Le origini del softair si fanno generalmente risalire al Giappone
alla fine degli anni ottanta.
In quel paese infatti la legislatura rigida in materia di armi da
fuoco portò alcune intraprendenti imprenditori a produrre
riproduzioni di pistole e fucili veri in modo tale da assecondare
la passione per il tiro e per le armi di molti giapponesi. Non si
sa come e non si sa quando esattamente ma qualcuno da qualche parte
nel mondo cominciò a pensare che sparare contro sederi in
movimento fosse di gran lunga più divertente che tirare a
dei bersagli di carta o a dei bicchierini di plastica immobili.
Nacque così il softair, o airsoft che dir si voglia.
In Italia il softair cominciò a essere conosciuto nei primi
anni novanta. In quegli anni si sentiva parlare di mitici giocatori
che ai limiti della legge si rincorrevano per i boschi di qualche
montagna al confine italiano con la Svizzera, anche se adesso sospetto
che si trattasse di paintball, gioco completamente diverso.
Per quello che mi riguarda il softair nacque pochi istanti dopo
aver acquistato intorno al 1990 un "potentissimo" uzi
a molla marui rigorosamente in preziosa plastica nera lucida. Caso
volle che in quello stesso periodo il mio amico Fabio detto "Bubba"
acquistasse un "preziosissimo" fucile a pompa a molla
scala 1/2 di marca scognita; una domenica ci riunimmo per divertirci
a sparare con i nostri "cannoni" ai Playmobil piazzati
ad arte sul tavolo da ping pong del suo giardino, ma ci rendemmo
presto conto che era poco divertente ... e cominciammo a spararci
sulle chiappe divertendoci come matti!
Da allora non ho mai smesso di divertirmi!
Il softair è tecnicamente una simulazione di guerra svolta
tra piccoli gruppi.
I giocatori sono generalmente divisi in due squadre di dieci o quindici
elementi, talvolta contraddistinti dal tipo di abbigliamento, e
ciascun team ha un proprio obbiettivo da raggiungere che tipicamente
è una bandiera.
Ovviamente a questa breve descrizione esistono molte varianti, sia
per il numero di giocatori ma anche per complessità di "missione"
da svolgere che possono essere più o meno complesse e lunghe
nel tempo.
Le più dure sono quelle classificate come "hard softair"
che durano almeno 24 ore e per partecipare alle quali è necessario
conoscere alcune tecniche base di survival, tecniche di orientamento,
avere l'attrezzatura adatta ma anche una certa preparazione fisica
visto che questo tipo di partite risultano essere talvolta parecchio
pesanti e durante le quali si percorrono diversi km a piedi.
Le squadre ed i club di softair sono ormai diffusi in tutta Italia
ed è davvero difficile trovare una zona dove non siano presenti
"scemi di guerra in mimetica" o "soldati della domenica"
(così veniamo definiti in genere).
Il softair non è praticato ovviamente solo in Giappone ed
in Italia, ma quasi ovunque con curiose eccezzioni come la Germania
e l'Australia dove mi risulta che sia vietato.
La maggiorparte dei club sono ben disposti a far provare le persone
che vogliono cominciare a giocare, quindi se voi siete tra questi
vi consiglio di cercare subito un club dalle vostre parti e farvi
un'idea "sul campo" di cosa sia il softair con i vostri
occhi e di quanto coinvolgente, appassionante, e divertente possa
essere questo gioco!
|