Fuga 1
La prima fuga, se non può essere scambiata per
un valzer, inizia comunque con una leggerezza danzante; non risulta affatto
artificiosa o forzata all'ascolto, sia perchè usa materiale ben conosciuto (idea
a
come soggetto, una variante di c come primo controsoggetto e la
variante “a risposta” di a come secondo controsoggetto), e
sia perchè limita la scrittura più strettamente contrappuntistica (a tre parti)
all'esposizione (30 battute circa).
Segue una sezione più libera basata sui motivi d
ed e,
anche in questo caso usati per alleggerire la sonorità, prima di una grande
ascesa al Mib, che imitando una texture di tipo orchestrale conclude in cadenza
sospesa preannunciando abbastanza palesemente il ritorno del primo tema del
primo tempo.
Il percorso armonico va ancora da sol- a Mib,
ma in maniera molto lineare, passando per do- (iv grado di sol- e relativo
minore (vi) di MIb);
l’analogia nell’armonia e la presenza di tutte
le principali idee precedenti fanno pensare a questa prima fuga come ad una
sorta di ricapitolazione della sezione di Rondò, che nello stesso tempo costituisce
anche una preparazione ed un preannuncio della fuga doppia;
infatti dopo la grande ascesa cromatica al Mib
(batt. 300) già il violino annuncia un tema di ottave ascendenti. Come scrive
Tovey
“Il primo tema [del primo
movimento] attrae una tale attenzione con
i suoi salti vigorosi che è impossibile per il violoncello gettarsi in un
casuale salto di ottava in minime senza che venga implicato il primo tema”.[i]
Seguono quattro battute in cui proprio il violoncello enuncia le prime quattro
note del tema, aumentate a semibrevi, e con l’identica armonia;
una monumentale cadenza sospesa, basata sempre
sull’incipit del primo movimento, e
condotta omoritmicamente dai cinque strumenti, conclude la prima fuga.
[i] Tovey, Donald Francis. Essays in Musical… cit.
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