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NOTE ALLA DISCOGRAFIA ITALIANA: "THE WALL" ARANCIONE

 

 

 

 

Tutti conoscono il "The Wall" italiano in vinile arancione e sanno la sua storia. Si tratta di una specialissima edizione limitata numerata in vinile arancione, che può raggiungere i €2.500 di valore (valutazione media: €1.800/2.000), uscita solamente in Italia, solo per il circuito dei giornalisti ed archivi radio, per la promozione dell'album originale della EMI Records, uscito in Italia leggermente in ritardo rispetto agli altri Stati europei. E' senz'altro un disco tra quelli che più di tutti ha destato interesse tra i collezionisti dei Pink Floyd. Non si conosce esattamente quante copie furono stampate di questo disco, ma la cronologia delle ricerche da questi risultati: già dalla metà degli anni '80 circolavano voci che affermavano una produzione di circa 800 copie, mentre in alcune poche liste dei collezionisti si affermava l'uscita di circa 670 copie numerate; non vi è mai stata la conferma ufficiale della EMI, nè italiana, nè inglese, in quanto, come vedremo di seguito, questo famoso e ricercato disco non ebbe una produzione ufficiale vera e propria, ma ha una storia particolare. Ma noi abbiamo tentato di svelare la storia di questo fantastico disco ed il numero di copie stampate: non so se ci siamo riusciti, ma credo che ci siamo avvicinati di molto.

 

 

Fabio D'Emilio

 

A. LA CONFERENZA.

Il disco fu fatto dalla EMI Italiana di Roma appositamente per la promozione dell'album "The Wall" e fatto distribuire a scopo promozionale nel corso di una speciale ed unica conferenza stampa della stessa EMI romana nei primi giorni del dicembre del 1979, presso il Teatro dei Satiri, dietro Campo de' Fiori, alla quale parteciparono solo giornalisti e discografici, che ricevettero così in omaggio la copia in vinile arancione, oggi tanto ambito dai collezionisti. La speciale conferenza, come era in uso a quell'epoca, era creata per la presentazione di uno o due eventi: in questo caso, in contemporanea con "The Wall", sarebbe stato presentato dal vivo anche "L'Era del Cinghiale Bianco" di Franco Battiato, appena passato alla EMI (che prevedeva un'esibizione di Franco Battiato accompagnato da Giusto Pio). L'intenzione, ricorda Fabio D'Emilio, era quella di far sentire prima del mini-concerto di Battiato qualche brano dei nuovo disco dei Floyd, già uscito in Inghilterra e negli USA. Non avevano nulla a disposizione, se non una selezione dei brani dell'album, due proiettori a diapositive Kodac ed una manciata di fotografie, fatte da D'Emilio, del concerto di Zurigo del 3 febbraio 1977 (le stesse apparse nel numero di Popster del marzo del 1977). Il resto venne da sè: i presenti sentirono una selezione di circa 25 minuti di musica con i brani del nuovo album, accompagnati dalle foto della copertina e da quelle di Zurigo. Ma la vera chicca, come ormai sappiamo, fu la consegna di quel vinile arancione ai presenti, poco più di un centinaio di persone, evidenziando la moda dell'epoca che portava a regalare un omaggio ai giornalisti di queste presentazioni pubblicitarie dei nuovi album.

 

 

 

"Some Girls", Rolling Stones

 

B. IL DISCO.

Il disco fu stampato nella stamperia della EMI di Caronno Pertusella, dal master inglese datato "14-11-1979", ma tutta l'operazione non fu del tutto ufficiale: infatti, la EMI inglese non mise nulla a disposizione della EMI italiana per il lancio del disco in Italia, solo i brani, peraltro già usciti in LP il 30 novembre in Inghilterra; così, qualcuno della EMI Italiana pensò di stampare un disco promozionale, un disco che doveva essere in origine di normale vinile nero. Ma all'ultimo minuto il colore fu cambiato per dare un tocco di originalità alla conferenza, come spesso accadeva all'poca: in quel periodo andavano di moda i vinili colorati e alla EMI di Roma non restava che trovare il colore. L'unico colore disponibile in quel momento a Varese era il colore arancione: nel giugno del 1978 in Italia uscì il disco dei Rolling Stones "Some Girls" (Rolling Stones Records, 3C 064-61016), e la EMI Italiana lo fece uscire, in via promozionale, in vinile rosso; per fare questo c'era stata una grossa fornitura di vinile colorato che arrivava nei diversi colori (tra cui il rosso, l'arancione ed il verde), e visto che il colore arancione non era previsto per il disco degli Stones, e, quindi, era rimasto disponibile, le copie vennero stampate in quel colore e solo quello, senza però una formale autorizzazione della casa madre ed all'insaputa della EMI inglese e degli stesi Pink Floyd. Le copie vennero preventivamente in parte numerate (per la conferenza), con un normalissimo timbro a secco, nell'ufficio EMI di Roma, all'interno della copertina, che era comunque quella del disco in vinile nero, con la sola differenza del numero timbrato. Per la cronaca, le copie stampate furono imballate in fretta nello stabilimento di Caronno dentro degli scatoloni da 20 copie l'una, per essere portate a Roma per la conferenza pubblicitaria.

Anche il vinile ha delle piccole differenze tra le copie, confermato da alcune persone che lavoravano all'epoca per la CBS e che avevano contatti diretti con la EMI Italiana: le prime copie avevano i colori usati per la stampa del vinile che si erano fusi tra il rosso (usato prima per un altro artista) e l’arancione; quelle copie, ritenute non perfettamente arancione, erano di un colore perciò più acceso rispetto alle ultime stampe, che avevano l’arancione quasi sbiadito e, quindi, quasi tendente al giallo; tutto questo ha creato nel tempo una sorta di enigma, per il solo fatto che già in Israele era stato pubblicato il doppio “The Wall”, in parte di vinile rosso tendente all’arancione, per i dirigenti della CBS di Tel Aviv.

La copertina è quella classica bianca apribile con i mattoni, non riporta alcuna scritta, nè sulla copertina (fronte e retro), nè sul bordo del disco, all'interno riporta i soliti crediti nella metà di destra e nel mattone dell'estremo angolo in basso a destra mostra il numero di catalogo "3C 164-63410/11", sopra i crediti di produzione viene riportato il numero della copia in blu o in nero, le copertine interne sono pesanti e bianche con i mattoni e riportano i classici testi delle canzoni in stile G.Scarfe, sulla facciata B e D riportano rispettivamente i numeri di catalogo "3C 164-63410" e "3C 164-63411", sulla seconda facciata riportano anche il logo della Harvest e la scritta "E.M.I. ITALIANA S.p.A." "MADE AND PRINTED IN ITALY".

 

 

Etichetta del disco arancione

 

Le etichette sono le classiche picture della Harvest con il motivo dell'album, di chiara derivazione inglese, riportano il piccolo logo della Harvest ed il solito marchio a fuoco tondo della S.I.A.E. (quello del terzo tipo degli anni '80), oltre al numero di catalogo "3C 164-63410/A" (411/A nell'altro disco), poco sotto mostra le scritte "33 1/3 RPM." "STEREO" "S.I.A.E." "SIDE 1" "SHDW 411" e "SHSP 4111 A" (4112 A nell'altro disco), le scritte sono tutte in stile Scarfe; la particolarità di questa edizione promozionale è che la scritta intorno al bordo esterno è differente da tutte le altre stampe italiane, è in inglese, dice "All rights of the manufacturer and of the owner of the recorded work reserved. Unauthorized public performance, broadcasting, and copying of this record prohibited. Made in Great Britain. EMI Records (U.K.)", sempre in stile G.Scarfe.

 

 

 

C. I NUMERI TIMBRATI ED IL CICLOSTILE.

Sappiamo, da fonti ufficiose, ma precise (Franco Zanetti, Massimo Bonelli e Fabio D'Emilio, presenti all'epoca e che hanno partecipato all'operazione) che i dischi furono timbrati prima della conferenza negli uffici della EMI di Roma (dallo stesso Massimo Bonelli), e consegnati ai presenti dentro una normale busta di plastica (c'erano circa un centinaio tra giornalisti e discografici), insieme ad un semplice ciclostile: era questo il famoso speciale "programma aggiunto" per la conferenza, composto da 5 fogli ciclostilati, con la storia del gruppo ed un breve commento finale al disco di "The Wall" (non ci dimentichiamo che il disco è uscito in Italia poco dopo che nel resto dell'Europa), distribuito ai giornalisti solo per quella unica conferenza stampa per meglio conoscere il gruppo inglese attraverso la sua storia. Il ciclostile fu ideato da qualcuno della stessa EMI della sede romana ed era un documento che faceva parte della prassi per quell'epoca, veniva abitualmente prodotto per ogni uscita discografica della EMI e non destò nessun sospetto, così come non fu redatto nessun documento ufficiale di produzione per queste copie promozionali in vinile arancione. Qualche giornalista infilò l'inserto nel disco per comodità e da qui venne fuori la leggenda che l'inserto appartenesse al disco, cosa che non era vera. Purtroppo parecchi giornalisti hanno tolto o perso questo inserto, che risulta particolarmente difficile da reperire insieme al disco.

La cosa bella di tutta l'operazione era lo stile puramente "italiano" della cosa: non c'era un ordine di lavorazione ufficiale dato allo stabilimento di Varese dalla EMI Inglese, ma le copie vennero lo stesso marchiate a fuoco con il timbro della SIAE e numerate. Una cosa importante: non c'è relazione tra il numero timbrato su quelle copie e l'effettiva cronologia di stampa dei vinili. Un numero "basso" non corrisponde alle prime copie stampate e viceversa; i dischi vennero stampati e imbustati a Caronno Pertusella, dove furono imballati e spediti a Roma, alla sede locale della EMI Italiana, lì furono in parte timbrati e, pertanto, non c'è modo di riconoscere le prime copie stampate dalle ultime, se non per la lieve differenza di colore (come abbiamo visto sopra).

Le notizie più verosimili della conferenza, legate ai ricordi di alcuni dei giornalisti partecipanti, portano a credere che in quella occasione furono distribuite meno di un centinaio di copie; tutte le altre furono gestite dalla EMI di Roma e quella di Milano, per la successiva distribuzione nel circuito degli "addetti ai lavori", giornalisti assenti quel giorno, testate musicali, impiegati e dirigenti RAI (per esempio, lo stesso Franco Zanetti ricorda di aver portato 25 copie del disco da Roma a Milano in treno, per distribuirle alla sede di Milano!).

 

La storia del gruppo scritta sui fogli dell'inserto è la seguente (viene riportata integralmente):

1. Primo foglio.

2. Secondo foglio.

3. Terzo foglio.

4. Quarto foglio.

5. Quinto foglio.

 

Il secondo ciclostile con i testi

 

Nel febbraio del 2010 è poi apparso all'improvviso un secondo ciclostile, mai visto prima e di cui mancavano i riscontri ufficiale. Era una specie di booklet artigianale, formato da 10 pagine ciclostilate e spillate grossolanamente, che riporta tutti i testi di "The Wall" tradotti in italiano. Nessun collezionista, da quella data della presentazione all'epoca del suo "ritrovamento", aveva mai visto o neppure sentito di questo secondo ciclostile, sino alla sua apparizione. Ma secondo alcune fonti interne alla EMI ed il ricordo di alcuni giornalisti dell'epoca, questo secondo ciclostile venne creato dalla stessa sede romana in occasione del lancio pubblicitario dell'album, in poche copie, con lo scopo di avere sottomano i testi delle canzoni dell'album. Per la cronaca, i testi delle canzoni di "The Wall" riportati in questo secondo ciclostile erano stati tradotti dallo stesso Franco Zanetti prima dell'uscita ufficiale dell'album in Italia, sentendo le canzoni (non furono, pertanto, testi avuti dalla EMI inglese).

 

 

 

D. IL VINILE NERO.

Il disco normale in vinile nero del "The Wall" italiano, stampato sempre negli stabilimenti di Caronno Pertusella, uscì invece nei negozi una settimana, una settimana e mezzo prima di Natale del 1979 (secondo i ricordi di Nino Gatti e di altri collezionisti, nelle vetrine dei negozi c'era sia "The Wall", che "Attila" di Mina, due doppi album per la strenna di Natale). Infatti, abbiamo la conferma della maggior parte dei collezionisti e fans dell'epoca che la prima stampa italiana è del dicembre 1979, ma non ne abbiamo la certezza da parte di un comunicato ufficiale della EMI, a meno che qualcuno non si ricordi di aver comprato una copia i primi di dicembre 1979 (dopo la famosa conferenza stampa della EMI di inizio mese). La data sul run-off poi non si può prendere come "data di uscita", ma solo come "data di stampa della matrice" inglese ceduta allo stabilimento della EMI Italiana, come ormai è assodato da varie ricerche. Teniamo presente anche che il singolo estratto dall'album "Another Brick in The Wall pt. II" ha la stessa data stampata nel run-off ovvero "14-11-79" ed era già primo in classifica a dicembre inoltrato. Il numero delle copie uscite è impossibile da verificare, perché pare che ne fossero state stampate moltissime in più della tiratura ufficiale, il che portò a una serie di licenziamenti nella dirigenza EMI (si disse che la fabbrica di Caronno Pertusella ne avesse stampate sottobanco per poterle vendere senza rendicontazione), ed anche perchè ci fu un fatto curioso: in cambio di questa "novità" dei Floyd ai negozi, tornarono indietro tanti altri dischi invenduti di altri artisti, tanto che praticamente il guadagno su questo nuovo prodotto fu vicino allo zero, con la conseguente crisi nello staff dirigenziale della EMI.

 

 

 

E. I NUMERI "000".

Alcune voci di corridoio negli anni '90 ipotizzavano l'esistenza di alcune poche copie con i numeri "000" all'interno: secondo le voci, queste erano pochissime copie destinate ai manager della EMI Italiana, timbrate appositamente con uno "000" per distinguerle dalle altre; qualcuno se le ricorda, i più però non ricordano nulla e, pertanto, aspettiamo qualche conferma da parte di chi era quel giorno presente negli uffici della EMI di Roma. Di fatto, queste fantomatiche copie con "000" non sono mai state viste.

 

 

 

Il disco completo

 

F. LE COPIE STAMPATE.

Quante copie ci sono del "Promo arancione"?

Tutti si chiedono: quante copie sono state fatte del "The Wall" promozionale in vinile arancione? Non potendo avere notizie direttamente dalla EMI Italiana o dalla stamperia, abbiamo reperito le notizie in altro modo. L'unica fonte certa per sapere quante copie uscirono dovrebbe essere la SIAE, che bollava ogni etichetta di disco posta in vendita, ed in base a queste etichette la SIAE pagava le royalties. E' vero anche che a causa della politica commerciale i negozianti dettero indietro gli invenduti, in cambio di "The Wall": il risultato fu "profitto zero" per la EMI e teste del management tagliate. Ma tutti coloro che lavoravano alla EMI confermano l'uscita prima di Natale (una settimana prima), ma manca la conferma della SIAE.

In base ai ricordi di qualcuno che lavorava nel circuito o che aveva assistito alla conferenza ed a quasi tutta l'operazione, si può desumere che ne sono state stampate almeno 350 esemplari, ma potrebbero essere poche di più, tanto da far salite il loro numero a circa 400 esemplari. Per cui, non poteva mancare una specie di censimento tra i collezionisti e tutti coloro che, anche per una sola volta, hanno avuto per le mani una copia di questo famoso album promozionale. Se non altro per capire, una volta per tutte, quante copie ne furono distribuite. I fatti reali e statistici che emergono fanno pensare che non siano state timbrate più di 330-350 copie (tutte così numerate), e che sicuramente possiamo affermare che esistono sicuramente almeno una cinquantina di copie "non numerate" che sono circolate in giro tra i collezionisti; inoltre, si rilevano due aspetti: che è quasi nullo il numero dei collezionisti che ricordano vagamente copie con un numero "alto" timbrato, e che non si capisce perché i numeri timbrati "alti" non sono mai circolati nel corso degli anni. Sino a 200-220 è stato abbastanza facile trovarli, ma oltre no. Esiste perfino una copia non numerata, ma con un timbro blu sbavato con la scritta "COPIA PER USO INTERNO AMMINISTRATIVO 14 NOV." ed un foglio d'agenzia battuto a macchina, una copia che, secondo approfondite ricerche, fu ceduta ad un collezionista da una ragazza che lavorava alla EMI di Milano (un timbro che veniva apposto su documenti e carte aziendali della EMI, e non su dischi, ma che a questo punto indica un periodo temporale ben definito, anche se a nostro parere non legato all'edizione italiana di "The Wall", ma al master inglese).

 

 

E' bene infine precisare una cosa: il disco non aumenta di valore con il diminuire dei numeri timbrati, nè una copia con il ciclostile vale troppo di più di una senza. Il disco è nato "senza" timbro, stampato in una unica sessione di stampa a Caronno Pertusella, i timbri furono messi poco prima negli uffici della EMI romana per pura statistica e non in tutte le copie stampate. Per cui, un numero basso vale quanto un numero alto, che a sua volta valgono come le poche copie non numerate. Ed il ciclostile non centra nulla con il disco, non è un inserto come parecchi ancora credono: è come una specie di promemoria per i giornalisti in occasione della conferenza (come una specie di programma), cosa abituale per l'epoca

 

 

 

 

F. LA RICERCA.

La ricerca, iniziata nell'aprile 2011, non si è mai interrotta. C'è da dire subito che, in base a quello che abbiamo ipotizzato nei precedenti punti di questa pagina, anche noi non abbiamo trovato copie con numeri alti timbrati; possibile che ci siano, ma è possibile che non siano state timbrate che 300-350 copie del disco. Ai posteri l'ardua sentenza.

Intanto, ecco il risultato analitico della nostra ricerca, che ormai prende l'aspetto di una "statistica", ovvero, le copie che sono circolate tra la fine del 1979 e oggi tra i collezionisti e fans di tutto il mondo (almeno quelli contattati, circa 200), ricerca arricchita poi dai dati del monitoraggio di Ebay e dei principali siti di vendita di dischi (come Discogs e Popsike), nonchè dei ricordi di chi ha partecipato alle Fiere del Disco Usato (come le principali di Vinilmania a Novegro, Utrech e Barcellona). Dalla ricerca si desume sicuramente che, al di là della particolarità del disco in questione, sono circolate dal 1979 ad oggi quasi il 50% delle copie stampate e distribuite nel giorno della conferenza e nei giorni successivi (ipotizzando una stampa di circa 400 copie); il loro valore rimane notevole, mentre la sua quotazione rimane abbastanza alta (sicuramente oscilla tra il 1.800 ed i 2.500 euro), facendone ancora un vinile abbastanza ricercato dai collezionisti.

Per motivi di privacy non abbiamo messo, nè metteremo mai i nomi dei collezionisti interpellati. Chi avesse novità di rilievo o nuovi numeri è pregato di farcelo sapere in email. Dalla analisi dei dati rilevati da questa ricerca, possiamo dedurre che la migliore stima della quantità stampata dei promo arancioni credo sia quella di circa 350-400 copie stampate. Per motivi di privacy non verranno messi in questa pagina i nomi dei collezionisti interpellati e che hanno gentilmente aiutato me nella ricerca; il loro nome è tutelato dalle norme vigenti in materia di privacy ed è presente solamente nel mio archivio personale e mai reso pubblico.

 

 

 

l COPIE DEL DISCO CHE SONO CIRCOLATE DAL 1979 AD AGGI: [201].

 

(I) COPIE NON NUMERATE IN POSSESSO DI COLLEZIONISTI O FANS GIA' IDENTIFICATI E VERIFICATI:  [24]

24 copie.

(copie stampate nello stabilimento di Varese, ma non numerate con il timbro: si conosce il proprietario attuale del disco)

 

 

(II) COPIE NUMERATE IN POSSESSO DI COLLEZIONISTI, GIORNALISTI O FANS GIA' IDENTIFICATI E VERIFICATI:  [42]

002, 006, 007, 010, 013, 016, 017, 018, 021, 024, 033, 035, 036, 042, 044, 047, 055, 062, 063, 079, 090, 100, 111, 117, 123, 129, 131, 137, 142, 152, 157, 171, 172, 191, 192, 199, 205, 206, 213, 219, 226, 267.

(copie stampate nello stabilimento di Varese e numerate con il timbro a Roma: si conosce il proprietario attuale del disco, e si tiene conto, in alcuni casi, anche dei passaggi tra più proprietari)
 

 

(III) COPIE NUMERATE CHE SONO CIRCOLATE, DI CUI NON SI CONOSCE IL POSSESSORE:  [121]

001, 003, 004, 005, 008, 009, 011, 012, 014, 015, 019, 023, 026 (copia misspress, con due dischi uguali), 028, 029, 030, 031, 032, 038, 039, 051, 052, 053, 056, 057, 058, 059, 064, 066, 067, 068, 069, 083 (copia con un disco nero e uno arancione, in vendita su Ebay nel settembre 2020), 084, 087, 088, 091, 095, 102, 105, 106, 109, 114, 115, 118, 124, 125, 126, 132, 133, 135, 143, 144, 147, 149, 151, 153, 154, 155, 156, 162, 164, 165, 169, 173, 174, 175, 176, 179, 181, 184, 189, 194, 195, 196, 200, 201, 204, 221, 222, 223, 224, 225, 230, 232, 233, 235, 240, 242, 254, 255, 256, 258, 260, 262, 263, 273, 274, 280, 282, 285, 301, 305, 309, 315, 322, 333, 336.

* a queste vanno aggiunte due copie numerate, i cui proprietari non vogliono rivelare per loro motivi personali il numero all'interno.

(copie stampate nello stabilimento di Varese e numerate con il timbro a Roma: non si conosce il proprietario attuale del disco, ma si tiene conto, in alcuni casi, anche dei passaggi tra più proprietari)
 

 

(IV) COPIE NUMERATE VENDUTE SU EBAY, DI CUI NON SI CONOSCE IL NUMERO SICURO:  [3]

3 (aste del novembre 2004, giugno 2011, novembre 2014).

(copie stampate nello stabilimento di Varese e numerate con il timbro a Roma: si tratta di copie del disco che sappiamo essere state vendute (fonte: Popsike), ma di cui non abbiano la sicurezza del numero stampato all'interno, nè si conosce il venditore, per poter procedere a verificare le notizie)

 

 

(V) COPIE DUBBIOSE O POCO AFFIDABILI, DERIVATE DA VAGHI RICORDI NON PROVATI:  [3]

una intorno ai 400 (???), una oltre 600 (???), 670 (???).

(si tratta di copie del disco di cui non abbiano nessuna certezza del numero e frutto di ricordi vaghi, soprattutto relativi a testimonianze indirette o poco probabili, o ricordi dubbiosi, tanto da non poter provare la loro esistenza in alcun modo)

 

 

(VI) COPIE NON NUMERATE, CHE SONO CIRCOLATE, MA DI CUI NON SI CONOSCE IL POSSESSORE ATTUALE O PRECEDENTE:  [11]

11 copie (sembra che una copia aveva due dischi uguali, lato A e B).

(copie stampate nello stabilimento di Varese, ma non numerate con il timbro a Roma, di cui si ha notizia che sono circolate in giro, ma non si hanno notizie precise in merito)

 

 

 

 

 

 

Copyrights & Credits.

Idea e Ricerca principale a cura di Stefano Tarquini (inizio: giugno 2003); hanno collaborato: Danilo Ragonesi (giugno 2003), Angelo Moretta (maggio 2002- gennaio 2010), Franco Zanetti (2010), Massimo Bonelli (2010), Fabio D'Emilio (2012). Per alcuni approfondimenti, si rimanda anche al numero 471 di dicembre 2012 della rivista "Suono", articolo di Guido Bellachioma (dove i Lunatics hanno collaborato), che si ringrazia. Ricerca delle copie del disco di Stefano Tarquini (1^ fase: aprile 2011-dicembre 2012 / 2^ fase: marzo 2013 / novembre 2017).

Grazie per l'aiuto a tutti i collezionisti contattati; la ricerca è comunque sempre in corso e, se del caso, vengono aggiunti i nuovi numeri trovati.

Ogni notizia idonea ad aggiornare la presente ricerca è gradita, scrivete a Stefano Tarquini.

* Parte della presente ricerca è stata approfondita ed inserita nei due libri dei Lunatics: "PINK FLOYD. STORIE E SEGRETI" (Giunti Editore, 2012), e "TUTTE LE CANZONI DEI PINK FLOYD. IL FIUME INFINITO" (Giunti, 2014), con l'autorizzazione dei rispettivi autori. Pertanto, ogni loro uso è strettamente vietato dalla legge.  www.thelunatics.it

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