniva esperienze e vicissitudini, che bisognava assolutamente decifrare e comprendere. Egli ricorda sempre con giustificato orgoglio ed emozione, che un lontano, che un lontano giorno aveva stipulato un curiosissimo contratto con un signorotto del luogo, il quale gli dava dei libri da leggere, in cambio di giornate lavorative. L'accordo stava precisamente in questi termini: ogni volta che Peppino offriva a quel signore una giornata di lavoro, veniva retribuito con dieci libri da leggere e restituire. Un contratto che ha accettato con grande gioia e che ha onorato sempre, felice dell'opportunità che gli veniva concessa. I lavori agricoli in quel tempo erano abilità di base che ognuno aveva e esercitava già da tempo, come prima espressione di capacità. Ma oltre a quelli i più attivi si dedicavano ad altre specifiche competenze artigianali. Così Peppino, oltre a fare il bracciante agricolo, ha imparato a costruire anche i muri a secco, cosa che poi da adulto ha eseguito in grandissimo numero e con vera maestria nella "forestale", che è stato il suo campo di lavoro definitivo. Un'attività che Peppino ha amato profondamente, perchè gli dava modo di esprimere la sua ingegnosa ed equilibrata inventiva, insieme all'orgoglio di poter curare e sistemare le sue montagne  renderle ancora più accessibili ed accoglienti, in modo da consentire a chiunque di poter godere del loro fascino e della loro ricchezza. Ha sposato la signora Letizia, che lo cura sempre con delicata dolcezza insieme ai due figli Palmiro e Maria Antonietta. La vocazione di scrivere arriva sempre come necessario sfogo di quella di pensare. Peppino ha osservato,meditato, misurato ogni aspetto del suo modo,ogni caratteristica della sua gente. Ha cominciato, secondo la tradizione paesana ad annotare spunti umoristici per farse di carnevale, come " La calata degli dei" del 1949. Poi si è dedicato alla poesia dialettale vera, con un impegno serio e sistematico, riuscendo in brave, per la sua immediate e cordiale simpatia e per la carica brillante e significativa  della sua opera poetica, ad ottenere grande considerazione nella nitrita e bella famiglia dei poeti calabresi. Grandissimo apprezzamento hanno pure riscosso sempre quelle meravigliose sculture in legno, che in gruppi fantasiosi ed eloquenti hanno rappresentato la sua seconda efficace forma espressiva e che impreziosiscono questo libro con le loro immagini. Coniglio ha pubblicato nel 1973 la sua prima raccolta di poesie "Calabria contadina" e nel 1984 la seconda "Quattru chjacchjari e dui arrisi",versi che noi qui abbiamo riproposto,riveduti nella veste grafica e sistemati in differenti contesti.

Oltre ai vari riconoscimenti gli sono stati assegnati i seguenti premi:

  • Primo premio "personaggio dell'anno" - medaglia d'oro - Associazione amici dell'arte Pazzano 1982

  • Primo premio "Lauro d'Argento" Edizione sagra della poesia dialettale Calabrese - Ardore 1983

  • Primo premio "Trofeo Salvatore Filocamo"  - sesta edizione - Estate locridea Mammola 1986

  • Primo premio "Nuove prospettive Calabresi" - per la poesia edita - S. Calogero 1987

  • Primo premio "Concorso nazionale pro Moschetta" Moschetta di Locri 1990

  • Primo premio "Concorso poesia dialettale nella Locride" Roccella Jonica 1990

  • Primo Premio "Accademia del dialetto di Grifo" Trofeo Mimmo Martino "una vita per la poesia" Reggio Calabria 1996