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PHISICS FRONTIERS
Se cominciamo ad esaminare il meccanismo della trasmissione della luce nello spazio vuoto, cercando di capire la funzione delle "onde" nella fisica moderna, per trovare un adatto punto di partenza bisogna andare indietro di centinaia d'anni, da Newton a Heisemberg: dall'inesistenza dell'etere alla quantizzazione delle onde materiali inesistenti, dai fotoni al principio di indeterminazione.
Newton fu convinto per tutta la vita che la luce consistesse di getti di particelle, o "corpuscoli" e tale convinzione durò sino all'esperimento sull'interferenza mutua dei raggi luminosi dopo il loro passaggio attraverso una doppia fenditura, che dimostrò inequivocabilmente la natura ondulatoria della luce, in gran parte dovuto all'intuito matematico di Fresnel. La concezione che la luce sia un sistema ondulatorio è una conclusione nata dalle indagini pi• profonde che siano mai state fatte nel settore della scienza. Ritenendo provato che le onde abbiano una lunghezza definita, si può calcolare matematicamente il comportamento della luce in apparecchi ottici qualsivoglia complessi: la precisione sembra essere illimitata e dipende dalla precisione con la quale può essere misurato il risultato.
Un altro passo sulla teoria ondulatoria della luce fu compiuto da Maxwell, sulle idee di Faraday sull'elettricità e magnetismo, giunto ad interpetrare le osservazioni in termini di campi di forza elettrici e magnetici, che Maxwell poi espresse con esatta analogia con le formule matematiche della idrodinamica dei fluidi incompressibili. Il concetto di campo di Faraday sorvola sul problema dell'azione a distanza (cioè come puo una carica elettrica respingerne un'altra senza entrare in contatto con essa?), supponendo che il campo elettrico permeasse ogni cosa e la sua azione avesse luogo localmente piuttosto che a distanza, altro esempio tella tecnica del non-problema. Ci sono perciò oggi persone che credono nell'esistenza vera del campo elettrico come se fosse una entità fisica con una sua esistenza indipendente, come può esserlo un elettrone o una montagna e non considerano il campo come un puro accorgimento matematico atto ad integrare una serie di forze agenti con legge quadratica inversa. Nel caso presente non sappiamo nulla di come e perchè una carica elettrica debba essere influenzata dalla presenza ad una certa distanza di un'altra carica elettrica: sappiamo solo che l'influenza c'è e qual'è il suo valore.
Queste idee sembrano essere molto distanti dalle onde e dalla luce, ma Maxwell le riunì in una teoria, dimostrando che una particolare combinazione di campi elettrici e magnetici variabili descrivibili sotto forma di "equazione d'onda" si propagherà nello spazio alla velocità della luce. La combinazione di Maxwell dei concetti di elettricità , magnetismo e luce sotto l'unico concetto di movimento di onde è risultata soddisfacente dal punto di vista estetico e sembra resistere a indagini di qualunque profondità : ancora oggi quasi tutti gli scienziati ci credono: Hertz coronò l'idea generando elettricamente onde radio dimostrando che appartengono alla stessa categoria di fenomeni. Perciò nella fisica classica tutto appare ben rassettato, almeno in superficie.

Sorgono però nel frattempo un paio di piccoli problemi: primo, l'energia fisica trasportata dalle onde luminose è considerata energia contenuta nel campo elettromagnetico, descritta da una semplice formula nell'ambito della teoria. Una volta lanciata nello spazio, questa energia assume vita indipendente anche se la sua origine, per esempio una stella, fosse successivamente scomparsa o esplosa. A questo punto si avevano perciò un campo elettrico e uno magnetico nessuno dei quali, secondo la stessa teoria, poteva esistere senza che ci fosse una continua connessione ad una sorgente e ad un punto di arrivo mentre invece uniti tra loro godevano di vita indipendente. Secondo problema, di discrepanza maggiore, riguarda i campi elettrici e magnetici che li pone matematicamente equivalenti e subordinati alle leggi della fluidodinamica incompressibile: però le onde del campo elettromagnetico sono ONDE TRASVERSALI (!), di un tipo cioè che hanno bisogno di materia solida per essere trasmesse.
Ci si potrebbe chiedere perchè le onde dovrebbero proprio aver bisogno di un mezzo fisico (etere) per propagarsi. La risposta potrebbe essere che siccome le onde trasportano energia fisica facilmente misurabile si deve per forza parlare di onde fisiche che, normalmente intese, sono onde di carattere meccanico e viaggiano in qualcosa come l'aria o l'acqua, alla separazione tra aria e acqua o nella roccia con velocità definita in rapporto al mezzo di trasmissione. Ci volle perciò un mezzo di trasmissione, noto col nome di "etere" che doveva dimostrare proprietà diverse da momento a momento, a seconda che il campo sostenuto fosse statico o dinamico. Non pochi problemi sono all'origine di questo.

Esempio 1: esperimento di Michelson e Morley.
Poichè l'etere non opponeva resistenza al movimento dei corpi celesti, si suppose che esso non partecipasse al loro moto, cioè che l'etere potesse attraversare con facilità i corpi. Perciò la Terra, nel percorrere la sua orbita attorno al Sole, ha una sua velocità relativa rispetto all'etere, esiste cioè un vento d'etere, e se esiste un vento d'etere a un osservatore sulla Terra sembrerà che i raggi luminosi siano più veloci col vento a favore e viceversa più lenti se controvento. E questo che Michelson e Morley si proposero di dimostrare nel 1886 con un loro famoso esperimento, compiuto circa vent'anni prima che Einstain divulgasse la teoria della relatività speciale, con la quale l'esperimento viene di solito collegato, collegamento che ha ormai caratteristiche di mito. L'esperimento dimostrò che non esiste un "etere" dove le onde possono ondulare.
Michelson & Morley spedirono due raggi luminosi ad angolo retto che, riflessi da due specchi, tornavano al punto di origine. Uno dei due raggi, in posizione sfavorevole rispetto al vento d'etere, avrebbe dovuto essere più lento. L'esperimento diede due risultati esattamente uguali invece che le differenze previste causate dal vento d'etere, dimostrando che la velocità della luce per un osservatore terrestre è la stessa in tutte le direzioni, in qualunque periodo dell'anno, ed è una caratteristica dei corpi: se un corpo emette luce, il corpo resterà al centro delle onde luminose che si espandono, qualunque sia il moto che anima il corpo (moto dell'universo, ecc.). Ci fu una reazione immediata contro questo esperimento, che non verificò la costanza della velocità della luce: alcuni rifiutarono di crederci, altri, fino ai nostri giorni, hanno continuato a ripetere l'esperimento con strumenti sempre più raffinati nella speranza di dimostrarne la falsità : finora tutti i tentativi sono falliti.
La teoria più plausibile per spiegare il fallimento dell'esperimento è la CONTRAZIONE DI FRTITZGERALD: Un corpo, quando è in moto, diventa più corto nella direzione del movimento, in misura dipendente dalla velocità . Il percorso compiuto da uno dei due raggi controcorrente (andata) e poi con la corrente a favore (ritorno dopo la riflessione nello specchio) è più breve di quello compiuto attraversando perpendicolarmente il vento d'etere, nei due sensi (andata e ritorno): più corto esattamente da consentire all'onda più lenta di compiere il percorso nel medesimo tempo. La contrazione non è misurabile dato che anche i campioni di misura subiscono lo stesso processo: come dire che una barra di un metro è più corta se tenuta parallela all'equatore.

Esempio 2: Intervista alla scienza ufficiale integrata.
Gli esperimenti dimostrano che gli elettroni negativi hanno tutti identiche proprietà invariabili. Alla domanda <Perchè gli elettroni sono così stabili?> la scienza risponde che essendo l'elettrone così piccolo la sua struttura è quantisticamente indeterminata e perciò una domanda riguardante la stabilità meccanica è semplicemente insulsa e inesistente: le entità microfisiche sono indefinibili e non si deve indulgere alla vecchia moda di far domande su di esse. Tuttavia la domanda fa nascere qualche sospetto:
<Perchè allora la lunghezza d'onda delle righe spettrali di un gas in un tubo a scarica (Es. lampade al mercurio o al sodio, oscillatori al cesio, ecc) è definito con tanta precisione?>.
<Perchè il momento angolare e l'energia che l'elettrone può assumere dentro l'atomo è quantizzato con precisione nella sua orbita>.
<Allora è possibile determinare la posizione dell'elettrone dentro l'atomo, qual'è la sua distanza dal nucleo?>.
<Non possiamo dirlo, per il principio di indeterminazione di Heisemberg, ma solo la sua posizione più probabile>.
<Perchè allora le lunghezze d'onda che dite provocate da energia e momento indeterminati, sono definite con tanta precisione (frequenza, banda passante, ecc.)?>.
<Le domande suppongono che l'atomo abbia una struttura meccanica. La moderna teoria è una TEORIA MATEMATICA. Ne consegue che queste domande sono irrilevanti>.
<Ma le teorie matematiche si avvalgono di grandezze come energia e momento angolare: non sono forse normali grandezze meccaniche?>.
<Anche questa è una non domanda...>.

Quali altenative abbiamo di fronte alla difficile situazione in cui ci ha messo l'esperimento di M & M? Un primo passo potrebbe consistere nel dire che la luce non è in realtà un sistema di onde elettromagnetiche, ma si comporta come se lo fosse. La distinzione tra "è" e "si comporta come" non è solo tautologica e semantica, cioè basato solo sull'equivoco della definizione, ma fondamentale: essa ci dice di trattare la teoria elettromagnetica come una analogia o modello matematico della Natura, che probabilmente riflette certi aspetti della realtà fisica, non necessariamente tutti, e si dimostra un modello della natura pi• preciso in alcune circostanze che in altre. Quindi, oltre ad essere il primo passo per il decollo delle matematiche, tutto ciè è il ritorno al misticismo nella Filosofia Naturale, tale che è difficile distinguere dove finisce la fisica e inizia la metafisica.

Alcuni degli argomenti che la scienza attuale guarda con scetticismo mentre sono invece radicati nella cultura popolare sono la percezione extrasensoriale, la telecinesi, l'astrologia, i bioritmi, il mostro di Lock Ness, gli UFO, il creazionismo, la telepatia, la visione a distanza, la chiaroveggenza, il triangolo delle Bermude, la pensierografia, il mago "Don Juan" di Carlos Castaneda, il potere della piramide, la chirurgia psichica e le guarigioni per suggestione, la scientologia, gli spettri e le case stregate, la levitazione, le sensibilità delle piante, l'acqua magica ed altri tipi di rabdomanzia, le bizzarre mutilazioni del bestiame.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 25-11-05