Palazzo  della  cripta di Balbo


spigolo del palazzo della cripta di Balbo

Scavi

Nel 1981 la Soprintendenza Archeologica di Roma promosse lo scavo di un isolato del centro storico che versava in stato di abbandono. Nell'area, che comprende le chiese di Santa Caterina dei Funari e San Stanislao dei Polacchi, sorgeva in antico un vasto cortile porticato, la Crypta Balbi, annesso al teatro che Lucio Cornelio Balbo aveva eretto nel 13 a.C.. Lo scavo ed il recupero dell'intero complesso fu iniziato con i fondi della legge n.92/81 nell'ambito del vastissimo programma di conservazione, ricerca e "rifondazione" in varie sedi del Museo Nazionale Romano voluto dalla Soprintendenza per il patrimonio archeologico di Roma.

Archeologia urbana
Gli scavi alla Crypta, promossi e condotti da Daniele Manacorda, hanno rivelato che la vita è continuata nel sito dopo l'età antica con una serie di trasformazioni e riusi nello stesso monumento protrattasi ininterrottamente attraverso il Medioevo e il Rinascimento sino all'età moderna.
Il complesso archeologico della Crypta Balbi ha offerto una testimonianza straordinaria del modo in cui Roma crebbe sulle sue stesse antichità nel corso dei secoli, grazie al fatto che il cantiere di archeologia urbana ha investigato tutte le fasi di vita di questo settore cittadino, senza privilegiare un aspetto o un'epoca rispetto alle altre, ma ponendo al centro dell'interesse i modi e i tempi delle trasformazioni, le continuità e le cesure che hanno dato forma al paesaggio urbano. Le ricerche, condotte nell'arco di vent'anni, hanno in particolare portato in luce le testimonianze di costumi sociali e di attività economiche sviluppatesi nell'oscuro periodo che segna il passaggio dall'antichità al medioevo, consentendone una nuova, più profonda comprensione.

Restauro del complesso
Il complesso demaniale si estende per circa 7.000 mq con un patrimonio edilizio di circa 40.000 metri cubi. Il lotto dei lavori che ha consentito l'apertura della sede museale, i cui lavori sono iniziati nel 1997, è costato venti miliardi compreso l'allestimento, di cui dieci miliardi finanziati con i fondi della legge n.651/96 (Giubileo 2000) e gli altri dieci miliardi con i fondi della legge n.396/90 (Roma Capitale) che ha disposto un finanziamento complessivo di venti miliardi di cui i restanti dieci hanno consentito un ulteriore appalto per iniziare il secondo lotto dei lavori per il restauro del complesso su via Botteghe Oscure i cui lavori inizieranno entro l'estate. Il museo si articola nella parte del complesso edilizio restaurato tra via delle Botteghe Oscure e Via Michelangelo Caetani, in particolare il "dormitorio" barberiniano" e due case di origine medievale su via Botteghe Oscure. I locali destinati all'esposizione si dispongono su tre piani e il percorso si articola nei diversi edifici attraverso le vie di comunicazione storicamente più significative permettendo di percepire il portico antico, le murature medievali e il complesso rinascimentale.



"La Crypta  e' stata sicuramente sotto diversi aspetti uno scavo esemplare, sia per la metodologia archeologica usata, sia per la completezza dei dati recuperati, da quelli archivistici a quelli archeologici, la seriazione dei materiali recuperati. La Roma altomedioevale e' presentata attraverso i contesti della Crypta, sia degli altri scavi urbani, illustrati topograficamente da una pianta all'inizio della stessa sezione" (Laura Vendittelli, direttore del Museo).