Periodico della Di Biasio - edizione on line Settembre - Ottobre 2005

 

ADDIO A SIMON WIESENTHAL

Morto a 97 anni l'"Angelo vendicatore"

Simon Wiesenthal, architetto ebreo scampato ai lager nazisti, dopo la seconda guerra mondiale creò un centro per ricercare i gerarchi nazisti sfuggiti alla giustizia. Wiesenthal era convinto che per i 1100 criminali arrestati ci volesse una pena equivalente a ciò che avevano fatto e non la morte. Egli cercava la giustizia, non la vendetta. “Si possono perdonare crimini contro se stessi, ma non chi li fa contro gli altri” Queste furono le sue parole. La sua ossessione era catturare Mengele, un medico nazista che per anni aveva fatto orribili esperimenti su uomini, donne e bambini senza anestesia che gli procurò il soprannome di “Medico della morte”. Macchiatosi di questi orribili crimini, alla fine della guerra scappò e per lungo tempo non fu ritrovato.. Si rifugiò, infatti, in Argentina, dove visse cambiando spesso identità e lavoro. Grazie a simon Wiesenthal le autorità israeliane riuscirono a catturarlo e lo condannarono a morte. Wiesenthal aveva giurato di fare tutto per liberare il suo popolo dalle grinfie dei nazisti, e per la pericolosa attività che conduceva si trovò per ben tre volte ad un passo della morte. “L’angelo vendicatore”, così egli fu chiamato, ricevette molti riconoscimenti. E’ morto a 97 anni. Oggi, per il suo coraggio, viene ricordato con un film: “Brazil”.

 Anna Paola Vivenzio (classe II sez. D)

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