Doppia fuga – Ricapitolazione
Rappresenta la conclusione dell’intero ciclo
sonatistico del quintetto, e usa come soggetti l’incipit del primo e dell’ultimo movimento.
E’ nettamente divisa in due parti a battuta 378
dalla grande cadenza sospesa che porta poi a una nuova comparsa della coda f
e ad una trionfante perorazione finale.
Fuga
Si articola nei tre momenti della fuga “classica”:
Esposizione
Inizia a battuta 319 dopo la cadenza sospesa e pausa con corona, con il
pianoforte che enuncia il soggetto tratto dalla prima frase del primo movimento,
in valori raddoppiati. Risponde alla terza battuta un secondo soggetto che è
praticamente una variante dell’idea a del Rondò. Le entrate dei soggetti
si alternano alla distanza canonica di quinta.
Un piccolo dettaglio testurale: mentre il primo soggetto viene affidato a turno
ad un singolo strumento, dal registro acuto a quello grave, il secondo è sempre
eseguito in raddoppio col pianoforte, cosicché ne risulta una trama ritmico-sonoriale
abbastanza continua ed avvolgente, al cui interno si staglia il primo soggetto
rimbalzante da uno strumento all’altro.
Divertimento/i
A battuta 343 il primo soggetto subisce una prima elaborazione, che lo accorcia
a 4 battute per costruire su di esso una progressione discendente che porta
agli stretti
Stretti e cadenza
Questo episodio è costruito simmetricamente rispetto all’esposizione, col
primo soggetto, in una ulteriore elaborazione, che parte dal registro grave per
andare verso l’acuto; le entrate si succedono a distanza di due battute su un
pedale di dominante che arriva alla cadenza perfetta di batt.370. Segue la
versione “ascendente” di a che avevamo già incontrato alla
fine del Rondò, che viene però subito ripetuta sull’accordo di settima di
sensibile della dominante, segnato “un
poco rit.” quasi ad accentuare ed isolare questa che sarà l’ultima cadenza
sospesa prima della trionfale affermazione della tonica.
Coda
Anche qui viene usato il poetico tema f per la coda, con evidente intento
simmetrico rispetto alla sezione-Rondò; stavolta però il profilo cadenzale
porta ad una perorazione finale in fortissimo, in cui ritorna il tema in una
trasformazione/permutazione “trionfale” che abbraccia una decima ascendente
(guarda caso la stessa estensione dell’incipit
del primo tempo!). Seguono alcune battute di unisono fra tutti gli strumenti
basate sul secondo inciso di a che spaziano su tutta l’estensione
degli archi e della tastiera. La conclusione è riservata ad un arpeggio del
pianoforte su grandi accordi degli archi.
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