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 molto probabile che la maggior parte dei pescatori dediti allo spinning sia approdata all'uso degli artificiali non per scelta precisa di questo sistema di pesca, ma come soluzione di ripiego, scoprendo solo successivamente il fascino irresistibile di questo sistema di pesca. Capita spesso di vedere, in una giornata di pesca sul torrente, dei pescatori intenti a insidiare pesci al tocco o alla passata con accanto una canna da lancio sul cui mulinello vi è una bobina con pochissimo monofilo dall'estremità del quale penzola, invariabilmente, un bel cucchiaino a pallini rossi o blu. E’ ormai un classico la figura del pescatore a passata che, alla vista di una cattura effettuata a cucchiaino da un vicino, stacca galleggiante e montatura dalla propria canna e inizia a chiedere a un collega un rotante, così per provare. Ma, complice l'inadatta canna da passata, l'artificiale va a infilarsi tra i rami delle pianta sulla riva opposta.

L’evoluzione trascurata

Alcuni moschisti, ma non solo loro, sostengono, in maniera forse un po' semplicistica, che la pesca con il cucchiaino sia di gran lunga più facile di quella da loro praticata. Tale affermazione, oltre a non essere del tutto dimostrata, offre lo spunto per una considerazione su quanto il mercato pone in vendita. Infatti, partendo dal presupposto che con lo spinning si fanno catture facili, risulta ovvio che non vi siano innovazioni da apportare per perfezionarle. In virtù di questo luogo comune, agli appassionati di spinning si è continuato per oltre vent’anni a offrire artificiali che non hanno mai subito la minima modifica per essere resi un po' più adescanti. Non è un concetto nuovo affermare che il pesce si abitua a un artificiale fino a rifiutarlo. Gli esempi più lampanti sono quelli offerti dal persico-trota (il black-bass) e dal cavedano, seguiti a ruota dal temolo e dalla trota, persino la poco considerata iridea che, superato il primo periodo in cui si avventa famelicamente su tutto quanto le viene porto, diventa poi più sospettosa della cugina fario. Sem brava proprio che i negozianti non avessero null'altro da offrire agli amanti dello spinning di un rotante del n. 2 a pallini, né questo tipo di mentalità pare dar cenni di cambiamento. Così, mentre per altre discipline (mosca, passata ecc.) le novità si susseguono a getto continuo, nel settore dello spinning si è ancora svantaggiati. Non è un caso che le prime canne in grafite siano state prodotte prima per la pesca a mosca, poi per la pesca a passate e solo dopo molto tempo siano stati creati modelli anche per lo spinning. All'appassionato dello spinning resta difficile (per non dire quasi impossibile) reperire dei grezzi con cui assemblare una canna secondo i propri desideri.