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RECENSIONE DI RESIDENT EVIL DEADLY SILENCE

Autore: Carlo Terzano

L’ORRORE QUESTA VOLTA SI è SPALMATO SUI DUE SCHERMI DEL DS: FUGGIRE NON SARà AFFATTO FACILE…

 

Tra tutti i giochi che avremmo potuto immaginare su DS, Resident Evil è forse il più inatteso. Prima di vedere in azione la versione di gioco completa, era infatti difficile provare a pensare come sarebbe stato un capitolo della migliore saga survival horror su di una console portatile dotata, tra l’altro, di caratteristiche davvero bizzarre. Capcom, però, ha saputo prenderci in contropiede, riuscendo a convertire in poco tempo il primo, storico, capostipite del terrore per il bivalve Nintendo.

Che il terrore abbia dunque inizio…

 

È SOLO TUO, MA ANCHE SUO!

Forse non tutti sanno che il genere a cui fa parte la serie partorita da Mikami non deve i suoi natali alle vicende di Raccoon City, bensì ad un altro gioco di successo: Alone in The Dark, vero e proprio progenitore dell’orrore videoludico. Capcom, comunque, ha saputo tesaurizzare gli elementi più rilevanti della meccanica di gioco, riadattandoli e fondendoli in un concept nuovo e strabiliante. Dieci anni fa nasceva su Playstation Resident Evil ed il mondo, dopo, non sarebbe stato più lo stesso. All’inizio dell’Autunno del 2002, la celebre casa giapponese, forte degli accordi appena siglati con Nintendo, elabora un colossale remake del primo episodio per Game Cube, ma già il Nintendo 64 aveva avuto la fortuna di ospitare una versione riveduta e corretta di Resident Evil 2, a detta di molti il miglior episodio della trilogia.

Come prosegue poi la storia lo dovreste sapere bene, visto che il sodalizio tra Capcom e Nintendo vive momenti di alti e bassi che hanno interessato lungamente la stampa del settore. Dopo il remake di Resident Evil: Nemesis, infatti, Shinji Mikami annuncia diversi giochi in fase di sviluppo creati esclusivamente per l’ammiraglia della Casa di Kyoto, ma le insoddisfacenti vendite del Cubo lo convinceranno poi a trasferire tutti questi titoli anche sulle piattaforme concorrenti. E se perdere l’esclusiva di Viewtiful Joe, PN 03 o Killer 7 non interessava più di tanto ai nintendofili, “perdere” Resident Evil 4 ha segnato l’inizio di moltissimi bruciori di stomaco, testimoniati, ad esempio, dalle numerose epistole giunte in questi mesi al Carlo’s Café.

Come se lo smacco già di per sé non bastasse, per la gioia dei fan della Grande Enne è notizia relativamente nuova l’annuncio di Resident Evil 5 solo su PS3. Ma la storia, si sa, è destinata a ripetersi, dunque non mi sorprenderei troppo se Capcom desse nuovamente alla parola “esclusiva” quell’elelasticità del tutto inattesa…

 

SIAMO (DI NUOVO) NELLA VILLA DA CUI TUTTO HA AVUTO ORIGINE…

Con Deadly Silence (acronimo di DS) si ritorna ai capitoli iniziali di questa lunga e truculenta avventura, raccontata da un grimorio che veste in panni moderni le spettrali storie del noto Necronomicom. Le prime pagine del racconto ci illustrano brevemente i fatti accaduti: a qualche chilometro da uno sperduto paesino statunitense è avvenuto un misterioso incidente che richiede l’intervento di una squadra speciale, la S.T.A.R.S (Special Tactics and Rescue Squad), l’elicottero, però, precipita nei pressi di una villa isolata ed i sopravvissuti all’incidente vengono attaccati da cani selvatici particolarmente feroci. L’unica via di salvezza parrebbe rappresentata dalla possibilità di rifugiarsi all’interno della magione, salvo poi scoprire che è proprio lì che l’orrore ha avuto inizio…

A questo punto l’azione passa finalmente al giocatore, che avrà la possibilità di impersonare il nerboruto Chris Redfield oppure calarsi negli attillati panni della bella Jill Valentine. In teoria optare per uno o per l’altro dovrebbe influire sul livello di difficoltà, ma tralasciando alcuni particolari trascurabili, sappiate che il tutto si risolve in una mera scelta estetica. Sentitevi quindi liberi di scegliere chi più vi aggrada, tenendo comunque a mente che col buon Chris vivrete situazioni ancora più entusiasmanti!

 

METTIAMO IL SEGNO.

Fin qui Deadly Silence sembra solo un libro vecchio al quale hanno cambiato la copertina.

L’ultima fatica Capcom, dunque, sulla carta apparirebbe pericolosamente uguale a sé stessa, fatta eccezione dell’introduzione di differenti modalità di gioco inventate ad hoc per questo remake.

Più precisamente, stiamo parlando di: Classic Mode, Rebirth Mode, Co-operative e Versus. Un quadrivio piuttosto interessante e a tratti inaspettato, che merita di essere esaminato approfonditamente.

La prima scelta ci tuffa nell’avventura del 1996 così come l’avevate lasciata su Playstation. Realizzazione tecnica a parte, nemici ed enigmi saranno i medesimi già affrontati e superati quasi un decennio fa. Una via consigliata soprattutto ai nostalgici, che non merita ulteriori presentazioni.

Viceversa, la seconda strada ospita una vera e propria resurrezione di un gioco morto e successivamente riadattato per il nuovo corpo in cui rivivrà. E infatti nel Rebirth mode che Resident Evil diventa Deadly Silence.

L’avventura originale è stata squarciata per bene e rimpolpata da un novello Dr. Frankestain: ora il nuovo mostro può rivivere sotto una forma quasi del tutto indedita e splendente.

Innanzitutto, il livello di difficoltà è stato leggermente aumentato. Le varie locazioni sono state riviste e ridisegnate in modo da fornire un approccio al giocatore diverso, anche perché in questa modalità sarà possibile utilizzare una visuale in soggettiva, che richiederà dunque nuovi accorgimenti per lasciare celati fino all’ultimo i vari abitanti della villa. A proposito di questi ultimi, sappiate che sono stati posizionati diversamente rispetto al passato, pronti a farvi sobbalzare nuovamente sulla sedia! Quindi, se ricordate che un tempo uno zombie vi aspettava dietro alla porta della camera padronale, ci arriverete quatti quatti e psicologicamente preparati, per poi notare che il bestio ha fatto i bagagli e si sarà trasferito altrove, dove proprio non ve lo sareste mai aspettato!

I morti viventi, oltre ad esser presenti in un numero nettamente superiore rispetto al passato, oggi tendono ad attaccare in gruppo ed a non mollare tanto facilmente la presa. Intendiamoci, non siamo di fronte alla perseveranza dei villici di Pueblo, ma anche in Resident Evil Deadly Silence la cocciutaggine dei vostri inseguitori riuscirà a stupirvi! Uscire di corsa da una stanza non è più un rimedio sicuro per sfuggire dalle grinfie di chi vi sta braccando. Gli zombie fanno sul serio e non torneranno nel loro angolino dopo qualche istante di quiete, anzi, inizieranno la loro personale battuta di caccia, alla quale potrebbero aggregarsi sempre più mostri.

 

ANOTHER CODE TRASLOCA.

Il Rebirth Mode, come detto qualche paragrafo fa, non innova solo la posizione e l’IA degli abitanti della magione, ma sfrutta anche appieno le peculiarità del DS, vale a dire si serve della possibilità di: dilatare la visuale sui due schermi e utilizzare sovente touch schreen e microfono. Riguardo alla prima, il visore superiore supporterà la mappa o l’inventario, mentre quello inferiore riporterà gli eventi di gioco. Il touch screen potrà tornare invece utile sia nei combattimenti, sia nella risoluzione degli enigmi, dove farà la parte del padrone. Durante gli scontri, il visore sensibile al tatto servirà essenzialmente per: pulire il sangue che schizza sullo schermo e utilizzare il coltello. Entrambe le azioni vi richiederanno rapide “sditate” in diagonale ed in orizzontale, in modo da garantirvi un ottimo risultato nel più breve tempo possibile. Acquietare un non morto brandendo un’arma bianca, infatti, non è di certo un’operazione facile, ma se si ha buona mira e si trancia velocemente la giugulare, difficilmente qualcuno si rialzerà. La visuale, in queste fasi assai delicate, diventa rigorosamente in prima persona e vi permetterà persino di poter eliminare in tutta calma anche più di due nemici contemporaneamente. Basterà lasciarli avvicinare quel che serve per poi iniziare a mollare fendenti all’altezza del viso e della gola. Quando le munizioni scarseggiano ed i nemici non sono troppo resistenti, sappiate giocare anche questa carta, mi raccomando!

Se le prime avvisaglie di un uso massiccio del touch screen possono essere avvertite da questa strana novità, è nella risoluzione degli enigmi che microfono e pennino diverranno i vostri migliori alleati. Completamente rivisti e ridisegnati, infatti, i vari trabocchetti e tranelli vi richiederanno quasi sempre di intervenire sullo schermo a suon di colpi d’indice. Purtroppo, dobbiamo dire sin d’ora che non siamo certo al livello di Another Code, la magistrale avventura testuale edita da Nintendo vissuta su DS la scorsa Estate. Eccezion fatta per alcune occasioni, non affronteremo infatti mai situazioni particolarmente innovative, anzi, la maggior parte delle volte ci troveremo di fronte ad enigmi soltanto riadattati ad un diverso metodo di comando. Il microfono, dal canto suo, spalanca le porte verso altri orizzonti: la possibilità di soffiare vicino a delle candele per spegnerle, ad esempio, è un’emozione dal retrogusto romantico che non smette di sorprendere…

 

IL COLPO DELLA STREGA!

Trasportare sulla nuova console Nintendo il capostipite della serie è però significato trasportare anche tutti quegli errorini che rendevano spesso e volentieri ostica l’esperienza di gioco su Playstation. Direttamente dall’inferno, torna infatti l’orrido sistema di controllo che ha caratterizzato tutti i capitoli fino a Code Veronica. Questo vuol dire che, ancora una volta le animazioni dei due eroi saranno caratterizzate da una certa legnosità, che si traduce in controlli discutibilmente farraginosi.

Fare lo slalom tra un gruppo di nemici, girarsi di scatto per affrontare un corridoio a "L" o, più semplicemente, compiere un giro di 360°: sono tutte azioni che, come ben sanno gli esperti in materia, diventano terribilmente ostiche quando si impersonano Chris e Jill. Fortunatamente, l’uso della croce direzionale rispetto allo stick analogico del pad della PSX ha migliorato sensibilmente la situazione, ma ancora una volta dovremmo barcamenarci tra controlli fastidiosi ed un’eccessiva mancanza di fluidità dei movimenti dei due eroi. Finire nelle fauci di un nemico per colpa di un pulsante che non ha risposto con il giuste tempismo rimane un'esperienza davvero frustrante...

Tornano poi i mostri più spaventevoli che Capcom abbia mai creato. Stiamo parlando delle scene d’intermezzo che ritraggono le porte aprirsi su di un desolante sfondo nero. Questi momenti servono alla console per caricare i dati della locazione successiva, è vero, ma oramai eravamo convinti di esserci lasciati alle spalle obbrobri simili!

Infine, e così chiudiamo questo paragrafo dedicato ai soli difetti, annoveriamo tra gli aspetti meno riusciti il fattore longevità: uscire  vittoriosi dalla magione e vedere i titoli di coda è difatti un’impresa tutt’altro che improba, che richiederà ai più bravi tra voi meno di cinque/sei ore di gioco nemmeno tanto intenso. Fortunatamente, a sostegno di una durata così irrisoria, fanno capolino le modalità Classic/Rebirth e Multiplayer. Se le prime due possono dirsi intercambiabili (difficilmente, infatti, chi finisce il gioco con una, lo inizierà nell’altra, quindi vi consigliamo di tuffarvi direttamente negli orrori della Resurrezione), l’esperienza multigiocatore saprà di contro intrattenervi per diverso tempo. Questa, si divide a sua volta in due sotto mode: cooperativa e versus. Nella prima, come fa intendere il nome, i giocatori si ritroveranno a collaborare per uscire vivi dalla villa, coprendosi vicendevolmente le spalle ed azionando in sincrono i vari enigmi; nel versus, si ingaggerà invece un furibondo scontro tutti contro tutti che premierà il partecipante che riuscirà ad arrivare per primo in un determinato punto della mappa scelto dalla CPU. Nulla di particolarmente emozionante, insomma, ma anche in questo caso gli sviluppatori hanno inserito diverse peculiarità molto interessanti, come, ad esempio, la possibilità di rianimare un compagno appena deceduto effettuandogli la respirazione bocca a bocca, ovvero soffiando con ritmo all’interno del microfono del DS!

 

ZOMBIE, TYRANT, RAGNI, CORVI, CANI E…

Insomma, Resident Evil Deadly Silence si conferma sicuramente come un porting di gran livello. Difficilmente, infatti, avremmo potuto immaginare un capitolo della serie su console portatile realizzato meglio, specie avendo ancora negli occhi quell’orribile Resident Evil Gaiden per Game Boy Color uscito qualche anno fa.

Graficamente, non siamo certo ai massimi che la console possa offrire, ma gli scenari e le varie ambientazioni(ora in 3D!), completamente riviste, incutono inquietudine ed ansia come un tempo, aiutate soprattutto dalle classiche inquadrature fisse dal taglio altamente cinematografico e da alcuni effetti di luce notevolmente riusciti.

Anche il sonoro si assesta su livelli medi, forte di musiche al cardiopalma e di effetti FX quasi sempre gradevoli, talvolta però leggermente gracchianti.

Sono però rispettivamente giocabilità e longevità ad affossare i voti nella pagella del primo Resident Evil. Per non ripetermi, concludo semplicemente ricordando che la prima è minata da controlli ben lontani dall’essere ottimali e da quelle animazioni legnose che speravamo esserci definitivamente lasciati alle spalle; la seconda, invece, si rivela ancora una volta troppo breve per dispensare le emozioni sperate. Qualche enigma un po’ più complesso degli altri, non vi impedirà di terminare il gioco in meno di dieci ore.

Se la modalità classica ci permetterà di giocare al capostipite così come lo avevamo lasciato su Playstation, sarà però la Rebirth ad impegnarvi maggiormente, forte soprattutto delle specifiche introdotte grazie al DS.

Gli enigmi, risolvibili intervenendo sul touch screen o soffiando nel microfono, non sono quasi mai all’altezza di quelli apparsi nel già citato Another Code, ma non per questo mancheranno di affascinare e di lasciare stampato sul volto del giocatore quel ghigno di soddisfazione per aver sorpassato con facilità un rompicapo a prima vista insormontabile.

VAI ALLA PAGELLA

 

Sistema: Nintendo DS

Target: 16+

Genere: Survival Horror

Giocatori: 1/4

Wireless Single Card: NO

Sviluppatore: Capcom

Produttore: Capcom

Distributore: Nintendo Italia

Versione: PAL

Requisiti: /

Uscita: 31 Marzo

Filmato: /

Connessione Wi-Fi non supportata

 

 

Copertina:

Gioco e manuale in buon italiano.

 

 

FOTO:

Un bel primo piano di uno zombie, così: tanto per gradire...

 

 

 

 

 

L'androne della villa rivive grazie alle migliorie grafiche apportate per questa riedizione. Chissà quali orrori ci attendono nelle dieci ore di gioco (sigh!) che ci separano dal finale...

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto la grafica non tiri certo al massimo le potenzialità del DS, Deadly Silence stupisce più di una volta grazie ai suoi effetti di luce ed al taglio cinematografico (ma a volte troppo scomodo!) delle inquadrature.

 

 

 

 

 

 

 

Alcune locazioni sono sensibilmente cambiate rispetto alla versione originale.

 

 

 

 

 

 

 

La possibilità di utilizzare il touch screen per menar fendenti col coltello non ci ha saputo sorprendere più di tanto.

 

 

 

 

 

 

 

Un enigma, tra i tanti, a richiedere tempismo ed un utilizzo corretto del touch screen.

 

 

 

 

 

 

 

Lo schermo superiore può mostrare la mappa oppure il pratico inventario.

 

 

PAGELLA:

TRAMA:                                           8,0

+ La stessa storia che avevamo vissuto 10 anni fa...

- ...La stessa, appunto.

GRAFICA:                                       8,3

+ Effetti di luce molto riusciti, buone texture.

- Modelli poligonali non soddisfacenti.

SONORO:                                        8,0

+ Musiche ottimamente orchestrate.

- Effetti FX gracchianti.

GIOCABILITà:                               6,8

+ La croce direzionale funziona meglio dello stick...

- ...Ma i controlli rimangono legnosi e farraginosi.

LONGEVITà:                                  6,7

+ Finalmente il multiplayer!

- Modalità in singolo sempre troppo corta.

GLOBALE:                                      7,6

In definitiva, Resident Evil Deadly Silence è un porting riuscito, che ha dalla sua diverse innovazioni molto divertenti. Prima fra tutte la possibilità di condividere l'avventura con altri tre amici, scegliendo tra ben nove personaggi disponibili. Sia che vi copriate vicendevolmente le spalle, sia che infuriate lotte sanguinarie all'ultimo punto, questa modalità si rivela da subito vincente ed appassionante.

In singolo, invece, è su Rebirth che dovrete puntare per trovare le tanto decantate innovazioni. Come più volte ripetuto, la possibilità di utilizzare il pennino per pulire il sangue che schizza sullo schermo o per mollar fendenti col coltello non ci ha di certo entusiasmati, fortunatamente però l'interazione migliora sul fronte degli enigmi, rinventati per poter supportare lo schermo sensibile ed il microfono. Anche in questo caso, comunque, siamo lontani dalle innovazioni vissute quest'Estate mentre risolvevamo i rompicapo di Another Code.

Deadly Silence è dunque un buon gioco, peccato solo che i difetti principali dell'originale abbiano trovato anche su DS terreno fertile su cui attecchire. Dopo dieci anni, infatti, speravamo che Capcom sarebbe riuscita a superare errori simili!

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 Voto per il gioco
 

Il Riso- 26/02/2006:
Voto: 7.5
Non vedo l'ora di giocarci in multiplayer!

Mazzio! - 26/02/2006:
Voto: 7
Grande Carlo, grande Mario&Yoshi's friends!! Bellissimo pezzo, RE DS è già prenotato.

Gaudente - 26/02/2006:
Voto: 7.5
Il tuo stile semplice ma al tempo stesso intrigante invoglia a procedere nella lettura, Carlo sei il miglior recensore di sempre!

Ganon 16 - 26/06/2006:
Voto: 8
Sono un grande appassionato di Resident Evil quindi me lo compro subito, appena esce!!

Dr. Mickey - 26/02/2006:
Voto: 7.5
L'articolo è ottimo sotto ogni aspetto, il gioco è forse meno riuscito di quanto sperassi...

Zulloh - 26/02/2006:
Voto: 7.5
Complimenti per la recensione, anche se da RE DS mi aspettavo qualcosa in più!
Pagine: 1-2-3-4-5-6.

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