Fuga doppia
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Quintetto in Mib op. 44: Allegro ma non troppo

 

 

Doppia fuga – Ricapitolazione

Rappresenta la conclusione dell’intero ciclo sonatistico del quintetto, e usa come soggetti l’incipit del primo e dell’ultimo movimento.

E’ nettamente divisa in due parti a battuta 378 dalla grande cadenza sospesa che porta poi a una nuova comparsa della coda f e ad una trionfante perorazione finale.

Fuga

Si articola nei tre momenti della fuga “classica”:

Esposizione

Inizia a battuta 319 dopo la cadenza sospesa e pausa con corona, con il pianoforte che enuncia il soggetto tratto dalla prima frase del primo movimento, in valori raddoppiati. Risponde alla terza battuta un secondo soggetto che è praticamente una variante dell’idea a del Rondò. Le entrate dei soggetti si alternano alla distanza canonica di quinta.     
Un piccolo dettaglio testurale: mentre il primo soggetto viene affidato a turno ad un singolo strumento, dal registro acuto a quello grave, il secondo è sempre eseguito in raddoppio col pianoforte, cosicché ne risulta una trama ritmico-sonoriale abbastanza continua ed avvolgente, al cui interno si staglia il primo soggetto rimbalzante da uno strumento all’altro.

Divertimento/i

A battuta 343 il primo soggetto subisce una prima elaborazione, che lo accorcia a 4 battute per costruire su di esso una progressione discendente che porta agli stretti

Stretti e cadenza

Questo episodio è costruito simmetricamente rispetto all’esposizione, col primo soggetto, in una ulteriore elaborazione, che parte dal registro grave per andare verso l’acuto; le entrate si succedono a distanza di due battute su un pedale di dominante che arriva alla cadenza perfetta di batt.370. Segue la versione “ascendente” di a che avevamo già incontrato alla fine del Rondò, che viene però subito ripetuta sull’accordo di settima di sensibile della dominante, segnato “un poco rit.” quasi ad accentuare ed isolare questa che sarà l’ultima cadenza sospesa prima della trionfale affermazione della tonica.

Coda

Anche qui viene usato il poetico tema f per la coda, con evidente intento simmetrico rispetto alla sezione-Rondò; stavolta però il profilo cadenzale porta ad una perorazione finale in fortissimo, in cui ritorna il tema in una trasformazione/permutazione “trionfale” che abbraccia una decima ascendente (guarda caso la stessa estensione dell’incipit del primo tempo!). Seguono alcune battute di unisono fra tutti gli strumenti basate sul secondo inciso di a che spaziano su tutta l’estensione degli archi e della tastiera. La conclusione è riservata ad un arpeggio del pianoforte su grandi accordi degli archi.

 

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