Largo Argentera
Argentera è un oronimo derivante dal latino argentum, e indica qualcosa di bianco o di splendente. Si riferisce alla montagna omonima, ma calza perfettamente anche con questo splendido scorcio della città, bivio importante ed in tempi neppure troppo lontani unico snodo tra la valle Stura e la valle Grana. L’obbiettivo di oggi è di ricuperarlo ad un traffico meno insopportabile con lo spostamento dei camion sulla circonvallazione ovest. Rimarranno, è vero, le auto, ma almeno diminuiranno i pericoli e lo smog per quanti decideranno di godersi le panchine del bel giardino e d’estate l’ombra delle piante. Dal 30 gennaio sono entrate in vigore le nuove regole dei parcheggi anche per largo Argentera. L’obbligo di esposizione del disco orario si estende per un’ora tra le 8,30 e le 12,30 e tra le 15,30 e le 19,30 di tutti i giorni feriali (sabato compreso), con la conseguente possibilità di parcheggiare liberamente durante la pausa pranzo e nelle ore notturne.
Prima
della nuova tramvia tra Cuneo e Borgo fin dal 1878 era già in servizio
una tramvia a vapore, dotata di locomotive Krauss, che partiva da Cuneo
e fermava all'inizio dell'abitato di Borgo
(nei pressi degli attuali C. Barale-L. Argentera). E' stata un vanto della
no -stra provincia, perché fu la seconda tramvia a vapore in Italia,
dopo quella di Napoli. Tra l'altro aveva già sostituito quella
trainata da cavalli datata 1860. La tramvia a vapore Cuneo-Borgo-De monte
è stata costruita, ex novo, negli anni 1911-1912 dai fratelli Umberto
Angelo e Francesco Vigna-Taglianti. Nel 1912 si ebbe l'inaugurazione del
primo tratto Cuneo-Borgo, di circa 8 km; mentre sul finire del 1913 ebbe
inizio anche il servizio regolare di trasporto viaggiatori e merci sul
tratto Borgo-Demonte di 18 km , per complessivi 26 km, collegando così
il centro della valle Stura: Demonte, con i comuni di Moiola, Gaiola,
Borgo e Cuneo.
Largo Argentera
Largo Argentera perchè dai balconi dei palazzi il panorama splendido
è quello delle montagne del gruppo omonimo: un invito a salirvi.
Nel caso lo vogliate fare non ve ne pentirete. Si giunge in vetta alla
Cima Sud dell'Argentera, attraverso un Itinerario molto panoramico, da
cui si gode un‘ampia veduta dalle Alpi Marittime fino al mare."Qui
veramente lo spettacolo tocca le più alte espressioni del bello,
commovente e grandioso ad un tempo, solenne ed insieme pieno d'incantevole
dolcezza". Così Bartolomeo Asquasciati nel 1912 descrisse
la cima regina, la più elevata delle Alpi Marittime, ambita da
generazioni di alpinisti. La salita del tratto terminale, che si sviluppa
lungo la parete sud est, pur presentando difficoltà tecniche di
arrampicata alquanto modeste, va comunque affrontata con la dovuta prudenza
per la costante esposizione. La vetta, punto culminante dello spartiacque
tra le valli del Gesso della Valletta e della Rovina (Gesso della Barra),
per la sua altitudine di 3297 m.slm e per la sua posizione protesa sul
versante piemontese, permette una veduta panoramica circolare di rara
bellezza, che si estende dalla costa ligure-provenzale alle Alpi sudoccidentali
(Liguri-Marittime- Cozie). Con il bel tempo si può vedere la Corsica.


